La Vita e l'Opera di Antonio Frosina e Vincenzo Basile

La vita e l'opera di Antonio Frosina e Vincenzo Basile si intrecciano con la storia e le dinamiche socio-culturali della Calabria, come emerge dai "Quaderni Mamertini" e da altri documenti storici.

Contesto Storico e Culturale della Calabria

La Calabria, per secoli, è stata una terra segnata da calamità naturali, quali terremoti ed epidemie, e da un sistema sociale che rendeva precarie le condizioni di vita della popolazione. Le difficoltà nel procurarsi il cibo a causa di cattivi raccolti o eventi bellici erano all'ordine del giorno, portando spesso a situazioni di estremo disagio e fame. Un esempio tragico fu il terremoto del 5 febbraio 1783, che devastò la provincia di Calabria Ultra, causando la morte di circa ottantamila persone e distruggendo intere città come Tresilico, dove morirono trecento persone, inclusi sei sacerdoti. Questo evento non solo rase al suolo edifici, chiese e torri, ma alterò anche il paesaggio, unendo colline e creando laghi navigabili, trasformando terreni piani in precipizi.

Anche le epidemie erano una minaccia costante. Nel 1672, febbri maligne mieterono migliaia di vittime in Calabria, e l'opinione comune attribuì la causa all'ingestione di alimenti dannosi, probabilmente verdure raccolte durante una carestia. Queste condizioni di vita estreme costringevano le popolazioni a procurarsi il necessario per la sussistenza in qualsiasi modo, portando a conseguenze difficilmente riparabili.

1908 Il terremoto di Messina e Reggio

Situazione di Rizziconi e Drosi tra il '500 e il '700

Nei documenti e nelle opere a stampa dal '500 in avanti, si fa spesso riferimento alla situazione non facile di Rizziconi e Drosi, caratterizzate da una "cattiva aria". Tuttavia, è improbabile che fosse sempre stato così. Lo stato iniziale di queste località potrebbe essere peggiorato nel tempo a causa di diversi fattori, tra cui l'alternarsi di popolazioni, le guerre frequenti, l'abbandono dell'agricoltura, il dissennato disboscamento, i terremoti e le epidemie. Ad esempio, non è pensabile che l'antica Metauria fosse paragonabile alla malarica Gioia se non in un secondo stadio della sua storia. Nel 1276, durante il periodo angioino, Drosi, per quanto riguarda la popolazione, rivaleggiava con Oppido e Terranova, contando ben 715 unità.

Seminara nella Calabria Spagnola

Le informazioni su Seminara durante le battaglie tra francesi, spagnoli e aragonesi tra il 1495 e il 1503 sono scarse. Tuttavia, per gli anni successivi, precedenti la visita dell'imperatore Carlo V, si trovano alcuni riferimenti. Nel 1525, il monaco bolognese Leandro Alberti, dopo aver lasciato Rosarno e varcato il fiume S. Leo, descrisse Seminara come un "ben'abitato castello" in ottima posizione, con terreni fertili e adatti a un'agricoltura proficua, ricchi di vigne e alberi da frutto, e produttori di abbondante frumento e altre biade. Tre anni dopo, la spedizione francese contro il regno di Napoli, capitanata dal visconte di Lautrec, sebbene si sia fermata nel Catanzarese, ebbe ripercussioni anche sul territorio reggino e su Seminara. In quel frangente, un cittadino di Seminara, Cesare Oliva, barone di un feudo a Belcastro, parteggiò per i francesi, ma a guerra finita ne fu privato.

Mappa storica della Calabria nel XVI secolo

Figure di Rilievo: Basilio Vescovo di Oppido

Nel contesto di queste dinamiche storiche, emerge la figura di Basilio, vescovo della diocesi di Oppido. Un volume dedicato ai vescovi, basandosi sulla segnalazione del Garitte, riferisce che nel 1334 Basilio fu ordinario della diocesi di Oppido. Tuttavia, in un convegno del 1994, il prof. Pietro De Leo suggerì che potesse trattarsi di un errore di amanuense, indicando che in un documento del 1339 si faceva riferimento a Gregorio dopo la morte di Barnaba (avvenuta nel 1338?). Tale informazione, tuttavia, non compare nell'opera del Russo, che regesta il documento. Questo evidenzia la complessità della ricerca storica e la necessità di un'analisi critica delle fonti.

Conflitti e Tensioni a Terranova

La storia di Terranova tra il '500 e il '700 è caratterizzata da una "accesa rissosità" tra i suoi abitanti, come documentato da numerosi scritti, tra cui quelli del parroco d. Paolo Gualtieri nel suo "Glorioso Trionfo". Questa conflittualità, riportata anche in altri volumi sulla cittadina, sorta intorno al 1250 da una costola di San Martino, riflette le tensioni sociali e le dinamiche di potere interne alle comunità calabresi del tempo.

tags: #antonio #frosina #vincenzo #basile