Giovan Battista Basile e l'Invenzione della Fiaba: Un'Analisi Profonda

Giovan Battista Basile, noto come il Barone di Colliano, è una figura centrale nella letteratura barocca, riconosciuto per la sua opera capolavoro Il Cunto de li cunti, o Pentamerone. Quest'opera ha profondamente influenzato la tradizione fiabesca europea, formalizzando un modello narrativo che ha resistito per secoli.

Ritratto di Giovan Battista Basile, con accenni all'epoca barocca

Il Convegno di Zurigo e gli Studi su Basile

Il Convegno di Zurigo su "Giovan Battista Basile e l'invenzione della fiaba" è stato organizzato per due ragioni strettamente connesse. Anzitutto, si è voluto onorare la memoria di Rudolf Schenda, alla cui Scuola si sono formati, in modo diretto o indiretto, molti dei partecipanti a detto Convegno. In secondo luogo, si è inteso colmare il dislivello esistente fra gli studi avanzatissimi condotti sul Cunto de li cunti nel campo del folklore, e quelli certo meno progrediti sviluppati sul versante storico-letterario.

La monumentale edizione-traduzione tedesca del capolavoro basiliano, da poco uscita a cura dell’insigne Maestro zurighese Schenda, ha costituito l’emblematico punto di incontro fra gli interessi più specificamente legati alla storia delle tradizioni popolari europee, e quelli di carattere più genuinamente linguistico e filologico, oltre che tematico e narratologico. I contributi raccolti in questo volume hanno seguito le orme segnate dal lavoro scientifico e didattico di Schenda, ispirandosi al suo approccio multiculturale e interdisciplinare. Il tentativo è stato quello di rendere il Cunto, che da secoli rappresenta l'abc dei cultori del folklore, un testo più fruibile e godibile anche per gli amanti della letteratura.

Rudolf Schenda (1930-2000), docente presso l'Università di Zurigo tra il 1979 e il 1995, ha saputo infondere un rinnovato entusiasmo per la letteratura popolare italiana. Dopo aver curato l'articolo "Basile, Giambattista" per l'Enzyklopädie des Märchens, ha pubblicato numerosi saggi fondamentali sull'opera del poeta napoletano. Dopo il suo pensionamento nel 1995, ha diretto un progetto che ha coinvolto sette persone con l'obiettivo di tradurre per la prima volta integralmente i Cunti in tedesco, arricchirli con annotazioni letterarie e storico-culturali, e redigere un commento monografico per ciascuna delle 49 fiabe e per la narrazione cornice. L'edizione tedesca del Pentamerone è stata pubblicata nell'autunno del 2000, e il presente volume degli atti della conferenza è dedicato alla memoria di questo grande maestro e ispiratore.

Il Sistema dei Racconti nel «Cunto de li Cunti»

Contesto e Formulazione del Racconto Fiabesco

Il Cunto de li cunti è un’opera della letteratura barocca che, dopo la sua pubblicazione (1634-1636), ha circolato e una volta è stata letta nelle culture europee prevalentemente in forma di frammento. Le sue persone, intrecci e modelli sono stati raramente letti, raccontati o rappresentati come parti di un’opera d’arte complessa. Queste pratiche sono tuttavia inscritte e previste nella sofisticata struttura e lavorazione letteraria del Cunto.

L'opera di Basile è stata concepita come una risposta europea e geometrica all’unica opera orientale e frattale del Mediterraneo con cui condivide alcune componenti: Le Mille e una notte. La sua elaborazione è stata realizzata con esercizi complessi sulla modellistica del racconto, con una competenza trasversale del sistema dei generi narrativi e della letteratura da teatro, della composizione in versi di carattere celebrativo e della scrittura d’apparato, nonché con l’uso delle tecniche dell’ars combinatoria, che appartiene alla teoria letteraria del modo barocco così come alle sue filosofie della natura e della lingua.

L’opera è stata allestita prevedendo le sue modalità d’uso nell’ottica del passatempo (intrattenimento) e delle pratiche della conversazione di corte, con i suoi generi e i suoi registri teatrali, comici e devianti, nei limiti di una situazione sociale prevista nel catalogo del costume corrente e delle sue maniere. Il Cunto è uno degli anelli barocchi della tradizione del racconto di gruppo europeo che si estende dalle veglie medievali intorno al fuoco al racconto di fate dei salotti francesi del Settecento.

In quest'opera è stato formalizzato un modello di racconto, definito racconto fiabesco, osservato dal punto di vista del sistema dei generi letterari e della configurazione della tradizione letteraria nella prospettiva dell’uso da parte dei gruppi sociali e di quel gruppo di tecnici specializzati che chiamiamo società letteraria. Per allestire questo modello, sono state selezionate alcune componenti della nebulosa della favola degli antichi - con la teoria barocca della scrittura segreta, dell’interpretazione e del riciclaggio dei miti - ed è stata individuata una struttura elementare del racconto utilizzando anche le teorie della ricerca sperimentalista sulle leggi della natura, sulla struttura dei corpi e la struttura causale degli eventi e in genere sulle forme dell’invisibile che regolano il visibile.

Si tratta di un modello letterario con le seguenti caratteristiche:

  • È replicabile, come un esperimento scientifico secondo le regole della filosofia sperimentale dell'epoca.
  • Possiede una struttura costante, pur nella varietà dei soggetti e delle circostanze narrative.
  • È uno strumento efficace nella "cassetta degli attrezzi" prevista per il letterato cortigiano.
  • Assembla alcune componenti dei generi del racconto e del teatro usati nella conversazione di corte.

Questo modello, attraverso innumerevoli mediazioni e adattamenti, sarebbe stato in grado di configurare un nuovo genere letterario e di rivelare nuove dimensioni emergenti di pratiche narrative correnti tra i gruppi sociali, ma tenute fuori dagli steccati della tradizione della scrittura letteraria "da aula".

Il racconto fiabesco rientra nell’estetica della “meraviglia” con i suoi paesaggi assurdi, i suoi eventi impossibili, i suoi luoghi indeterminati, le sue bellezze e bruttezze fuori misura, le citazioni au contraire, e l’assemblaggio disinvolto di generi, intrecci e persone tratti dalle tradizioni del racconto mediterraneo. Esso fa uso dei protocolli della “scrittura segreta” con le sue persone allusive e le loro azioni estreme e incontrollabili, rappresentando un evento da subire, come i capricci, le violenze e l’arbitrio dei potenti. Il racconto fiabesco si produce nella logica della modernità con i suoi percorsi possibili anche attraverso i ranghi sociali, che consentono allo sciocco di diventare intelligente, al povero di diventare ricco, al marginale di accamparsi negli spazi del potere, con il suo cibo, oro, case e castelli, e abiti. Per queste ragioni, il Cunto non va inteso semplicemente come un insieme di racconti, ma come un'immagine dell'opera allestita da alcuni circoli della "repubblica dei letterati" per facilitarne la lettura, un'immagine in parte indotta dalla lettura per frammenti e dalla sua straordinaria fortuna nelle culture europee che hanno talvolta smarrito le sue radici napoletane e barocche.

Lo cunto de li cunti tra maghi e pittori.

Architettura Narrativa dell'Opera

L’opera di Basile è costruita come un racconto cornice: un cinquantesimo racconto, composto da apertura, ponti narrativi e chiusura, all’interno del quale vengono narrati altri quarantanove racconti. Per questo l’opera è stata intitolata "racconto dei racconti" (Cunto de li cunti), in un senso analogo a "gioco dei giochi" («lo iuoco de li iuoche c’aggio pensato di fare»). Il cinquantesimo racconto è la storia di Zoza, che apre e chiude l’opera e presenta la stessa struttura dell’ultimo racconto (I tre cedri, il quarantanovesimo: V.9).

I “ponti narrativi” del cinquantesimo racconto, che collegano gli altri quarantanove racconti, sono l’equivalente dell’azione narrativa, ma, trattandosi di un racconto nel racconto, sono “azioni di racconto”. Per questo, le persone sono narratrici, emblemi delle figure che animavano il racconto intorno al focolare nell’Europa medievale e contadina. Lo spazio in cui si muovono è la dimensione di uno dei miti della modernità - il viaggio nel bosco e sul mare - ma è ristretto nel giardino del principe, luogo emblematico dell’intrattenimento cortigiano dove la natura selvaggia delle piante e delle acque viene controllata, ma dove si corrono comunque pericoli. La soluzione degli intrecci rende visibili gli effetti sull’ascoltatore/lettore del racconto, che sono puntualmente trascritti nelle sue reazioni: il chiacchiericcio di commento, le espressioni di piacere, gli scoppi di risa, l’immobilità indotta dalla soluzione inattesa dell’intreccio, la commozione, la bocca aperta per lo stupore, il pianto, l’alterazione del volto, la pietà e altro. La storia di Zoza è, dal punto di vista della struttura dell’opera, un racconto sulla pratica, i modi e gli effetti del racconto stesso.

Il Simbolismo dell'Uroboros

Una componente significativa di quest'opera consente di osservarne il progetto di dinamica narrativa. La struttura in cui alfa e omega sono composti su una circonferenza e si congiungono per indicare un moto circolare è rappresentata in molti luoghi della tradizione mediterranea dall’immagine del serpente che si morde la coda, l'Uroboros. Questa immagine è stata variamente usata per rappresentare il ciclo del giorno e dell’anno, e il processo ciclico del mondo che si produce e si rinnova in un circolo senza fine - il tema filosofico, religioso e magico della renovatio temporum. Nella modernità, l’immagine circola come una teoria della contiguità dei destini e dei ranghi, evidenziando come nella stessa persona possano coesistere bellezza e bruttezza, vecchiaia e gioventù, riprendendo il filo del racconto filosofico.

Esempio dalla Letteratura di Basile: "Le Tre Fate"

Un esempio dello stile e della vivacità descrittiva di Basile si trova ne Le tre fate, dal Cunto de li cunti (Trattenimento Decimo de la Iornata Terza):

«Era ne lo casale de Marcianise na vedola chiammata Caradonia, la quale era la mamma de la ’midia, che non vedeva mai bene a quarche vecina che no le ’ntorzasse ’n canna, non senteva mai la bona sciorte de quarche canosciente che le pigliava travierzo, né vedeva femmena ed ommo contento che non le venissero li strangogliune. Aveva chesta na fegliola femmena chiammata Grannizia, ch’era la quinta essenzia de le gliannole, lo primmo taglio de l’orche marine, l’accoppatura de le votte schiattate: aveva la capo lennenosa, li capille scigliate, le chiocche spennate, la fronte de maglio, l’uocchie a guallarella, lo naso a brognola, li diente ’ncaucinate, la vocca de cernia, la varva de zuoccolo, la canna de pica, le zizze a besaccia, le spalle a vota de lammia, le braccia a trapanatore, le gamme a crocco e li tallune a cavola; ’nsomma da la capo a lo pede era na bella scerpia, na fina pesta, na brutta nizzola e sopra tutto era naima, scotonella, scociummuccio. Ma con tutto chesto, scarafuniello a mamma pentillo le parea!»

Analisi Lessicale del Termine "Basile" e Anagrammi

Il termine "Basile", oltre a identificare il celebre scrittore, può essere oggetto di interessanti giochi linguistici. Di seguito una disamina delle sue proprietà lessicali:

Parole Contenute in "Basile"

  • BA
  • BASI
  • IL
  • ILE
  • LE
  • SI
  • SILE

Parole Contenute in "Basile" (lette da destra a sinistra)

  • EL
  • ELISA
  • LI
  • LISA
  • SA

Anagrammi di "Basile"

Le nuove parole trovate modificando l'ordine delle lettere sono:

  • ALBESI
  • LESBIA

Parole Correlate e Modificazioni

  • Cugini (nuove parole trovate cambiando una sola lettera): BACILE, BADILE, BARILE, BASALE, BASIRE, BASITE, BASOLE, RASILE.
  • Lipogramma (nuova parola trovata eliminando una sola lettera): BAILE.
  • Epentesi (nuova parola trovata inserendo una sola lettera): BRASILE.
  • Suffissi (nuove parole trovate inserendo una o più lettere alla fine della parola): BASILESE, BASILESI, BASILEENSE, BASILEENSI.

Anagrammi con Aggiunte o Rimozioni di Lettere

Anagrammi più una lettera:

  • +A: ALBASIE
  • +C: BALISCE, LESBICA, SCIABLE, SCIALBE
  • +L: BISELLA, SBIELLA, SILLABE
  • +M: SEMBLAI, SLEMBAI
  • +O: BALIOSE, OSABILE
  • +R: BRASILE
  • +S: BALISSE, BELASSI, LIBASSE
  • +T: BALISTE, BELASTI, BLESITA, LIBASTE, STABILE
  • +U: BULESIA, USABILE

Anagrammi meno una lettera:

  • -A: BLESI, LESBI, SLEBI
  • -B: ALESI, ELISA, ESALI
  • -I: BALSE, BLASE, BLESA
  • -L: BEISA, SABEI
  • -S: ABILE, BAILE, BALIE, BELAI, IBLEA

Riconoscimenti e Contributi Accademici

L’organizzazione logistica del Convegno di Zurigo è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Seminario di «Volkskunde» dell’Università di Zurigo con quello di Romanistica. I mezzi finanziari sono stati generosamente messi a disposizione dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, dalla «Hochschulstiftung» dell’Università di Zurigo, dalla Società «Dante Alighieri» e dal Centro di Studi italiani in Zurigo. Le spese di pubblicazione degli Atti sono state in parte assorbite dal Fondo Nazionale Svizzero, e l'Editore Longo di Ravenna ha accolto questi Atti in una delle sue prestigiose collane. L'iter editoriale che ha preceduto la pubblicazione del volume non sarebbe potuto essere portato a termine senza la competenza e l’abnegazione di assistenti e collaboratori della cattedra di Letteratura Italiana, tra cui la Dott. Margherita Mesirca, Thomas Stein, Paola Rada, Claudia Genswein e Rosa Pittorino. Un ringraziamento particolare va a Patrizia Hasler-Manfrini, efficiente animatrice dietro l’organizzazione del Convegno.

Nelle bibliografie finali che accompagnano ogni contributo di questo volume è stato omesso il riferimento alle opere di più ovvia consultazione, indicate a testo con le sigle consuete, tra cui: AaTh (A. Aarne - S. Thompson, The types of Folktale. A Classification and Bibliography, Helsinki 19612), EM (Enzyklopädie des Märchens, Berlin-New York 1977-xx), KHM (J. und W. Grimm, Kinder- und Hausmärchen), Motif (S. Thompson, Motif-Index of Folk-Literature, Copenhagen 1955-58). L’edizione del Cunto a cui si fa ricorso (salvo avviso contrario) è quella curata da M. Rak (Milano, Garzanti, 1986).

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