Franco Barbero e la Benedizione delle Coppie Omosessuali: Un Percorso di Fede, Disobbedienza e Inclusione

All'interno della Chiesa, coloro che vivono l'omosessualità in maniera integrata, anche se a volte ancora in modo problematico, sono quasi "costretti" a evolversi spiritualmente per raggiungere una maggiore libertà e "adultità" nella fede. Molti cristiani e preti omosessuali rischiano di vivere la loro vita di fede ed ecclesiale più come bambini che da adulti, aspettando sempre che sia il Magistero a dare l'ok per le coppie omosessuali. Finchè la Chiesa non produrrà un documento o un permesso, essi restano a livello di paura o di critica, rimanendo succubi di loro stessi e facendo rimanere succubi gli altri, riservandosi poi spazi separati di sfogo della loro affettività e sessualità.

Foto di Don Franco Barbero che celebra un rito

La Vita e il Ministero di Don Franco Barbero

Dalle Origini all'Allontanamento dalla Chiesa Istituzionale

Franco Barbero, nato nel 1939, è stato ordinato prete nel 1963. All'inizio della sua vita sacerdotale, Don Franco è stato insegnante al seminario, dove formava nuovi sacerdoti e approfondiva i suoi studi biblici, che lo hanno condotto a scrivere numerosi libri. Le sue idee, ritenute radicali per la Chiesa Cattolica, lo hanno presto allontanato da quell'incarico nel 1970. Non volendo rinunciare alle proprie idee, Barbero ha iniziato a lavorare, facendo anche turni di notte.

Nel 1973, un gruppo di fedeli che stimava la sua visione di Chiesa lo ha fermato e gli ha proposto di fondare una Comunità Cristiana di Base, un gruppo di fedeli che si auto-organizza e sostiene lo studio e la vita sacerdotale di Don Barbero. Grazie al supporto di queste Comunità Cristiane di Base, Barbero non ha mai preso un euro di stipendio dalla Chiesa Cattolica, il che lo ha reso libero nelle sue scelte.

Nel 2003, Don Barbero è stato "dimesso dallo stato clericale" da Papa Giovanni Paolo II con un decreto scritto in latino. Durante il processo in Vaticano, gli chiesero l'abiura, di disconoscere i libri che aveva scritto e di annullare i matrimoni omosessuali che aveva celebrato, offrendogli una buona posizione, ma lui rifiutò. Da 31 anni, Don Barbero è sposato con sua moglie Fiorentina, un matrimonio celebrato da lui stesso, sempre "alla luce del sole".

La Teologia Inclusiva e la Critica alla Chiesa

Don Franco ha sviluppato una serie di teorie teologiche personali. Egli afferma che "non esiste l'inferno e non esiste nemmeno il purgatorio". Per Don Franco, questi "miti" sono strumenti che la Chiesa usa per tenere i fedeli in una posizione di inferiorità. Sostiene inoltre che la teologia femminista ha fatto un grosso lavoro nella riscoperta di Maria, poiché si è elevato una donna per schiacciare tutte le altre e tenerle in una posizione subalterna, con la figura della Madonna descritta come madre e vergine contemporaneamente, come strumento per mettere da parte le donne.

La sua protesta nei confronti della chiusura della Chiesa Cattolica su molti temi è diventata una ragione di vita per Don Barbero. Dinanzi alla Chiesa odierna, che continua a tenere distante la comunità LGBTQ+ negando benedizioni, unioni e persino sostegno a una sacrosanta legge contro l'omotranfobia, Barbero prende nette distanze, affermando che "la Chiesa è fondamentalista: nonostante le bonarie dichiarazioni di Papa Francesco non ha preso posizione. Questo ha fatto allontanare milioni di persone, mi rincresce che si allontanino anche da Dio". Ha sempre cercato di dire che Dio non è cattivo, non si vendica e non punisce, non è un castigamatti per nessuno, e che non c'è solo una religione che salva, ma è Dio che salva e le strade per arrivare a Lui sono molte, ma il porto, infine, è laggiù.

Leonardin incontra dopo 35 anni don franco barbero, che piacere.mp4

L'Impegno per le Coppie Omosessuali

Don Franco Barbero, già nel lontano 1968, ha iniziato a benedire le coppie omosessuali, per poi sposarle dal 1978. Ha celebrato tra "680 e 690 matrimoni omosessuali, più della metà tra donne", e ne sta preparando altri, tra cui uno tra due preti. Questa pubblicazione di liturgie non costituisce in sé un atto di ribellione, ma una motivata disobbedienza a una legge ecclesiastica contraria alla prassi inclusiva di Gesù di Nazareth.

Con oltre 30 libri pubblicati, Don Barbero, teologo, ha anche organizzato nel 1980 il convegno europeo su "Fede cristiana e omosessualità". Ricorda di aver benedetto i primi due uomini nel 1966, dopo che un ragazzo, il 7 dicembre 1963, gli parlò di un suo amico e lui capì che si trattava di amore. La sua comunità è un abbraccio per "transessuali, omosessuali, preti scomunicati con amori nascosti, donne calpestate perché hanno abortito, tossicodipendenti", definendola "la popolazione più bella del mondo da cui ho imparato ad ascoltare". Riceve contatti tramite il suo blog, lettere e numerosi colloqui, e ha la gioia di accompagnare cinque o sei comunità tra Pinerolo, Piossasco e Torino. Il difficile è stato sentirsi isolati dalla chiesa e dalle persone a cui aveva voluto bene, ma la dispensa vaticana non lo ha allontanato dalla gente.

Nonostante fosse vittima di odio, con lettere anonime, minacce e persino un'aggressione in cui lo gettarono in una fontana, oggi Don Franco vive "una situazione umile ma di grande gioia". Afferma: "Sono uscito dalla prigione del modello unico che i miei studi mi avevano creato, mentre l'amore non smette di essere un giardino che fiorisce con mille fiori. Non ci sono categorie ma persone in evoluzione, di esperienza d'amore e sessualità diversa".

La Testimonianza di "Don Giuseppe": Libertà e Adultità nella Fede

Una testimonianza riportata nel libro "Amori Consacrati" racconta il percorso di "don Giuseppe", un prete che ha iniziato ad affrontare la sua omosessualità a 30 anni passati, sentendo fin da subito il bisogno di crescere come persona umana. Per lui, è facile uscire, sfogarsi in qualche pulsione, poi confessarsi e rientrare come se niente fosse, ma "non ci riesco perché questa sarebbe davvero una doppia vita".

Dopo essersi scoperto omosessuale, ha avuto subito la necessità di comunicare la sua nuova consapevolezza alle persone a lui care. Proveniente da una famiglia molto credente e aperta, l'ha detto subito alle sue sorelle, a suo fratello e ai suoi cognati, che hanno manifestato piena accoglienza e gli hanno chiesto di aiutarli a capire una realtà che non conoscevano o conoscevano poco. L'ha detto anche agli amici più vicini, e qualcuno dopo questo si è aperto di più sulla sua vita di coppia eterosessuale, confermando che "l'apertura genera apertura".

È nell'anno 2000, l'anno del Giubileo e della Porta Santa, che "don Giuseppe" ha iniziato a vivere questa "liberazione dal sapore biblico". Un cammino travagliato e ancora in corso, ma che gli fa sperimentare la luce e la guida di Dio, come scrive il profeta Isaia nel capitolo 9: "Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce". Varcando questa "porta santa" della sua vita, che pensava fosse invalicabile, si è sentito in pace.

Simbolica illustrazione di un percorso di fede e accettazione

Riflessioni sull'Omosessualità e l'Omofobia

Uno dei motivi dell'omofobia è che l'omosessualità sembra rimettere in questione l'essere uomo o donna. Nella generazione di "don Giuseppe" c'erano pochi modelli: l'idea era che tutti i maschi giocassero a calcio e l'omosessuale fosse solo un depravato e un "non uomo". Ma poi si scopre che l'essere uomo non dipende né dall'amare il calcio né dall'orientamento sessuale. La Chiesa, mantenendo la comunità LGBTQ+ distante, allontana milioni di persone anche da Dio, una realtà che Don Franco Barbero si rammarica di vedere.

Infografica sulla diversità degli orientamenti sessuali

Le Ultime Volontà di Don Franco Barbero

Don Franco, all'età di 84 anni, consapevole del tempo ormai breve, ha già scritto il suo commiato, che sarà "molto diverso" da un funerale tradizionale. Non vuole che arrivi il Vescovo e dica 'oh com'era bravo', perché ha visto tanti preti emarginati come lui che, da morti, sono stati elogiati come grandi, un'ipocrisia ricorrente nella Chiesa. Desidera che il suo commiato sia "sotto le stelle, in un bel posto alberato", e che la comunità celebri un funerale di fede, presieduto e condotto da omosessuali e donne. Il suo desiderio è poter dire a Dio di aver fatto la sua piccola parte, sapendo che sarà accolto.

Il Contesto Culturale: Dalla Spagna a un Romanzo

L'idea di un romanzo, non autobiografico in senso stretto ma che raccoglie storie ascoltate e vissute, è nata quasi per scherzo nei giorni dell'approvazione dei matrimoni gay nella Spagna di Zapatero. Una sera, a cena con un'amica, ci si divertì immaginando un'ipotetica telefonata in Italia: "Ciao mamma! Sono a Madrid e mi sono appena sposato, con il mio compagno". Questa vicenda riflette come il tema delle "nozze giuste" per le coppie omosessuali sia entrato nel dibattito pubblico e nella narrazione contemporanea.

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