La Basilica di San Marco, scrigno di inestimabili tesori d'arte e fede, ospita al suo interno diversi altari di grande valore storico e artistico. Tra questi spiccano l'Altare Maggiore e i tre altari rinascimentali commissionati dal Doge Cristoforo Moro.
L'Altare Maggiore: Cuore Spirituale della Basilica
L'altare maggiore custodisce l'urna di San Marco. Dietro l'ara massima, sotto una tribuna la cui sommità è stata ridotta a migliore stile, si trova un altare che servì fino al 1810 a custodia del Santissimo Sacramento.

Questa tribuna è sostenuta da quattro preziose colonne di alabastro. Due sono di alabastro orientale e due di africano pur orientale; sono lavorate a spira, istoriate e dotate di capitelli del secolo XII, alte circa otto piedi e quattro once. Le prime, candidissime e trasparenti, sono forse uniche di così lata dimensione. Altre due colonne minori in verde antico si trovano sul retro, e tutto il resto è composto da scelti marmi pregiatissimi. Si nota in particolare il parapetto della mensa, realizzato in diaspro occidentale.
Il tabernacolo, anch'esso di fino marmo, riceve splendido ornamento da due colonnette di rosso antico e da alcune sculture in marmo, lavori di Lorenzo Bregno, come pure da una portella di bronzo dorato, opera di Jacopo Sansovino.
La Pala d'Oro
Alle spalle dell'Altare Maggiore si trova la celebre Pala d'Oro, un grandioso lavoro di oreficeria bizantina e veneziana, databile tra il X e il XIV secolo. Questa magnifica opera in argento dorato è tempestata di smalti e gemme, rendendola un capolavoro di inestimabile valore.

Mosaici Sovrastanti l'Altare Maggiore
Gli antichi mosaici nell’alto rappresentano quattro Santi, e nel catino sovrapposto appare la grandiosa figura del Salvatore in trono, lavorata nel 1506 da un maestro Pietro, che vi lasciò il proprio nome.
Il Presbiterio e l'Iconostasi
Il presbiterio è rialzato sulla cripta e chiuso da un recinto marmoreo, l'iconostasi, sormontato da statue dei Dalle Masegne, realizzate nel 1396.

Gli Altari Rinascimentali: Opere di Antonio Rizzo
Nei transetti nord e sud della basilica si trovano gli altarini rinascimentali dedicati a San Paolo e San Giacomo, posti ai lati dei pulpiti. Un terzo altare del medesimo periodo e dello stesso artista si trova nella cappella di San Clemente.
Questi tre altari, ideati ed ornati secondo forme e modelli rinascimentali, furono commissionati dal Doge Cristoforo Moro (1462-1471), come ricordato da un'iscrizione presente su ciascuno di essi. Gli altari di San Paolo e San Giacomo sono l'uno il pendant dell'altro per forma, dimensioni e ubicazione nei transetti a nord e sud della basilica.
L’intera opera deve essere stata completata prima del 28 giugno 1469, giorno in cui è registrato il pagamento dell’onorario per l’esecuzione degli altari al giovane Antonio Rizzo da Verona, che con questa commissione prestigiosa fece il proprio debutto artistico a Venezia nell'ambito scultoreo.
Biennale Musica 2021 - Basilica di San Marco
Dettagli e Caratteristiche Artistiche
Nella cappella di San Clemente, la presenza di San Bernardino da Siena, santo predicatore francescano, con San Marco ai lati della Madonna, testimonia la speciale devozione del doge per il santo da poco canonizzato.
L’attuale disposizione del rilievo della Madonna con Bambino e i due santi fu modificata intorno al 1810, con l’inserimento nella parte inferiore di un rilievo del Doge Andrea Gritti che venera San Nicolò, scolpito nel 1523 da un anonimo per la cappella di San Nicolò in Palazzo Ducale.
Negli altari dei Santi Giacomo e Paolo, le statue dei santi sono circondate da tabernacoli rinascimentali. Rizzo è tra i primi a utilizzare per i suoi altari elementi architettonici come paraste, una trabeazione e una lunetta, quest’ultima posta a incorniciare la pala.
La maggior varietà di aree e profili dell’altare di San Paolo suggerisce una datazione posteriore rispetto a quello di San Giacomo. Nel primo lavoro, la distribuzione poco uniforme del peso del corpo del Santo è molto più evidente per via di uno sbilanciamento pronunciato dell’asse del bacino e di una più netta proiezione della gamba sollevata. La rotazione contraria di testa e spalle di San Paolo produce nel corpo una leggera torsione, mentre la figura di San Giacomo è ancora condizionata dalle geometrie chiuse del blocco di pietra cubico utilizzato per la lavorazione. Il drappeggio di entrambe le statue, oltre che della Madonna e di San Marco nell’altare di San Clemente, tradisce l’influenza dell’arte padovana del 1450 circa.