Il tema dell'accoglienza dei migranti e il ruolo della Chiesa, in particolare dei sacerdoti, è una questione di grande attualità e dibattito in Italia e nel mondo. Questo articolo esplora diverse vicende, iniziative e riflessioni che mettono in luce la complessità e la varietà delle posizioni e delle azioni all'interno del contesto ecclesiale.
Casi di Sacerdoti Pro-Migranti e le Loro Implicazioni
Don Massimo Biancalani e le Controversie a Pistoia
Don Massimo Biancalani, un prete di Pistoia, è divenuto noto alle cronache come "prete pro-migranti". La sua vicenda ha guadagnato attenzione dopo aver organizzato una giornata ricreativa in piscina per immigrati, come ringraziamento per un'attività di volontariato. Un post sui social, in cui dichiarava: "Loro sono la mia patria, i razzisti e i fascisti i miei nemici!", ha scatenato un'ondata di polemiche e insulti, culminata nella sospensione del suo account e nell'annuncio di Forza Nuova di voler presenziare a una sua Messa per "vigilare sull'effettiva dottrina cattolica".
Durante la Messa "contesa", don Massimo ha espresso critiche dirette al governo per le politiche sugli sbarchi, smentendo in parte precedenti dichiarazioni di fare politica solo nell'interesse della "polis". Il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, è intervenuto pubblicamente, solidarizzando con il sacerdote contro minacce e insulti e condannando il razzismo, pur invitando a una comunicazione social che promuova il dialogo anziché reazioni violente. Il vescovo ha anche ricordato che il giudizio sulla pastorale e sull'insegnamento dei preti spetta solo a lui.
La vicenda di don Biancalani solleva importanti riflessioni sulla responsabilità nell'uso dei social media, sulla distinzione tra condanna di un'ideologia e dichiarazione di inimicizia verso persone, e sul ruolo politico dei sacerdoti, che rischiano di dividere i parrocchiani e alimentare equivoci sul ministero della Chiesa.
Il Caso di Don Giuseppe Tassoni a Malo
Un'altra situazione che ha generato discussione è quella di don Giuseppe Tassoni a Malo, il quale ha letto durante la Messa un comunicato del movimento cattolico internazionale “Pax Christi” intitolato “Noi non ci stiamo”, nettamente contrario alla linea del ministro degli Interni Matteo Salvini sulle questioni migratorie. Questo gesto ha provocato molte critiche sul web, con numerosi fedeli che hanno espresso il loro stupore e il desiderio di frequentare la Messa per motivi di fede, non per idee politiche. Il comunicato di Pax Christi enfatizzava la necessità di difendere la dignità umana e i diritti per tutti, condannando affermazioni e scelte che minano tali fondamenti.
Don Mattia Ferrari e le Minacce Social
Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans, un'ONG impegnata nel soccorso di profughi e migranti nel Mediterraneo, è stato oggetto di attacchi e minacce sui social. La Procura di Modena ha archiviato il procedimento, ritenendo che gli attacchi non presentassero "profili di rilievo penale". Tuttavia, il testo della richiesta di archiviazione ha sollevato interrogativi, suggerendo che un prete che esercita il proprio impegno umanitario "in modo diverso dal magistero tradizionale" e lo divulga con toni decisi sui social, debba "aspettarsi reazioni contrarie". Questa posizione è stata contestata dai legali di don Ferrari e da figure politiche come Elly Schlein, che l'hanno definita "preoccupante".
La Sospensione a Divinis di Don Luca Favarin
Don Luca Favarin, un prete di Padova impegnato nell'accoglienza di migranti e nella gestione di un centro e un ristorante equo solidale, è stato sospeso a divinis dalla Curia. La rottura con la Diocesi, annunciata da giorni, è avvenuta su richiesta dello stesso don Favarin. La Diocesi di Padova ha specificato che, pur riconoscendo le iniziative di don Favarin come "pregevoli", esse erano personali e non maturate in collaborazione con la Chiesa locale. La Diocesi ha adottato uno stile di "microaccoglienze diffuse", affidandosi a cooperative sociali qualificate e promuovendo la collaborazione con i volontari e l'inserimento degli ospiti in attività di pubblica utilità. Don Favarin, invece, ha intrapreso attività autonome e personali, anche imprenditoriali, su cui la Diocesi aveva richiesto informazioni e trasparenza. La sospensione è stata un atto conseguente alla sua richiesta di dispensa dal ministero ordinato, motivata da divergenze significative con il magistero ufficiale della Chiesa su temi come i diritti delle persone LGBTQ+ e il fine vita.
La "Messa dei Popoli" e l'Impegno della Chiesa Bolognese

La Chiesa bolognese, sotto la guida del Cardinale Matteo Zuppi, ha dimostrato un forte impegno nell'accoglienza e nell'integrazione dei migranti attraverso diverse iniziative. In occasione della festa dell'Epifania, il Cardinale Zuppi ha presieduto la "Messa dei Popoli" nella Cattedrale di Bologna, un rito caratterizzato quest'anno dalla somministrazione dei sacramenti della vita cristiana a cinque studenti universitari di nazionalità cinese. Durante l'omelia, il Cardinale ha sottolineato come Gesù si sia fatto "pellegrino di speranza", portando tutti nella "casa del Signore, per essere noi tutti la sua casa, la sua famiglia, senza confini, fratelli e sorelle tutti". Ha ribadito che la diversità è un dono e una ricchezza, e che la città degli uomini dovrebbe essere una comunità per tutti, senza lasciare indietro nessuno.
Al momento dell'offertorio, rappresentanti di gruppi e comunità hanno portato doni destinati alle opere di carità, mentre i sacerdoti delle comunità Migrantes hanno offerto una nuova mitra al Vescovo per il Giubileo. L'Ufficio diocesano Migrantes a Bologna è un organismo dedicato a sostenere le comunità nell'evangelizzazione e nella cura pastorale dei migranti, promuovendo accoglienza fraterna e stimolando la comprensione della loro identità nella società civile.
Iniziative a Sostegno dei Migranti
Nel giugno 2024, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, si è tenuta a Bologna una veglia di preghiera promossa da Sant'Egidio, durante la quale sono state ricordate le 2454 persone che negli ultimi dodici mesi hanno perso la vita nel Mediterraneo e lungo le rotte di terra. La Migrantes diocesana, con la partecipazione di Caritas, Centro Astalli e altre realtà, era presente alla celebrazione, alla quale ha preso parte anche una famiglia di Gaza arrivata a Bologna per cure sanitarie urgenti. Il Cardinale Zuppi ha rivendicato la libertà della Chiesa nel denunciare l'abbandono e lo sfruttamento dei migranti.
Un convegno sul tema "La pace, profonda aspirazione del cuore dell'uomo" ha riunito le comunità Migrantes dell'Africa francofona a Villa Pallavicini, alla presenza di ambasciatori e rappresentanti diplomatici. Nel maggio 2024, le comunità Migrantes di Bologna si sono riunite per un Rosario in 16 lingue diverse davanti alla Madonna di San Luca, invocando la pace e la riconciliazione dei popoli e offrendo i misteri per i paesi segnati dalla guerra, le famiglie spezzate dalla migrazione e i cristiani perseguitati.
La Chiesa in Italia: prospettive e sfide - Incontro con il Cardinale Matteo M. Zuppi, Presidente CEI
La Diversità delle Comunità Cattoliche di Immigrati in Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna, si contano circa un centinaio di comunità cattoliche di immigrati, con una suddivisione per lingua o rito che include almeno 22 gruppi, rappresentando un vero e proprio "giro del mondo". Si trovano comunità albanesi, rumene (di rito bizantino e latino), polacche, ucraine (di rito bizantino), ungheresi e famiglie arbereshe dall'Europa. Dall'Africa, ci sono comunità anglofone e francofone, oltre a eritrei di rito abissino e malgasci. Dall'Asia provengono comunità del Bangladesh, dello Sri Lanka (singalesi e tamil), filippini, indiani (di rito latino, siro-malabarese, siro-malankarese), vietnamiti, pakistani e cinesi. Dal Sud America, si trovano comunità ispanofone (soprattutto da Perù, Ecuador, Argentina) e brasiliane.
A questi gruppi cattolici si aggiungono decine di comunità ortodosse bizantine e orientali (da Romania, paesi slavi, Grecia, Bulgaria, Armenia, Eritrea, Egitto), spesso ospitate in strutture cattoliche. Questa vasta diversità culturale e linguistica rappresenta una sfida e un'opportunità per la Chiesa, che si interroga su come integrare tali realtà mantenendo viva la fede e arricchendo le Chiese locali italiane.
Risposte Pastorali alla Diversità
La Chiesa ha adottato diverse risposte pastorali per affrontare questa varietà: cappellanie, parrocchie personali (soprattutto per i fedeli dei riti orientali), parrocchie territoriali che estendono la loro cura a specifici gruppi etnici, e nuclei di famiglie che ricevono assistenza pastorale occasionale da sacerdoti connazionali.
Spesso sono religiosi, ex missionari tornati in Italia, o preti "fidei donum" stranieri, o studenti in formazione, a prendersi cura di queste comunità. Quando le comunità sono numerose e motivate, si attivano convenzioni con i vescovi dei paesi di origine per avere un cappellano dedicato. Alcune comunità si integrano più facilmente nelle parrocchie locali. Figure laicali svolgono un ruolo cruciale nell'animare e convocare le comunità, suggerendo nuovi ministeri che il Papa intende promuovere nella Chiesa.
"Migrare la fede" non è facile, e gli ostacoli affrontati da queste comunità per mantenere viva la propria spiritualità evidenziano una necessità che arricchisce anche le Chiese locali italiane. La presenza dei migranti e dei rifugiati è vista come una "grande sfida ma anche un'opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti", che permette di conoscere meglio il mondo e la bellezza della sua diversità, costruendo un "noi" più grande.
Convegni e Iniziative Regionali per la Salute e l'Integrazione
Nel novembre 2023, il "Festival delle Migrazioni", promosso da Migrantes con l'Università di Modena e Reggio Emilia e altre realtà, ha ricevuto un messaggio dal Papa. L'iniziativa regionale mira a promuovere una cultura che vada oltre le emergenze e guardi alla realtà migratoria in una prospettiva ampia. Nell'ambito del Festival, si è tenuto a Fidenza un convegno significativo su "La Salute degli Immigrati e dei Profughi e Richiedenti asilo: aspetti sanitari e aspetti religiosi e culturali".
L'evento, promosso da quattro Uffici pastorali della Conferenza dei Vescovi dell'Emilia-Romagna (Pastorale della Salute, Ecumenismo e Dialogo, Migrantes e Caritas), ha visto la partecipazione del Cardinale Zuppi, che ha sottolineato l'importanza della collaborazione e l'attenzione alla salute mentale dei migranti. L'Arcivescovo Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, ha evidenziato la presenza di decine di migliaia di operatori sanitari di origine straniera che non riescono a inserirsi nel sistema sanitario italiano per motivi di cittadinanza.
Una sessione del convegno ha esplorato i bisogni sanitari specifici di queste popolazioni e l'offerta del servizio sanitario, mentre una seconda sessione ha approfondito i temi bioetici del fine vita, con un confronto tra diverse tradizioni religiose (ebraismo, cristianesimo, islam, buddismo e pensiero laico).
Il Contributo delle Comunità Migrantes al Cammino Sinodale
Nel giugno 2024, accogliendo a Bologna i sacerdoti che coordinano le comunità degli immigrati cattolici in Italia, il Cardinale Matteo Zuppi ha sottolineato la necessità di sviluppare una riflessione sul contributo delle comunità Migrantes alla vita delle Chiese locali e delle parrocchie nell'ambito del cammino sinodale. Il Cardinale ha affermato che la loro presenza è uno "stimolo per la missionarietà e per l'evangelizzazione" e ha invitato a raccontare sia i problemi che le opportunità e le ricchezze che queste comunità apportano. Ha evidenziato come l'inserimento delle comunità etniche nelle parrocchie locali o nelle zone pastorali, con la condivisione di celebrazioni liturgiche e momenti di incontro, sia molto positivo.
Zuppi ha ribadito che la presenza dei migranti non è provvisoria o emergenziale, ma è "una presenza nella Chiesa" che ha molto da dire e costituisce parte integrante della Chiesa in Italia. La giornata bolognese si è conclusa al Santuario della Madonna di San Luca con una celebrazione eucaristica.
L'Accoglienza al Santuario di San Giuseppe Amonot a Beirut

Don Carlo Giorgi, un sacerdote italiano che opera nella parrocchia di St. Joseph Amonot a Beirut, ha raccontato la sua esperienza di accoglienza di migranti e rifugiati. La parrocchia è un punto di approdo per persone in fuga da violenze, povertà o in cerca di lavoro, provenienti da Asia e Africa, la maggior parte dei quali sono cattolici anglofoni. Don Carlo, ex giornalista, ha evidenziato l'importanza di far sentire i migranti "a casa", con una Messa "universale" che è una festa di fede e fratellanza.
Ogni domenica, diverse comunità preparano il pranzo per circa 200 persone da Filippine, Sri Lanka, Nigeria e Sudan. La parrocchia fornisce anche aiuto per le rette scolastiche e la pastorale dei sacramenti, supportando il desiderio dei migranti di educazione cattolica per i figli, anche in ambienti islamizzati. Il sistema della "Kafala" in Libano, che vincola strettamente il lavoratore al datore di lavoro, crea spesso abusi gravi e difficoltà per gli immigrati che perdono il lavoro e i documenti.
Durante la guerra, la parrocchia ha aperto le porte a centinaia di profughi musulmani dal sud del Libano, diventando uno "shelter" per diversi mesi. Questa esperienza di carità ha stupito molti, che hanno dichiarato di non aver mai visto un amore simile. Don Carlo ha sottolineato che si tratta di "salare le persone", di mostrare la verità del Vangelo attraverso azioni concrete. La libertà religiosa in Libano permette una facile comunicazione e un'ampia evangelizzazione, rendendo il Paese un "porto" e un punto di incontro tra Oriente e Occidente.
Il Giubileo dei Migranti 2025
Il 4 e 5 ottobre 2025 si terrà il Giubileo dei Migranti, celebrato insieme al Giubileo del Mondo Missionario e concomitante con la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. L'evento includerà una "Festa dei Popoli" con condivisione, testimonianze e spettacoli con migranti, missionari e artisti provenienti da tutto il mondo, presso i Giardini di Castel Sant'Angelo. Le iscrizioni sono aperte sul sito ufficiale del Giubileo, e l'iniziativa intende valorizzare il coraggio e la tenacia dei migranti come "testimonianza eroica di una fede che vede oltre quello che i nostri occhi possono vedere".