Il Santuario di Visora, o della Madonna della Quercia, è il più importante edificio sacro di Conflenti, in provincia di Catanzaro. La sua costruzione affonda le radici in una serie di eventi soprannaturali avvenuti sul finire del XVI secolo, la cui eco raggiunse persino il Vaticano.
Le Origini e la Costruzione del Santuario
Le Apparizioni e la Richiesta della Vergine
Sul finire del XVI secolo, a Conflenti, si verificarono una serie di eventi eccezionali. Nell’estate del 1578, infatti, si susseguirono ben nove apparizioni, di cui sette della Vergine, la quale chiedeva che le venisse edificato un tempio in prossimità delle querce dove avvenivano tali fenomeni. Nei giorni e nei mesi successivi, numerosi altri eventi prodigiosi si manifestarono e tutti i testimoni riferirono in modo concorde quanto avevano visto e udito: la Vergine chiedeva la costruzione di una chiesa nel luogo detto Visora, una dimora sacra in cui innalzare al cielo perenni preghiere. Dopo le prime resistenze, l’autorità religiosa indisse un’inchiesta per accertare la veridicità di quanto accaduto. L’indagine, avviata in tutte le diocesi della Calabria, ebbe lo scopo di raccogliere testimonianze circa apparizioni e miracoli operati dalla Vergine di Visora.

La Fondazione e l'Inizio dei Lavori (1580)
La cerimonia per la costruzione del tempio fu fissata per l’8 marzo 1580. Il giorno seguente, il vescovo segnò i confini entro i quali l’edificio avrebbe dovuto sorgere. Già il 12 marzo, le fondazioni erano scavate, e il 13 ottobre 1580, Mariano Pierbenedetti da Camerino, vescovo di Martirano dal 1577 al 1591, emise la Bolla di Fondazione della Chiesa di Visora. Il tempio nacque sotto il titolo di Beata Maria delle Grazie.
Il "Quadro Divino" e le Prime Guarigioni
Nel 1581, fu affidato al pittore Muzio Roblani il compito di realizzare un dipinto della Madonna da collocare all’interno dell’edificio. L’artista, lasciata Messina, giunse a Conflenti il 9 luglio 1581 per iniziare l’opera. Entrato in chiesa per un primo sopralluogo, egli, accompagnato dall’apposita delegazione di cittadini, trovò una tela di 100×125 cm già sistemata al di sopra dell’altare maggiore: è quello che sarà poi definito il “Quadro Divino”. La notizia delle apparizioni e delle successive guarigioni si diffuse in tutta la Calabria e, dopo pochi anni, l’arrivo di pellegrini divenne talmente intenso da spingere le autorità religiose ad erigere una casa per l’accoglienza a Conflenti Sottani.

La Consacrazione e l'Accoglienza dei Pellegrini (1607)
I lavori del Santuario furono ultimati nel 1607. Il 26 agosto di quell’anno, Monsignor Francesco Monaco consacrò l’altare. L’ultima domenica di agosto del 1607, il vescovo di Martirano, Francesco Monaco, consacrò il tempio di Conflenti, già dedicato a Maria Santissima delle Grazie. Da allora, i festeggiamenti in onore della Madonna della Quercia iniziano a registrare il loro punto più alto proprio nell’ultima domenica di agosto, e la ricorrenza si rinnova nel tempo fino ai nostri giorni. Il Santuario di Visora divenne immediatamente il centro della vita spirituale di Conflenti.
Sviluppo e Riconoscimenti nel Corso dei Secoli
Ampliamenti e Indulgenze (XVIII secolo)
Nel 1759, furono avviati i lavori di ampliamento dell’edificio, divenuto insufficiente per il crescente numero di pellegrini che vi affluivano da ogni parte. Nel 1778, Papa Pio VI concesse la plenaria indulgenza e la remissione di tutti i peccati ai visitatori del tempio di Visora che osservavano il sacramento della comunione. Nel 1780, furono concesse le stesse indulgenze previste per i visitatori della Basilica di San Pietro a Roma. Infine, nel 1782, il Capitolo Vaticano inviò al Santuario della Madonna di Conflenti la corona d’oro, un riconoscimento riservato dalla Chiesa ai suoi santuari più importanti.
Il Santuario come Polo Economico
Il Santuario di Conflenti si affermò non solo come entità religiosa, ma anche come una realtà economica significativa. Ciò fu principalmente dovuto a donazioni e lasciti che i devoti effettuavano a favore delle diverse cappelle. L’insieme dei beni, costituiti da poderi, magazzini, mulini, rendite fisse e diritti di uso delle acque, finì per costituire un patrimonio spesso messo a disposizione anche degli abitanti dei centri circostanti.
La Proclamazione a Pontificia Basilica Minore (2018)
Nel 2018, nel corso di una solenne Celebrazione Eucaristica, il Santuario è stato proclamato Pontificia Basilica Minore. L’afflusso dei visitatori, che ormai si ripete nei secoli, risulta ogni anno in aumento, alimentato senza dubbio dalle indulgenze, ma favorito pure dalla profonda religiosità che il luogo stesso riesce a esprimere, anche in questo tempo moderno in cui i beni materiali sembrano aver preso il sopravvento su quelli spirituali.
Il Cammino Mariano - Conflenti (Italy).
Architettura e Arte della Basilica
Descrizione Esterna
Il Santuario di Visora, recentemente restaurato, presenta una semplice pianta a tre navate e una torre campanaria a base quadrata con una caratteristica cupola. Lungo tutto il perimetro della costruzione, dipinta con una tenue tonalità di giallo, si possono ammirare lesene ioniche e corinzie che scandiscono ritmicamente l’ordine delle vetrate nel livello superiore. Di notevole interesse sono anche il portone in legno intarsiato, il porticato retto da colonne ioniche e la balconata sovrastante.

Descrizione Interna
L’interno della Basilica è molto ampio e luminoso, dominato dalla nicchia in cui è posta la statua della Madonna col Bambino, che viene portata in processione l’ultima domenica di agosto durante le celebrazioni in onore della Madonna della Quercia. Le due navate laterali sono delimitate da arcate scolpite nei minimi dettagli e con un grande gusto per i particolari. Qui si trovano anche molti affreschi e pitture sulle vetrate e sul soffitto; tra questi si segnalano quelli raffiguranti le apparizioni della Madonna, la Predicazione di San Giovanni Battista e il Martirio di Sant’Andrea Apostolo. Molto eleganti sono anche le due colonne in granito poste all’entrata e le decorazioni in oro lungo tutto il soffitto.

Tradizioni e Iniziative Devote
La Fiaccolata Notturna
In tempi più recenti, a partire dal 1988, il sacerdote Adamo Castagnaro ha ripreso la tradizione della fiaccolata notturna, abolita a suo tempo per motivi di ordine pubblico dal re di Napoli all’atto della riduzione del Santuario allo stato laicale. In tal modo, la penultima domenica di agosto, di sera, una lunga colonna di fedeli parte dalla collina di Serracampanara, luogo della prima apparizione della Madonna, e dopo un percorso di tre chilometri, centinaia di persone, ogni anno, si ritrovano nel Santuario di Visora, dove il tutto termina con una veglia di preghiera.
Le Peregrinationes Mariae
Attorno al Santuario orbitano una serie di iniziative che si ripetono negli anni e che assumono grande valenza religiosa, civile e sociale. Ricca di significato è la Peregrinatio Mariae del 1948. La mattina di domenica 29 maggio 1948, la statua della Madonna uscì dal suo Santuario e, a bordo di un camion appositamente allestito, iniziò la sua peregrinazione, attraversando i comuni di Decollatura, Platania e Nicastro, per poi ripartire, la mattina del lunedì, verso Bella e Sambiase, la mattina di martedì verso Gizzeria, Falerna e Nocera Terinese, la mattina di mercoledì verso San Mango, Martirano Lombardo, Martirano Vecchio e infine il rientro a Conflenti. Nel 2011, si svolse la Peregrinatio del Quadro Divino della Beata Vergine di Visora, un viaggio della durata di diversi mesi, durante il quale l’immagine toccò ben sessanta parrocchie della Diocesi. «Un’occasione di grazie per alimentare la devozione verso la Vergine Maria» recitò l’avviso sacro; un’iniziativa inserita nell’ambito delle manifestazioni programmate dalla diocesi di Lamezia che avevano come tema principale: Aspettando con gioia il Santo Padre.
Altre Iniziative e Manifestazioni
La serie di iniziative che la comunità religiosa e civile di Conflenti ha realizzato nel corso degli anni è lunga. Tra esse segnaliamo la staffetta di fede, partita da Piazza San Pietro a Roma e terminata a Conflenti domenica 12 agosto. La fiaccola accesa da Giovanni Paolo II fu portata a piedi per 623 chilometri e a Conflenti accese la lampada votiva del Santuario.
Segue il Premio della Riconciliazione, nato per favorire e sostenere iniziative dirette alla riconciliazione fra gli uomini e i popoli. La manifestazione ha portato a Conflenti personalità come Maria Fida Moro nel 1985, la famiglia Bachelet e il generale dei carabinieri Nicolò Mirenna nel 1987, la Città e la Comunità francescana di Assisi nel 1990, la Comunità di Sant'Egidio nel 1993, Antonino Zichichi nel 1995 e Lech Walesa nel 1998.
E infine, la Festa degli Emigrati, una manifestazione di grande solidarietà che si ripete negli anni e che si avvia a superare la soglia della trentesima edizione.
Il Culto Mariano e l'Emigrazione Calabrese
La Calabria come Terra di Emigrazione
Non solo Conflenti, ma tutti i comuni che orbitano attorno al Santuario sono stati - e sono tuttora - terra di emigrazione, così come l'intera Calabria e il Sud Italia. «I nostri coloni fuggono dalle campagne come gli schiavi dalle catene» scrive nel 1787 Francesco Saverio Salfi; e Giuseppe Spiriti nel 1793 aggiunge: «Ogni anno un immenso numero di agricoltori escono dalle nostre Calabrie per andare a faticare in Sicilia, in Sardegna e certe volte fino in Spagna, quasichè non avessero ne’ loro paesi terreni da coltivare».
Le statistiche segnalano circa 1.900.000 espatri che dal 1876 al 1976 hanno portato altrove altrettanti cittadini calabresi. Considerano il dato dei paesi che, assieme a Conflenti e fino all’abolizione della feudalità, facevano parte dello stato feudale dei d’Aquino (Motta Santa Lucia, Martirano Antico, Martirano Lombardo, San Mango d’Aquino e Falerna), si osserva che la popolazione complessiva di questo territorio ha subìto una perdita di 6.687 abitanti negli ultimi sessant’anni, un arretramento rispetto ai dati di inizio Novecento. È come se in questo territorio le vicende umane si fossero fermate, in un’Italia dove nello stesso periodo la popolazione è aumentata di circa 25 milioni di unità.
Le comunità di emigrati, in ogni angolo del mondo, hanno portato e conservato la cultura, le tradizioni, le feste, gli usi e i costumi delle località abbandonate, arrivando persino a istituzionalizzare molte delle ricorrenze che erano state vissute in Calabria. I paesi di destinazione hanno mantenuto vivo il culto delle origini, dove è possibile riscontrare elementi di tradizione che ancora si conservano e che invece appaiono sbiaditi persino nelle stesse località di partenza.

L'Atto di Consacrazione degli Emigrati alla Madonna di Conflenti
La cittadina di Conflenti è diventata oggi non solo luogo privilegiato del culto mariano, ma anche esempio di come si possa esprimere riconoscenza verso tutti i figli di questa terra di Calabria costretti ad abbandonare famiglia e affetti per cercare altrove migliori condizioni di vita. Il modo più solenne di manifestare questa riconoscenza è rappresentato dall’Atto di consacrazione degli Emigrati alla Madonna di Conflenti, un documento datato 27 agosto 1961 che porta la firma del vescovo Vittorio Moietta e che concludeva tre interventi giornalistici dedicati a “Conflenti e la Basilica-Santuario di Maria Santissima della Quercia di Visora”.
Vergine Santissima, Madonna di Visora, Madre di questa terra da Te santificata con la Tua presenza e Regina di questa Diocesi a Te consacrata, il Tuo popolo oggi, viene a Te in devoto pellegrinaggio per offrirti il suo cuore, per dirti tutta la sua fiducia in Te, ma soprattutto per consacrarTi i suoi Figli più cari, i suoi Emigrati sparsi per le contrade del mondo in cerca di lavoro e di pane.
Sono Figli lontani, esposti a tanti pericoli per l’anima e per il corpo, quindi più bisognosi: noi Te li affidiamo come ad una Madre: abbi cura di loro. Soffrono perché hanno lasciato la loro famiglia e, forse, si sentono tanto soli in una terra che non è la loro terra: rendi meno dura la loro lontananza, liberali dal male corporale, ma soprattutto dal male spirituale e dal peccato.
Fa che non abbiano a perdere la fede cristiana, quella dei loro padri e dei loro figli innocenti, per darsi all’indifferenza o all’errore. Conserva nel loro cuore l’amore alla famiglia lontana, loro ricchezza e loro nobiltà e difendili dall’insidia della immoralità, affinché possano vivere onestamente, sognando l’affetto dei loro bimbi e tornare alle loro case con l’animo puro.
Rendi meno duro il loro peregrinare e fa che trovino comprensione e carità nella terra che li ospita, tra uomini che si sentono tutti figli di Dio e fra loro fratelli. Dà a coloro che restano, serenità e forza per attendere senza stanchezza e con immutato amore, il ritorno dei loro Cari lontani.
Benedici questa nostra terra e fa che possa presto dare ai suoi figli un giusto lavoro. Benedici la nostra Diocesi, che vuole essere Tua: dà fuoco e luce ai Tuoi Sacerdoti, dà saggezza e fede ai Genitori, dà purezza e Grazia alla gioventù. Dal Tuo Santuario di Conflenti, cuore della Diocesi di Nicastro, e Casa della Tua misericordia e della Tua grazia, sii per tutti speranza, conforto, richiamo, misericordia.