La vita di Valentino Parmiggiani rappresenta una testimonianza significativa delle vicende che hanno segnato profondamente i cittadini italiani durante il secondo conflitto mondiale. La sua storia, ricostruita attraverso documenti storici e preservata dalla memoria collettiva di Rubiera, ripercorre il tragico destino di molti Internati Militari Italiani (IMI).

Le origini e il periodo a Rubiera
Valentino Parmiggiani, figlio di Archimede e Marcellina Annovi, nacque il 29 aprile 1923 a Modena. La sua giovinezza è stata segnata dal lavoro e dalla vita rurale. Nel novembre del 1939, si trasferì in via Fontana, nel comune di Rubiera, dove intraprese l'attività di mezzadro.
Il servizio militare e il fronte
Il 10 settembre 1942, Valentino fu chiamato alle armi per servire durante la Seconda Guerra Mondiale. Venne inquadrato nel 10° Reggimento Autieri. La sua esperienza bellica lo portò a essere inviato al fronte, operando attivamente in territorio albanese e greco.

La prigionia come Internato Militare Italiano (IMI)
In seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943, il destino di Valentino cambiò drasticamente. Fu catturato in Grecia dalle forze armate tedesche e subì la condizione di internato, venendo registrato con la matricola n. 56759/II.B.
Il percorso di prigionia di Parmiggiani lo condusse inizialmente nel campo di prigionia di Hammerstein, situato a Czarne, in Polonia. Successivamente, venne trasferito nello Stalag VI D di Dortmund Scharnhorst, in Germania. Qui fu costretto a essere impiegato nei lavori forzati, condizione che caratterizzò duramente la vita di migliaia di soldati italiani rifiutatisi di collaborare con le forze naziste. La prigionia si concluse tragicamente con la sua morte, avvenuta il 25 maggio 1944.
Il ricordo a Rubiera
Per onorare il suo sacrificio e mantenere viva la memoria storica, è stata posta una pietra d'inciampo davanti alla casa di Rubiera dove visse Valentino Parmiggiani. L'iniziativa è stata promossa dall'Amministrazione Comunale di Rubiera, in collaborazione con l'Istituto Storico Istoreco di Reggio Emilia, la sezione ANPI di Rubiera e gli studenti dell'Istituto Comprensivo Statale Enrico Fermi.