Il Collegamento Pastorale della Diocesi di Vicenza (Novembre 2004)

Il presente documento offre una riflessione approfondita sul ruolo e la funzione del Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP) e ripercorre la storia dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, contestualizzando il loro operato nel più ampio panorama della pastorale diocesana di Vicenza, con particolare riferimento all'anno 2004 e agli sviluppi successivi.

Il Ruolo e la Funzione del Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP)

Il CPP è un organismo vitale per la vita della comunità parrocchiale, ma il suo ruolo è specifico e ben definito. Non gli spetta l'attuazione delle scelte operate o di compiti formativi, poiché tale responsabilità va affidata all'impegno della comunità, dei gruppi di servizio e delle aggregazioni ecclesiali in essa operanti, come stabilito dal Regolamento (n. 5.6).

È fondamentale comprendere che il CPP non è un gruppo di studio, né di formazione, e neppure uno strumento di organizzazione delle attività. Al contrario, nel CPP è la comunità stessa a essere rappresentata nella varietà delle vocazioni e dei carismi che lo Spirito non si stanca di seminare al suo interno.

La Composizione del CPP e il Processo Elettorale

Si deve aver cura che accanto ai laici eletti nei quattro ambiti specifici, ci siano altri credenti che vivono la fedeltà al Vangelo dentro le concrete situazioni di vita familiare, professionale e sociale. Il rinnovo del CPP non è un appuntamento burocratico, ma un atto di costruzione della comunità. Per questo è importante che il cammino sia accompagnato dall'ascolto della Parola e dalla preghiera.

La comunità verrà informata dell'evento con un buon margine di tempo. In questo periodo di preparazione può essere utile fare i seguenti passi: l'elezione dei rappresentanti dei quattro ambiti. È necessario anzitutto organizzare i quattro ambiti secondo uno schema che consideri quattro dimensioni della vita pastorale della parrocchia:

  1. La dimensione orante e celebrativa della Chiesa (la vita liturgica). In essa confluiscono i ministeri di quanti animano le celebrazioni e la preghiera della comunità.
  2. La dimensione educativa (l'ascolto della Parola).

È bene ricordare che il regolamento prevede che non possano essere rieletti quanti hanno già fatto parte del Consiglio per due mandati successivi. Si tratta di una normativa che mira a superare una certa inerzia nel trovare energie nuove e a mettere in campo una «pastorale della chiamata», che sappia sollecitare e risvegliare la responsabilità di tutti.

Schema delle quattro dimensioni della vita pastorale parrocchiale

Verifica e Ridefinizione dei CPP

Secondo la periodicità definita dalla programmazione, il CPP verifica l'attuazione concreta delle scelte operate, ricercando le cause delle possibili difficoltà in funzione della progettazione successiva. Ogni anno, possibilmente in una giornata di preghiera e di studio, il CPP compie una verifica complessiva della vita della parrocchia, e in particolare di come vengono vissute la comunione e la corresponsabilità.

La struttura e la funzione dei singoli CPP vanno però ridefinite e integrate in riferimento all'organismo unitario, per cui quanto più si svilupperà il cammino comune, tanto più i singoli CPP ridimensioneranno ambiti, modi e tempi operativi, per non sovrapporre le responsabilità e per evitare l'accumulo dei compiti e delle riunioni.

L'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona

L'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, nato come Scuola di Teologia per Laici e Religiose, fu fondato il 20 ottobre 1967 dal vescovo mons. G. Carraro. Della nuova Scuola si faceva promotore e sostenitore lo Studio Teologico San Zeno che, com'è noto, è una confederazione di precedenti scuole di teologia del Seminario e dei Religiosi esistenti in diocesi, cui era stato dato il via nell'ottobre del 1965 per rispondere alle esigenze di rinnovamento della formazione e degli studi del clero promossi dal Concilio Vaticano II.

Fasi Iniziali e Sviluppo dei Piani di Studio

La nuova Scuola risultava organizzata sostanzialmente attorno alle materie fondamentali svolte pure allo Studio Teologico San Zeno, dal quale provenivano in gran parte anche i docenti. Il formarsi di un proprio piano di studi risentì evidentemente del benefico influsso del San Zeno, anche se non fu fatto proprio in modo definitivo il sistema dei temi fondamentali adottato in esso.

Un tentativo di introdurre la distinzione tra temi fondamentali (Cristo, Chiesa, Dio vivente, Morale cristiana) e corsi integrativi (comprendenti i restanti argomenti) fu fatto negli anni 1970-74. L'articolazione poi dei temi in due momenti principali, biblico e sistematico, svolti rispettivamente da un biblista e da un teologo sistematico, interessò solo il biennio 1972-74.

Intanto la partecipazione s'era andata riducendo, passando dai 161 iscritti del 1967 ai 26 del 1971-72 per passare ai 29 del 1972-73. Ciò segnalava anche nella Scuola San Pietro Martire un momento di fatica, del resto diffusa in ambienti più vasti della Chiesa e della società in quegli anni.

Grafico dell'andamento delle iscrizioni all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire (1967-1973)

Evoluzione e Innovazioni

In una seconda fase della vicenda, per l'anno 1973-74 si nota una qualche novità di rilievo. Nell'illustrazione delle sue finalità si specifica che una formazione teologica a livello scientifico è un aiuto per coloro che intendono maturare la propria fede: per questi appunto la Scuola è aperta. Non si parla più di una Presidenza, ma solo della Direzione, presieduta dal Vescovo, guidata da un Direttore e della quale sono chiamati a far parte rappresentanti del collegio docenti, del gruppo allievi ed ex allievi e il Direttore dello Studio Teologico San Zeno.

Una sua stesura risalente al 1979/80 illustra l'iter formativo attraverso il quale l'allievo è condotto alla conoscenza dell'uomo, nella sua identità e aperture (antropologia filosofica), nei suoi valori e problematiche religiose, sia dal punto di vista della religione che della filosofia (psicologia e filosofia della religione).

Il cammino di studio si approfondisce e concentra intorno alla Parola di Dio colta come storia della salvezza (esegesi di Antico e Nuovo Testamento) e come origine e fondamento della fede ecclesiale (il mistero del Dio vivente, di Cristo, della Chiesa, della Chiesa nei Sacramenti) che esige continuamente di essere celebrata (liturgia) e tradotta in vita (corsi di teologia morale). La serie di lezioni si conclude con uno sguardo alla Chiesa considerata nella sua storia lungo i secoli (storia della Chiesa) e considerata nel suo farsi serva della Parola (catechesi).

Successi e Riconoscimenti

La pubblicazione del libro per il venticinquesimo della fondazione, dal titolo "Teologia: itinerario verso una fede adulta", Verona 1993, permette di illustrare altri aspetti della vicenda dell'Istituto. Di notevole importanza si è rivelata ad esempio l'iniziativa di cominciare ogni nuovo anno scolastico con una Tre giorni biblica in cui uno specialista illustra un libro della Bibbia. Le Tre giorni che si tengono dal 1976 hanno visto succedersi un buon numero di biblisti italiani a illustrare diversi libri della Sacra Scrittura.

Tra gli aspetti interessanti si rileva poi quello del ricambio dei docenti che vi hanno insegnato nei diversi anni come anche quello dello spostamento di accento nello svolgimento dei programmi. Ancora maggior interesse presenta il diagramma delle iscrizioni e delle frequenze. I dati della Scuola e dell'Istituto che ne ha preso il posto parlano di più di 3300 iscritti fino ad oggi, con una media annuale di circa 125 iscritti nel periodo 1986-2001.

Presentazione dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo”

Le persone interessate, con una progressiva prevalenza dei laici, le motivazioni che hanno spinto i partecipanti, il livello di formazione già acquisita, le attese e la rispondenza del programma a tali attese soggettive e oggettive possono costituire altrettanti argomenti di ricerca e di riflessione. Quanto ai partecipanti, si può senz'altro notare che da una élite dell'Azione Cattolica, sollecitata dal Concilio, si è passati a cristiani adulti più generalmente impegnati nelle parrocchie e in ricerca di una maturazione di fede, mentre le religiose, che costituivano inizialmente circa un quarto degli allievi, sono andate calando, si può dire “fisiologicamente”, avendo completato progressivamente la loro formazione.

La Formazione per l'Insegnamento della Religione Cattolica

Una sottolineatura merita la preparazione specifica per l'insegnamento della Religione cattolica nella Scuola statale, che l'Istituto è chiamato a fornire. A tale proposito, l'Intesa del 14 dicembre 1985 tra CEI e Governo italiano ha aperto l'insegnamento della Religione nelle scuole pubbliche a coloro che possedendo una laurea in qualsiasi disciplina avessero conseguito il diploma presso un Istituto di Scienze Religiose. Ciò ha portato inizialmente ad un incremento di studenti, il cui numero poi è venuto assestandosi, esaurita l'esigenza.

Con i cambiamenti intervenuti nel 1985 e 1986, ha inizio un'ulteriore fase della vicenda dell'Istituto che si presenta in continuità con una Scuola che, per numero di partecipanti, docenti e programmi, è stata tra le prime del Triveneto e anticipatrice di un fenomeno estesosi all'intera Chiesa italiana. Segno di impegno e di volontà di crescita si presenta tra l'altro la rivista "Esperienza e teologia", iniziata nel 1995 e dedicata a diversi aspetti della riflessione teologica, strumento che permette un dialogo interno tra le varie componenti dell'Istituto e consente nello stesso tempo di allargarsi anche a un panorama più vasto della teologia.

Infine, esigenze di perfezionamento dell'iter scolastico, richieste di allievi e docenti, impegno di promozione degli studi teologici hanno orientato l'Istituto verso la qualificazione di Istituto Superiore che comporta, oltre il conseguimento del Diploma in scienze religiose in un triennio, anche quello del Diploma accademico di Magistero in scienze religiose in un quadriennio. Il riconoscimento di Sezione Staccata San Pietro Martire dell'Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Venezie è stato ottenuto ufficialmente l'11 luglio 1996.

L'attribuzione di tale titolo, mentre segna una tappa significativa della storia dell'Istituto, comporta indirizzi e percorsi più articolati rispetto al passato, stimolando ulteriormente alla qualità degli studi e dell'impegno, in continuità con l'iniziativa d'avanguardia che fu di mons. Carraro.

Periodo 2004-2018 e Progetti Pastorali

Dal 2004 al 2009, durante la ristrutturazione importante della sede del Seminario di Verona, l'Istituto si è trasferito provvisoriamente, ospitato presso le suore Orsoline di Verona, rientrando poi nell'ambiente rinnovato e pienamente adeguato alle sue finalità accademiche. Assieme all'ISSR di Trento e in accordo con i vescovi della C.E.T., con il 2012 l'ISSR ha cessato di rilasciare i titoli del vecchio ordinamento (Diploma e Magistero).

Nel frattempo, dal 2010/2011 la prospettiva tematica generale del biennio di specializzazione si è portata sull'asse «Bibbia e cultura - La Parola di Dio nelle parole degli uomini», mantenendo i due indirizzi già presenti dal 2006, cioè pedagogico/didattico e pastorale/ministeriale. Parallelamente veniva ristrutturato l'indirizzo didattico, passando dal gruppo di moduli accostati (corsi, laboratori, tirocinio) a un itinerario di durata biennale organicamente concepito.

Nel 2013/2014 - insieme con gli altri ISSR italiani - l'Istituto ha attraversato la fase di accreditamento guidata dal Comitato della CEI per gli Studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose e culminata nella visita da parte della commissione da esso designata.

Caratteristica dell'ISSR di Verona è la costante attenzione a mantenere una collaborazione tra i docenti, che consenta di elaborare e coltivare un orizzonte comune e una didattica interdisciplinare. Significative della sua vitalità sono anche le collaborazioni che l'Istituto ha attivato con l'Università locale (convenzione dal 2005) e altri centri di formazione superiore presenti sul territorio (Studio Teologico S. Zeno).

Mappa delle collaborazioni dell'ISSR di Verona con altre istituzioni

Attento alla ricaduta pastorale della riflessione teologica, l'Istituto ha promosso iniziative qualificate di formazione di formatori, come la settimana nazionale di Siusi (BZ); il «Progetto Secondo Annuncio» (2013-2018), in collaborazione con l'Istituto Pastorale della Conferenza Episcopale Pugliese e con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, che ha coinvolto più di 100 diocesi italiane; da esso è scaturito il «Progetto parrocchia» (2021), laboratorio nazionale di analisi di pratiche parrocchiali attraverso tre cantieri, aperti in tre differenti regioni italiane: il Progetto Parrocchia Triveneto, coordinato dall'ISSR San Pietro Martire di Verona e assunto dalla Facoltà Teologica del Triveneto; il Progetto Parrocchia Puglia, promosso dall'Istituto Pastorale Pugliese; il Progetto Parrocchie Toscana/Emilia Romagna, coordinato dall'ISSR della Toscana.

La sensibilità per la formazione di operatori pastorali qualificati ha suggerito anche l'attivazione, all'interno del curriculum di studi, di un percorso “ritagliato” e organizzato come biennio di formazione teologico-pastorale, attivo dal 2007 e nato in interazione con la Sezione pastorale della diocesi e in particolare con alcuni Uffici e Centri (Centro di pastorale familiare, Ufficio catechistico, Ufficio liturgico).

Risorse e Itinerari Pastorali Pasquali

Il testo propone anche una serie di risorse e itinerari pastorali, con un focus particolare sul tempo pasquale e la catechesi. Tra queste spiccano proposte come:

  • Una "Via Lucis" da fare con i ragazzi nel tempo Pasquale.
  • "Trasformati dal Risorto! Un percorso catechistico pasquale in sette tappe, dalla Domenica in Albis (II di Pasqua) alla Pentecoste, per accompagnare ragazzi e famiglie nella scoperta della potenza trasformante della Resurrezione. Ogni incontro propone simboli, preghiere e attività pratiche, aiutando a riconoscere il Risorto nella vita quotidiana e a lasciarsi trasformare dallo Spirito Santo." (disponibile in formato pdf).
  • Schede sull'apparizione di Gesù risorto agli apostoli, giochi sui loro nomi e uno schema con le parti della chiesa nel suo interno, tratti dalla rivista Dossier catechista della Elledici.
  • Un libretto per la quaresima per preparare i ragazzi ad incontrare nella gioia il risorto, il pane della vita, invitando a riflettere sulla simbologia del pane e sui dieci comandamenti.
  • Riflessioni sul fatto che le promesse di Dio ad Abramo si realizzano in Gesù, morto e risorto, che ha ottenuto il Nome e invia gli undici in tutta la terra per portare la sua benedizione.
  • Il mandato ai catechisti, durante l’Eucaristia domenicale, con consegna dell’esortazione "Evangelii gaudium" e di un “crocifisso-risorto”.
  • Una proposta mensile di preghiera e adorazione vocazionale a cura dell'Ufficio per la pastorale delle vocazioni della Diocesi di Vicenza.
  • L'iniziativa "Catechesi e Religione in casa" con un disegno dell'incontro di Gesù Risorto con Tommaso apostolo a "porte chiuse", invitando i bambini a colorare le porte e a riflettere sulla "chiave" per aprire il cuore.
  • "La via della speranza. Itinerario per il tempo di Pasqua in quattro tappe, guidate dai Discepoli di Emmaus e da un pellegrino speciale: il Risorto!" (testo di Emilio Salvatore e M. Bracco).
  • Tre incontri attivi sulla parola di Dio per ragazzi del gruppo di catechesi, con una lettura narrativa del cap. 24 del Vangelo di Luca.

Spunti per la Preghiera e la Riflessione

Il materiale include anche diverse proposte per la preghiera e la riflessione:

  • Adorazione Eucaristica per i defunti.
  • Un percorso meditativo e di preghiera sulla comunione con il Signore come punto di partenza della comunità e sorgente della missionarietà.
  • Venti tracce per adorazione eucaristica composte da preghiera comune, invocazione allo Spirito, lettura biblica, litanie, salmo, intercessioni.
  • Spunti per 18 incontri di preghiera, proponendo l'Ascolto della Parola, il Salmo e una riflessione.
  • Adorazione Eucaristica con riflessioni tratte dalla Lettera apostolica "Mane nobiscum Domine" di Giovanni Paolo II.
  • Riflessioni su come preoccupazioni, egoismo e mancanza di fede possano impedire di vedere il Risorto, e l'invito a togliere il velo per scoprire Gesù presente nella comunità.
  • Un copione di un recital: un moderno processo per stabilire se Gesù sia davvero risorto 2000 anni fa.
  • Una riflessione sul fatto che il volto di Gesù risorto e la speranza apertaci dalla vittoria sulla morte devono illuminare tutta la nostra esistenza, invitando a credere e a irradiare gioia.

La Cura Pastorale: Un Dono di Sé

L'Arcidiocesi di Monreale, attraverso i suoi Uffici pastorali della Salute e Liturgico, ha promosso eventi e riflessioni sul tema della cura pastorale come dono di sé nella relazione con la persona. Iniziative come quelle del 15 febbraio 2014, che hanno visto la partecipazione di figure come il Diac. Angelo Guarino (Direttore Ufficio Pastorale della Salute) e Don Giacomo Sgroi (Direttore Ufficio Liturgico Diocesano), con conclusioni a cura di S. Ecc.za Mons. Michele Pennisi (Arcivescovo di Monreale), sottolineano l'importanza della fede e della carità nella relazione con i malati e gli afflitti.

La preghiera per la Giornata del Malato 2014, ispirata a "anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli" (1Gv 3,16), invoca lo Spirito Santo affinché, spinti dalla carità di Cristo, si possa donare la vita per i fratelli, portando la Parola che risana e la gioia senza fine.

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