La Meditazione del Padre Nostro e i Segreti della Cabala

Il Gran Maestro Choa Kok Sui rivela i segreti inerenti al potere dell’“Albero della Vita della Cabala” e del “Padre Nostro”, offrendo un approccio unico a questa preghiera millenaria. Attraverso i suoi insegnamenti, si può fare esperienza della Preghiera del Padre Nostro come una meditazione potente, capace di purificare rapidamente l’aura e i chakra.

Il Padre Nostro come Antica Tecnica di Yoga Kundalini

La Preghiera del Padre Nostro è, in realtà, una antica tecnica di Yoga Kundalini. Attraverso questa pratica, si impara a stimolare sostanzialmente i chakra e a risvegliare in modo sicuro l’energia Kundalini (Sleeping Kundalini Shakti). Il Maestro Choa Kok Sui insegna le speciali energie che risiedono in ogni Sephira, connettendo la preghiera cristiana a profondi principi esoterici.

Schema dei chakra e dell'energia Kundalini

Preparazione alla Preghiera: Corpo, Mente e Ambiente

Per una preghiera efficace e profonda, è consigliabile preparare adeguatamente sia l’ambiente che il proprio stato interiore.

La Scelta del Luogo e degli Elementi Rituali

Quando si prega a casa, è molto indicato trovare un posto fisso dove recitare le proprie preghiere e connettersi al Creatore senza essere disturbati. È possibile affiggere sulla parete vicina al luogo di preghiera delle fotografie o poster d’Israele, di Gerusalemme, del Kotel (il Muro Occidentale) o uno Shiviti. Può essere utile accendere una candela o annusare un aroma, un profumo naturale, poiché l’aroma serve a rendere speciale il momento della preghiera.

Purezza e Abbigliamento

Le mani sono considerate il simbolo della nostra anima e, come questa, devono sempre essere pure. Quando si prega, bisogna sempre essere vestiti decentemente, in quanto ci si trova al cospetto di nostro Padre, nostro Re, Creatore e Sostenitore dell’universo. Quando è possibile, è preferibile vestirsi di bianco. Pregare scalzi, inoltre, può aumentare il senso di umiltà, poiché in Cabalà il corpo è considerato la calzatura dell’anima, con la sua radice sublime che rimane nei mondi superni.

Il Potere del Respiro e del Linguaggio

Gli esercizi sul respiro, consistenti nel respirare profondamente e con un ritmo regolare per un certo periodo di tempo, concentrandosi sull’inspirazione e sull’espirazione, sono fondamentali per acquietare la mente. Il respiro è la nostra anima. Anche il linguaggio, una funzione del respiro, possiede un’anima che trasporta e comunica la nostra personalità in maniera unica. Purificando i nostri pensieri e mantenendo puro il nostro linguaggio, evitando qualsiasi tipo di espressione sconveniente, l’anima del nostro linguaggio e respiro si unisce al Linguaggio e al Respiro del Creatore, che soffia l’anima e la vita dentro di noi. Quando la nostra preghiera è pura e chiara, il nostro sacro respiro si unisce al sacro Respiro Superiore del Creatore. Come insegnano i maestri, “Ogni cosa che respira deve lodare Dio”: ogni nostra espirazione fa salire il respiro dal Basso (il mondo materiale) in Alto (il mondo spirituale) e poi, quando inspiriamo, il respiro ritorna a noi dall’Alto in Basso. Quando ci siamo mantenuti puri, soprattutto nel linguaggio, la nostra anima divina può facilmente connettersi e unirsi alla sua Sorgente.

L'Intenzione e la Liberazione dalle Preoccupazioni

Per evocare l’amore per Dio, è utile richiamare alla memoria gli amori terreni, come i bambini o le persone care, o anche oggetti particolarmente amati. Pensare a questi affetti porta a risvegliare un grande sentimento d’amore per il Creatore. È vivamente consigliato, prima di pregare, mettere da parte dei soldi da dare in beneficenza, poiché questo gesto apre il cuore.

Prima di pregare, si può visualizzarsi uniti in preghiera con tutta Israele, recitando questa breve intenzione: “Unisco me stesso e le mie preghiere alle preghiere di tutta la comunità d’Israele nel mondo, affinché le nostre preghiere si alzino insieme di fronte a nostro Padre in Cielo.” È possibile citare i nomi degli Zaddikim (giusti) del proprio tempo o di generazioni precedenti, con i quali si ha una speciale connessione dell’anima. Ad esempio, si può dire: “Mi unisco con le mie preghiere al santo Rabbi Akiva, al santo Rabbi Shimon bar Yochai, al santo Arì, al santo Gaon di Vilna, al santo Baal Shem Tov” e così via.

È fondamentale liberare la mente dalle preoccupazioni terrene, esprimendo la determinazione, basata sulla fede e fiducia in Dio, che il lavoro, il denaro, i problemi familiari, la salute e tutte le altre preoccupazioni di questo mondo non saranno di alcun impedimento.

Meditazioni e Intenzioni Profonde

Nel percorso spirituale, diverse meditazioni e intenzioni (kavannah) possono arricchire la preghiera.

La Luce di Dio nel Mondo

Uno dei Nomi di Dio è Maqom (Luogo), perché, come insegnano i maestri, Dio è il Luogo del mondo. Il Rebbe di Piaseczna consiglia di concentrarsi e osservare con l’occhio della mente il mondo e tutto ciò che contiene, quale manifestazione della Luce di Dio. Rabbi Shneur Zalman di Liadi utilizzava il versetto “Ogni cosa maestosa si prostrerà davanti a Te” per dirigere il corso delle sue preghiere.

Durante la preghiera, si deve pensare alla Luce di Dio (la Shekhinà) che riempie il mondo, provando timore e amore, stando in piedi con timore santo e volgendo in basso lo sguardo. Il Baal Shem Tov insegnava che il versetto “Shemà Israel, Adonai Elohenu, Adonai Echad” (Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno) significa che non esiste niente al mondo all’infuori del Creatore, in quanto la Sua Luce riempie tutta la terra.

Annullamento del Sé e Unione con il Creatore

Una persona dovrebbe avere l’intenzione (kavannah) di considerarsi come nulla, annullata al cospetto di Dio, e che la sua essenza è costituita solo e soltanto dalla sua anima, ovvero una parte del Creatore. È un invito ad alzare in alto gli occhi verso l’Unico Re, la Causa di tutte le cause, come se Egli fosse il bersaglio di una freccia.

È importante essere decisi a non farsi distrarre durante la preghiera (evitando interruzioni o disturbo) e cercare di arrivare alla meta di trovarsi in presenza di Dio, stare in piedi davanti a Lui. Siate decisi a scendere sempre più in profondità quando pregate, ricordando che "c’è una barriera che separa Dio e l’uomo [costruita dalla nostra negatività]".

Il Padre Nostro e la Cabala: Un Legame Antico

Solo un grande Maestro come Choa Kok Sui poteva portare alla luce un magico legame tra la più importante preghiera cristiana e il sistema della Cabala Ebraica, fornendo spiegazioni semplici ed esaurienti con illustrazioni chiare.

Origini e Analoghi del Padre Nostro

La frase “Padre Nostro” non significa che Dio sia solo uomo; Dio è sia Yang che Yin, o maschio e femmina, come si evince dal versetto: “Dio creò l’uomo a Sua immagine... uomo e donna...”. Questa comprensione profonda della natura divina è cruciale per una visione cabalistica della preghiera.

Il Padre Nostro, sebbene comunemente associato al Cristianesimo, affonda le sue radici nella cultura ebraica e presenta evidenti analogie con preghiere ebraiche antiche, recitate nel Secondo Tempio e ancora oggi. È lecito chiedersi se Gesù, studioso delle antiche scritture, abbia elaborato questa preghiera consegnandola poi agli Apostoli, sapendo che sarebbe stata sicuramente conosciuta da chiunque avesse familiarità con le tradizioni ebraiche.

Oltre a ciò, si possono trovare innumerevoli altri riferimenti nella Torah (la Legge scritta) e nel Talmud (la Torah Orale, chiamata anche Torah Shebe’al Peh). Il linguaggio della preghiera, in ebraico, consente di essere in comunione con la divinità.

L'Albero della Vita della Cabala

Il Padre Nostro e le Sefirot

La Cabala stessa, con il suo aspetto orale, rende difficile stabilire un inizio preciso della sua tradizione. Tuttavia, i dieci Sefirot dell'Albero della Vita trovano un riferimento molto concreto anche nelle dieci dita delle mani. Il testo dell'Etz haHa’yim (L'Albero della Vita in ebraico) è centrale in questo studio.

Ogni parte del Padre Nostro può essere collegata a un concetto cabalistico specifico:

  • "Sia fatta la tua Volontà" è un aspetto centrale che richiama le emanazioni divine fino a raggiungere l'uomo.
  • La realizzazione del regno di Dio corrisponde alla Sefira Malkut, che rappresenta la manifestazione del divino nel mondo materiale.
  • La richiesta di un intervento superiore e di nutrimento si lega alla Sefira Yesod, che in ebraico significa "fondamento" e rappresenta il canale che distribuisce l'abbondanza.

Queste connessioni mostrano come il Padre Nostro non sia solo una sequenza di parole, ma una struttura esoterica che rispecchia i principi dell'Albero della Vita, la luce che brilla dello splendore della conoscenza.

L’Albero della Vita nella Mistica della Kabbalah | Viaggio tra le 10 Sefirot

Il Contributo di Master Choa Kok Sui

Master Choa Kok Sui, filippino di origine cinese, si laureò in Ingegneria chimica e divenne un famoso manager di successo. Nonostante una carriera brillante nel mondo degli affari, fu profondamente attratto dalla spiritualità. Nonostante i suoi affari andassero alla grande, si sentiva insoddisfatto poiché non aveva ancora conosciuto i principi fondamentali della vita.

Master Choa Kok Sui è autore di fama internazionale del bestseller “Miracoli con il Pranic Healing”, in cui ha svelato al mondo i misteri delle Energie Sottili. Maestro Spirituale seguito in tutto il mondo, diffonde la sua opera e i suoi insegnamenti sulle scienze interiori attraverso conferenze e workshop, guidando i suoi discepoli affinché questi li divulgassero nel Mondo. La sua capacità di illuminare il legame tra la più importante preghiera cristiana e il sistema della Cabala Ebraica è testimonianza della sua profonda conoscenza e del suo Amore.

tags: #meditazione #padre #nostro #della #cabala