La Val d'Orcia, nel cuore della Toscana, è una terra generosa che regala non solo paesaggi da favola ma anche importanti testimonianze del ricchissimo patrimonio storico e culturale italiano. Tra le regioni italiane più apprezzate dai turisti di tutto il mondo rientra senza dubbio la Toscana e, nell’immaginario comune, spesso è rappresentata dai paesaggi della Val d’Orcia. Se amate le colline, i borghi medievali, la natura e gli scorci romantici, questa destinazione fa proprio al caso vostro. Un luogo che merita sicuramente una visita è l'Abbazia di Sant'Antimo, un imponente complesso monastico che si integra armoniosamente in un paesaggio da cartolina.
Raggiungere Pienza: Porta d'Accesso alla Val d'Orcia
La Val d'Orcia è un'area della Toscana composta da cinque comuni dislocati tra il monte Amiata e il confine umbro. Per chi ha deciso di scoprire ogni angolo della Val d'Orcia, Pienza rappresenta un eccellente punto di partenza. Arroccata su una collina, domina un po' tutta la zona ed è un vero gioiello architettonico, patrimonio UNESCO.
Come arrivare in treno a Pienza
Partendo da Milano, Roma, Napoli o Venezia, per raggiungere la Val d'Orcia in treno, vi converrà scendere alla stazione di Siena. Da Siena potrete poi prendere la coincidenza per la stazione di Buonconvento. Da Buonconvento partono gli autobus che vi porteranno fino ai principali centri della Val d'Orcia.
- Se scegliete di viaggiare in treno da Milano a Siena, farete cambio alla stazione di Firenze Santa Maria Novella.
- Sono solo tre, invece, le ore che impiegherete per viaggiare in treno da Roma Termini a Siena, effettuando un unico cambio alla stazione di Chiusi-Chianciano Terme.
- Se volete viaggiare in treno da Napoli a Siena per poi arrivare in Val d'Orcia, dovrete fare necessariamente due cambi di treno, di cui il primo a Roma Termini.
In 35 minuti di tratta in bus, da Buonconvento arriverete a Pienza. Ci sono diversi parcheggi dove potete lasciare la macchina per raggiungere facilmente il centro storico. Qui sono da vedere Palazzo Piccolomini, Piazza Pio II con il Duomo di Santa Maria Assunta ed il Comune, oltre alle porte cittadine che sono alle estremità di Corso il Rossellino. Lungo il Corso non potrete non notare i tanti negozi che vendono il pecorino di Pienza, i vini e i prodotti tipici della zona. Non dimenticate di affacciarvi ai punti panoramici lungo le mura per ammirare il panorama circostante. Dopo una passeggiata in centro concedetevi due passi in campagna: troverete antichi casolari immersi nelle vigne e nei campi di grano.

Da Pienza all'Abbazia di Sant'Antimo: Percorsi e Consigli
Una volta a Pienza, raggiungere l'Abbazia di Sant'Antimo è semplice, data la vicinanza delle località della Val d'Orcia. L’Abbazia sorge precisamente nella località Sant’Antimo, sotto a Castelnuovo dell’Abate, a circa 10 km da Montalcino e a circa 25 km da San Quirico d’Orcia. Da Pienza, l'Abbazia di Sant'Antimo è distante una ventina di minuti, considerando il tragitto attraverso borghi come Castiglione d'Orcia o San Quirico d'Orcia.
In Auto
Per raggiungere l'Abbazia di Sant'Antimo in auto da Pienza, potete scegliere di attraversare il Monte Amiata oppure ripassare da San Quirico d’Orcia e da Montalcino. Dal borgo di Montalcino si deve proseguire su SP55 in direzione di Sant’Antimo e Castelnuovo dell’Abate. Se venite da sud, ad esempio dopo essere passati da Chiusi/Chianciano, potete proseguire su SP146 verso Chianciano Terme, per poi seguire le indicazioni per Campiglia d’Orcia, Castiglione d’Orcia ed infine Sant’Antimo.
L'Abbazia è in una posizione defilata, circondata da vigneti ed uliveti. Lasciate la macchina nel grosso parcheggio a pagamento e proseguite per pochi metri a piedi.
In Bus
Con il bus si può arrivare fino a Castelnuovo dell’Abate, che dista appena un chilometro dall’abbazia. Sebbene il percorso diretto in bus da Pienza all'Abbazia non sia menzionato esplicitamente, i centri della Val d'Orcia sono collegati da una rete di autobus locali che possono portarvi a Montalcino o a Castelnuovo dell'Abate, da cui l'Abbazia è facilmente raggiungibile a piedi.

L'Abbazia di Sant'Antimo: Storia, Arte e Spiritualità
L'abbazia benedettina di Sant’Antimo è considerata all’unanimità come uno degli episodi più significativi dell’arte romanica in Toscana. Se state organizzando una gita o una vacanza a Siena o dintorni, non potete mancare di visitare questo imponente complesso monastico.
Le Origini e la Leggenda
Per scoprire le origini di questa Abbazia dobbiamo tornare indietro nel tempo. Le origini dell’abbazia sono avvolte nel mito. Leggenda vuole che venne fondata nel IX secolo d.C., all’epoca del Sacro Romano Impero, guidato dall’imperatore Carlo Magno. Proprio lui è ritenuto il fondatore di una cappella, detta Cappella Carolingia, corrispondente all’attuale sacrestia. Quello che è certo è che la troviamo documentata fin dalla prima metà del secolo successivo e che tra i suoi principali benefattori troviamo Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno. Al di là della leggenda, quel che è certo è che nell‘anno 814 esisteva già: l’imperatore Ludovico il Pio, successore di Carlo Magno, emanò un diploma che l’arricchiva di beni e privilegi.
Il Periodo di Splendore e il Declino
Nel 1118 inizia il periodo di massimo splendore per l’Abbazia, che la porterà a diventare uno dei monasteri più ricchi e importanti della regione, quando prese avvio il grande cantiere per l’edificazione dell’attuale chiesa grazie a un’ingente donazione ad opera del conte Bernardo degli Ardengheschi. L’abate di Sant’Antimo fu uno dei principali feudatari della zona ed esercitava la sua autorità su un territorio molto vasto che andava dal grossetano al pistoiese. Sotto la sua giurisdizione ricadevano non solo decine tra pievi e chiese, ma anche numerosi castelli, poderi e mulini.
Nel corso del XIII secolo l’abbazia inizia a perdere potere e con esso il controllo su alcuni dei suoi possedimenti. Alla fine del Duecento il monastero viene assegnato all’ordine dei Guglielmiti e nel 1462 papa Pio II decide di sopprimerla ed incorporarla nella diocesi di Montalcino e Pienza. Nel XV secolo ormai l’abbazia risulta abbandonata, tant’è che le sue pietre vengono reimpiegate nella costruzione del borgo di Castelnuovo dell’Abate.
La Rinascita e la Comunità Monastica
La data che segna la rinascita dell’abbazia è quella del 1870. Questo è infatti l’anno in cui fu avviata la prima campagna di restauro della chiesa. Infine, nel 1979, l’Arcivescovo di Siena decise di ricostruire una comunità monastica a Sant’Antimo. Un luogo che rischiava di andare perduto per sempre, e che invece è stato riscoperto e valorizzato.
Architettura e Dettagli Artistici
Sebbene l’abbazia sia stata fondata in epoca anteriore, la chiesa attuale risale al XII secolo, quando venne ricostruita in dimensioni maggiori. Circondata dal silenzio di campi e ulivi secolari, la particolarità dell’Abbazia di Sant’Antimo sta nel fatto di essere costruita con rocce di travertino, le cui cave si trovavano nelle vicinanze della zona di Castelnuovo dell’Abate, oggi abbandonate.
L'Esterno
Lunga 44 metri, la chiesa è affiancata da un campanile in stile lombardo. La facciata, che risulta incompleta, lascia apparire i segni di quattro arcate e di un protiro che racchiude il ricco portale, decorato da eleganti sculture. L’architrave del portale, decorato all’esterno con la raffigurazione di una pianta di vite, reca all’interno il nome di uno degli architetti della chiesa, il monaco Azzone dei Porcari. Sul fondo del fianco sinistro della chiesa s’innalza il poderoso campanile che è a base quadrata ed alto 27 metri e mezzo. Il campanile, che è precedente rispetto alla chiesa, faceva infatti parte del complesso precedente, ed è aperto da monofore e bifore nella parte sommitale.

L'Interno
Superata la solenne facciata, vi sembrerà di tornare indietro nel tempo fino al Medioevo e all’austero mondo monastico. L’interno della chiesa è in puro stile romanico, semplice e lineare, e si sviluppa su tre navate. Quella centrale è coperta da una volta a capriate in legno ed è separata dalle due laterali da due serie di quattro archi sorretti da colonne con splendidi capitelli finemente lavorati. Sant’Antimo è una chiesa a tre navate con paramento murario in travertino. Le navate sono divise da arcate rette da colonne alternate a pilastri cruciformi al di sopra delle quali si collocano i matronei. Meritano un occhio di riguardo i capitelli delle colonne, in particolar modo quello che ritrae Daniele nella fossa dei leoni ed è attribuito al Maestro di Cabestany. Particolarmente degna di interesse è l’area dell’abside, coronata da un deambulatorio su cui si innestano tre cappelle radiali. All’interno della chiesa si conservano alcuni affreschi ed altre opere scultoree databili tra il XII e il XV secolo. Merita una nota il portale dei Battezzanti, a sinistra dell’abside, risalente al IX secolo, in quanto decorato con raffigurazioni di animali, vegetali e simboli geometrici.

Canti Gregoriani e Farmacia Monastica
Sant’Antimo è famosa per la tradizione dei canti gregoriani. Presso l’abbazia vengono regolarmente organizzati sia concerti di musica sacra che di musica classica. Vengono inoltre organizzati dei corsi per imparare il canto gregoriano ed anche per imparare la tecnica della miniatura. Una volta visitata la chiesa si può andare nel retro dove troverete la farmacia monastica con le varie tisane e prodotti di loro produzione, oltre all'orto di Santa Ildegarda. Infine, a poche decine di metri dall’Abbazia si trova un luogo sospeso nel tempo, un giardino intitolato a Santa Ildegarda di Bingen. Badessa benedettina vissuta tra il 1098 e il 1179, è una delle figure femminili più importanti del Medioevo, in quanto condusse uno studio approfondito della Natura e dei suoi impieghi in medicina e suddivise le malattie dell’uomo in tre categorie.
Premostratensi a Sant'Antimo
Informazioni per la Visita
L’ingresso all'Abbazia è gratuito (al limite potete prendere una videoguida a pagamento). L’Abbazia è aperta tutti i giorni.
Orari di visita:
- 1 novembre - 31 marzo: 10:00 - 17:00
- 1 aprile - 31 ottobre: 10:00 - 19:00
L'abbazia è chiusa dalle 13:30 alle 14:00.
Guide:
Sono previste due possibili modalità di visite guidate:
- Con la video-guida al costo di 3 euro.
- Video-guida + il percorso denominato “La Via della Luce” al costo di 6 euro.
Potrete entrare liberamente nella chiesa abbaziale, nel chiostro e nell’orto di Santa Ildegarda, mentre è previsto un biglietto per visitare alcuni spazi, come l’antica cappella Carolingia con gli affreschi sulla vita di San Benedetto.
Esplorare i Dintorni: Montalcino e le sue Cantine
Una volta visitata l’Abbazia di Sant’Antimo, sarebbe un peccato perdere l’occasione di scoprire i dintorni. Quindi, perché non proseguire il viaggio visitando la splendida Montalcino e le sue cantine? È proprio qui, infatti, che nasce il Brunello, una delle etichette italiane più conosciute e apprezzate nel mondo. Montalcino è famosa soprattutto per il vino, il Brunello di Montalcino, conosciuto in tutto il mondo, e difatti in centro ci sono tantissime enoteche. Montalcino è una cittadina più grande delle precedenti ed ha un centro storico che si sviluppa sulla collina in un continuo sali e scendi. Verrete accolti dalla rocca trecentesca. Raggiungendo il cuore del centro storico arriverete in piazza del Popolo, dove sorge il bel palazzo dei Priori e la loggia di Montalcino. Continuate poi per il duomo, che sorge in una posizione rialzata e scenografica, e arrivando fino al vicino santuario della Madonna del Soccorso.
