Poggio Bustone: Il Santuario di San Giacomo e il Sacro Speco di San Francesco

Poggio Bustone (m. 800) è un importante centro francescano situato nella Valle Santa reatina. La sua storia è indissolubilmente legata alla figura di San Francesco d'Assisi, che qui visse momenti cruciali della sua esperienza spirituale.

Il Convento di San Giacomo (Santuario Inferiore)

Sul piazzale del convento di Poggio Bustone si trova la chiesa di San Giacomo, le cui origini risalgono al XIII secolo. Il Santuario di San Giacomo è stato fondato da San Francesco nel 1209 e nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni. La parte che fiancheggia la chiesa risale al XIII secolo e immetteva nella primitiva chiesetta.

All’interno del complesso religioso, in un chiostro del XIV secolo (altre fonti indicano il sec. XVI), si può ammirare una splendida Vergine con Bambino di scuola umbro-toscana del '400, oltre a dipinti seicenteschi che raffigurano episodi della vita di San Francesco. Alzando lo sguardo alle lunette del XVII secolo che percorrono tutto lo spazio, si riconoscono alcune scene della vita del Santo. Nel XIV secolo si aggiunsero altri locali a piano terra. Scendendo dal chiostro verso il Romitorio si può vedere un antico refettorio con affreschi del XVII secolo.

A lato del chiostro si accede al romitorio primitivo, identificato nel 1947 e successivamente restaurato. Questo era il luogo di preghiera di San Francesco e dei suoi frati, già esistente e messo a disposizione dai monaci benedettini. Si presenta come un'antica e rozza costruzione con una struttura muraria povera e rozza che completa con la roccia il perimetro occupato per la lunga preghiera e il breve sonno del Santo.

Foto del Convento di San Giacomo a Poggio Bustone e del suo chiostro con la Vergine con Bambino

Il Sentiero per il Sacro Speco (Santuario Superiore)

Dall'area del convento di San Giacomo, a quota 845 m, parte un sentiero che conduce al Sacro Speco, noto anche come Romitorio superiore di San Francesco o Grotta della Rivelazione. Subito a sinistra, un viottolo inizia con una scalinata in pietra e un passamano di legno, affiancata da una Via Crucis le cui stazioni sono composte da materiali diversi (legno, metallo, maiolica, ecc.), e sale al moderno Tempietto della Pace e alla statua in bronzo di un Santo.

Poche decine di metri dopo il convento si imbocca invece una via gradinata senza corrimano, con altre tabelle escursionistiche del CAI, che inizia a salire a serpentina nel bosco di querce secolari e aceri campestri.

Lungo questo ripido sentiero, che porta a salire di circa 400 metri e ha una durata di circa 30 minuti, sono state costruite nel XVII secolo diverse edicole e altri luoghi evidenziati da tabelle che ricordano episodi prodigiosi descritti dagli storici francescani (Lodovico da Modena, L. Wadding, il p. Giuseppe Sbardella).

Le Edicole e i Miracoli lungo il Sentiero

  • Prima edicola: Ricorda l'episodio in cui, "stando il p. S. Francesco in questo loco recitando l’offizio fu assalito da una pioggia improvvisa e dubitando non si bagnasse il breviario l’accostò a questa rupe la quale miracolosamente cedette per dargli ricovero."
  • Seconda edicola: Qui si trova una pietra su cui, secondo la tradizione, Francesco appoggiò il breviario durante una tempesta e il libro "la sciolse come cera". In un'altra edicola si ricorda l'impronta del cappuccio.
  • Nel successivo tornante del sentiero, una roccia ha una concavità impressa che la vox populi identifica con l’impronta del ginocchio di San Francesco.
  • Più avanti, una roccia mostra l'impronta del gomito di San Francesco.
  • La quarta edicola ricorda un'apparizione del demonio.
  • Infine, si incontra una roccia con l'impronta di un piede di San Francesco.

Alle edicole seguono sul sentiero alcuni gradini di roccia, poi sopra un dirupo una croce di legno e una di ferro (quest'ultima posta nel 2012). Da qui San Francesco, secondo la tradizione, amava contemplare la Valle Santa e il Reatino.

Immagine del sentiero per il Sacro Speco con le edicole miracolose

Il Sacro Speco (Grotta della Rivelazione)

Il sentiero culmina nel Sacro Speco (o Grotta della Rivelazione), a quota 1075 m, alle falde del monte Rosato (m. 1150). Questo luogo è di fondamentale importanza per la spiritualità francescana. Quando nell’estate del 1209 San Francesco giunse con i suoi primi compagni in questo possedimento dei Benedettini di Farfa, era travagliato dal pensiero della sua vita trascorsa nei peccati.

Nella grotta ha luogo la vera nascita spirituale del Santo, quando prende coscienza che il Signore gli usa misericordia, che è perdonato e amato da Dio (come riportato nelle Fonti Francescane al n. 373). In questo luogo Dio predisse anche al Santo l’espansione prodigiosa del suo Ordine, che avrebbe accolto frati santi e frati indegni, ma come fece il pescatore del Vangelo i “pesci” migliori e più grossi si sarebbero conservati mentre gli altri si sarebbero gettati in mare (v. 374).

Anticamente la grotta era raggiunta da un sentierino tortuoso nel bosco. Oggi il percorso è stato ristrutturato. La Grotta si presenta racchiusa in una costruzione assai rustica, risalente a due epoche diverse: la parte in prospettiva è del 1634, mentre la parte posteriore che copre la Grotta risale ai primi anni del XIV secolo. Al tempo di Francesco era solo una grotta. Da qui una scala di rozzi gradini tagliati nella parete rocciosa conduce al vano superiore (costruito nel 1634) con la vera e propria grotta del Poverello. Ha un minuscolo altare con sopra un quadro di San Francesco.

Interno del Sacro Speco o Grotta della Rivelazione

Nei Dintorni di Poggio Bustone

Per completare al meglio la visita ai santuari francescani, si può esplorare il borgo di Poggio Bustone e la vicina Rieti, una graziosa cittadina che conserva monumenti importanti e merita una passeggiata. Si consiglia vivamente anche la visita a Rivodutri, dove si trovano altri aneddoti, meno noti ma suggestivi, della presenza di San Francesco nella Valle Santa.

Altri luoghi di interesse includono il borgo di Cantalice (10,5 km), in splendida posizione panoramica sul versante occidentale del Monte Terminillo. Tra i paesi nelle vicinanze si segnalano anche il borgo medievale di Contigliano (circa 22 km), Labro (14 km), un incantevole borgo chiamato anche il “paese di pietra”, e Morro Reatino (10,6 km).

Per chi volesse arricchire la gita all’insegna della natura, si consiglia di visitare la Riserva naturale Laghi Lungo e Ripasottile (10 km) e il Lago di Ventina (a 9 km dai laghi). Avendo a disposizione più giorni (almeno due) si può assaporare tutta la bellezza della Valle Santa raggiungendo gli altri tre santuari francescani.

È possibile anche percorrere sentieri più lunghi. Passata la cappella, a 990 m, si giunge a un bivio; lasciando a sinistra la via segnata (sentiero 421), che prosegue l’ascesa per il Prato di San Giacomo e il monte Rosato (m. 1150), si può imboccare un percorso ad anello che riporta al convento francescano di San Giacomo. Un'altra opzione è il Faggio di San Francesco, raggiungibile dalla Chiesa di San Francesco (ex Casetta dei Cerchiari, quota 1094 m), con un successivo percorso che porta a un prato con una grande Croce a quota 1074 m, offrendo un ottimo panorama sulla Piana di Rieti, il Lago Lungo e il Lago di Ripa Sottile.

Panorama della Valle Santa reatina da Poggio Bustone

Informazioni Utili

Il complesso potrebbe rimanere chiuso fino al termine dei lavori di restauro post sisma 2016. Si prega di notare che gli orari delle visite e di apertura del Santuario potrebbero subire delle variazioni, pertanto è consigliabile verificarli prima della visita.

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