Il concetto di "amare" nella Bibbia, sebbene possa sembrare banale, riveste un'importanza fondamentale e profonda. Spesso siamo abituati a considerare l'amore come un sentimento, ma nella Bibbia l'amore è principalmente un'azione concreta, che si manifesta nel quotidiano dei rapporti interpersonali.
La Domanda del Dottore della Legge a Gesù
In un episodio significativo, un "dottore della Legge" pose a Gesù una domanda apparentemente semplice, ma dal profondo significato: "Nella legge che cosa sta scritto?". Il testo biblico indica che il suo scopo era "metterlo alla prova". Tuttavia, è possibile che dietro l'atteggiamento pubblico, volto a mantenere il proprio rango, il dottore desiderasse sinceramente conoscere il pensiero di Gesù.

Gli ebrei erano soliti scambiare idee e dialogare, e le diverse opinioni non erano solitamente motivo di divisioni insanabili. Sadducei, Farisei, Scribi, pur con idee divergenti sull'interpretazione della Rivelazione, rimanevano parte integrante del giudaismo del secondo tempio.
Una Crisi Personale e la Ricerca di Risposte
Il modo in cui il dottore pose la domanda suggerisce anche una possibile crisi personale, una sincera richiesta di una risposta che potesse risolvere il suo dramma interiore. Sebbene egli osservasse tutte le clausole della Legge e fosse erudito, forse sentiva che questo non bastava. Avrebbe potuto aver sentito parlare di "vita eterna" da Gesù e desiderava chiarimenti, nascondendosi dietro una sfida per non apparire debole agli occhi dei suoi correligionari.
L'Amore come Azione Concreta
Gesù, nella sua saggezza, rispose con un'altra domanda, stimolando il suo interlocutore a riflettere sulla propria conoscenza della Legge. È fondamentale notare che nella Bibbia l'amore non è unicamente un sentimento, ma un'azione. Amare il prossimo come noi stessi non implica struggersi nel cuore per lui, ma compiere azioni di amore verso gli altri, proprio come le compiamo quotidianamente verso noi stessi.

La Bibbia non è un libro di filosofia né si sofferma sul romanticismo, ma l'insegnamento di Gesù mira al concreto, a un cambiamento interiore che si manifesti nella quotidianità dei rapporti interpersonali.
La Parabola del Buon Samaritano: Un Esempio Concreto di Amore
Il dottore della Legge, avendo posto una domanda con una risposta ovvia che lui stesso aveva fornito, cercò di salvare la faccia. Gesù, per colpire nel vivo il suo cuore, non parlò di un caso astratto, ma di un evento concreto. La via che collegava Gerusalemme a Gerico era molto trafficata e percorsa anche da sacerdoti e leviti, membri della classe sacerdotale, dediti allo studio delle Scritture e osservanti la Legge.
Il Fallimento dei Religiosi e la Compassione del Samaritano
In questo contesto, Gesù narrò la parabola dell'uomo aggredito dai ladroni. Sacerdoti e Leviti, pur essendo persone importanti e coinvolte nel culto del tempio e nella preservazione della tradizione giudaica, non si fermarono a soccorrere l'uomo in difficoltà. Questi uomini religiosi, considerati il fiore della cultura e del pensiero ebraico, avevano fallito nel primo e più importante comandamento della Legge mosaica.

Chi si fermò ad aiutare? Un Samaritano. Il popolo di Samaria, situato a nord di Giuda, era nato dopo la disfatta delle tribù di Israele nel 722 a.C. per mano degli Assiri, i quali avevano deportato la parte migliore del popolo e lasciato i più poveri nel territorio devastato. La parabola sottolinea il contrasto tra l'indifferenza dei religiosi e la compassione di un "estraneo".
Le Azioni del Samaritano
Il Samaritano, "avvicinatosi, fasciò le sue piaghe versandovi sopra olio e vino, poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, presi due denari, li diede all’oste e gli disse: “Prenditi cura di lui; e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno” (Luca 10:34-35).
Il Vero Significato di "Prossimo"
Gesù chiese: "Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s’imbatté nei ladroni?" E il dottore rispose: "Colui che gli usò misericordia" (Luca 10:36-37). Il termine "prossimo" può essere usato in modo reciproco, implicando che il samaritano era il prossimo dell'uomo aggredito e viceversa. Questo rivela l'uguaglianza fondamentale nel nostro stato di esseri umani.
Riflessione sulla parabola del buon samaritano - Don Luigi Maria Epicoco
La nostra religiosità, il nostro sapere e la nostra reputazione non dovrebbero farci ritenere così santi o spirituali da trascurare il comandamento più importante della Parola di Dio. Lo stato di grazia con Dio non deve generare orgoglio, ma umiltà e obbedienza.
Amare i Nemici: Un Comandamento Radical
Nel famoso Discorso della Montagna, Gesù insegnò: "Amate i vostri nemici" (Matteo 5:44; Luca 6:27, 35). Egli stesso diede l'esempio, perdonando coloro che lo maltrattavano (Luca 23:33, 34). Dio stesso è "buono con gli ingrati e i malvagi" (Luca 6:35).

Come Mettere in Pratica l'Amore per i Nemici
- Fare il bene a quelli che vi odiano: "Se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare, e se ha sete, dagli da bere" (Romani 12:20).
- Benedire quelli che vi maledicono: Rispondere con premura e gentilezza, anche di fronte a parole offensive. "Non rendete male per male né insulto per insulto. Piuttosto, rispondete benedicendo" (1 Pietro 3:9).
- Pregare per quelli che vi insultano: Chiedere a Dio di perdonare chi ci offende (Luca 23:34; Atti 7:59, 60).
- Essere pazienti e premurosi: L'apostolo Paolo descrive l'amore (agàpe) come paziente, premuroso, non geloso, non orgoglioso, non indecente, non egoista, non irascibile, non incline a tenere conto del male. Si rallegra della verità, copre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa (1 Corinti 13:4-7).
Gesù insegnò ai suoi discepoli a non combattere i loro nemici, ma a fuggire di fronte all'attacco (Luca 21:20, 21) e a rimettere la spada al suo posto (Matteo 26:52).
L'Amore Non Dipende dalla Gratitudine
Il nostro comportamento verso il prossimo non deve essere finalizzato a un guadagno, nemmeno morale, né deve creare un senso di debito in chi ha beneficiato del nostro aiuto. Come si dice: "Fai bene e scorda." La nostra retribuzione è nascosta in Dio e si manifesterà al momento opportuno, in questa vita o nella prossima, come assicurano le parole di Gesù.