I Sacerdoti Greci e i Misteri Eleusini

I Misteri Eleusini (in greco antico Ἐλευσίνια Μυστήρια) erano riti religiosi misterici celebrati annualmente nel santuario di Demetra nell'antica città greca di Eleusi. Questi misteri, antichissimi e risalenti al periodo miceneo (circa 1600-1100 a.C.), erano incentrati sul mito del rapimento di Persefone, strappata alla madre Demetra dal re degli Inferi, Ade. Il mito era rappresentato in un ciclo a tre fasi: la "discesa" (la perdita), la "ricerca" e l'"ascesa" (greco "anodos"), con il tema principale dell'ascesa di Persefone e la sua riunione con la madre Demetra. I riti erano in parte dedicati anche alla figlia di Demetra, Persefone, poiché l'alternarsi delle stagioni ricordava l'alternarsi dei periodi che Persefone trascorreva sulla terra e nell'Ade.

Mappa del percorso da Atene a Eleusi, con indicazioni dei luoghi rituali.

La Segretezza e i Riti Iniziatici

I riti, le cerimonie e le credenze dei Misteri Eleusini erano tenute segrete. La loro conoscenza era accessibile solo agli iniziati, che giuravano un voto di segretezza. La chiusura della bocca potrebbe riferirsi all’obbligo di non rivelare mai agli estranei ciò che si era visto o conosciuto durante le cerimonie di iniziazione, come si deduce da uno scolio ad Aristofane, Le rane, 456a: «Siamo stati iniziati ai misteri della festa, cioè abbiamo avuto conoscenza degli indicibili oggetti dei misteri, che non si possono rivelare a chi non è iniziato. Sono infatti detti misteri perché si stringono le labbra, cioè gli iniziati chiudono la bocca e non ne parlano con nessuno dei non iniziati».

La chiusura degli occhi, invece, potrebbe riferirsi al fatto che in certe cerimonie gli iniziati venivano bendati o coperti da un velo. In generale, i misteri erano sempre solenni riti notturni, di tipo individuale o collettivo, con il passaggio dall’oscurità alla luce. Questo carattere notturno non era abbinato soltanto al velamento del mystes al momento dell’iniziazione. Si trattava infatti di una triplice oscurità: la notte sacra passata ad Eleusi o ad Agra (dove si svolgevano, presso Atene, i cosiddetti Piccoli Misteri), il velo sugli occhi ed infine la condizione di oscurità dell’iniziato; sciolta questa oscurità, il mystes perveniva alla luce.

I misteri antichi sono poco conosciuti perché gli autori pagani non rivelavano mai il loro contenuto, essendo questo proibito dalle leggi divine e umane. Talora si viene a conoscenza di qualche elemento rituale da autori cristiani intenti a screditare quello che i pagani consideravano più profondo nella loro religione; le loro testimonianze, però, sono spesso viziate dallo spirito polemico e dal fatto che non dipendono, in genere, da conoscenze dirette dei misteri. La pena per la divulgazione dei cosiddetti aporrheta ("irripetibili") era la morte.

Gradi dell'Iniziazione e Simbolismo

I misteri consistevano essenzialmente in legomena, ‘cose dette’, dromena, ‘cose fatte’, e deiknymena, ‘cose mostrate’. Erano previsti due gradi principali di iniziazione: la myesis, o "chiusura degli occhi", obbligatoria e propedeutica, e l'epopteia, la "contemplazione" o "visione", facoltativa e di grado superiore. La terminologia stessa sottolinea l’importanza che il vedere o non vedere assumeva nel rito: l’iniziazione si otteneva infatti attraverso una visione simbolica, una specie di contemplazione attiva, come dimostrano le formule, spesso ripetute, che proclamano la beatitudine dell’iniziato: «Beato chi ha veduto i misteri!».

Platone stesso, nel Simposio, descrive la "filosofia epoptica" come il cammino dell'anima verso il Vero, il Bene e il Bello, un percorso di ascesa alla conoscenza della Realtà attraverso l'esperienza mistica, simile a quella ottenuta nell'iniziazione.

Rilievo in marmo raffigurante Demetra, Persefone e Trittolemo, V secolo a.C., rinvenuto a Eleusi.

Il Ruolo dei Sacerdoti Eleusini

La gerarchia religiosa eleusina era complessa, divisa non solo a vari livelli ma anche in base ai compiti. Il supremo sacerdote era lo Ierofante, indicato dalle fonti con nomi diversi, anche come Ierocerice, o orghiophantes. Letteralmente, il suo nome significa «colui che mostra le cose sacre» (da hierá, cose sacre, e phainein, mostrare). Il suo compito essenziale non era tanto quello di trasmettere un insegnamento orale, quanto di mostrare, di svelare gli hierà (oggetti sacri) e gli orghia (riti e oggetti sacri). Al centro dell’esperienza misterica era posta l’idea di una visione beatifica che si raggiungeva tramite la visione degli oggetti contemplati.

Lo ierofante era il capo supremo degli iniziati, l'unico interprete delle dottrine e dei segreti più esoterici. Sedeva verso Est e portava al collo un globo d'oro, simbolo della sua autorità. Era assistito da due sacerdotesse chiamate Hierophantides.

Un'altra figura sacerdotale importante era il Dadouchos, colui che teneva la torcia, rappresentato anch'esso con il capo velato dal mantello. Il velo che copriva la testa era spesso visto come simbolo religioso; infatti, il sacerdote dei culti eleusini, lo ierofante, era spesso vestito con un mantello ripiegato sopra la testa. In molti culti gli officianti erano velati; ad esempio, nel culto di Cibele e Attis in Oriente, l'archigallus, il massimo sacerdote, portava un lungo velo sotto la sua corona. Anche le divinità dei culti misterici - Demetra, Iside, Cibele - erano spesso raffigurate velate, tanto che il velo era diventato un loro attributo.

Tra gli altri officianti, l'Hidrano aveva il compito di purificare il neofita che veniva iniziato ai Piccoli Misteri Eleusini, probabilmente attraverso abluzioni rituali. L'etimologia del suo nome, come suggerito dal filologo Hans Krahe, collega "Hidrano" ai lessemi "drowos" (acqua) e "Ano" (avo, antenato), indicando il suo legame con l'acqua e la purificazione. In Grecia, presso il villaggio di Agra, vi era un piccolo tempio sulle sponde del fiume Ilisso dove l’Hidrano compiva il suo ufficio.

Nei Grandi Misteri, nell'agorà di Atene, gli iniziati, accompagnati dal mistagogo ateniese, ricevevano le istruzioni dello ierofante, il quale invitava coloro che si erano macchiati di omicidio e coloro che non parlavano la lingua greca ad allontanarsi, poiché la libertà dal "senso di colpa del sangue" e la capacità di parlare greco erano requisiti essenziali per l'adesione.

Organizzazione e Cronologia dei Misteri

I riti eleusini erano divisi in due parti principali: i Piccoli Misteri e i Grandi Misteri. I Piccoli Misteri, una specie di purificazione, si svolgevano in primavera, nel mese di Antesterione. Per essere introdotti all'iniziazione, i partecipanti dovevano sacrificare un maialino a Demetra e Persefone e poi purificarsi ritualmente nel fiume Ilisso.

I Grandi Misteri, un momento consacratorio, si svolgevano in autunno, nel mese di Boedromione (settembre-ottobre). Questo ciclo continuò per circa due millenni. Secondo Mylonas, i Piccoli Misteri erano tenuti "di regola una volta all'anno all'inizio della primavera del mese di fiori, l'Antesterione", mentre "i Grandi Misteri si svolgevano una volta all'anno e ogni quattro anni venivano celebrati con uno splendore speciale" in quello che era noto come il penteteris. Gli iniziati non erano ammessi all'epopteia (Grandi Misteri) nello stesso anno dei Piccoli Misteri, ma solo nel settembre dell'anno successivo.

Le Fasi dei Grandi Misteri

  1. Il primo giorno (15 di Boedromione), chiamato Agyrmos ("il raduno"), la festa si svolgeva nell'Eleusinion di Atene, dove il giorno prima erano stati solennemente trasportati da Eleusi gli oggetti sacri (hierà).
  2. Il secondo giorno la processione si dirigeva verso il mare. Ogni aspirante all'iniziazione, accompagnato da un tutore, portava con sé un porcellino che lavava nelle onde e sacrificava al ritorno ad Atene.
  3. Il terzo giorno (17 di Boedromione), alla presenza dei rappresentanti del popolo ateniese e delle altre città, l'Arconte Basileus e la sua consorte eseguivano un grande sacrificio a Demetra e Kore (Persefone).
  4. Il quinto giorno (19 del mese di Boedromione) segnava il momento culminante delle cerimonie pubbliche. Un imponente corteo muoveva all'alba dall'agorà di Atene, attraversando la "Porta Sacra" del Ceramico, per raggiungere in serata il borgo di Eleusi. Comuni cittadini, oltre a tutori e neofiti, accompagnavano le sacerdotesse che riportavano al santuario di Eleusi i corredi sacri. Durante il tragitto lungo la "Via Sacra" (Ἱερὰ Ὁδός, Hierá Hodós), con dei rami oscillanti chiamati bacchoi, i partecipanti intonavano un canto noto come Iacchos (Ἴακχος), alternandolo, all'attraversamento del fiume Cefiso, a scambi di motti scherzosi e osceni, astenendosi dall'assumere cibo o bevande. Questa parte del culto non era affatto segreta.
  5. Arrivati al santuario (τεληστήριον, Telestèrion) di Eleusi, i fedeli si separavano dagli altri partecipanti e, alla luce delle torce, entravano nel cortile, dove si purificavano nelle vasche e dove le donne danzavano intorno alla fonte di Callicoro. La veglia durava tutta la notte (pannychis), forse per commemorare la ricerca di Demetra della figlia.
  6. Entrati quindi nel santuario, interrompevano il digiuno bevendo il ciceone. Poi, il 20 e il 21 di Boedromione, gli iniziati entravano in una grande sala chiamata Telesterion; al centro della quale si trovava l'Anaktoron ("palazzo"), in cui solo gli ierofanti potevano entrare e dove erano conservati gli oggetti sacri.

Misteri Eleusini: Sfidare la Morte per Proteggere la Cultura

Il Climax dei Misteri

Prima che i mystai potessero entrare nel Telesterion, avrebbero dovuto recitare una formula: "Ho digiunato, ho bevuto il ciceone, ho preso dalla cesta ("scatola") e dopo averlo lavorato lo ho rimesso nel calato ("cesto aperto")." Probabilmente il paniere rituale simboleggiava il mondo infero e l'iniziando, scoprendolo, scendeva agli Inferi. La restante parte del rito di iniziazione rimane "segreta" e sconosciuta, con gli storici delle religioni che offrono ipotesi di ricostruzione basate su autori pagani e cristiani, spesso con visioni distorte.

Riguardo al climax, alcune teorie suggeriscono che i sacerdoti rivelassero visioni della notte santa, con un fuoco che simboleggiava la vita dopo la morte e vari oggetti sacri. Altri ritengono che l'esperienza fosse interna e mediata da ingredienti psicoattivi nel ciceone. Il punto più alto della celebrazione era "una spiga di grano tagliata in silenzio", che rappresentava la forza della nuova vita. L'idea di immortalità non esisteva nei misteri all'inizio, ma gli iniziati credevano che avrebbero avuto un destino migliore negli inferi. La morte era una realtà, ma anche un nuovo inizio, come la pianta che cresce dal seme sepolto.

Contesto Storico e Significato

Eleusi fu una città-stato indipendente fino al VII secolo a.C. Sotto Pisistrato di Atene, i Misteri Eleusini divennero pan-ellenici, attraendo pellegrini da tutta la Grecia e oltre. Intorno al 300 a.C., lo stato assunse il controllo dei Misteri, che furono gestiti da due famiglie sacerdotali: gli Eumolpidi e i Keryke, portando a un enorme aumento del numero di iniziati. Il santuario fu chiuso da Teodosio I nel 381 d.C. e distrutto definitivamente da Alarico nel 396 d.C., per essere poi abbandonato.

Il mito fondante dei Misteri è raccontato nell'Inno a Demetra, parte degli Inni omerici. Secondo l'Inno, Demetra, disperata per il rapimento di Persefone, si rifugiò presso il re Celeo di Eleusi. Dopo aver rivelato la sua identità, chiese l'erezione di un santuario dove avrebbe insegnato i suoi riti agli uomini. La sua ira per la perdita della figlia causò una carestia universale, costringendo Zeus a negoziare il ritorno di Persefone, sebbene per una parte dell'anno dovesse rimanere negli Inferi con Ade.

Gli scavi hanno dimostrato l'esistenza di un edificio privato sotto il Telesterion di Eleusi nel periodo miceneo, suggerendo che il culto di Demetra fosse originariamente privato. Una linea di pensiero moderna ipotizza che i Misteri intendessero "elevare l'uomo al di sopra della sfera umana nel divino e assicurare la sua redenzione rendendolo un dio e conferendogli così l'immortalità". Gli iniziati credevano di ricevere una giusta ricompensa dopo la morte.

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