L'Antico Oratorio della Passione presso la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano

L'Oratorio della Passione è un piccolo edificio religioso situato a diretto contatto del lato esterno sinistro (guardando la facciata della basilica) del quadriportico della Basilica di Sant'Ambrogio, noto come "Atrio di Anasperto".

Ubicazione e Storia della Fondazione

Le scritture più antiche relative alla confraternità di Santa Maria della Passione "prope campanile canonicorum" risalgono al 1455 (ASDM, V.P., S.Ambrogio, XLIX 71). L'oratorio venne eretto nella seconda metà del quindicesimo secolo proprio da questa Confraternita della Passione, che nulla aveva a che fare con i canonici della Basilica di Sant'Ambrogio, con i quali, anzi, si trovò a lungo in contrasto. Nel 1477, l’architetto Guiniforte Solari approvò l'edificazione del nuovo oratorio con l'annesso chiostrino. Solari risulta essere stato coinvolto nella sua costruzione, completata nel 1490, anche se il suo ruolo preciso non è del tutto chiaro. L'oratorio, adiacente al campanile dei canonici, fu concepito come luogo di preghiera e centro della vita spirituale degli ‘scolari’, ovvero i confratelli ammessi.

Architettura e Caratteristiche Strutturali

La planimetria dell'oratorio è molto semplice: una navata e un abside rettangolare proporzionalmente piuttosto ampio. L'oratorio, che presenta proporzioni interne identiche a quelle della coeva Chiesa di San Bernardino alle Monache, è a sua volta preceduto da un portico di forma irregolare, i cui due lati lunghi non sono paralleli e solo un lato è dotato di colonnato. La copertura è un elemento di interesse, comprendente due volte a crociera nella navata, non separate da un arco trasversale, e lunettata nell'abside. La facciata è assolutamente semplice e rappresenta un'opera recente dell’Arch. Adolfo Zacchi, architetto della Veneranda Fabbrica del Duomo negli anni '30 del ventesimo secolo, ed è caratterizzata da una finestra semicircolare divisa in tre parti nella parte superiore. Il piccolo chiostro annesso presenta colonnine molto simili a quelle presenti in uno dei due chiostri della Chiesa di Santa Maria della Pace e nelle biblioteche della Basilica di Santa Maria delle Grazie e della Chiesa di Santa Maria Incoronata.

Architettura interna dell'Oratorio della Passione o vista del suo chiostrino

Storia dei Beni Artistici e Dispersione degli Affreschi

Dopo lo scioglimento delle confraternite alla fine del XVIII secolo, l'oratorio venne ceduto nel 1812 all'amministrazione della Basilica di Sant'Ambrogio. Successivi cambi di proprietà causarono lo strappo e la dispersione di gran parte dei pregevoli affreschi, attribuiti alla scuola di Bernardino Luini (1481c.-1532), che rivestivano completamente la cappella. L'edificio fu adibito a laboratorio tessile, venne nuovamente confiscato nel 1866 e tre anni dopo venduto ad un vinaio. I primi strappi degli affreschi vennero realizzati, verso il 1869, da Antonio Zanchi di Bergamo, su commissione dell'avvocato Michele Cavaleri. I soggetti dei dipinti staccati si riferivano all'Orazione nell'orto, alla Flagellazione, alla Resurrezione e alla Discesa dello Spirito Santo.

Alienata anche la collezione Cavaleri, gli affreschi furono ritrovati in nove frammenti messi all'asta nel 1898 da Foster a Londra. Tre frammenti vennero acquistati dal South Kensington Museum (poi Victoria and Albert), cinque da Mr. Abercrombie, e l'ultimo da uno sconosciuto. I primi tre frammenti si riferiscono all'Ascensione, gli altri cinque all'Ultima Cena, alla Flagellazione, all'Orazione nell'orto, oltre a particolari della Vergine in trono e dello Spirito Santo tra Angeli. Attualmente, sono presenti solo resti di affreschi di scuola luinesca, in particolare in corrispondenza dell'abside.

Ricostruzione Iconografica e Dettagli Stilistici

La documentazione offerta da Caffi (1889) e Beltrami (1911), unitamente ai lacerti sopravvissuti all'interno dell'Oratorio, consente un'ipotesi di ricostruzione iconografica dettagliata. Gli affreschi dell'Oratorio della Passione sono considerati di stile Rinascimentale.

Ricostruzione iconografica degli affreschi dell'Oratorio della Passione

Decorazione Generale

La decorazione dipinta consisteva in girali e caulicoli d'acanto, monocromi, su fondo scuro. Le vele erano delimitate da una cornice dipinta a finto rilievo e da una cornice scura su cui era iterato un nastro piatto, annodato, dalle terminazioni a foglia, intercalato da quattro fiori disposti a formare una croce. Nella vela presso l'entrata e in quella vicino all'arco dell'abside, comparivano due putti alati, tubicini dal cui corpo si diramavano i girali che occupavano il campo della vela.

Programma Iconografico

  • Sulle pareti dell'aula, scandite dalla doppia campata, si trovavano scene della Flagellazione, l'Orazione nell'orto, l'Ascensione e la Discesa dello Spirito Santo.
  • Sulla controfacciata era dipinta l'Ultima Cena "a tavola rotonda con figure al naturale" (G.F., 1869).
  • Sulle pareti dell'abside si intuisce, nelle tre Marie che escono da Gerusalemme (parete di sinistra), il prologo della Resurrezione, mentre sulla parete di destra è il Noli me tangere.
  • Sulla parete di fondo dell'abside, ai lati, erano presenti due figure di profeti, probabilmente Isaia e Davide, che abitualmente affiancano la Crocefissione.
  • Nelle lunette erano raffigurati gli Angioletti con strumenti e simboli della Passione; sulla volta dell'abside era il Dio Padre, e nell'intradosso dell'arcosolio i Dottori della Chiesa.
  • Al centro della volta dell'aula si trovava l'Agnus Dei. Nelle vele erano presenti grottesche con simboli mariani ed eucaristici.

L'Influenza Luinesca e la Datazione

Tali affreschi rivelano "se non la mano, la diretta influenza del Luini" (Beltrami, 1911), con richiami ai dipinti in S.Maurizio al Monastero Maggiore, a quelli della Pelucca e della cappella di S.Giuseppe in S.Maria della Pace, oggi a Brera. In particolare, i dipinti che più manifestano la diretta dipendenza da modelli di Bernardino Luini sono il Dio Padre, sulla volta dell'abside, il Noli me tangere, la figura di profeta nel lato di destra della parete di fondo, e le due figure sui pilastri dell'arcosolio, mentre più corsivi appaiono gli Angioletti con strumenti della Passione.

La decorazione della volta costituisce un altro richiamo con ornamentazioni sempre di carattere luinesco, simile a quelle nella chiesa di S.Vittore in Meda eseguite verso il 1520. Anche in questo caso, le similitudini con la Chiesa di San Vittore a Meda e la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore sono evidenti. Considerando la cronologia delle opere del Luini sopra ricordate, gli affreschi dell'oratorio di S.Maria della Passione possono essere datati alla metà del terzo decennio del Cinquecento. La decorazione ricorda quella stesa dal Luini, o da un suo collaboratore.

L'Oratorio Oggi

Attualmente l'oratorio viene utilizzato per eventi culturali, in particolare mostre d'arte.

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