L’altare: storia, evoluzione e significato

Il termine altare (dal latino tardo altāre, collegato al verbo adolére, "far bruciare") indica, nella sua accezione più ampia, una superficie piana, generalmente elevata dal suolo, destinata a presentare offerte alla divinità o alla celebrazione di riti sacri.

Nel culto, l'altare occupa una posizione centrale come mezzo per offrire sacrifici. Sebbene in alcune religioni naturistiche si possa prescindere da una struttura dedicata - ad esempio, offrendo doni direttamente a elementi naturali come vulcani, sorgenti o alberi - la necessità dell'altare emerge quando l'oggetto sacro si trova a distanza dall'offerente o quando la divinità è concepita come presente solo idealmente.

Schema evolutivo delle strutture sacre: dalle pietre sacre agli altari a tavola e a gradini.

Evoluzione delle forme nel mondo antico

Le forme più arcaiche di altare sono derivate dal costume di consumare i pasti a terra, su stuoie o pietre. Presso gli Egiziani, ad esempio, sono state rinvenute numerose tavole di pietra (hotep) nelle tombe, spesso recanti incise raffigurazioni di cibi e bevande.

Con il passaggio all'uso di mangiare seduti a una mensa distaccata dal terreno, anche gli altari hanno assunto la forma di tavola, costituita da un piano di legno, terracotta o pietra, sorretto da un piede centrale o quattro angoli. Questa struttura era funzionale alla disposizione di cibi (carne, pane, frutta) e bevande.

Varianti regionali e rituali

  • Babilonia: Si utilizzavano banchi rettangolari alti, spesso terminanti in un rialzo a gradino, funzionali all'esposizione separata di cibi e bevande.
  • Cananea e Fenicia: Sopra banchi di pietra venivano poste stele sacre (maṣṣebhüth) come simboli della presenza divina.
  • Creta: Sono celebri gli altari a "corna di consacrazione", che terminano con rialzi spiccati alle estremità superiori.
Illustrazione degli altari a corna (corna di consacrazione) tipici della civiltà minoica.

L'altare nel mondo classico e nelle civiltà mediterranee

La civiltà classica ha ereditato e rielaborato le forme delle culture precedenti. In Grecia e a Roma, l'altare era designato con vari nomi - tra cui βωμός, ἐσχάρα, ara e focus - senza una distinzione netta tra i termini. L'altare domestico, posto al centro della casa o nel cortile, era fondamentale per il culto degli dei protettori della famiglia.

Con lo sviluppo delle istituzioni pubbliche, sorsero altari comuni per la città, situati nei prytaneion, negli agorà e nei teatri. In epoca classica, l'altare divenne un elemento inscindibile dal tempio, posizionato solitamente davanti al pronao e orientato verso oriente.

L'altare nella tradizione cristiana

Nella religione cristiana, l'altare è la tavola consacrata sulla quale il sacerdote celebra l'eucaristia. La sua funzione si è evoluta nel tempo, passando da semplice mensa a perno del rito liturgico all'interno degli edifici ecclesiastici.

Tipologia Descrizione
Altare fisso Costruito in stretta connessione con il pavimento, inamovibile.
Altare mobile Struttura trasportabile, la cui lastra può essere rimossa dalla base.
Altare privilegiato Altare al quale è legata un'indulgenza plenaria per i defunti.

documentario sulla Basilica di San Pietro in Vaticano

Significato figurato e locuzioni nel linguaggio comune

Il termine ha assunto nel tempo diversi significati figurati e ha dato origine a espressioni idiomatiche consolidate nella lingua italiana:

  • Mettere sugli altari: Esaltare o glorificare qualcuno.
  • Scoprire gli altarini: Svelare segreti o imbrogli. L'espressione deriva dalla consuetudine liturgica di coprire con panni viola gli altari durante la Settimana Santa, per poi scoprirli in segno di rivelazione della Verità al momento della Resurrezione.
  • Dall'altare alla polvere: Espressione che indica la perdita di una posizione di prestigio o gloria.
  • Altare della Patria: Riferito al monumento a Vittorio Emanuele II a Roma, il nome deriva dagli autel de la patrie eretti durante la Rivoluzione francese.

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