Conclave: Un Thriller Politico e Filosofico nel Cuore del Vaticano

Conclave è un thriller filosofico e politico che esplora le debolezze umane e le dinamiche di potere all'interno della Chiesa Cattolica. Diretto dal regista tedesco Edward Berger, noto per il successo di Niente di nuovo sul fronte occidentale, il film torna a raccontare l’essere umano e le sue fragilità in un contesto di profonda crisi spirituale e sociale.

La Premessa: Sede Vacante e il Conclave

La narrazione prende avvio dalla morte del Papa, che lascia la sede pontificia vacante. I cardinali devono riunirsi il più presto possibile in conclave per eleggere il nuovo pontefice. A dirigere le operazioni è chiamato il Decano dei cardinali, il britannico Thomas Lawrence, interpretato magistralmente da Ralph Fiennes. Il suo compito è quello di verificare che le votazioni si svolgano secondo le regole, ma anche di contenere lo sgomitare di tutti i potenziali candidati. Presto, però, Lawrence si renderà conto di quanto ben poco di divino ci possa essere dentro un conclave, una realtà fatta di esseri umani con i loro segreti, pensieri e peccati. D’altronde, il papato è anche una figura politica, e i cardinali fanno politica in nome della loro visione di Dio e della Chiesa.

Foto del Vaticano in un momento di transizione o conclave

L'Adattamento e la Regia

L’idea di Conclave nasce dal romanzo omonimo di Robert Harris, già responsabile di molti soggetti illustri, tra cui L’ufficiale e la spia. Edward Berger la raccoglie, la filtra attraverso la penna esperta di Peter Straughan, cambiando genere e parzialmente anche sguardo, immergendosi in un thriller da camera. La stanza, che dà il titolo al film, è proprio il conclave in cui i cardinali si riuniscono per eleggere il nuovo Papa. Berger, nell’adattamento della sua pellicola, non risparmia pesanti critiche alla Chiesa, pur evitando una facile demonizzazione, mostrando come al suo interno coesistano diverse scuole di pensiero.

Temi Centrali: Futuro della Chiesa e Debolezze Umane

Conclave si svolge in un contesto sociale in subbuglio, in una Roma assediata da echi di possibili attentati, come una bomba in piazza Barberini (anche se l'attualità resta per lo più fuori dalla soglia per proteggere l'autonomia del conclave). Il regista tedesco ci racconta di un conclave animato da strategie politiche e visioni contrastanti. Alcuni cardinali sono pronti a tutto pur di diventare Papa. Ad essere conteso non è solo il ruolo di Papa, ma è anche e soprattutto il futuro della Chiesa. Il film narra lo scontro filosofico e teologico che da secoli coinvolge la Chiesa e che nel nostro secolo sembra più forte che mai, in un'epoca in cui i fedeli diminuiscono, lo scontro di religioni ha raggiunto Roma e i cambiamenti sociali non possono più essere ignorati.

Quale futuro allora per la Chiesa? Ritornare ad un passato conservatore di protezione o aprirsi alla società contemporanea e ai suoi cambiamenti? La pellicola prova a insinuare alcuni temi cruciali, come il destino della Chiesa oggi, l’essere Papa al tempo della nuova violenza, il terrorismo e la guerra. Inoltre, si affacciano gli scandali vaticani come la corruzione, i rapporti sessuali, l’omofobia e il maschilismo, e l’ombra della pedofilia. Il messaggio di fondo è l’urgenza che la Chiesa romana ha di sopravvivere in questi anni di profondi mutamenti sociali e culturali, sforzandosi di arginare la delusione dei fedeli per il suo eccessivo attaccamento a triti valori ormai fuori dal tempo, e di adeguarsi al mondo in cui viviamo, dando ascolto alle istanze più urgenti della contemporaneità, come le donne e le diverse forme di sessualità.

Storia dei Conclavi, documentario

I Cardinali Contendenti: Visioni a Confronto

Ad assicurarsi che tutto proceda secondo la volontà di Dio è il Decano britannico Thomas Lawrence. A contendersi la guida del Vaticano ci sono diversi cardinali, tutti espressione di una diversa visione della Chiesa e spesso celanti qualcosa nel proprio passato:

  • L’italiano Goffredo Tedesco (interpretato da Sergio Castellitto), ultraconservatore, convinto che le aperture progressiste abbiano indebolito la Chiesa.
  • Il progressista americano Aldo Bellini (interpretato da Stanley Tucci), che glissa respingendo il papato, e forse per questo ne è fortemente attratto.
  • L’africano Joshua Adeneya (interpretato da Lucian Msamati), che all’inizio prende più voti, ma anch’egli nasconde una "zona scura" nel suo passato.
  • L’americano Trembley (interpretato da John Lithgow), un nome forte convocato da Sua Santità per un misterioso dialogo prima della morte.
  • Un candidato a sorpresa, il sudamericano Vincent Benitez, arcivescovo di Kabul e cardinale nominato in segreto dal Papa uscente, dopo anni di tribolato servizio in zone di guerra tra Congo e Iraq.

Insieme a loro, il cardinale Lawrence potrebbe essere qualcosa di più di un umile mazziere. La situazione è complessa, e mentre il conclave comincia, con i tipici voti andati a vuoto e le fumate nere, si assiste ad una elaborazione etica dei partecipanti.

Il Cast Stellare e le Interpretazioni

La forza di Conclave risiede nel suo eccezionale cast, che muove e dà forza alla pellicola di Berger. Accanto ad un magistrale Ralph Fiennes nel ruolo del Decano, troviamo:

  • Stanley Tucci che interpreta il cardinale progressista Aldo Bellini.
  • Sergio Castellitto che dà vita al cardinale italiano ultraconservatore Goffredo Tedesco.
  • John Lithgow nei panni del cardinale Trembley.
  • Lucian Msamati come il cardinale africano Joshua Adeneya.
  • Isabella Rossellini nei panni di suor Agnes, un personaggio capace di dire la sua nel momento giusto.

Sono infatti le interpretazioni a caratterizzare umanamente i cardinali e le loro idee, mostrandoci la loro visione della Chiesa. Questo cast, forse fin troppo stellare, a tratti rischia di far passare in secondo piano il messaggio di fondo, ma basta uno scambio in originale tra Ralph Fiennes e John Lithgow per ripagare la visione.

Foto di gruppo del cast principale del film Conclave

Aspetti Tecnici e Stile

Come in Niente di nuovo sul Fronte Occidentale, anche in Conclave il reparto tecnico è eccezionale. Il film è ben diretto, ben girato e ben recitato. Una splendida fotografia e una potente colonna sonora evocativa accompagnano lo spettatore tra i corridoi vaticani e nelle riflessioni dei cardinali. L’uso della fotografia e del colore è attraente, con le casule rosse dei cardinali che fanno macchia di colore sugli sfondi bianchi o grigi delle inquadrature. Ancora una volta, Berger non lascia niente al caso, realizzando un’opera che sul piano tecnico è quasi magistrale. La colonna sonora esalta la sensazione di un classico dramma giudiziario con toni da anni '50 o '60.

Critica e Interpretazioni

Nel complesso, Conclave è un thriller filosofico e politico che convince. Tra misteri e segreti, le solide interpretazioni e la storia raccontata creano una tensione emotiva continua nello spettatore e sollevano numerosi quesiti filosofici. La scrittura del film, tuttavia, è forse la parte dove il regista avrebbe potuto osare di più, pur non ammettendo critiche sul lato tecnico. Il film vive dei propri colpi di scena, un motivo costitutivo, una ragione di essere. Se questo film si fosse semplicemente presentato come un mistery con colpi di scena melodrammatici, sarebbe stato anche azzeccato. Invece, Conclave ha un tipico tono cinico e negativo nei confronti del cattolicesimo, suggerendo l'idea che non ci sia certezza nella Chiesa e che questa incertezza sia in realtà una cosa buona.

Ogni cardinale in questo film sembra lavorare per il proprio tornaconto egoistico. I principi della Chiesa sono rappresentati, nella migliore delle ipotesi, come egocentrici, altrimenti sono corrotti e comunque inaffidabili. Se i cardinali conservatori sono rozzi e xenofobi, i liberali sono intriganti e presuntuosi, suggerendo che nessuno può sfuggire a questa situazione irreparabile. Insieme alla tesi che “la certezza è peccaminosa”, gli autori concludono che la strada che la Chiesa cattolica dovrebbe intraprendere è non ricadere nei “giorni bui” della tradizione, ma andare avanti senza mai guardare indietro. Nonostante la pellicola di Berger si schieri apertamente in una critica non troppo moderata verso gli esseri umani che reggono la Chiesa, non cade nella facile demonizzazione, mostrandoci che al suo interno ci sono diverse scuole di pensiero. Il finale, tuttavia, eccede in correttezza politica con una traumatica rivelazione riguardante la sessualità del neoletto Pontefice, che rappresenta un forte impatto a sorpresa.

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