Thomas Cranmer, riformatore anglicano, nacque ad Aslacton (o Aslockton, nel Nottinghamshire) il 2 luglio 1489. Sua madre era Agnes Hatfield e suo padre Thomas Cranmer. La sua vita, inizialmente avviata a una tranquilla carriera accademica, subì una radicale trasformazione a seguito del fortuito incontro con Enrico VIII, rendendolo una delle figure più influenti e decisive della Riforma inglese e della nascita della Chiesa anglicana.
Giovinezza e Formazione Accademica
Cranmer studiò al Jesus College di Cambridge, dove eccelse e in seguito divenne professore di teologia. Nel periodo tra il 1525 e il 1528, mentre figure come Barnes, Latimer, Coverdale e Tyndale erano perseguitate per le loro idee luterane, Cranmer non fu sospettato. La sua carriera accademica fu interrotta quando, a causa del suo matrimonio con la prima moglie Joan, dovette dimettersi dal suo posto che richiedeva il celibato. Tuttavia, dopo la morte di Joan per infezione da parto, Cranmer decise di intraprendere la carriera ecclesiastica.
Il "Grande Affare" di Enrico VIII e l'Ascesa al Potere
Il percorso di Cranmer verso l'influenza ecclesiastica iniziò con la delicata questione del matrimonio di Enrico VIII. Il re desiderava annullare il suo matrimonio con Caterina d'Aragona, vedova di suo fratello Arturo, che gli aveva dato una figlia, Maria, ma nessun erede maschio. Il matrimonio con Caterina era stato celebrato solo grazie a una dispensa di Papa Giulio II (1503-1513). Enrico aveva chiesto a Papa Clemente VII (1523-1534) l'invalidazione di tale dispensa, ma la questione era complessa, data l'implicazione internazionale che Caterina fosse zia dell'imperatore Carlo V (1519-1558).
Nel 1529, Cranmer diede agli amici Edward Foxe e Stephen Gardiner il consiglio, subito seguito, di interpellare le università europee sulla validità del matrimonio con Caterina. Tale consultazione si basava sull'interpretazione di un passo del Levitico (Lev. 20:21): "Se uno prende la moglie del proprio fratello, è un'impurità; essi rimarranno senza figli". La maggioranza delle risposte fu favorevole alla posizione di Enrico.
Richiamato a corte, Cranmer fu invitato a esporre e diffondere le sue idee in un libro. Fu collocato nella casa dell'Earl of Wiltshire (padre di Anna Bolena) e inviato con lui come ambasciatore presso il Papa e Carlo V. Fu anche nominato arcidiacono di Taunton.
Nel 1532, durante la sua missione diplomatica presso Carlo V, Cranmer intesseva rapporti con la lega di Smalcalda. Durante la dieta di Ratisbona, conobbe Andreas Osiander, riformatore luterano, e sposò segretamente sua nipote Margaret. Nello stesso anno, fu richiamato per succedere a William Warham come arcivescovo di Canterbury. Nonostante i suoi disegni riformatori fossero già evidenti e le sue simpatie per le posizioni di separazione dalla Chiesa romana, espresse da Lutero, Clemente VII confermò la sua nomina il 21 febbraio 1533.

Dopo la sua consacrazione, Cranmer dichiarò di ritenere nullo il giuramento di fedeltà al papa che aveva prestato. L'11 aprile chiese al re di giudicare il suo matrimonio e, avviato il processo il 10 maggio, il 23 maggio lo dichiarò nullo. Cinque giorni dopo, pronunciò valido il matrimonio di Enrico con Anna Bolena. Il 10 settembre fu padrino di Elisabetta I. La bolla papale dell'11 luglio scomunicò Enrico, Anna Bolena e lo stesso Cranmer, segnando lo scisma definitivo nel 1532.
Il Ruolo di Cranmer nella Riforma Anglicana sotto Enrico VIII
Legato indissolubilmente al suo re, Cranmer divenne l'esecutore della politica ecclesiastica di Enrico VIII e il principale artefice della formazione di una confessione anglicana. Sebbene fosse spesso accusato di servilismo verso le richieste del sovrano, Cranmer si distinse per la sua capacità di sopravvivenza politica e la sua adesione al principio della supremazia regia. Si interpose invano per salvare figure come Fisher, More e Anna Bolena, dimostrando una certa umanità verso i nemici della Riforma, pur senza mai distaccarsi pubblicamente dalle posizioni della casa reale.
Nonostante la caduta di Thomas Cromwell, l'altro capo del partito riformatore, Cranmer riuscì a salvarsi da ben tre accuse di eresia, l'ultima delle quali mostrando al consiglio l'anello datogli dal re, un episodio immortalato da Shakespeare nell'Henry VIII (atto V). Combatté contro usi e credenze cattoliche, pur con limitazioni imposte dal re.
Riforme Liturgiche e Teologiche Iniziali
- Bibbia in Inglese: Cranmer cercò di ottenere la pubblicazione di una Bibbia inglese. Sostenne inizialmente quella di Miles Coverdale, nota come "Bibbia di Cranmer", e poi la Great Bible (Grande Bibbia), una revisione della precedente basata sulla Matthew's Bible di Tyndale, che cercò di collocare in ogni chiesa inglese.
- I Sei Articoli di Fede (1539): Cercò invano di opporsi all'approvazione dei Sei Articoli di Fede del 1539, che ribadivano dottrine cattoliche come la transustanziazione, la comunione sotto una sola specie per i laici, il celibato dei sacerdoti e i voti monastici. Nonostante le sue convinzioni, fu costretto a firmarli.
- Revisione del King's Book (1543): Ebbe parte nella revisione del King's Book, un testo che risultò contrario alle sue idee. Tuttavia, promosse la pubblicazione del Bishop's Book (1537), che, pur mantenendo un'impostazione cattolica, era più aperto alle sue visioni.

Sotto Edoardo VI: L'Approfondimento della Riforma
Alla morte di Enrico VIII il 28 gennaio 1547, Cranmer assistette il re morente, incoronò il giovane Edoardo VI e divenne parte del consiglio di reggenza. In questo periodo, sotto la guida di Cranmer, la Chiesa inglese prese la strada di una riforma radicale.
Riforme Liturgiche e Dottrinali
- Book of Common Prayer: Cranmer presiedette la commissione incaricata di riformare la liturgia e lavorò instancabilmente per la redazione del Book of Common Prayer. La prima versione fu pubblicata nel 1549, ma non soddisfaceva pienamente le sue intenzioni riformatrici. Nel 1552, il libro fu rivisto in un senso fortemente riformatore di tipo svizzero, anche con l'ausilio di Calvino in persona, che scrisse a Edoardo VI e al conte di Somerset per aiutare nella revisione.
- Teologia Eucaristica: Ammise la presenza reale nell'Eucaristia, negando però la transustanziazione, posizione che lo portò a polemizzare con Gardiner.
- I 42 Articoli di Religione: Preparò e corresse i 42 articoli di religione del 1553, che insieme ai due libri di preghiere (1548-49 e 1552) e alla riforma delle leggi ecclesiastiche (non attuata per la morte di Edoardo VI), costituirono i fondamenti della teologia anglicana.
- Influenze Continentali: Tradusse il catechismo luterano di Giusto Giona e invitò in Inghilterra importanti riformatori continentali come Martin Butzer (Bucero) da Strasburgo, l'italiano Pietro Martire Vermigli da Oxford e l'italiano Bernardino Ochino. Queste figure, insieme a Calvino, diedero un contributo significativo all'orientamento zwingliano-calvinista della Riforma inglese.

La Dottrina della Giustificazione
Le convinzioni teologiche di Cranmer, profondamente influenzate dalla Riforma protestante, si riflettono in passaggi come il seguente, che evidenzia la centralità della giustificazione per fede:
Poiché gli uomini sono tutti peccatori, disobbediscono a Dio e violano la sua legge e i suoi comandamenti, nessuno può essere giustificato e reso giusto davanti a Dio in virtù delle proprie azioni, per quanto buone esse appaiano; viceversa ognuno è necessariamente costretto a ricercare un'altra giustizia o giustificazione che si ottiene dalle mani stesse di Dio, ossia la remissione, il perdono dei peccati e delle trasgressioni commesse. Questa giustificazione o giustizia che riceviamo per grazia di Dio e per i meriti di Cristo, se accolta con fede, è accordata da Dio per la nostra perfetta e compiuta giustificazione.
Persecuzione e Martirio sotto Maria I
La morte di Edoardo VI nel 1553 segnò un brusco cambiamento. Cranmer fu coinvolto nel complotto per porre sul trono Lady Jane Grey al posto della cattolica Maria Tudor, figlia di Enrico VIII e Caterina d'Aragona. Con l'ascesa di Maria I, determinata a restaurare il cattolicesimo in Inghilterra, la situazione di Cranmer divenne critica.
Condannato per tradimento nel settembre 1553, e l'anno successivo giudicato ad Oxford come eretico, Cranmer subì una dura persecuzione che durò tre anni. Citato a comparire a Roma entro una settimana (7 settembre 1555), fu esaminato da un legato papale (il Brookes, vescovo di Gloucester), e finalmente condannato dal cardinale Reginald Pole, il nuovo primate, e sconsacrato il 14 febbraio 1556.
Sottoposto a intense pressioni e torture psicologiche, Cranmer firmò una serie di ritrattazioni, rinnegando le sue convinzioni protestanti e accettando il cattolicesimo. Tentò più volte di interporre appello dal papa al futuro concilio, ma tale appello risultò vano, essendo egli già escluso dal Concilio di Trento.
Le ritrattazioni, tuttavia, non furono sufficienti a salvargli la vita. Maria I desiderava una punizione esemplare. Il 21 marzo 1556, Cranmer fu condotto alla chiesa di St. Mary a Oxford per leggere pubblicamente un'ultima confessione. Ma, a sorpresa, invece di ribadire la sua abiura, dichiarò di rinnegare le sue ritrattazioni precedenti e riaffermò con forza la sua fede protestante, condannando il papa e il cattolicesimo. Questo gesto improvviso e coraggioso segnò il suo destino.
L'ORRIBILE esecuzione di Thomas Cranmer
Fu immediatamente trascinato al rogo. Prima di essere consumato dalle fiamme, Cranmer mise deliberatamente la mano destra nel fuoco, dichiarando che quella era la mano che aveva firmato le sue abiure e che meritava di essere bruciata per prima. Secondo le cronache, morì pregando e invocando Gesù Cristo. La Chiesa d'Inghilterra lo ricorda come martire. La morte di Cranmer divenne un simbolo della resistenza protestante contro le persecuzioni religiose di Maria I, soprannominata “Bloody Mary” per le sue repressioni contro i riformati.
Eredità Teologica e Letteraria
Nonostante un carattere non sempre fermo e una reputazione di teologo a volte considerata mediocre, Thomas Cranmer fu forse il principale artefice della trasformazione che, partendo dallo scisma di Enrico VIII, portò alla formazione di una confessione anglicana con una teologia di tipo protestante, sebbene solo in parte. I suoi scritti, quasi tutti di occasione, sono raccolti nell'edizione delle Opere, a cura di H. Jenkyns e J. E. Cox, Cambridge (Parker Society) 1844-1846.
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