Il Duomo di Siena, vanto della città e concepito come “il maggior monumento della cristianità”, è una delle più riuscite creazioni dell’architettura romanico-gotica italiana. All'interno di questa maestosa cattedrale, l'Altare dei Santi Pietro e Paolo, situato nella navata sinistra, è recentemente tornato al suo antico splendore grazie a un accurato restauro.

Il Duomo di Siena: Un Capolavoro di Storia e Architettura
Storia e Costruzione
La Cattedrale di Santa Maria Assunta sorge su un preesistente edificio sacro, a sua volta costruito su un antico tempio dedicato a Minerva. Secondo la tradizione, una chiesa esisteva in questo luogo fin dal IX secolo. La costruzione del Duomo iniziò nel 1229 e fu portata a termine solo alla fine del Trecento. Fu consacrato nel 1179 alla presenza del papa senese Alessandro III, ma i lavori continuarono ancora per circa due secoli. Alla facciata lavorò anche Giovanni Pisano a fine Duecento, nel 1313 fu terminato il campanile e nel 1317 iniziò l’ampliamento dell'intera struttura.
Durante il Medioevo, Siena raggiunse il massimo della sua potenza e si pose la necessità di un Duomo ancora più grande. All’inizio del Trecento, le proporzioni della Cattedrale non apparvero più degne dello splendore della Repubblica. Si decise quindi di intraprendere la costruzione del cosiddetto “Duomo Nuovo” nel 1339, sotto la direzione di Lando di Pietro, concependo l'attuale chiesa come un semplice transetto di una nuova e grandiosa cattedrale. Tuttavia, la peste del 1348 e le guerre con le città vicine fecero precipitare la situazione, che da florida divenne critica, e l’ambizioso progetto fu definitivamente abbandonato. Dopo questa parentesi, si tornò a lavorare sul duomo originario e nel 1376 fu affidata la costruzione della facciata superiore a Giovanni di Cecco; nel frattempo la cupola e il campanile, che presenta sei ordini di finestre ed è coronato da una cuspide a piramide ottagonale e da pinnacoli laterali, erano già stati eseguiti.

L'Esterno: Architettura e Sculture
L’esterno del Duomo presenta una facciata in marmi policromi ricca di decorazione scultoria. La zona inferiore, aperta da tre portali con timpani gotici, è opera di Giovanni Pisano, così come le statue dei profeti, dei filosofi e dei patriarchi. La parte superiore è del Trecento, mentre mosaici ottocenteschi decorano le tre cuspidi.
Il fianco destro, scandito dalle caratteristiche fasce marmoree chiare e scure - un riferimento alla balzana, lo stemma araldico di Siena - è aperto da grandi finestre a tabernacolo e dalla Porta del Perdono, sormontata da un bassorilievo raffigurante la Madonna con il Bambino, attribuito a Donatello. I contrafforti sono coronati da statue di profeti, copie degli originali del XIV secolo, custoditi nella cripta di San Giovanni.

L'Interno: Arte e Atmosfera
L’interno, a croce latina, è suddiviso in tre navate da pilastri che sostengono le volte dipinte in azzurro con stelle d’oro. L'ambiente è ricco di penombre e di misteriosi giochi di luce. La bicromia delle fasce bianche e nere raggiunge qui un effetto di grande enfasi, accentuato dal magnifico pavimento con tarsie marmoree prevalentemente dello stesso colore. I più antichi dei 56 riquadri risalgono al 1370 circa e sono eseguiti in graffito, mentre i successivi sono vere e proprie tarsie. Gli ultimi riquadri furono realizzati nel 1547. Domenico Beccafumi è l’artista più impegnato nella creazione di questo splendido pavimento, poiché eseguì 35 tarsie nel periodo 1517-1547; complessivamente vi lavorarono più di 40 artisti, in maggior parte senesi. La navata centrale e il presbiterio presentano un cornicione sostenuto dai busti di 172 pontefici, sotto il quale si trovano i busti di 36 imperatori, opera del XV-XVI secolo. Vicino ai primi pilastri sono poste due acquasantiere, splendidamente scolpite da Antonio Federighi nel 1462-1463.

Le Opere d'Arte Principali nel Duomo
L'Altare Maggiore e il Ciborio
Nel presbiterio sopraelevato, l’altare maggiore in marmo fu eseguito nel 1532 da Baldassarre Peruzzi. Il maestoso ciborio bronzeo che lo domina è opera del Vecchietta (1467-1472), proveniente dalla chiesa dell’Ospedale di Santa Maria della Scala e qui posto nel 1506. Il ciborio costa di ben 24 figure a tutto tondo fuse indipendentemente e poi assemblate. In alto, il Cristo Risorto poggia su un calice a raccogliere le gocce del suo Sangue di Redenzione. Il calice è a sua volta retto da due angeli e sostenuto dalla fiamma sottostante della Carità. Il tempietto a pianta centrale è l'elemento centrale di tutto il ciborio e contenitore dei segni del Corpo di Cristo, caratterizzato da colonne e una cupola a squame imbricate. Ai lati dell’altare maggiore si trovano figure di angeli, capolavori di Francesco di Giorgio Martini (1439-1502), tranne le due superiori. Sui pilastri del presbiterio sono posti otto candelabri in forma di angeli, eseguiti da Domenico Beccafumi nel 1548-50, il quale è autore anche dell’affresco dell’abside, alterato nell’Ottocento. Le otto statue bronzee che adornano i pilastri del coro sono opera di Domenico Beccafumi.
Il Pulpito di Nicola Pisano
Nel transetto sinistro si può ammirare lo splendido pulpito di Nicola Pisano, capolavoro eseguito tra il 1265 e il 1269 con la collaborazione del figlio Giovanni, di Arnolfo di Cambio, di Donato e Lapo di Ricevuto. Il pulpito a pianta ottagonale è sostenuto da colonne, fra le quali si aprono eleganti archi trilobati, decorati da statue di profeti e di virtù. Delle nove colonne, quattro hanno la base a forma di leone, mentre la base della centrale è circondata dalle otto figure delle arti. Il parapetto è formato da sette pannelli con storie della vita di Cristo e con la raffigurazione del Giudizio Universale, uniti fra loro da statue di profeti e della Madonna con il Bambino. Anche il restauro del pulpito di Nicola Pisano è stato concluso nel 2018.

La Libreria Piccolomini
Nella navata sinistra, subito dopo l’altare dei Santi Pietro e Paolo, si trova l’entrata alla Libreria Piccolomini. Fu fatta costruire nel 1492 per volere del cardinale Francesco Todeschini Piccolomini, poi Papa Pio III, per custodire il ricchissimo patrimonio librario raccolto da Papa Pio II. La Libreria custodisce affreschi restaurati di Pinturicchio (1454-1513).
Altre Opere Notabili
- Sopra l’affresco dell'abside si trova la preziosa finestra circolare realizzata nel 1288 su disegno di Duccio di Buoninsegna, probabilmente l’esemplare più antico di vetrata piombata esistente in Italia. Sopra vi è una copia della celebre vetrata di Duccio di Buoninsegna, realizzata nel 1288.
- Particolarmente interessante nel transetto destro è la Cappella Chigi o della Madonna del Voto, a pianta circolare, eseguita per papa Alessandro VII da Gian Lorenzo Bernini, al quale sono attribuite anche le due statue ai lati dell’ingresso (Maddalena e San Girolamo). Carlo Maratta dipinse la Visitazione sulla parete sinistra, e da un suo quadro è stata eseguita a mosaico la Fuga in Egitto sulla parete destra.
- Si prosegue nel transetto sinistro, dove è posta la tomba del Card. Riccardo Petroni, eseguita da Tino di Camaino nel 1317-1318, il cui modello fu spesso ripetuto nel corso del XIV secolo.
- Di fronte, sul pavimento, si nota la lastra tombale del vescovo Giovanni Pecci, opera di Donatello datata 1426.
- Si passa quindi nella Cappella di San Giovanni Battista, elegante costruzione rinascimentale che custodisce affreschi restaurati di Pinturicchio (1454-1513) e la statua bronzea di San Giovanni Battista, opera tarda di Donatello (1457).
L'Altare dei Santi Pietro e Paolo: Dettagli e Restauro
Posizione e Storia dell'Opera
L’Altare dei Santi Pietro e Paolo è posto nella navata sinistra della Cattedrale, all’altezza del pulpito di Nicola Pisano. Il dipinto centrale dell'altare, raffigurante la Vergine Maria Assunta in cielo con i Santi Pietro e Paolo, con sullo sfondo la scena di un miracolo compiuto da Pietro in Antiochia, fu inizialmente realizzato dal pittore veneziano Salvatore di Pietro Fontana. Tuttavia, a causa di una diatriba sorta tra il Camarlengo della Congregazione di San Pietro e l’artista, quest'ultimo non completò il quadro. Qualche anno dopo, Raffaello Vanni fu chiamato per terminarlo e riadattarlo al nuovo altare. A tal proposito, Alfonso Landi scrive: “La Congregazione la consegnò al Cav.re Raffaello Vanni, poiché la conducesse a perfezione nelle parti che mancano. Ma egli per sua modestia, non toccate punte le idee delle figure, ravvio solamente i panneggiamenti d’esse, e riquadrò la testa con Angioletti abbaglianti secondo l’arte”.

Il Recente Intervento di Restauro (2018)
A Siena, i lavori di restauro dell’Altare dei Santi Pietro e Paolo si sono conclusi nel giugno del 2018, permettendo all'opera di tornare ad offrirsi all’ammirazione dei fedeli e dei visitatori nel suo antico splendore. Gli interventi, iniziati nel giugno del 2018, sono stati diretti da Claudio Pistolozzi, capo dell’Area Tecnica dell’Opera della Metropolitana, e dal direttore scientifico professor Alessandro Bagnoli, funzionario della Soprintendenza. Questi si sono avvalsi della consulenza scientifica dell’Università degli Studi di Siena - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente - Unità di ricerca Conservazione dei beni culturali. Il coordinatore della sicurezza è stato Alessio Cencioni e, per gli apprestamenti di cantiere, la ditta Cicero Costruzioni Srl.
La relazione storico-artistica dell'intervento è stata redatta dalla dottoressa Ilaria Muzii, dipendente dell’ente. Il restauro lapideo è stato eseguito dai dipendenti Giancarlo Casini, Andrea Galgani - entrambi in possesso della qualifica di “restauratore” - Serena Bianchi e Lucrezia Coletta. I consolidamenti delle strutture lignee sono stati curati da Stefano e Daniele Butti, anch’essi alle dirette dipendenze di Opa. Il restauro ha interessato il materiale lapideo, i consolidamenti delle strutture lignee e la tela stessa.