L'Ascensione di Gesù Cristo al cielo è un evento fondamentale per la fede cristiana, sebbene i Vangeli non si dilunghino eccessivamente su tale episodio. Questa solennità liturgica, comune a tutte le Chiese cristiane, viene celebrata il quarantesimo giorno dopo la Pasqua di Resurrezione e rappresenta un punto di svolta significativo nella narrazione evangelica e nella missione della Chiesa.

Le Narrazioni Evangeliche e degli Atti degli Apostoli
Le testimonianze bibliche relative all'Ascensione si trovano principalmente nei Vangeli di Marco e Luca, e negli Atti degli Apostoli, anch'essi attribuiti a Luca. Questi testi, pur con alcune differenze narrative, convergono nel presentare l'evento come il culmine dell'esperienza terrena di Gesù e l'inizio di una nuova fase per i suoi discepoli.
Nel Vangelo di Marco e Luca
- Il vangelo di Marco finisce dicendo: "Gesù… fu assunto in cielo e si assise alla destra di Dio".
- L'evangelista Luca ne parla più ampiamente: "Poi li condusse fin verso Betania, e alzate le mani, li benedisse. E avvenne che nel benedirli si staccò da loro e fu portato in cielo". Ancora Luca colloca l’Ascensione sul Monte degli Ulivi, al quarantesimo giorno dopo la Pasqua.
- Luca aggiunge: "...fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?".
- Alla fine del suo Vangelo, Luca afferma che il Risorto condusse i suoi discepoli verso Betania e "mentre li benediceva si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia" (Lc 24,50-53).
Negli Atti degli Apostoli
- Negli Atti degli Apostoli, Luca inizia la sua seconda opera con un episodio breve relativo all'Ascensione: "Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo".
- "Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio".
- "Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, 'quella - disse - che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo'".
- "Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: 'Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?'".
È importante notare come Luca, pur presentando l'Ascensione come un evento fisico (Gesù che sale al cielo), lo interpreti in una chiave teologica profonda. L'azione è attribuita a Dio ("È stato assunto"), e la nube che lo sottrae allo sguardo richiama la presenza divina nell'Antico Testamento, come la nube del Sinai o quella sopra la tenda dell'alleanza. Questo suggerisce che l'Ascensione non è un "distacco" ma un "esserci in modo nuovo".
La Comprensione Teologica dell'Ascensione
La comprensione teologica dell'Ascensione è profondamente legata all'affermazione che Cristo ormai "siede alla destra del Padre". Gesù stesso applicò a sé questa espressione, rivendicando le sue prerogative messianiche.
Significato e Conseguenze
- Il catechismo della Chiesa Cattolica definisce l'Ascensione così: "Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore, che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre".
- L'Ascensione non è la partenza di Gesù, ma la sua presenza diversa nel mondo. Egli è l'Emmanuele, il Dio-con-noi per sempre, come ribadito dalle sue ultime parole in Matteo: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".
- Il suo modo di essere presente non è più lo stesso, ma non è meno reale. Con l'Ascensione, la sua presenza non è diminuita, si è moltiplicata, essendo ora libero dalle limitazioni umane e potendo stare accanto ad ogni uomo, sempre.
- L'Ascensione segna anche l'inizio del tempo della Chiesa e della missione degli Apostoli. Cristo agisce attraverso di noi, coinvolgendoci nella sua opera di salvezza.
Superamento delle False Aspettative
Al tempo di Gesù, e anche nelle prime comunità cristiane, c'era una forte attesa del regno di Dio e di un ritorno imminente di Cristo. Luca, scrivendo in un contesto di crisi e di false aspettative, utilizza il racconto dell'Ascensione per correggere queste visioni. La risposta del Risorto alla domanda "quando giungerà il regno di Dio?" è chiara: "Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra".
Ciò significa che la speranza del ritorno di Gesù non deve portare all'ozio o all'estraniamento dai problemi del mondo, ma all'impegno nella missione e nella testimonianza. "Smettetela di guardare il cielo", dice la voce dal cielo attraverso i due uomini in bianche vesti; è sulla terra che i cristiani devono dar prova dell'autenticità della loro fede.
L'Ascensione di Gesù al Cielo spiegata da Don Luigi Maria Epicoco
La Festa dell'Ascensione e la sua Storia
La festività dell’Ascensione è molto antica e viene attestata a partire dal IV secolo, con San Agostino che la descrive come una solennità già diffusa al suo tempo. Anche San Giovanni Crisostomo e Sant'Agostino ne parlano, ma una sua incisiva influenza per la diffusione si deve probabilmente a San Gregorio di Nissa.
Data e Celebrazione
Dato che questo giorno cade di giovedì, in molti Paesi la solennità è stata trasferita alla domenica successiva. In alcune rappresentazioni liturgiche, una statua di Cristo viene tirata verso l'alto su una corda, scomparendo alla vista della comunità, simboleggiando il suo ritorno al Padre.
Luoghi di Culto: La Cappella dell'Ascensione a Gerusalemme
Sul Monte degli Ulivi, il luogo tradizionalmente riconosciuto per l'Ascensione, fu costruita la prima chiesa intorno al 390 d.C. da Poimenia, una devota romana. Tuttavia, l'attribuzione di questa chiesa iniziale non è univoca; secondo gli scritti di Eusebio, essa risalirebbe al 333, fatta costruire da Costantino I su desiderio della madre, Elena. Questa basilica, detta Eleona Basilica (dal greco "olivo"), fu ricostruita nell'VIII secolo, distrutta nuovamente e poi ricostruita dai Crociati.
Sulla roccia conservata nel santuario, la tradizione riconosce l'orma del piede destro di Gesù, lasciata nel momento in cui ascendeva al cielo. Essa è venerata dai cristiani.
Nel 1200, come segno di buona volontà, Saladino ordinò la costruzione di una seconda moschea e di un mihrab nei pressi della basilica, per consentire la visita dei pellegrini cristiani alla roccia dell'Ascensione. Dai Crociati è stato poi costruito un piccolo santuario ottagonale, trasformato in moschea dai musulmani nel 1200. Originariamente era scoperto per ricordare l'Ascensione di Gesù al cielo.

L'Ascensione nel Contesto della Salvezza
L'Ascensione completa l'opera di salvezza iniziata con l'Incarnazione e culminata nella Passione e Resurrezione. In Gesù, morto, risorto e ora asceso, si sono aperte le porte del Cielo e della vita eterna.
Cristo Sommo Sacerdote
L'autore della Lettera agli Ebrei interpreta l'Ascensione con un linguaggio teologico che si richiama alla liturgia del tempio di Gerusalemme. Gesù è il vero e unico Sommo Sacerdote che, attraversato il velo che separava il mondo degli uomini da quello di Dio, è entrato nel Santuario eterno del cielo. Lì ha presentato al Padre non offerte di animali, ma la propria vita donata per amore agli uomini.
La Promessa dello Spirito Santo
L'Ascensione precede e prepara l'invio dello Spirito Santo. Gesù promise ai discepoli: "Voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto". Lo Spirito diventerà il protagonista del tempo della Chiesa, abilitando i discepoli a essere testimoni fino agli estremi confini della terra.
La Missione degli Apostoli e della Chiesa
Con l'Ascensione, Gesù affida ai suoi discepoli, seppur imperfetti e "feriti dall'assenza di un compagno, Giuda", il compito di diventare testimoni del suo Vangelo e della sua proposta d'amore. La missione è chiara: "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato".
Questa missione non è un atto di proselitismo, ma una testimonianza di una vita santa vissuta in Cristo, un "passaparola" che attrae e affascina. Il cristianesimo si propaga come un "vieni e vedi", un annuncio che deve essere una testimonianza viva e non una sterile trasmissione di verità astratte.
San Josemaría Escrivá sottolinea che l'Ascensione non deve lasciare nell'anima un residuo amaro di tristezza, ma la certezza che Cristo, pur attendendoci in Cielo, ci vuole felici anche qui, anelando il compimento definitivo di quella felicità che solo Lui può colmare totalmente. La vita del cristiano è un'unità coerente, semplice e forte, in cui tutte le azioni si fondono e si compenetrano, vivendo come cittadini del cielo pur essendo cittadini della terra.
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