San Lino e l'Iter dei Processi di Beatificazione

Questa settimana ci dedichiamo alla festa liturgica dedicata il 23 settembre a san Lino, il secondo Papa della storia della Chiesa, dopo san Pietro.

Ritratto di San Lino, il secondo Papa

Vita e Pontificato di San Lino

Tutti gli antichi elenchi dei vescovi di Roma, che si sono conservati grazie a sant’Ireneo di Lione, Giulio Africano (fondatore della cronografia cristiana), sant’Ippolito di Roma, Eusebio di Cesarea ed il Catalogo Liberiano del 354, collocano il nome di Lino subito dopo quello di Pietro.

Nativo di Volterra, come attesta nel XVI secolo anche il grande storico e oratoriano Cesare Baronio, di un anno imprecisato, egli ha governato la nascente Chiesa fra il 67 e il 76. Originario della Tuscia e figlio di un certo Ercolano, si trasferì a Roma per ragioni di studio, convertendosi al cristianesimo grazie al suo incontro con san Paolo.

Collegamenti Biblici e Insegnamenti

San Paolo sembra accennare proprio a Lino nella sua seconda epistola a Timoteo: «Ti salutano Tabulo, Pudente, Lino, Claudia e tutti i fratelli» (2 Tim 4, 20). Questa è la lettera in cui l’Apostolo delle Genti parla così, rivolgendosi a tutti gli uomini: «Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina».

Sant’Ireneo di Lione afferma che san Lino ricevette la dignità episcopale dai santi Pietro e Paolo. Nel Liber Pontificalis, si legge che, «ex praecepto beati Petri constituit» («in conformità con quanto disposto da san Pietro»), papa Lino prescrisse alle donne di entrare in chiesa con il capo coperto.

In questa preziosa prescrizione, ancora in uso durante la celebrazione della Santa Messa in Vetus Ordo, i Pontefici si rifacevano a san Paolo: «Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata» (1 Cor 10, 4-5).

Contesto Storico e Martirio

Il pontefice Lino ha vigilato, sopportato le sofferenze e ha compiuto fino in fondo la missione che gli era stata affidata. Il suo pontificato si svolse nel tempo in cui Roma era governata da ben cinque imperatori: Nerone, Servio Sulpicio Galba, Otone, Vitellio e Tito Flavio Vespasiano.

Nell’estate del 64 un incendio distrugse i tre quarti dell’Urbe, dell’immane tragedia venne incolpato Nerone, il quale a sua volta gettò la responsabilità sui cristiani. San Pietro incoraggiò il suo gregge, ponendo al di sopra di tutto Nostro Signore, con parole che risuonano ancora oggi: «Carissimi, non siate sorpresi per l’incendio di persecuzione che si è acceso in mezzo a voi per provarvi […] Ma nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi ed esultate. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi».

In questa persecuzione cruenta del 67, anche san Pietro muore, crocifisso a testa in giù per non essere paragonabile alla condanna del suo Signore Gesù. L’anno seguente, Nerone si fece trafiggere da un servo, Galba, e venne sgozzato nel Foro; Ottone si suicidò; Vitellio fu linciato dai romani. Nel 70, con la fine della guerra giudaica, venne distrutta Gerusalemme con il suo Tempio - che non sarà mai più riedificato - per volere di Tito, figlio di Vespasiano. Si realizzò così la profezia di Gesù: non sarebbe rimasta pietra su pietra di quel sacro luogo.

Spiritualmente parlando, vi è una grande e grave carestia in corso e le idee non sono più chiare e rette come le aveva san Lino, al quale nel X secolo gli venne dedicata a Milano una cappella nella Ecclesia apostolorum dal vescovo Arderico, dove si dice che egli abbia battezzato santi locali, quali Nazario o Protasio.

La tradizione lo vuole martire il 23 settembre del 76 per decapitazione, secondo il decreto del console Saturnino, anche se all’epoca la Chiesa viveva in pace sotto l’autorità di Vespasiano. Fu sepolto sul Colle Vaticano, accanto all’apostolo Pietro. Infatti, i primi Pontefici furono inumati in questa zona, come risulta dagli scavi eseguiti nel 1615 per costruire l’attuale altare della confessione della basilica di San Pietro; fu allora che si scoprirono dei sarcofagi, fra i quali quello con l’epigrafe «Linus».

D’altra parte, già sentivano narrare così i pellegrini altomedievali, che ottenevano le reliquie dei martiri di Roma, compreso Lino, da portare nelle chiese cattoliche che si spargevano per il mondo.

Iter del Processo di Beatificazione e Canonizzazione di Don Luca Passi (1972-2013)

Avviata la causa di beatificazione e canonizzazione di padre Luigi Faccenda

Il 1972 segnò l’avvio della causa di beatificazione e canonizzazione del Fondatore Don Luca Passi. Le comunità dell’Istituto furono raggiunte da questa bella notizia attraverso la lettera circolare inviata dalla Superiora generale, Madre Alice Miglioranza. Tutte provarono una grande gioia e, da quel momento, intensificarono la loro preghiera fiduciose in un buon risultato.

Le Tappe Ufficiali del Processo

  • 10 giugno 1973: Madre Alice rivolge “supplica” al Card. Albino Luciani, Patriarca di Venezia, competente per giurisdizione (essendo Don Luca morto a Venezia) affinché venga avviato l’iter della causa, attraverso la nomina di una Commissione storica per lo studio della vita, delle opere, degli scritti del Servo di Dio.
  • 1 marzo 1974: Lo stesso Cardinal Luciani promulgherà il “Decreto” per costituire tale Commissione.
  • 18 aprile 1978: Il Postulatore Don Giuseppe Venturini rivolge istanza al Patriarca Luciani, perché si possa dare inizio il Processo Storico. Il successivo 25 aprile il Patriarca inoltra alla Congregazione delle Cause dei Santi formale domanda per ottenere il nulla osta.
  • 15 agosto 1981: Il Patriarca Card. Marco Cé promulga, nella Curia Patriarcale di Venezia, il Decreto di introduzione canonica del Processo Apostolico Cognizionale.
  • 1984: Viene presentata alla Congregazione delle Cause dei Santi la Copia pubblica del Transunto, contenente gli Atti del Processo “Sulla vita e virtù del Servo di Dio Don Luca Passi”.
  • 10 aprile 1986: La Congregazione delle Cause dei Santi emana il Decreto che attesta la validità di tale Processo.
  • 2 febbraio 1990: La Congregazione delle Cause dei Santi nomina come relatore Padre Cristoforo Bove: sotto la sua direzione il postulatore Mons. Luigi Porsi e Madre Vincenza Polotti prepareranno la Positio.
  • 24 novembre 1998: I Consultori Storici esprimono il giudizio di validità storica della Positio, che sarà reso pubblico con il fascicolo: Relatio et vota.
  • 8 novembre 2005: I Consultori Teologi esprimono giudizio positivo sull’esercizio delle virtù del Servo di Dio Luca Passi. Tale giudizio sarà pubblicato nel fascicolo: Relatio et vota.
  • 15 maggio 2007: Il Congresso Plenario dei Cardinali pronuncia la sentenza definitiva sulla eroicità delle virtù esercitate dal Servo di Dio.
  • 6 luglio 2007: Benedetto XVI autorizza la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto sulla eroicità delle virtù e Don Luca Passi viene dichiarato Venerabile.
  • Dal 7 aprile al 13 giugno 2009: Presso il tribunale istituito dal Patriarca Angelo Scola, si svolge a Venezia il processo diocesano “Super miro”: esso riguarda la guarigione, apparentemente inspiegabile dal punto di vista scientifico, di Suor Brunamaria Ghidelli, affetta da cistocarcinoma ovarico con infiltrazione del mesosigma e della parete pelvica.
  • 19 giugno 2009: Concluso il processo diocesano, la copia pubblica degli Atti è inviata alla Congregazione delle Cause dei Santi e viene emanato il “Decreto super validitate Inquisitionis Dioecesanæ”.
  • 18 febbraio 2012: Si concludono il Congresso dei Periti Medici che aveva dichiarato scientificamente inspiegabile la guarigione di Suor Brunamaria, e il Congresso dei Consultori Teologi, che aveva accertato l’intercessione del Servo di Dio Luca Passi.
  • 28 giugno 2012: Sua Santità Benedetto XVI firma il Decreto nel quale si riconosce come miracolo la guarigione di Suor Brunamaria Ghidelli.
  • 23 marzo 2012: Suor Emmarosa Trovò riceve dalla Congregazione delle Cause dei Santi il mandato di Postulatrice per la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Venerabile Don Luca Passi. Da quel momento sostituirà Mons. Luigi Porsi che si ritira per sopravvenuti limiti di età.
  • 9 novembre 2012: Sua Em.za Mons. Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, comunica alla Superiora Generale Madre Teresa Simionato che il Sommo Pontefice ha concesso che il Rito di Beatificazione del Venerabile Luca Passi abbia luogo a Venezia sabato 13 aprile 2013. In questa solenne circostanza il Santo Padre sarà rappresentato dall’Em.mo Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

Questa comunicazione ufficiale raggiunge l’intero Istituto, i Cooperatori dell’Opera di Santa Dorotea, amici, conoscenti e persone legate all’Istituto a vari livelli.

Presso la sede dell'Istituto Suore Maestre di S. Venezia, Cannaregio, 1104/C, è visitabile un Museo che illustra la vita del Beato attraverso documenti e oggetti appartenuti a lui e alla sua famiglia.

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