Dopo la solennità della Pentecoste e la sua Ottava, il corso dell’Anno liturgico ci introduce in un nuovo periodo, che differisce completamente da quelli che abbiamo percorso finora. Dall’inizio dell’Avvento, che è il preludio alla festa di Natale, fino all’anniversario della discesa dello Spirito Santo, abbiamo visto svolgersi tutto il seguito dei misteri della nostra salvezza. La serie dei tempi e delle solennità narrava un dramma sublime che ci teneva sospesi e che ora si è compiuto.
Tuttavia, siamo appena giunti alla metà dell’anno. Quest’ultima parte del tempo non è comunque sprovvista di misteri; ma invece di attrarre la nostra attenzione con l’interesse sempre crescente d’una azione che si precipita verso lo scioglimento, la sacra Liturgia ci offrirà una successione quasi continua di episodi diversi, gli uni gloriosi gli altri commoventi, che arrecano ciascuno un elemento speciale per lo sviluppo dei dogmi della fede o per il progresso della vita cristiana.
Questo periodo dell’Anno liturgico, che abbraccia talora un po’ più talora un po’ meno di sei mesi secondo la data della Pasqua, ha sempre conservato la forma che presenta oggi. Ma, per quanto non ammetta solennità e feste distaccate, l’influsso del Ciclo mobile vi si fa tuttavia ancora sentire. Il numero delle settimane che lo compongono può elevarsi fino a ventotto, e scendere fino a ventitré.
Nella Liturgia romana, le Domeniche di cui si compone questa serie sono indicate con il nome di Domeniche dopo Pentecoste. Questa denominazione è la più conveniente, come noteremo nel capitolo seguente, ed è basata sui più antichi Sacramentari ed Antifonari; ma si è stabilita solo progressivamente nelle Chiese in seno alle quali regnava la Liturgia romana. È così che vediamo nel Comes di Alcuino, il quale ci riporta all’VIII secolo, la prima serie di queste Domeniche designata con il nome di Domeniche dopo la Pentecoste; la seconda denominata Settimane dopo la festa degli Apostoli (post Natale Apostolorum); la terza chiamata Settimane dopo san Lorenzo (post sancti Laurentii); la quarta indicata con il nome di Settimane del settimo mese (settembre) e infine la quinta, che porta il nome di Settimane dopo san Michele (post sancti Angeli) e che va fino all’Avvento. Molti Messali delle Chiese d’Occidente presentano, fino al secolo XVI, queste diverse suddivisioni del Tempo dopo la Pentecoste espresse in modo diverso secondo le feste dei Santi che servivano come di data nelle diverse diocesi in questa parte dell’anno.

Struttura e Tematiche del Tempo dopo Pentecoste nel Rito Ambrosiano
Nel rito ambrosiano, il lungo periodo che decorre da Pentecoste alla ripresa del successivo anno liturgico (con il tempo di Avvento) assume una connotazione particolare. Lo si può suddividere in tre ‘sottoperiodi’, tra loro collegati da un unico filo tematico, tramite quattro domeniche.
Le Domeniche Chiave
- La prima domenica ha un’origine molto antica ed è la domenica successiva al 29 Agosto, festa del Martirio di san Giovanni Battista, che segna una sorta di ‘tornante’ nel programma tematico del lezionario ambrosiano dopo Pentecoste.
- La seconda domenica ricorre ad ottobre ed è la festa della Dedicazione della Cattedrale di Milano, simbolo di unità per tutti i fedeli di rito ambrosiano.
- Un’altra domenica, di origine medioevale, è la domenica immediatamente successiva alla Pentecoste, nella quale si celebra la solennità della Santissima Trinità.
- Infine, l’ultima domenica, di istituzione recente, celebra la festa di nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’universo.
Nel rito ambrosiano i vari segmenti di questo lungo periodo dopo Pentecoste si distinguono anche per un uso differente del colore liturgico: da Pentecoste alla Festa della Dedicazione della Cattedrale si usa il colore rosso; esso richiama simbolicamente la presenza dello Spirito e la sua azione nella storia della salvezza e della Chiesa, che si concretizza anche come sostegno dei martiri nella loro testimonianza fino all’effusione del sangue. Dalla terza Domenica di ottobre fino alla fine dell’anno liturgico il colore liturgico invece è il verde.

Il Mistero Trinitario e la Storia della Salvezza
Nella prima domenica dopo Pentecoste si celebra la solennità della SS. Trinità. Nelle successive domeniche il lezionario addita ai fedeli il meraviglioso disegno d’amore che, scaturito dalla Trinità, è stato avviato dall’atto creativo di Dio, si è manifestato nell’alleanza del Sinai e ha trovato attuazione, nella pienezza dei tempi, nell’Incarnazione del Verbo.
La settimana che precede la festa del Martirio del Precursore non viene mai omessa, qualunque sia il numero delle settimane che separano tale festa dalla Pentecoste. In tale domenica, come anche per tutta la successiva settimana, la prima lettura è tratta dai Libri dei Maccabei, gli antichi martiri per la Torà. Il programma delle Letture è volto a celebrare la storia della salvezza: preparata “fino a Giovanni” nell’Antica Alleanza e successivamente, nell’economia di grazia propria dell’Incarnazione del Verbo divino, annunciata e comunicata a tutte le genti.
Nella settimana che segue la Pentecoste, come preparazione alla Domenica della SS. Trinità, le letture riconsiderano la teofania del Sinai quale momento particolarmente manifestante del misterioso disegno di amore del Padre, che nella Pasqua del Cristo si è realizzato e che ha avuto il suo compimento nel dono dello Spirito Santo.
Il ciclo delle settimane che seguono la Domenica della SS. Trinità (fino alla Domenica della Dedicazione) trova il proprio elemento caratterizzante nella progressiva lettura feriale del Vangelo di Luca, indicato dalla tradizione come il testo di riferimento per la predicazione di Ambrogio nei giorni comuni dell’anno.
Temi Specifici e Letture
Le letture della settimana della Domenica che precede il martirio del Battista, rispettivamente dal II Libro dei Maccabei (Anno I) e dal I Libro dei Maccabei (Anno II) non vengono mai omesse, qualunque sia il numero delle Domeniche sussistenti tra la Pentecoste e la Festa del Martirio del Precursore. Esse si vengono pertanto a collocare nella settimana in cui si celebra il martirio del Battista.
A partire dal sabato della settimana che segue la SS. Trinità, riprende a svilupparsi il ciclo delle letture avviatososi dopo l’Epifania nelle quali, sulla scia della proclamazione sabbatica della Legge che ha alimentato l’esperienza religiosa dei primi discepoli e li ha preparati a riconoscere in Gesù il Cristo di Dio.
Con la solennità di Pentecoste si è concluso, per l’anno liturgico, il Tempo pasquale. Il cero pasquale viene riportato vicino al battistero. Sarà utilizzato in occasione del battesimo e sarà collocato a capo della bara in occasione dei funerali cristiani. Dal lunedì seguente alla domenica di Pentecoste riprende il Tempo ordinario dalla settimana indicata, quest’anno, con il numero VIII.
Nelle domeniche dopo la Pentecoste sono state inserite la solennità della santissima Trinità e la solennità del santissimo Corpo e Sangue di Cristo. Una terza solennità è stata fissata nel venerdì seguente la domenica chiamata del Corpus Domini, si tratta della solennità del sacratissimo Cuore di Gesù.
La Solennità della Santissima Trinità
L’espressione liturgica che celebra questa verità fondamentale della fede cristiana iniziò nel secolo X, si diffuse senza particolari resistenze nel periodo seguente. Fu estesa a tutta la Chiesa latina da papa Giovanni XXII nel 1331. Nei secoli precedenti la fissazione di una sua festa liturgica, questa verità era ben presente nella tradizione liturgica patristica. Era vista nell’insieme della storia della salvezza. La formulazione della verità della fede riguardo alla Trinità con il simbolo apostolico viene fissata da due concili nel secolo IV, dando però forma a una coscienza di fede presente fin nei testi del Nuovo Testamento.
Il lezionario romano e il messale romano, attualmente in uso, offrono alle comunità e ai singoli fedeli il modo di recepire nell’ascolto della Parola e nell’espressione della preghiera il senso profondo della verità della fede che è alla base della celebrazione liturgica. Il lezionario offre tre liturgie della Parola nel suo ciclo triennale. L’anno presente, ciclo festivo B, ha la seguente struttura:
- La prima lettura dal libro del Deuteronomio presenta il discorso di Mosè su Dio. È un Dio che entra nella storia dell’umanità con il popolo che si è scelto. Per ogni ebreo la realtà di Dio è esperienza storica.
- La seconda lettura, un brano dalla lettera ai Romani, presenta il rapporto con il Padre, in Cristo Gesù, nello Spirito Santo. Nello Spirito ogni cristiano è figlio di Dio, coerede di Cristo.
I testi delle preghiere per la Messa trovano nelle collette particolari spunti e sintesi teologiche. La colletta utilizzabile ogni anno afferma: «O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore per rivelare agli uomini il mistero ineffabile della tua vita, fa’ che nella confessione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità e adoriamo l’unico Dio in tre persone».
La colletta alternativa per il ciclo A si esprime così: «Padre fedele e misericordioso che ci hai rivelato il mistero della tua vita donandoci il Figlio unigenito, e lo Spirito di amore, sostieni la nostra fede e ispiraci sentimenti di pace e di speranza, perché amandoci come fratelli, rendiamo gloria al tuo santo nome».
Per il ciclo B (previsto quest’anno): «O Dio santo e misericordioso, che nelle acque del battesimo ci hai resi tuoi figli, ascolta il grido dello Spirito che in noi ti chiama Padre, perché nella obbedienza alla parola del Salvatore, annunciamo la tua salvezza offerta a tutti i popoli».
Trinità... Dio non si è preso una cotta! - Solennità della Santissima Trinità
Letture Feriali e Tematiche Successive
Nei giorni feriali sono le pagine del Pentateuco ad accompagnare, fino alla 4 domenica dopo Pentecoste, la riflessione del credente. Nelle successive domeniche e settimane si realizza un incontro ancora più profondo tra le scritture dell’Antico testamento e le domeniche.
A partire dalla 5 settimana la scrittura ci fa leggere le grandi figure dell’antico testamento: Gedeone, Sansone, Samuele, Saul, re di Giuda e di Israele, Giuditta.
La festa del martirio di Giovanni segna, come abbiamo detto, una prima “tappa” di questo libro. Il martirio segna la differenza del tempo della storia della salvezza “fino a Giovanni”, come preparazione a “Colui che deve venire”, e dopo Giovanni, ovvero nella piena luce di rivelazione che Cristo fa dell’amore del Padre, rivelazione affidata alla Chiesa.
Di questa sezione sono di particolare interesse le domeniche che intendono far riflettere sul mistero di Cristo.
- Domenica dopo il martirio: la riflessione è introdotta dalla domanda: “chi è dunque costui?”, al quale hanno portato tutti i profeti e tutta quanta la storia della salvezza che ha avuto il suo culmine in Giovanni Battista.
- Domenica dopo il martirio: Cristo unigenito del Padre; sono 2 differenti domeniche con lo stesso tema ma affrontato da diverse angolature.
La festa della dedicazione del Duomo diviene la sintesi di tutte le consacrazioni, o almeno di tutte le volte che l’altare maggiore del Duomo, è stato consacrato: 452, 836, 1418, 1577, 1986. Le scritture che vengono lette nei diversi anni del ciclo liturgico intendono far riflettere sul valore del tempio, e quindi dello spazio sacro, nell’ottica di essere però “pietre vive”, utilizzate per l’edificazione del tempio.
Il “mandato missionario”, che permette di riflettere sul tema della chiamata di tutti a partecipare alla missione di evangelizzazione. “La partecipazione delle genti alla salvezza”, che permette di riflettere sulla “cattolicità” della chiesa, ovvero sulla sua missione di portare nel mondo intero tutta la bellezza dell’annuncio della presenza di Cristo Risorto.
“Cristo Re dell’universo”, che è la domenica che conclude l’anno liturgico e che proietta verso il prossimo avvento, ovvero vero il prossimo anno liturgico nel quale si riprendono i contenuti secondo le prerogative proprie di ogni singolo anno di lezionario, A, B, C.

La Veglia di Pentecoste
La preparazione alla Pentecoste, in alcune tradizioni liturgiche, include una veglia. Il lezionario prevede 6 letture: 4 letture sono tratte dall’Antico Testamento, un brano dal Nuovo Testamento (dalla Lettera ai Romani) e uno dal Vangelo di Giovanni. Tramite l’ascolto e la contemplazione della Parola, le letture diventano un luogo dove si manifesta lo Spirito Santo: ogni “luogo” può essere celebrato (alternativamente) in una lingua diversa.
Svolgimento e Modalità della Veglia
- I primi 4 “luoghi” hanno inizio con una lettura dall’Antico Testamento.
- Ogni lettura può essere seguita da un momento di riflessione, in cui si legge un breve commento o si lascia spazio a riflessioni preparate in precedenza o spontanee. Le persone presenti possono lasciar risuonare la Parola letta, per esempio ripetendo una frase che le ha particolarmente colpite o condividendo una riflessione personale sulla Parola ascoltata.
- Può seguire il salmo responsoriale previsto (cantato o recitato, assieme o a due cori) o un canto/una preghiera di lode.
- Ciascuno dei 4 “luoghi” può essere concluso con una preghiera.
- I “luoghi” 5 e 6 hanno un diverso svolgimento.
Per mantenere il carattere della celebrazione vigiliare, si può omettere non più di una lettura tratta dall’Antico Testamento (e quindi un solo “luogo”).
Introduzione alle Letture della Veglia
Fratelli carissimi, entrati nella vigilia di Pentecoste, sull’esempio degli apostoli e dei discepoli che con Maria, Madre di Gesù, perseveravano nella preghiera nell’attesa dello Spirito promesso dal Signore, ascoltiamo ora, con cuore disponibile, la parola di Dio. Meditiamo sulle opere realizzate da Dio per il suo popolo e preghiamo affinché lo Spirito Santo, che il Padre ha inviato ai credenti come anticipazione, porti a compimento la sua opera nel mondo.
1. Luogo: Libro della Genesi
Prima lettura (Gen 11,1-9): La si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra. Questa lettura e le successive sono tratte dal lezionario e vengono lette dall’ambone da una lettrice o un lettore.
Silenzio
Riflessione
Salmo 33,10-15 o Canto di lode
Orazione: Preghiamo. Venga su di noi, o Padre, il tuo santo Spirito, e con la sua potenza abbatta le barriere che dividono i popoli: sulla terra si formi una sola famiglia e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. T: Amen.
2. Luogo: Libro dell’Esodo
Seconda lettura (Es 19, 3-8a.16-20b): Il Signore scese sul monte Sinai davanti a tutto il popolo.
Silenzio
Riflessione
Salmo 19,8-12 o Daniele 3,52-56 o Canto di lode
Orazione: Preghiamo. O Dio dell’alleanza antica e nuova, che ti sei rivelato sulla santa montagna e nel fuoco della Pentecoste, accendi in noi la fiamma del tuo amore, perché la Chiesa, radunata da tutti i popoli, accolga con gioia la legge eterna del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. T: Amen.
3. Luogo: Libro di Ezechiele
Terza lettura (Ez 37,1-14): Ossa inaridite, infonderò in voi il mio spirito e rivivrete.
Silenzio
Riflessione
Salmo 107,2-9 o Canto di lode
Orazione: Preghiamo. Esulti sempre il tuo popolo, o Dio, per la rinnovata giovinezza nello Spirito Santo, e come ora si allieta per la dignità filiale ritrovata, così attenda nella speranza il giorno glorioso della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. T: Amen.
4. Luogo: Libro di Gioele
Quarta lettura (Joël 3,1-5): Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo.
Silenzio
Riflessione
Salmo 104,1-2.24-25.27-30 o Canto di Lode
Orazione: Preghiamo. Compi, o Signore, la tua promessa su di noi, perché lo Spirito Santo con la sua venuta ci renda davanti al mondo testimoni del Vangelo del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. T: Amen.
5. e 6. Luogo: Epistola e Vangelo
Lettura dell’Apostolo (Rm 8,22-27): Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.
Canto al Vangelo
