I Tabernacoli Fiorentini: Storia, Arte e Nuove Tecnologie

I tabernacoli, noti anche come edicole sacre o altari a cielo aperto, rappresentano una componente affascinante del patrimonio artistico e religioso di Firenze. Queste piccole strutture, spesso posizionate agli angoli delle strade, custodiscono immagini devozionali, sculture e affreschi di personaggi sacri, accompagnati da preghiere dipinte.

Rappresentazione di un tipico tabernacolo fiorentino con affresco e cornice decorata

La Storia e la Diffusione dei Tabernacoli a Firenze

La tradizione dei tabernacoli a Firenze affonda le sue radici nell'antichità, risalendo all'epoca romana, quando nasceva l'esigenza di proteggere le abitazioni e i propri cari dalle lotte religiose. Durante il Medioevo, in particolare nel periodo successivo alla peste nera che colpì duramente la città nel 1300, i tabernacoli assunsero un ruolo ancora più significativo. Le funzioni religiose venivano spesso celebrate davanti a queste edicole, illuminate da antiche lampade votive.

Con l'avvento del Rinascimento, lo scopo dei tabernacoli si evolse, trasformandosi anche in pregevoli opere d'arte e elementi di decoro urbano. Oggi, a Firenze, si contano oltre 1200 tabernacoli, concentrati sia nei vicoli più nascosti sia negli angoli delle vie principali.

Tabernacoli Storici e Artisti Illustri

I tabernacoli fiorentini hanno ispirato grandi maestri dell'arte e sono stati testimoni silenziosi di eventi storici, talvolta anche drammatici. Il movimento Life beyond tourism - Travel to dialogue ha censito ben 37 di queste edicole nel cuore della culla del Rinascimento.

Esempi Significativi di Tabernacoli Fiorentini:

  • Tabernacolo dei Condannati in Borgo La Croce.
  • Edicola dedicata a Sant'Ambrogio in Piazza Sant'Ambrogio, opera policroma di Giovanni della Robbia.
  • L'Annunciazione in Piazza dei Ciompi.
  • La Sacra Famiglia in Via Sant'Egidio.
  • La Madonna col Bambino di Matteo Rosselli in Via Folco Portinari, riconoscibile per l'emblema della stampella sulla cornice.
  • In Via della Scala, si trova una copia dell'affresco di Francesco d'Antonio (1467), realizzata nel 1960 da Tullio Micheli.
  • Tra Via del Porcellana e Via Palazzuolo, è presente un dipinto trecentesco attribuito alla scuola di Taddeo Gaddi.
  • Diversi incroci di Via della Scala ospitano una Madonna col Bambino di foggia botticelliana, una Madonna incoronata, e la "Madonna del Giglio" realizzata negli anni '50 da Pellegrino Banella.
  • Un'edicola custodisce una Madonna che stringe a sé il Bambino nudo, forse commissionata da Nannina de' Medici.
Dettaglio di un affresco raffigurante la Madonna col Bambino all'interno di un tabernacolo

I Tabernacoli nell'Oltrarno

La zona dell'Oltrarno vanta una presenza particolarmente ricca di tabernacoli:

  • La Pietà e la Vergine in Piazza San Felice.
  • La Madonna col Bambino all'angolo tra Via dei Preti e Via delle Caldaie.
  • La Madonna in Gloria tra Via Maffia e Via Sant'Agostino.
  • Diverse Madonne col Bambino tra Piazza del Carmine e Piazza Piattellina, una trecentesca e una del Cinquecento (ridipinta nel secolo scorso).
  • In Via del Campuccio si ammirano una Vergine con San Giovanni Battista e San Bernardino da Siena, e una Madonna col Bambino del pittore novecentesco Ennio Cocchi.
  • Su un edificio appartenuto alle monache di San Niccolò di Cafaggio, Giovan Battista Biagiotti fece apporre all'inizio del XVIII secolo un tabernacolo con un dipinto dell'Immacolata Concezione.
Vista panoramica di una strada fiorentina con diversi tabernacoli visibili

Il Caso del Tabernacolo della Via del Ciliegio

Un episodio significativo legato a un tabernacolo fiorentino è quello avvenuto nell'estate del 1796, in un periodo di tensioni tra clericali e anticlericali. In Via del Ciliegio (allora così chiamata), due ramoscelli di gigli selvatici posti davanti a un tabernacolo fiorirono spontaneamente. Questo evento fu interpretato come un miracolo, portando a una crescente devozione popolare e alla trasformazione dell'edicola in un piccolo altare all'aperto. Nonostante i numerosi ex-voto che testimoniavano grazie ricevute, l'arcivescovo Antonio Martini incaricò il direttore dell'orto botanico di valutare il fenomeno. Il parere fu che si trattasse di un "caso affatto naturale e non prodigioso". Per evitare scandali, l'immagine sacra fu trasferita nel Duomo, nella tribuna della Santissima Concezione, dove si trova tutt'oggi, racchiusa in un tabernacolo neogotico in argento.

I Tabernacoli come Elementi di Identità Culturale

In tutta Italia, le edicole votive assumono nomi diversi: santella in Lombardia, tabernacolo o marginetta in Toscana, capitello in Veneto, pilone in Piemonte e maestà in Emilia-Romagna. Questi nomi indicano la pervasività di queste strutture che ospitano immagini sacre, santi, Madonne e Crocifissi, diffusi capillarmente sul territorio.

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Progetti Artistici e Fotografici sui Tabernacoli

L'artista Claudio Beorchia, attraverso il suo progetto "Di fede osservante" e successivamente "Tra cielo e terra", ha esplorato la prospettiva dei santi custoditi nei tabernacoli, invitando le persone a fotografare il paesaggio dal loro punto di vista. Questo progetto, sviluppato in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea (Mufoco), ha coinvolto centinaia di partecipanti, generando un vasto archivio di immagini e stimolando una riflessione sul rapporto tra uomo, territorio e sacro.

Il progetto "Saintscapes" ha portato alla creazione di una mostra e di un volume che raccolgono oltre un migliaio di immagini, analizzando le edicole votive attraverso diverse categorie e offrendo una prospettiva inedita sul paesaggio lombardo e sulla devozione popolare. L'iniziativa sottolinea come queste immagini sacre, frutto di grazia ricevuta e di relazioni fiduciarie, offrano uno sguardo diverso, legato alla figura umana, confidente e benevolo, in contrasto con i moderni sistemi di sorveglianza.

Tecnologia al Servizio della Scoperta dei Tabernacoli

Nell'ambito di un turismo sostenibile, il movimento Life beyond tourism ha dotato i 37 tabernacoli censiti a Firenze di targhe digitali. Grazie a un QR code e all'uso di uno smartphone, è possibile accedere a informazioni dettagliate, storie, curiosità e suggerimenti per conoscere meglio questi preziosi monumenti e scoprirne di nuovi.

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