Introduzione al Mistero Pasquale
Nel mistero pasquale, Dio onnipotente ed eterno ha offerto all’umanità il patto della riconciliazione. Questo mistero, celebrato nella fede, ci dona la speranza e ci invita a testimoniarlo con le nostre opere. Il Signore ci ha condotti sicuri, donandoci speranza, mentre i nostri nemici sono stati sommersi dal mare. Alleluia.

La Predicazione degli Apostoli e la Fede Crescente
Negli Atti degli Apostoli, Pietro e Giovanni, dopo la guarigione di uno storpio, parlavano al popolo. La loro predicazione, incentrata sulla risurrezione dei morti in Gesù, suscitò l'irritazione dei sacerdoti, del comandante delle guardie del tempio e dei sadducèi. Essi arrestarono gli apostoli e li imprigionarono. Tuttavia, molti di coloro che ascoltarono la Parola credettero, portando il numero degli uomini a circa cinquemila.
Il giorno seguente, i capi, gli anziani e gli scribi di Gerusalemme, insieme al sommo sacerdote Anna, Càifa, Giovanni e Alessandro, si riunirono per interrogare Pietro e Giovanni. Chiesero con quale potere o in quale nome avessero compiuto quell'atto. Pietro, colmato di Spirito Santo, rispose loro che la guarigione era avvenuta nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, crocifisso da loro e risuscitato dai morti. Sottolineò che Gesù è la pietra scartata dai costruttori, divenuta la pietra d’angolo.
La Manifestazione di Gesù sul Mare di Tiberiade
In un altro momento, Gesù si manifestò ai discepoli sul mare di Tiberiade. Simon Pietro, Tommaso, Natanaèle e altri dissero a Pietro: «Io vado a pescare». Unendosi a lui, salirono sulla barca, ma quella notte non presero nulla. All'alba, Gesù si trovava sulla riva, ma i discepoli non lo riconobbero.
Gesù chiese loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Alla risposta negativa, li invitò: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». Gettarono la rete e non riuscivano più a tirarla su per l'enorme quantità di pesci. Il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, sentendo che era il Signore, si strinse la veste ai fianchi e si gettò in mare. Gli altri raggiunsero la riva con la barca, trascinando la rete piena di centocinquantatré grossi pesci, che non si spezzò nonostante il gran numero.
Giunti a terra, trovarono un fuoco di brace con pesce e pane. Gesù li invitò: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Dopo aver mangiato, nessuno osava chiedere chi fosse, perché sapevano che era il Signore. Gesù prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce.

Le Preghiere e le Intercessioni per il Tempo Pasquale
Il Signore Gesù si rivela oggi come la pietra angolare di ogni costruzione e l'unico nome da invocare per la salvezza. Le preghiere per il tempo pasquale includono intercessioni:
- Per il Papa e i vescovi, affinché annuncino la verità con franchezza, promuovano la giustizia e resistano alle pressioni contrarie.
- Per tutti i credenti, affinché abbiano il coraggio di professare la loro fede nel Cristo risorto davanti a ogni potere e autorità.
- Per coloro che confidano in salvezze illusorie, affinché comprendano l'unicità del valore salvifico di Cristo.
- Per ogni uomo che lavora, affinché si rivolga a Colui che può aiutare a vincere le difficoltà.
- Per noi presenti, affinché riconosciamo il Signore nel pane che riceviamo, simbolo del suo corpo.
Preghiamo:
O Signore, ti sei rivelato nella vittoria sul male attraverso la pesca miracolosa, trasformata in un pasto fraterno con i tuoi discepoli; fa’ che ci sentiamo beneficiari di questo trionfo, ogni volta che da te riceviamo il pane che ci sazia per la vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
Nella tua bontà, o Signore, porta a compimento in noi questo santo scambio dei doni pasquali, perché dall’amore per le realtà terrene siamo condotti al desiderio delle realtà del cielo.
La Liturgia Eucaristica e il Mistero Pasquale
È veramente cosa buona e giusta proclamare sempre la gloria del Signore, soprattutto in questo tempo in cui Cristo, nostra Pasqua, si è immolato. Egli è l'Agnello che ha tolto i peccati del mondo, morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha ridato vita. Gesù disse ai suoi discepoli: «Venite a mangiare». Prese il pane e lo diede loro. Alleluia.
O Padre, custodisci con instancabile amore il popolo che hai salvato, affinché coloro che sono stati redenti dalla passione del tuo Figlio partecipino alla gioia della sua risurrezione.

Salmi di Ringraziamento e Lode
I Salmi esprimono il ringraziamento a Dio salvatore e la fiducia nella sua protezione:
Salmo 17, 31-35
La via di Dio è diritta, la parola del Signore è provata al fuoco; egli è scudo per chi in lui si rifugia. Chi è Dio, se non il Signore? Chi è rupe, se non il nostro Dio? Il Dio che mi ha cinto di vigore e ha reso integro il mio cammino; mi ha dato agilità come di cerve, sulle alture mi ha fatto stare saldo; ha addestrato le mie mani alla battaglia, le mie braccia a tender l'arco di bronzo.
Ritornello: La tua, parola, Signore, è scudo per chi si rifugia in te, alleluia.
Salmo 17, 36-46
Tu mi hai dato il tuo scudo di salvezza, la tua destra mi ha sostenuto, la tua bontà mi ha fatto crescere. Hai spianato la via ai miei passi, i miei piedi non hanno vacillato. Ho inseguito i miei nemici e li ho raggiunti, non sono tornato senza averli annientati. Li ho colpiti e non si sono rialzati, sono caduti sotto i miei piedi. Tu mi hai cinto di forza per la guerra, hai piegato sotto di me gli avversari. Dei nemici mi hai mostrato le spalle, hai disperso quanti mi odiavano. Hanno gridato e nessuno li ha salvati, al Signore, ma non ha risposto. Come polvere al vento li ho dispersi, calpestati come fango delle strade. Mi hai scampato dal popolo in rivolta, mi hai posto a capo delle nazioni. Un popolo che non conoscevo mi ha servito; all'udirmi, subito mi obbedivano, stranieri cercavano il mio favore, impallidivano uomini stranieri e uscivano tremanti dai loro nascondigli.
Ritornello: La tua destra mi sostiene, o Signore, alleluia.
Salmo 17, 47-51
Viva il Signore e benedetta la mia rupe, sia esaltato il Dio della mia salvezza. Dio, tu mi accordi la rivincita e sottometti i popoli al mio giogo, mi scampi dai nemici furenti, dei miei avversari mi fai trionfare e mi liberi dall'uomo violento. Per questo, Signore, ti loderò tra i popoli e canterò inni di gioia al tuo nome. Egli concede al suo re grandi vittorie, si mostra fedele al suo consacrato, a Davide e alla sua discendenza per sempre.
Ritornello: Viva il Signore: benedetto il Dio della mia salvezza, alleluia.
La Visione della Gerusalemme Celeste
Dal libro dell'Apocalisse di san Giovanni apostolo:
Io, Giovanni, vidi: ed ecco venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell'Agnello». L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino.
La città è cinta da un alto muro con dodici porte, sopra le quali stanno dodici angeli con i nomi delle dodici tribù d'Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte. Le mura poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello. La città è a forma di quadrato, la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L'angelo la misurò: dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l'altezza sono eguali. Le mura sono alte centoquarantaquattro braccia. Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro, simile a terso cristallo. Le fondamenta delle mura sono adorne di ogni specie di pietre preziose: diaspro, zaffiro, calcedonio, smeraldo, sardoniche, cornalina, crisolito, berillo, topazio, crisopazio, giacinto, ametista. Le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta è formata da una sola perla. La piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente.
Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello. Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza. Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, poiché non vi sarà più notte. E porteranno a lei la gloria e l'onore delle nazioni. Non entrerà in essa nulla d'impuro, né chi commette abominio o falsità, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello.

L'Eucaristia come Pasqua del Signore
Dai «Trattati» di san Gaudenzio di Brescia:
Cristo è morto per tutti ed è presente nel sacramento del pane e del vino. La carne del sacrificio è quella dell'Agnello divino, il sangue è il suo. Il Pane disceso dal cielo è la sua carne per la vita del mondo. Il vino offerto nella Messa è il suo sangue, come disse: «Io sono la vera vite». Il patriarca Giacobbe aveva profetizzato che Cristo avrebbe lavato nel vino la sua veste e nel sangue dell'uva il suo mantello, intendendo il suo sangue e la veste del nostro corpo di cui si era rivestito.
Cristo, creatore e Signore, produce il pane dalla terra e da esso produce sacramentalmente il suo corpo. Dal vino fa il suo sangue. «È la Pasqua del Signore», cioè il passaggio del Signore. Queste parole ci ammoniscono di non credere terrestre ciò che è diventato celeste. Il Signore «passa» nella realtà terrestre e la fa suo corpo e suo sangue. Quello che riceviamo è il corpo di colui che è pane celeste e il sangue di colui che è la sacra vite.
Crediamo a colui al quale ci siamo affidati: la verità non conosce menzogna. Quando diceva che il suo corpo era da mangiare e il suo sangue da bere, molti sussurravano: «Questo linguaggio è duro, chi può intenderlo?». Per cancellare questi pensieri, aggiunse: «È lo Spirito che dà la vita; la carne invece non giova a nulla. Le parole che vi ho dette, sono spirito e vita».
Preghiere e Litanie
Responsorio: Il Padre ha mandato me e io vivo per il Padre: chi mangia di me vivrà per me, alleluia. Questo è il mio corpo che è dato per voi: chi mangia di me vivrà per me, alleluia.
O Dio, che per la tua grazia, da peccatori ci fai diventare giusti e da infelici beati, conferma in noi l'opera del tuo amore, e custodisci il tuo dono, perché a tutti coloro che hai giustificato mediante la fede non manchi la forza della perseveranza. Per il nostro Signore.
V. O Dio, vieni a salvarmi. R. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
Le Antifone Mariane e il Tempo Pasquale
L'antifona mariana Salve Regina, pur non essendo strettamente legata al tempo pasquale nella liturgia romana, conferisce a questo periodo un'impronta mariana significativa. La pietà popolare ha dedicato specifici mesi a tematiche religiose, spesso ispirate alle feste del ciclo liturgico.
Il mese di maggio, tradizionalmente dedicato a Maria, può essere sintonizzato con la liturgia pasquale, sottolineando il ruolo di Maria SS. nell'accogliere e vivere il mistero pasquale. La benedizione pasquale delle famiglie può svolgersi nel contesto della preghiera mariana del Santo Rosario, meditando i misteri gloriosi.
O santa Madre del Redentore, porta dei cieli, stella del mare, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere. Ave, Regina dei cieli, ave Signora degli angeli; porta e radice di salvezza, rechi nel mondo la luce. Ave, Maria, piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Salve Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva: a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
Tota pulchra es, Maria. Tutta bella sei, Maria, e il peccato originale non è in te. Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu letizia d’Israele, tu onore del nostro popolo, tu avvocata dei peccatori. O Maria!
Ricordati, piissima Vergine Maria, che non si è mai sentito che qualcuno che sia accorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia cercato il tuo soccorso, e sia stato abbandonato. Io, animato da tale persuasione, Vergine delle vergini, Madre, corro a te, da te vengo, sto di fronte a te piangendo il mio peccato.

La Presenza del Risorto nell'Eucaristia
La Chiesa celebra la presenza del Risorto nel tempo di Pasqua, una presenza che riempie di gioia il cuore dei discepoli. È nell'Eucaristia che il Signore risorto si fa presente e opera nella sua Chiesa.
Le celebrazioni eucaristiche delle domeniche del tempo pasquale devono avvenire con solennità e gioia, estendendo la celebrazione della Pasqua. Per i neo-battezzati adulti, tutto questo tempo è dedicato alla mistagogia.
Si raccomanda la distribuzione della santa comunione agli infermi, specialmente durante l'ottava di Pasqua. I pastori d'anime devono curare che agli infermi e agli anziani sia offerta frequentemente la possibilità di ricevere l'Eucaristia.
La celebrazione dell'Eucaristia è il centro di tutta la vita cristiana. Cristo, nostra Pasqua e pane vivo, dà vita agli uomini. L'adorazione eucaristica, l'esposizione e la benedizione sono pratiche che rafforzano la devozione al Santissimo Sacramento.
I Sacramenti e il Mistero Pasquale
I sacramenti sono in relazione vitale con il mistero pasquale, introducendo i fedeli alla salvezza operata dal Signore Risorto. Il tempo pasquale, come "grande Domenica" annuale, ospita i segni che attualizzano il mistero della Pasqua e della Pentecoste.
L'incontro con il Risorto porta pace e gioia. La gioia pasquale, suscitata dall'azione dello Spirito Santo, deve trasformare i cuori dei fedeli.
La Pasqua segna l'ingresso del Cristo glorioso nella vita di Dio e diventa la nostra Pasqua, chiamando in vita una nuova creazione. L'Ascensione segna l'esaltazione di Cristo alla destra del Padre, dove ci precede per prepararci un posto.
La Pentecoste, compimento della celebrazione pasquale, celebra l'effusione dello Spirito del Risorto, che realizza in noi il mistero di Cristo, ci rende testimoni della Risurrezione e capaci di una vita nuova.
Inni e Canti di Lode
Sfolgora il sole di Pasqua, risuona il cielo di canti, esulta di gioia la terra. Dagli abissi della morte Cristo ascende vittorioso insieme agli antichi padri. Accanto al sepolcro vuoto invano veglia il custode: il Signore è risorto. O Gesù, re immortale, unisci alla tua vittoria i rinati nel battesimo. Irradia sulla tua Chiesa, pegno d'amore e di pace, la luce della tua Pasqua. Sia gloria e onore a Cristo, al Padre e al Santo Spirito ora e nei secoli eterni. Amen.
Oppure: Auróra lucis rútilat, cælum resúltat láudibus, mundus exsúltans iúbilat, gemens inférnus úlulat. Cum rex ille fortíssimus, mortis confráctis víribus, pede concúlcans tártara solvit caténa míseros. Ille, quem clausum lápide miles custódit ácriter, triúmphans pompa nóbili victor surgit de fúnere. Inférni iam gemítibus solútis et dolóribus, quia surréxit Dóminus respléndens clamat ángelus. Esto perénne méntibus paschále, Iesu, gáudium, et nos renátos grátiæ tuis triúmphis ággrega. Iesu, tibi sit glória, qui morte victa prænites, cum Patre et almo Spíritu, in sempitérna saecula. Amen.
Salmo 35
Nel cuore dell'empio parla il peccato, davanti ai suoi occhi non c'è timor di Dio. Egli si illude con se stesso nel ricercare la sua colpa e detestarla. Inique e fallaci sono le sue parole, rifiuta di capire, di compiere il bene. Iniquità trama sul suo giaciglio, si ostina su vie non buone, via da sé non respinge il male. Signore, la tua grazia è nel cielo, la tua fedeltà fino alle nubi; la tua giustizia è come i monti più alti, il tuo giudizio come il grande abisso: uomini e bestie tu salvi, Signore. Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio! Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali, si saziano dell'abbondanza della tua casa e li disseti al torrente delle tue delizie. È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce. Concedi la tua grazia a chi ti conosce, la tua giustizia ai retti di cuore. Non mi raggiunga il piede dei superbi, non mi disperda la mano degli empi. Ecco, sono caduti i malfattori, abbattuti, non possono rialzarsi.
Ritornello: In te, Signore, è la fonte della vita, alleluia.
Canto di Giuditta 16, 1-2a, 13-15
Lodate il mio Dio con i timpani, cantate al Signore con cembali, elevate a lui l'accordo del salmo e della lode; esaltate e invocate il suo nome. Poiché il Signore è il Dio che stronca le guerre. Innalzerò al mio Dio un canto nuovo: Signore, grande sei tu e glorioso, mirabile nella tua potenza e invincibile. Ti sia sottomessa ogni tua creatura: perché tu dicesti e tutte le cose furono fatte; mandasti il tuo spirito e furono costruite e nessuno può resistere alla tua voce. I monti sulle loro basi insieme con le acque sussulteranno, davanti a te le rocce si struggeranno come cera; ma a coloro che hanno il tuo timore tu sarai sempre propizio.
Ritornello: Hai mandato il tuo Spirito, Signore, e hai creato l'universo, alleluia.
Salmo 46
Applaudite, popoli tutti, acclamate Dio con voci di gioia; perché terribile è il Signore, l'Altissimo, re grande su tutta la terra. Egli ci ha assoggettati i popoli, ha messo le nazioni sotto i nostri piedi. La nostra eredità ha scelto per noi, vanto di Giacobbe suo prediletto. Ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. Cantate inni a Dio, cantate inni; cantate inni al nostro re, cantate inni; perché Dio è re di tutta la terra, cantate inni con arte. Dio regna sui popoli, Dio siede sul suo trono santo. I capi dei popoli si sono raccolti con il popolo del Dio di Abramo, perché di Dio sono i potenti della terra: egli è l'Altissimo.
Ritornello: Dio regna su tutta la terra: con arte cantate a lui, alleluia.

Preghiera e Benedizione Finale
Lettura Breve: Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.
R. Dio dà la vittoria ai suoi santi, alleluia, alleluia. Dio dà la vittoria ai suoi santi, alleluia, alleluia. V. Per Gesù Cristo, risorto dai morti. Alleluia, alleluia. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Dio dà la vittoria ai suoi santi, alleluia, alleluia.
Canto di Zaccaria: Benedetto il Signore Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace.
Ritornello: Io sono la vite vera, alleluia, e voi i tralci, alleluia.
Preghiamo con fiducia il Cristo, morto a causa dei nostri peccati e risorto per la nostra giustificazione:
- Salva il tuo popolo, Signore, per la tua risurrezione.
- Cristo, che risorgendo dai morti ci hai ridonato la speranza nella vita immortale, guidaci in questo giorno con la forza del tuo Spirito.
- Tu che regni glorioso nell'assemblea degli angeli e dei santi, rendici adoratori del Padre in spirito e verità.
- Mostra la tua misericordia al popolo che proclama la tua risurrezione, liberaci oggi e sempre dalle insidie del male.
- Cristo, Re dei secoli, quando verrai nella gloria, riunisci i tuoi fedeli nella gioia senza fine.
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non indurci in tentazione, ma liberaci dal male.
O Dio, che salvi i peccatori e li chiami alla tua amicizia, volgi verso di te i nostri cuori: tu che ci hai liberato dalle tenebre con il dono della fede, non permettere che ci separiamo da te, luce di verità. Per il nostro Signore.