Il libro degli Atti degli Apostoli narra numerosi eventi significativi che hanno segnato la diffusione del cristianesimo primitivo. Tra questi, spicca l'episodio del giovane Eutico a Troas, una storia di sonno, caduta e un miracoloso ritorno alla vita per intervento dell'apostolo Paolo. Questo racconto (Atti 20, 1-12) non solo testimonia la potenza della fede, ma offre anche spunti di riflessione attuali sulla partecipazione alla comunità e sull'importanza dell'ascolto.

Il Contesto del Viaggio di Paolo
Cessato il tumulto a Efeso, Paolo mandò a chiamare i discepoli e, dopo averli esortati, li salutò e si mise in viaggio per la Macedonia. Trascorsi tre mesi in quella regione, poiché ci fu un complotto dei Giudei contro di lui mentre si apprestava a salpare per la Siria, decise di fare ritorno attraverso la Macedonia per poi proseguire verso l'Asia.
Lo accompagnavano diversi fedeli, tra cui Sòpatro di Berea, figlio di Pirro, Aristarco e Secondo di Tessalònica, Gaio di Derbe e Timòteo, e gli asiatici Tìchico e Tròfimo. Giunto a Troas, Paolo si trovava in un momento cruciale del suo terzo viaggio missionario, prossimo a fare ritorno a Gerusalemme.
A Troade, Paolo era già stato circa sette anni prima, nel corso del secondo viaggio; e mentre si trovava in quella città aveva visto in sogno «un macedone» che lo supplicava: «Vieni in Macedonia e aiutaci» (Atti 16, 8-9).
L'Episodio di Eutico a Troas: Atti degli Apostoli 20, 1-12
A Troade, Paolo fu protagonista di una singolare vicenda che ha il nome di un indimenticabile personaggio minore degli Atti: un ragazzo di nome Eutico. Il primo giorno della settimana, la comunità si era riunita a spezzare il pane, in una chiesa domestica affollata. Paolo, che doveva partire il giorno dopo, conversava con i presenti e prolungò il discorso fino a mezzanotte. C’era un buon numero di lampade nella stanza al piano superiore, dove tutti erano riuniti.
Ora, un ragazzo di nome Eutico, seduto alla finestra, mentre Paolo continuava a conversare senza sosta, fu preso da un sonno profondo; sopraffatto dal sonno, cadde giù dal terzo piano e venne raccolto morto. Vedendo che il ragazzo era morto, Paolo allora scese, si gettò su di lui, l'abbracciò e disse: “Non vi turbate; è vivo!”. Questo fu un vero miracolo: Paolo lo aveva riportato in vita.
Poi Paolo risalì, spezzò il pane, mangiò e, dopo aver parlato ancora molto fino all’alba, partì. È certo che Eutico non si riaddormentò. Il nome greco Èutico significa “buona fortuna, fortunato”.

Significato Teologico e Attualizzazione
La figura di Eutico, un giovanissimo che si addormenta, rischia la vita e alla vita torna nell’abbraccio della comunità e dell’apostolo, ha un profondo significato simbolico. L'abbraccio di Paolo al povero Eutico, probabilmente morto nel tragico impatto, è emblematica. Si può pensare a una similitudine con una pietra infuocata che, se posta accanto a una pietra fredda, la riscalda e la infuoca a sua volta per contatto diretto. È come instaurare una sorta di sposalizio tra chi riceve la fede in modo diretto e chi la trasmette al fratello in modo indiretto, uno impregna di fede l’altro, per contagio.
Questa storia offre spunti di attualizzazione, in particolare per l'animazione giovanile. La diocesi di Roma ha avviato un programma in vista del Sinodo dei Giovani, scegliendo Eutico come testimonial di questa animazione. Egli incarna il giovane che, pur distratto o stanco, viene riportato alla vita e alla piena partecipazione grazie all'intervento della comunità e della fede. La sua vicenda può fungere da metafora per il "torpore" spirituale che può colpire, e l'importanza di rimanere "desti" e attenti nel percorso di fede.
Conosciamo la Bibbia - Atti degli Apostoli - 14 - Atene e Corinto
Approfondimenti Storici e Interpretativi
Il "Primo Giorno della Settimana"
L'espressione "il primo giorno della settimana" è cruciale. Era dunque la domenica, cioè il primo giorno dopo il sabato, nel quale culminava e terminava la settimana degli Ebrei. Con questa stessa espressione il Vangelo di Luca - che ha lo stesso autore del Libro degli Atti - aveva indicato al capitolo 24 il giorno della Risurrezione. La riunione per “spezzare il pane”, cioè la cena eucaristica, viene presto collocata in tale giorno, sottolineando il suo profondo legame con la Pasqua di Cristo.
Il Testimone Oculare
La ricchezza dei particolari dell'episodio di Eutico - le lampade nella stanza, i tre piani della casa, il ragazzo seduto alla finestra, la lunghezza della conversazione condotta dall’apostolo - fa pensare a un testimone oculare. Si ipotizza che possa essere lo stesso Luca, l'autore degli Atti, o la sua fonte, confermando l'accuratezza storica della narrazione.
Il Sermone di Jonathan Swift
La disavventura di Eutico ha ispirato anche la letteratura. Prende spunto da questo episodio un sermone pubblicato nel 1776 dallo scrittore irlandese Jonathan Swift, noto per “I viaggi di Gulliver”, che fu pastore anglicano. Il sermone, intitolato “Predica sul dormire in chiesa” (e ripubblicato nel 2016 dalla EDB), offre una riflessione critica non solo sui predicatori, ma anche su coloro che, recandosi al culto domenicale, si addormentano, aprendo gli occhi soltanto alla fine dell’omelia, un fenomeno di "neglect" diffuso ancora oggi.
La Proseguimento del Viaggio di Paolo
Dopo aver lasciato Troas, Paolo, Timoteo e quelli che viaggiavano con loro salirono sulla nave. Paolo era al termine del suo terzo viaggio missionario, e stava per tornare a casa. Dopo aver lasciato Troas, la nave si fermò per un po’ a Mileto. Efeso si trovava a pochi chilometri di distanza. Così Paolo mandò a chiamare gli anziani della congregazione perché venissero a Mileto, dove avrebbe potuto parlare loro per l’ultima volta prima di proseguire il suo cammino.