Artemide Zatti: Una vita di fede, preghiera e servizio

Artemide Zatti nacque a Boretto il 12 ottobre 1880. Fin da piccolo fu abituato al lavoro e al sacrificio; a nove anni già si guadagnava la giornata da bracciante. Nel 1897, la famiglia Zatti, costretta dalla povertà, emigrò in Argentina per iniziare una nuova vita. Arrivarono a Bahía Blanca, dove il giovane Artemide prese subito a frequentare la parrocchia retta dai Salesiani, trovando nel parroco don Carlo Cavalli il suo direttore spirituale, che lo orientò verso la vita salesiana.

Mappa storica dell'emigrazione della famiglia Zatti da Boretto verso Bahía Blanca in Argentina

Il cammino vocazionale e la prova della malattia

Artemide si recò a Bernal per iniziare l'aspirantato salesiano, studiando e lavorando con entusiasmo. Sfortunatamente, mentre si prendeva cura di un confratello affetto da tubercolosi, contrasse anche lui la malattia. Questo evento segnò profondamente il suo percorso: dovette rinunciare al sogno di diventare sacerdote, ma trovò nella vocazione di Salesiano Coadiutore una via per servire Dio. Trasferitosi a Viedma, incontrò don Evasio Garrone, medico ed esperto salesiano, che lo invitò a fare una promessa a Maria Ausiliatrice per ottenere la guarigione: dedicare la sua vita alla cura dei malati nel nascente Ospedale “San José”. Artemide promise, guarì e mantenne l’impegno per il resto dei suoi giorni.

L'anima dell'Ospedale San José

A Viedma, intorno al 1940, Artemide Zatti divenne l'anima dell'ospedale salesiano. La sua era una cura integrale della persona, non limitata alla salute fisica. Egli vedeva in ogni malato, specialmente nei più poveri e nei casi più difficili, il volto stesso di Gesù.

  • Dedizione assoluta: Senza mai prendersi vacanze, lavorava con prontezza d'animo ed eroico spirito di sacrificio.
  • Stile di vita: Nonostante le offerte, rifiutò sempre l'uso di un'automobile, preferendo muoversi in bicicletta per rimanere vicino alla gente.
  • Testimonianza: Un medico, scettico sulla fede, ammise: “Di fronte a Zatti, la mia incredulità vacilla... se ci sono santi sulla terra, lui è uno di loro”.
Illustrazione di Artemide Zatti in bicicletta tra le strade di Viedma

La spiritualità e la forza della preghiera

Zatti fu un uomo di Dio, capace di trasmettere una fede sincera. La sua preghiera quotidiana sosteneva il suo servizio: “Pregate per me, che ho tante necessità per poter compiere la missione che il buon Dio ha affidato a me; io lo faccio per voi ogni giorno”. La sua gioia nasceva dalla consapevolezza che la vita presente è breve e che la ricompensa eterna è grande. Egli ricordava spesso: “Nelle cose grandi si può fingere. Nelle piccole cose uno si mostra così com’è”.

La preghiera di intercessione

Oggi la Chiesa propone la sua figura come modello di carità. La preghiera che invoca la sua intercessione recita: “La gioia di vederlo risplendere nel Cielo dei tuoi santi ci aiuti a testimoniare la tua Luce”. La sua beatificazione, avvenuta il 14 aprile 2002 da parte di Giovanni Paolo II, ha sancito il riconoscimento ufficiale della sua santità laicale.

Sant'Artemide Zatti "L'infermiere degli ultimi"

Evento Data
Nascita 12 ottobre 1880
Professione perpetua 8 febbraio 1911
Transito 15 marzo 1951
Beatificazione 14 aprile 2002

La vita di Artemide Zatti invita oggi a riscoprire la vocazione del salesiano coadiutore, una presenza educativa e di carità essenziale nel cuore della Chiesa, capace di rendere presente il valore evangelico delle relazioni fraterne e dell'amore radicale per il prossimo.

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