L'Altare della Patria: Simbolo dell'Unità d'Italia, Architettura e Caratteristiche

L’Altare della Patria è una grande ara votiva dedicata alla nazione italiana posta nel cuore del Vittoriano. L’altare sorge infatti sulla prima terrazza ed è talora identificato con l’intero monumento. Il Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II o Vittoriano, chiamato per sineddoche Altare della Patria, è un monumento nazionale italiano situato a Roma, in piazza Venezia, sul versante settentrionale del colle del Campidoglio.

Questo imponente monumento simboleggia l'unità della nostra Nazione e rappresenta senza alcun dubbio una delle attrazioni imperdibili di Roma, celebrando l'unità del Paese e la libertà del suo popolo.

Origine e Significato Simbolico

L’Altare della Patria è considerato tale perché al centro è presente un altare con la statua della Dea Roma e perché, dal 1921, ospita i resti del Milite Ignoto, un tributo a tutti i militari che hanno dato la vita per la Patria. Dopo la Prima Guerra Mondiale, l'Altare della Patria fu scelto per ospitare la tomba di un soldato italiano morto nel conflitto la cui identità rimase sconosciuta a causa delle gravi ferite. La salma fu scelta tra undici non identificate da una madre che in battaglia aveva perduto il proprio figlio.

Il feretro, su uno speciale convoglio ferroviario, raggiunse Roma e il 4 novembre, anniversario della Vittoria, fu collocato al Vittoriano. Arrivata a Roma dopo aver attraversato l'Italia, tra il sentito omaggio popolare, la bara dell'Eroe della Nazione, portata a spalla da 12 decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare, saliva la bianca scala del Vittoriano. Sullo sfondo c'erano le Bandiere di Guerra dei Reggimenti che avevano partecipato al conflitto, le truppe schierate, i reduci, i feriti e una grande folla commossa.

Il Vittoriano ha un fortissimo valore simbolico: si pone infatti come simbolo dell’Italia Unita e di Roma Capitale, la cosiddetta "Terza Roma", in contrapposizione con la Basilica di San Pietro, simbolo della Roma dei Papi, e con l’Anfiteatro Flavio o Colosseo, monumento rappresentativo della Roma antica. Anche la scelta del luogo non fu casuale, trovandosi sulle pendici nord del Campidoglio, colle che nell’antichità ospitava il Tempio di Giove Ottimo Massimo e su cui ancora oggi si trovano i resti del Tabularium, l’archivio dello stato romano.

Veduta generale del Vittoriano e dell'Altare della Patria da Piazza Venezia

Architettura e Stile

L’Altare della Patria si inserisce all’interno del complesso architettonico del Vittoriano, realizzato in perfetto stile neoclassico per celebrare la grandezza e la maestà di Roma. Il monumento spicca per le sue dimensioni e per il suo bianchissimo colore datogli dal marmo botticino, pietra di provenienza bresciana. Il Vittoriano è infatti un monumento che rientra nella corrente dell’architettura neogreca, un ramo dell’architettura neoclassica sviluppatosi a partire dalla seconda metà del XVIII secolo in seguito alle scoperte archeologiche greche e magnogreche. Il progetto originario prevedeva l’utilizzo del travertino romano, ma il monumento fu realizzato in marmo botticino, il quale, rispetto al marmo di Carrara, possiede una tonalità bianca con una leggera tendenza al giallo paglierino, conferendogli un maggiore "calore".

Il colore bianco candido del marmo, impermeabile al cambio di luce e in contrasto con le tonalità tenui e naturali di Roma, come il banco morbido del travertino, il marrone, l’ocra e l’arancio, gli valse i dispregiativi di "torta nuziale" o "macchina da scrivere". Addossato al Colle Capitolino, il Monumento si muove in salita attraverso un'ampia scala, delimitata ai lati dalle fontane del Tirreno e dell'Adriatico, opere rispettivamente di Pietro Canonica e di Emilio Quadrelli, per poi allargarsi davanti all'Altare della Patria.

Il monumento si può suddividere in tre parti fondamentali: la scalinata, i due propilei (cioè gli avancorpi laterali con sopra le due quadrighe) e il portico colonnato. Al centro si erge la statua equestre di bronzo di Vittorio Emanuele II.

Dettaglio della statua equestre di Vittorio Emanuele II all'interno del Vittoriano

Dimensioni e Struttura Generale del Complesso Vittoriano

Il complesso monumentale, di cui l'Altare della Patria è parte integrante, presenta le seguenti caratteristiche dimensionali:

  • Altezza: 70 metri (81 metri se si contano le due quadrighe poste sugli avancorpi laterali).
  • Larghezza: 135 metri (114 metri il piano superiore).
  • Profondità: 130 metri.
  • Superficie coperta: Oltre 17.500 metri quadrati, raggiungendo una superficie totale di oltre 20.000 mq.
  • Gradini della grande scalinata: 243 gradini, larga 41 metri e lunga 347.
  • Lunghezza dello spazio porticato: 72 metri.
  • Gradini per accedere alla terrazza delle quadrighe: 196 gradini (visitabile dal 2007).
  • Statua equestre di Vittorio Emanuele II: Misura 10 metri di lunghezza e 12 di altezza.

Dettagli Artistici e Numerici

  • Personificazioni di città: 14 personificazioni scolpite sul basamento della statua equestre, rappresentanti le Capitali degli stati preunitari e le Repubbliche Marinare (Torino, Milano, Mantova, Bologna, Ferrara, Ravenna, Firenze, Urbino, Napoli, Palermo, Amalfi, Pisa, Genova, Venezia).
  • Colonne con Vittorie alate: 4.
  • Colonne del porticato: 16, un omaggio alle 16 regioni d’Italia dell'epoca.

Fregi e Decorazioni Scultoree

L'Altare della Patria, progettato da Giuseppe Sacconi, venne decorato dallo scultore lombardo Angelo Zanelli (1879-1942). Le sue opere principali sono distribuite sui due lati dell'altare:

  • Lato occidentale: Vi si trova l’allegoria dell’Amore della Patria. Il corteo prosegue con Il Genio dell’Amor di Patria e l’Eroe con la mano sull’elsa della spada dei Titani, entrambi assisi su una biga trionfale. Chiudono il fregio giovani con i labari e vestali con corone di quercia, alloro e mirto.
  • Lato orientale: Rivolto su via dei Fori Imperiali, presenta l’allegoria de Il Lavoro che edifica e feconda. Segue Il Genio del lavoro - una figura alata recante in mano una statuetta della Vittoria - che sovrasta La Fatica, un uomo in atto di portarsi la mano alla fronte per detergersi il sudore. Il Genio e la Fatica conducono un aratro trainato da un gigantesco e possente bue. Il corteo prosegue con altre quattro figure femminili che personificano le attività dell’agricoltura, l’irrigazione con anfore d’acqua, la Vendemmia con grappoli d’uva, la Mietitura con un fascio di grano e l’Allevamento con un agnello.

Zanelli, originario della provincia di Brescia, si aggiudicò il concorso quando era poco più che trentenne. Di formazione classicista, l’artista si era ben presto evoluto in direzione Liberty e simbolista. Nel fregio e ancor più ne La Dea Roma egli si mostra capace di coniugare la profonda conoscenza del mondo antico e le tendenze internazionali del momento, in particolare con la Secessione viennese e Gustav Klimt.

Dettaglio dei fregi scultorei dell'Altare della Patria con allegorie

Storia della Costruzione e Inaugurazione

La costruzione del Vittoriano iniziò nel 1885 e i lavori si conclusero definitivamente nel 1935, sebbene l'inaugurazione ufficiale avvenne molto prima. Tra il 1880 e il 1884 furono banditi ben tre concorsi per il progetto di un monumento che celebrasse il primo Re d’Italia, Vittorio Emanuele II. Un primo concorso internazionale fu vinto dal francese Nenot, ma il suo progetto non fu attuato per varie polemiche e per la sua somiglianza con precedenti lavori.

Successivamente, nel 1882, un ulteriore concorso impose il tema di una “statua equestre con sfondo architettonico e opportune scalee” da collocarsi sul Colle Campidoglio. A vincere fu il progetto presentato da Giuseppe Sacconi, architetto marchigiano, che propose una struttura ispirata ai templi classici, come l’Altare di Pergamo o il Tempio della Fortuna Primigenia di Palestrina. Per attuare i lavori furono demolite strade e costruzioni della Roma medievale, tra cui il Convento di Santa Maria in Aracoeli, rendendo necessaria anche l'ampliamento di Piazza Venezia.

Durante la costruzione, vennero ritrovati un tratto delle Mura Serviane, ancora visibili all’interno della struttura, e si rese necessario modificare il progetto per non gravare eccessivamente sul colle, anticamente utilizzato anche come cava di tufo. Giuseppe Sacconi morì nel 1905, dopo vent'anni quasi completamente dedicati alla costruzione del Vittoriano. I lavori proseguirono e furono portati a termine sotto la direzione dei suoi collaboratori Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini.

Il 1911 segnò l’anno dell’inaugurazione ufficiale e dell’apertura al pubblico del monumento, in occasione delle celebrazioni per i 50 anni dell’Unità d’Italia, anche se i lavori non erano ancora terminati. La cripta del Milite Ignoto fu inaugurata il 24 maggio 1935. I lavori di completamento, inclusa la realizzazione del Museo Centrale del Risorgimento, si conclusero alla fine del 1935, con l'apertura del museo al pubblico solo nel 1970.

Il Vittoriano nella Storia e la Sua Riscoperta

Con la caduta del fascismo nel 1943 e la fine della Seconda Guerra Mondiale, l'Italia vide una svolta democratica. Il Vittoriano fu svuotato dai contenuti militareschi associatigli dal regime e tornò alla sua funzione di tempio laico. Da quel momento, l'Altare della Patria è tornato a essere il teatro di manifestazioni simboliche che rappresentano l'intero popolo italiano.

Dagli anni '60 in poi, tuttavia, il Vittoriano conobbe un lungo periodo di oblio e disinteresse, non essendo più considerato un simbolo dell'identità nazionale e rappresentando piuttosto una "ingombrante testimonianza del passato". Nel 1975 passò in carico al neonato Ministero per i beni culturali. Solo nel 2000, grazie alle pressioni di Carlo Azeglio Ciampi e dopo un accurato restauro, il monumento fu reso nuovamente accessibile al pubblico, riacquistando la sua centralità.

Informazioni Utili per la Visita

L'accesso all'Altare della Patria è gratuito ed è possibile visitarlo praticamente tutto l'anno. Dal 2007, è stato aggiunto un servizio di ascensori che conducono alla suggestiva Terrazza delle Quadrighe, posta dietro al monumento, offrendo una vista panoramica eccezionale.

  • Orari di apertura:
    • Lunedì-Giovedì: 09:30-18:30 (ultimo ingresso agli ascensori alle 17:45)
    • Venerdì-Domenica e festivi: 09:30-19:30 (ultimo ingresso agli ascensori alle 18:45)
  • Gratuità: Per i visitatori sotto i 10 anni, disabili con relativo accompagnatore, personale MiBACT, guide turistiche e altre gratuità previste dalla legge.
  • Visita Audioguidata: È consigliata la visita con audioguida per apprezzare meglio il panorama e la maestosità del Colosseo e lo splendore dei Fori Romano e Palatino visti dall'alto del Vittoriano. Il prezzo maggiorato include anche l'ingresso al Museo del Risorgimento e al Museo di Palazzo Venezia.
  • Tempo minimo di visita: Almeno un'ora, includendo la terrazza panoramica.
  • Accesso ai disabili: Esiste un apposito ingresso dal lato destro del monumento (Via del Teatro di Marcello), dove si trova l'ascensore di servizio che conduce alla terrazza mediana.
  • Come arrivare: L'Altare della Patria dista circa 3 km dal centro di Roma. È raggiungibile in bus con le linee n° 81, 85, 87, 186, 571, 810, 850, con fermata in Piazza Venezia.
  • Consigli per la visita: Si consiglia di arrivare nelle prime ore del mattino per usufruire del servizio ascensori per la terrazza panoramica e di evitare i weekend per non trovare lunghe file.
Terrazza delle Quadrighe con vista panoramica su Roma

Musei Ospitati

All’interno dell’edificio sono ospitati due importanti musei, che arricchiscono l'esperienza di visita:

  • Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate: Fa parte del Museo del Risorgimento, ma è situato all'interno dell'Altare della Patria. Offre una collezione di bandiere utilizzate in epoca risorgimentale e durante la Prima Guerra Mondiale.
  • Museo Centrale del Risorgimento Italiano: Situato nel palazzo adiacente al monumento, al suo interno si trovano reliquie e cimeli legati al Risorgimento e alla Prima Guerra Mondiale. Il biglietto intero costa €5,00, quello ridotto €2,50.

Periodicamente, all'interno del complesso, vengono allestite diverse mostre temporanee.

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