L’evangelista Matteo conclude il suo Vangelo con l’ultimo atto visibile di Gesù su questa terra. In Galilea, sul monte che Gesù aveva fissato ai suoi undici discepoli, dà a loro la Missione permanente, un mandato che risuona attraverso i secoli e definisce l'essenza della Chiesa.

La Grande Missione nel Vangelo di Matteo
Il Vangelo di Matteo, nel suo capitolo conclusivo, narra l'incontro degli Undici con il Risorto e il loro invio a tutte le genti. Gesù mostra così il nuovo volto di Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. Questa parola “dubbio” coglie un aspetto tipico del cuore umano di fronte alle apparizioni divine e anche a quelle del Risorto. Pur mostrandosi visibile, Egli resta sempre oggetto della fede e quindi di ciò che infirma la fede, il dubbio. Questo aspetto del dubitare, che equivale a non credere, è messo in luce anche dagli altri vangeli e ci invita a chiedere la grazia di fidarci di Dio, di abbandonarci fiduciosi alle sue disposizioni.
Gesù, avvicinatosi, disse loro le parole che costituiscono il cuore della missione cristiana:
«Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (cfr Mt 28,16-20)
Questa stessa commissione è presente nell'originale latino, come testimoniano i testi antichi:
- 16 Undecim autem discipuli abierunt in Galilaeam in montem ubi constituerat illis Jesus.
- 17 Et videntes eum adoraverunt: quidam autem dubitaverunt.
- 18 Et accedens Jesus locutus est eis, dicens: Data est mihi omnis potestas in caelo et in terra:
- 19 euntes ergo docete omnes gentes: baptizantes eos in nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti:
- 20 docentes eos servare omnia quaecumque mandavi vobis: et ecce ego vobiscum sum omnibus diebus, usque ad consummationem saeculi.
Il monte, dove Gesù aveva indicato ai discepoli di radunarsi, assume un significato profondo, contrapponendosi al monte dove il diavolo aveva tentato Gesù mostrandogli tutti i regni del mondo. Sul monte Gesù aveva dato ai discepoli la legge evangelica e aveva mostrato la sua gloria con la Trasfigurazione.
Il Battesimo: Fondamento della Nuova Creazione
Il battesimo dato in nome di Gesù, il battesimo cristiano, è una realtà divina, fondamentale e permanente. Ci rende partecipi del divino battesimo di Gesù al fiume Giordano, dove è avvolto nell'intimità di Dio: “si aprirono i cieli e Giovanni Battista vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.”
San Paolo scrive che con il battesimo Gesù ci ha “ri-creati” figli di Dio e ci ha riconciliati con il Padre in un solo Spirito, abbattendo in Sé l’inimicizia. I verbi “ri-creare” e “riconciliare con Dio” indicano una pienezza straordinaria. Il battesimo di Cristo ci rende capaci di una amicizia con Dio, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo e di gioia. Per questo, il dono del battesimo suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode.
Su mandato di Gesù siamo battezzati nel “nome” della Trinità santa. Il Battesimo è la porta d’ingresso della vita cristiana, una vita di comunione, e segna l’inizio dell’annuncio del Vangelo a tutte le genti. Con il Battesimo diveniamo partecipi della natura divina: ecco la rivelazione della grandissima dignità a cui viene elevata la persona umana. Da creature peccatrici siamo redenti da Gesù e diveniamo figli nel Figlio. La partecipazione alla natura divina come comunione dello Spirito santo, all’amore del Padre, nella grazia del Figlio è opera del battesimo che non solo contiene in sé la forza della partecipazione alla vita divina ma la grazia che fa di noi degli evangelizzatori, mandati ad annunciare Gesù a tutte le Genti.

L'Opera dello Spirito Santo e la Comunità dei Figli di Dio
Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove all’amore filiale con Dio. San Paolo riprende questo argomento nella sua lettera ai cristiani di Roma scrivendo: «Tutti quelli che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: «Abbà, Padre!»»
Il fatto che Gesù si presenti al battesimo di Giovanni in mezzo ai peccatori suscita sconcerto in Giovanni Battista, che poi comprende che Gesù è l’Agnello di Dio venuto ad amare tutti e a portare su di sé tutti i peccatori con un amore di cui in questa nostra vita non c’è immagine adeguata, e lo riconosce e lo indica ai presenti.
Il dono del Battesimo ci fa crescere nella comunione con Dio e ci porta a vivere come suoi figli, nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli. Siamo «concittadini dei Santi e familiari di Dio, edificati su Cristo per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito».
Il battesimo mette in noi l’amore per il bene e il disgusto per il male, come un seme che ci chiede di lasciarlo crescere. Gesù ha portato in questa nostra vita l’amore misericordioso del Padre, l’offerta di sé per la salvezza degli uomini e la forza per una vita buona e serena. Lasciamoci pervadere dallo Spirito Santo, donatoci nel nostro battesimo e nella nostra cresima, perché “si compia ogni giustizia” e la giustizia di Dio regni sulla terra.
La Presenza Costante di Cristo e la Chiamata all'Evangelizzazione
Il mandato di Gesù si conclude con la promessa: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Gesù indica la sua presenza immediata, "io sono con voi", nella missione tra le Genti; questa perciò riuscirà e penetrerà nei popoli, non in virtù dei discepoli, ma per la sua presenza con loro. Essi non dovranno mai retrocedere perché egli mai si allontana da loro. Attraverso uomini deboli, quali gli Undici, si mostrerà tutti i giorni la potenza del Cristo. Questa è la loro sicura speranza fino alla fine del mondo, non segnata da leggi fisiche intrinseche, ma dalle leggi della salvezza legata all’Evangelo.
Ora sui discepoli, come Carro della Gloria, corre la potenza dell’evangelo che rivela alle genti la gloria del Figlio dell’uomo. La pienezza della teofania sarà la fine del mondo. La dinamica trinitaria - il Padre tutto nel Figlio e il Figlio tutto nel Padre in questo dono vicendevole che è lo Spirito Santo - si riflette in noi e nella Chiesa. Dobbiamo capire fino in fondo che siamo battezzati e che tra il battezzato e uno che non è battezzato c’è un abisso; solo così possiamo comprendere il dovere di portare il Vangelo, di annunciare la salvezza agli altri, come ci dice Gesù.
La Storia di Gesù Cristo | Storia Animata della Bibbia
Sono tutte realtà inscindibili: la Trinità in cielo, l’Incarnazione, il Battesimo di Gesù e nostro, lo Spirito che si dona e ci fa essere dono. Il contenuto dell’insegnamento è tutto ciò che Gesù ha comandato ai discepoli, come è detto in Dt 4,2: “non aggiungerete nulla a ciò che vi comando e non toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore Dio vostro che io vi prescrivo”.
«Ora come potranno invocarlo senza aver prima creduto in Lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che annuncia?» (Rm 10,14). Noi cristiani, ci rendiamo conto del mandato ricevuto da Cristo? "Andate e ammaestrate", "Andate e predicate". Questa è la necessità. Come si può credere, come si può aver fede in qualcuno che non conosci? Non sono stati chiamati solo Paolo, Pietro o i dodici; ogni battezzato è chiamato a questa missione.
Il messaggio dell'Ascensione ci invita a seguire Gesù che si fa presente in tutto il mondo, certi che lui ci accompagna dovunque. La sua presenza si è diffusa in tutto il mondo; più che allontanarsi, Gesù si è sottratto a un modo limitato di essere tra gli uomini, ma la sua presenza continua ad accompagnarci nella missione.