Il miracolo di Gesù che cammina sulle acque è uno degli episodi più suggestivi e simbolici del Nuovo Testamento, narrato nei Vangeli di Matteo, Marco e Giovanni. Questo evento, che testimonia la divinità di Cristo e la potenza della fede, ha ispirato numerosi artisti attraverso i secoli, portando alla creazione di opere d'arte che spaziano dalla pittura alla scultura, ognuna con la propria interpretazione stilistica e narrativa. Le rappresentazioni di questo miracolo non solo mettono in luce la maestria tecnica degli artisti, ma anche la profondità del messaggio spirituale.

Opere Notevoli sul Miracolo di Gesù che Cammina sulle Acque
Pietro Paolo Bonzi (Il Gobbo dei Carracci): Un Dipinto della Galleria Borghese
Tra le opere che raffigurano questo miracolo, una si distingue per la sua complessa storia attributiva e la raffinatezza stilistica: un rame, tradizionalmente interpretato come "Gesù che cammina sulle acque", presente nella collezione Borghese. L'opera è un pendant di "Cristo e la Samaritana" (inv. 270).
Dati Storici e Attribuzione
Il rame, insieme con "Cristo e la Samaritana", è ricordato nella collezione Borghese solo a partire dagli inventari settecenteschi. Inizialmente, era attribuito al Domenichino, nome che è stato recentemente rivisto dalla critica in favore di Pietro Paolo Bonzi, noto come il Gobbo dei Carracci (Cortona 1573 - Roma 1636).
Questo dipinto è segnalato per la prima volta in collezione Borghese a partire dal 1790, inventariato dall'estensore del documento come opera di Domenico Zampieri detto il Domenichino. Poco dopo, nel 1833, l'opera fu assegnata negli elenchi fedecommissari a Benvenuto Tisi detto il Garofalo ed elencata in questo modo nell'inventario manoscritto di Giovanni Piancastelli (1891). Questa paternità fu però rifiutata da Adolfo Venturi (1893) che invece vi individuò i caratteri della scuola fiamminga. Nel 1928 Roberto Longhi riferì i due rametti alla scuola bolognese, accostandoli a Giovan Francesco Grimaldi, contrariamente a Leo van Puyvelde (1950) che, discorrendo sul dipinto gemello, parlò di seconda maniera di Paul Bril.
Il primo ad avanzare l'attribuzione a Pietro Paolo Bonzi, detto il Gobbo dei Carracci, è stato Clovis Whitfield (1996) che, nella scheda dedicata ai due tondini nel catalogo su "Domenichino e lo sviluppo della pittura di paesaggio a Roma", si associa a sir Denis Mahon nel restituire i rametti Borghese all'esiguo catalogo del cortonese. Bonzi fu un artista formatosi a Bologna con il paesaggista carraccesco Giovanni Battista Viola e attivo tra i membri della nota accademia romana di Giovanni Battista Crescenzi. Secondo lo studioso, infatti, il dipinto fu eseguito dal Gobbo in anni in cui questi emulava l'esempio dello Zampieri, ripetendo i soggetti del collega come, in questo caso specifico, la "Chiamata degli apostoli".

Descrizione dell'Opera
Il soggetto, variamente interpretato come la vocazione o chiamata di Pietro (Lc 5,1-11), raffigura invece il miracolo di Gesù che cammina sulle acque, caratterizzato da un raffinato gioco di luci e di colore.
Provenienza e Conservazione
- Cornice: Salvator Rosa, diametro cm 39
- Provenienza: Roma, collezione Borghese, 1790 (Inv. 1790, Stanza IV, nn. 54 e 55); Inventario Fidecommissario Borghese 1833, p. 27, n. 32. Acquisto dello Stato, 1902.
- Mostre: 1985 Roma, Palazzo Venezia; 1996-1997 Roma, Musei Capitolini.
- Conservazione e Diagnostica: 1922 Riccardo de Bacci Venuti.
Bibliografia Essenziale
- G. Baglione, Vite de’ pittori, scultori e architetti. Dal Ponteficato di Gregorio XIII del 1572 in fino à tempi di Papa Urbano VIII nel 1642, Roma 1642, p. 343.
- C.C. Malvasia, Felsina Pittrice, Bologna 1678, a cura di G. P. Zanotti II, Bologna 1841, p. 91.
- G. Piancastelli, Catalogo dei quadri della Galleria Borghese in Archivio Galleria Borghese, 1891, p. 148.
- A. Venturi, Il Museo e la Galleria Borghese, Roma 1893, p. 142.
- R. Longhi, Precisioni nelle Gallerie Italiane, I, La R. Galleria Borghese, Roma 1928, p. 201.
- R. Buscaroli, Pittura di paesaggio in Italia, Bologna 1935, pp. 259, 297.
- E. Battisti, Profilo del Gobbo dei Carracci, in Commentari, V, 1954, pp. 290-302.
- L. van Puyvelde, La Peinture Flamande à Rome, Bruxelles 1950, pp. 75-76.
- P. della Pergola, La Galleria Borghese. I Dipinti, I, Roma 1955, p. 30, n. 34.
- E. Borea, Aspetti del Domenichino paesista, in “Paragone”, CXXIII, 1960, p. 15.
- E. Borea, Domenichino, Milano 1965, p. 193.
- P. della Pergola, L’Inventario Borghese del 1693 (III), “Arte Antica e Moderna”, n. 30, 1965, p. 203.
- R. Longhi, Saggi e ricerche 1925-28. Precisioni nelle gallerie italiane. La Galleria Borghese, Firenze 1967, p. 345.
- F. Borrioni, Bonzi, Pietro Paolo, voce in Dizionario Biografico degli Italiani, XII, 1971, ad vocem.
- M.T. Pugliatti, Pietro Paolo Bonzi paesista, in "Quaderni dell’Istituto di Storia dell’Arte medioevale e moderna dell’Università di Messina", I, 1975, pp. 15-23.
- K. Herrmann Fiore, in Paesaggio con figura. 57 dipinti della Galleria Borghese esposti temporaneamente a Palazzo Venezia, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Venezia, 1985), a cura di K. Herrmann Fiore, Roma 1985, n. 40 (come Zampieri).
- S. Howard, Carraccesque landscapes by Bonzi, in "Gazette des beaux-arts", CXII, 1988, pp. 227-249.
- A. Cottino, Pietro Paolo Bonzi, in La natura morta in Italia, a cura di F. Zeri, II, Milano 1989, pp. 698-702.
- A. Cottino, Pietro Paolo Bonzi detto il Gobbo dei Carracci, in La Scuola dei Carracci. I seguaci di Annibale e Agostino, a cura di E. Negro, M. Pirondini, Modena 1995, pp. 125-136.
- C. Whitfield, scheda in Classicismo e Natura. La lezione di Domenichino, catalogo della mostra (Roma, Musei Capitolini, 1996-1997), a cura di D. Mahon, C. Strinati, C. Whitfield, Roma 1996. p. 149, n. 26.
- P. Moreno, C. Stefani, Galleria Borghese, Milano 2000, p. 305.
- F. Cappelletti, La pittura di paesaggio in Italia. Il Seicento, a cura di L. Trezzani, Milano 2004, pp. 243-245.
- K. Herrmann Fiore, Galleria Borghese Roma scopre un tesoro. Dalla pinacoteca ai depositi un museo che non ha più segreti, San Giuliano Milanese 2006.
"Gesù che Cammina sulle Acque" di Ivan Aivazovsky
Un'altra opera di straordinario fascino e significato è "Gesù che Cammina sulle Acque" di Ivan Aivazovsky, realizzata nel 1888. Questo dipinto rappresenta una delle rare incursioni di Aivazovsky nella pittura di soggetti religiosi, dimostrando non solo la sua maestria nella rappresentazione del mare ma anche la sua capacità di evocare un potente messaggio spirituale attraverso la sua arte.
L'Artista: Ivan Aivazovsky (1817-1900)
Ivan Aivazovsky è celebre per la sua abilità nel dipingere il mare e le sue molteplici manifestazioni. Le sue opere sono rinomate per il loro realismo e per l’uso innovativo della luce e del colore. Sebbene conosciuto principalmente per i suoi paesaggi marini e le tempeste, Aivazovsky ha affrontato anche soggetti religiosi e storici, dimostrando la sua versatilità come artista.
Contesto e Periodo di Realizzazione
Nel 1888, Aivazovsky era già un artista affermato, con una carriera ricca di successi. Questo periodo era caratterizzato da un crescente interesse per la rappresentazione di temi religiosi e storici, e "Gesù che Cammina sulle Acque" si inserisce in questo contesto, offrendo una visione unica del miracolo biblico attraverso la lente dell’arte marittima.
Descrizione dell'Opera
Il dipinto mostra Gesù Cristo che cammina sulle acque del mare, mentre i discepoli osservano dalla barca. La composizione è maestosa e drammatica, con Gesù al centro dell’opera e il mare tempestoso che lo circonda. Gesù è rappresentato con una grande dignità e serenità, camminando con passo deciso sulle acque tumultuose. La sua figura è immersa in una luce dorata, che contrasta con l’oscurità del mare e le nuvole tempestose. La rappresentazione di Gesù non solo sottolinea il miracolo ma anche il suo ruolo di guida spirituale e di potere divino.

Luce, Colori e Pennellate
La luce è un elemento cruciale in questo dipinto. Aivazovsky utilizza la luce per accentuare la figura di Gesù e per creare un contrasto con il mare tempestoso. I raggi di sole che illuminano Gesù sembrano penetrare attraverso le nuvole, creando un effetto divino e luminoso. La palette di colori di "Gesù che Cammina sulle Acque" include tonalità di blu, grigio e oro. I toni freddi del mare e delle nuvole contrastano con i toni caldi e luminosi che circondano Gesù, creando un effetto di grande drammaticità. Aivazovsky applica pennellate fluide e dettagliate per rappresentare il mare e il movimento delle onde. Le pennellate sono morbide e sfumate, creando un effetto realistico e dinamico.
Simbolismo e Atmosfera
Il dipinto rappresenta il miracolo di Gesù che cammina sulle acque, un evento che simboleggia la fede e il potere divino. La figura di Gesù, camminando con sicurezza sulle onde, rappresenta la forza della fede e la capacità di superare le difficoltà. L’atmosfera di "Gesù che Cammina sulle Acque" è caratterizzata da una combinazione di drammaticità e sacralità. Il contrasto tra il mare tempestoso e la figura serena di Gesù crea una sensazione di meraviglia e di tranquillità.
Il Rilievo Romanico del Maestro di Cabestany
Non solo la pittura ha esplorato questo soggetto. Un notevole esempio di scultura è il rilievo marmoreo realizzato dal Maestro di Cabestany, uno scultore francese tra le massime personalità dell'arte romanica. Non conoscendo il suo vero nome, gli studiosi gli hanno dato questa denominazione in quanto una delle sue opere più importanti si trova nella chiesa della cittadina di Cabestany, nella Francia meridionale.
Provenienza e Conservazione
L'opera, che è stata datata al 1150 circa, proviene dalla chiesa di Sant Pere de Rodes in Catalogna ed è attualmente conservata al Museu Frederic Marès di Barcellona.
Descrizione del Rilievo
Il rilievo, che faceva parte di un fregio, rappresenta Gesù Cristo che cammina sulle acque. La figura di Cristo, solida e potente, occupa il lato destro della composizione per tutta la sua altezza, mentre a sinistra troviamo l'imbarcazione dei discepoli che solca il mare. Per descrivere il mare, il particolare forse più curioso della composizione, il Maestro di Cabestany ha realizzato delle grosse fasce ondulate che rappresentano, appunto, le onde, e che a loro volta presentano delle linee scolpite sulla superficie del marmo e che seguono l'andamento delle onde. Uno dei due discepoli, san Pietro, sta uscendo dalla barca. Cristo invece è raffigurato in una tipica posa dell'arte cristiana primitiva, mentre benedice i suoi discepoli e tiene in mano un libro con la scritta "PAX VOBIS" (la pace sia con voi). Troviamo un'altra iscrizione sul bordo superiore del rilievo: "UBI DOMINUS APARUIT DISCIPULIS IN MARI", ovvero "quando il Signore apparve ai discepoli in mare".

Caratteristiche Stilistiche
Il rilievo presenta le caratteristiche tipiche dell'arte romanica, come la grande semplificazione delle composizioni e la tendenza a stilizzare i particolari (come i panneggi che hanno un andamento quasi geometrico). Non manca però un vivo gusto per la narrazione, molto moderno, come si evince dalla figura di san Pietro che scende dalla barca per andare incontro a Gesù. La modernità di questo artista inoltre si riscontra anche in qualche richiamo all'arte classica, suggerito dall'aspetto grave e dignitoso dei volti dei personaggi. Notiamo inoltre alcune caratteristiche tipiche dello stile del Maestro di Cabestany, come la tendenza a riempire ogni spazio per non lasciare vuoti, oltre alle teste di forma triangolare e al suo tipico modo di scolpire gli occhi dei personaggi, realizzati con alcuni solchi dati col trapano sul volto per realizzare le palpebre facendo in modo che il bulbo oculare risulti come una piccola sfera.
"Gesù che Cammina sul Po" di Carmelo Sciascia
Un esempio più contemporaneo e culturalmente localizzato è l'opera "Gesù che cammina sul Po" dipinta da Carmelo Sciascia e donata nel 2003 a una chiesa parrocchiale a poca distanza dall’argine maestro del Grande Fiume, il Po. L'opera di Sciascia si inserisce in un contesto unico, evocando il fascino e il mito che "fluttua" sul Po.
L'Artista: Carmelo Sciascia
Carmelo Sciascia è un uomo di cultura e scrittore, che si divide a vivere tra Piacenza e la Sicilia. I suoi colori forti, belli e vivaci, conferiscono all'opera qualcosa di unico e raro.
Descrizione dell'Opera
Il dipinto mostra Gesù che compie il miracolo sul Po, con in primo piano le battelline alla corda sulla sponda, dove sono anche alcuni seguaci, gli apostoli forse, seduti di spalle che contemplano il fatto. Il Cristo sull’alveo, riflesso e solido, che cammina sul Grande Fiume, è sicuramente un soggetto particolare, che ci porta al fatto religioso ma anche al mito del Po, come quello di Fetonte. Vedere appunto il Gesù compiere questo miracolo sul Po, dipinto da un uomo che si divide a vivere tra Piacenza e la Sicilia che appare in questi colori forti, belli e vivaci, è qualcosa di unico e raro.

Dove nasce il Po
Elementi Ricorrenti nelle Rappresentazioni
Nelle diverse raffigurazioni del miracolo di Gesù che cammina sulle acque, si riscontrano spesso elementi comuni che aiutano a identificare il soggetto e a veicolare il messaggio. Questi includono:
- Soggetti sacri: Nuovo Testamento.
- Personaggi: Gesù, san Pietro, san Giovanni, apostoli.
- Figure aggiuntive: talvolta angeli.
- Paesaggi: lago o mare tempestoso.
- Oggetti: barca, rete.