Il Patrimonio Liberty tra Liguria e Lombardia: Il Contributo di Massimo Bianco e i Progetti di Valorizzazione

Il movimento Art Nouveau, o Liberty, ha lasciato un'impronta indelebile nell'architettura e nelle arti decorative italiane, testimoniando un'epoca di grande fermento artistico e culturale. Numerose iniziative e figure si dedicano alla conservazione e valorizzazione di questo prezioso patrimonio. Tra queste spiccano progetti significativi in Liguria e Lombardia, con il coinvolgimento di esperti come Andrea Speziali e il collezionista e sostenitore Massimo Bianco.

Il Museo del Liberty a Sarnico: Un Sogno Realizzato

Nelle sponde del lago d’Iseo, l'antico borgo di Sarnico è pronto ad accogliere il primo Museo del Liberty in Italia. Questo luogo è stato concepito per offrire un'esperienza immersiva nell'epoca dorata della Belle Époque, permettendo di fruire dal vivo litografie, mobili e oggettistica originale del periodo. Critici d’arte come Rossana Bossaglia e Lara Vinca Masini avevano già discusso ampiamente di questo movimento artistico, ma solo ora si concretizza un luogo dedicato in modo permanente.

Infografica: timeline della creazione del Museo del Liberty a Sarnico, con i nomi dei fondatori e le tappe principali

Le anime che hanno dato vita a questo sogno, impegnandosi con passione e risorse proprie, includono il suo ideatore, il primo cittadino Giorgio Bertazzoli, e il suo delegato alla bellezza e direttore del museo, Andrea Speziali. A loro si aggiungono i soci di Italia Liberty, come l'esperto di arti decorative Rodolfo Caglia e il collezionista e sostenitore Massimo Bianco. Grazie al loro impegno, unito a quello della giunta comunale e dei cittadini, si scrive un nuovo capitolo nella storia di questo borgo del Liberty.

Il comitato di studio selezionato dal Direttore vede la partecipazione di autorità indiscusse, tra cui i professori Paolo Portoghesi, Vittorio Sgarbi e Fabio Benzi - riconosciuto tra i massimi esperti di pittura e scultura della seconda metà del XIX e del XX secolo - fino a Nupur Tron, presidente della Fondazione Horta di Bruxelles, e altre figure citate nel catalogo del Museo del Liberty.

Il museo è stato pensato nell'area bergamasca per la vicinanza a importanti esempi di stile Liberty, come le Ville all’Asilo e il Mausoleo sarnicense, entrambi progettati da Giuseppe Sommaruga. Sarnico, inoltre, è notoriamente votato al Liberty per la presenza di numerosi edifici Art Nouveau. Il museo è ubicato in una torre medioevale risalente agli anni 1000 e si sviluppa su quattro livelli con vista lago. La pandemia ha influito negativamente sulla sua nascita, posticipandone il restauro dell'edificio al 2023. La collocazione nella torretta antica è una misura temporanea, in attesa di trasferire le proprietà artistiche in una villa più grande e a tema in città.

Il 18 maggio 2020 è stata aperta una finestra verso il Museo del Liberty in digitale, in attesa dell'apertura fisica. Su Google Arts & Culture è possibile ammirare alcuni capolavori in anteprima. Tra le grafiche esposte si segnalano opere di artisti come Alfons Mucha, Plinio Nomellini, Giuseppe Palanti, Leopoldo Melticovitz, Adolfo Hohenstein, Tito Corbella e Raphael Kirchner. Dalle collezioni private provengono grafiche di Aleardo Terzi, Henri Bellery Desfontaines, Marcello Dudovich, Edward Burne-Jones, Giorgio Kienerk, Henri Riviere, Giovanni Maria Mataloni, Granville Fell, Alexandre Charpentier, Pio Collivadino, Aubrey Beardsley e Eugène Grasset. Saranno fruibili al pubblico opere di circa cinquanta artisti tra italiani e stranieri, provenienti da celebri riviste del tempo come Novissima, Scena Illustrata, L’Italia Ride e La Grande Illustrazione in Italia, The Studio magazine London, The International Studio magazine New York, L’Estampe Moderne e Le Mois in Francia.

Altare e il Suo Patrimonio Liberty: Villa Rosa e l'Arte Vetraria

Nel contesto del patrimonio Liberty ligure, il borgo di Altare, situato nell'entroterra a pochi chilometri da Savona, vanta anch'esso importanti esempi. Al centro di questo patrimonio spicca Villa Rosa, oggi sede del Museo dell’Arte Vetraria Altarese. Questa residenza, un autentico gioiello Liberty, custodisce una preziosa collezione di oggetti in vetro finemente lavorati, testimonianza della tradizione artigiana altarese che ha reso il borgo celebre a livello nazionale. Passeggiando nel centro storico, non mancano altre ville Liberty, ciascuna con le proprie peculiarità decorative: linee sinuose, motivi floreali e particolari ornamentali che raccontano il gusto e la creatività di un’epoca.

Foto tematica: Villa Rosa, Altare

Ad Altare, così come in altre località liguri, si possono trovare opere dell'ingegnere e architetto Alessandro Martinengo (nato nel 1856 e morto nel 1933). Per la sua estrosità e la sua pregnante attività locale in ambito Liberty, Martinengo è considerato da alcuni il "Gaudì savonese", nonostante il suo stile eclettico lo portasse a ispirarsi a espressioni preesistenti piuttosto che a inventare uno stile completamente proprio.

La Valorizzazione del Liberty in Liguria: Villa Zanelli e l'Art Nouveau Week

L’associazione culturale Italia Liberty, assieme ad Arte Genova, organizza periodicamente eventi per la valorizzazione del patrimonio Art Nouveau. Un esempio è stata la passeggiata Liberty esclusiva a Villa Zanelli e altri edifici Art Nouveau a Savona. Villa Zanelli, ubicata in via Nizza, è un massimo esempio di architettura Liberty italiana, come si evince dalla pubblicazione “Savona Liberty. Villa Zanelli e altre architetture” (Risguardi 2014). Durante tali eventi, personaggi di spicco come il Presidente di Arte Genova Girolamo Cotena, il Sindaco Ilaria Caprioglio, assessori comunali e regionali, e il presidente dell’associazione Italia Liberty intervengono per presentare manifestazioni come l'ART NOUVEAU WEEK, settimana mondiale dedicata a questa corrente artistica che si svolge dall’8 al 14 luglio a livello globale. Queste manifestazioni includono programmi a ciclo continuo di mostre e, a restauro ultimato, di visite alla villa.

Foto tematica: facciata di Villa Zanelli in stato di restauro o prima del recupero

La passeggiata nel parco e all'interno di Villa Zanelli è spesso condotta da ciceroni come Massimo Bianco e Andrea Speziali. Quest'ultimo è stato "l’atomo che ha scatenato il caso sulla riqualificazione di villa Zanelli nel 2014", trovando un possibile acquirente e pubblicando una foto della villa in stile Urbex sulla pagina “The world Art Nouveau”. Il post è diventato virale al momento della pubblicazione, portando l'immagine dello stato di abbandono di Villa Zanelli su scala internazionale con oltre 450mila visualizzazioni in pochi minuti (oggi circa 900mila) e numerosi commenti negativi. La raccolta fondi aperta da Italia Liberty fu bloccata in seguito con la speranza di un recupero, un'attesa durata sei anni prima di una soluzione. L’ultima possibilità di visitare la villa nel suo stato di abbandono è stata offerta durante l'Art Nouveau Week nei giorni di giovedì 11, venerdì 12 e sabato 13 luglio, prima dell’inizio del cantiere.

L'Architettura Liberty a Savona: Le Opere di Alessandro Martinengo

Savona offre numerosi esempi pregevoli di architettura Liberty, con una forte concentrazione di opere realizzate dall'ingegnere e architetto Alessandro Martinengo. La città ha visto uno sviluppo interessante dello stile floreale, spesso arricchito da bovindi per spezzare la monotonia delle facciate tradizionali.

Itinerari nel Centro Storico e Quartiere La Villetta

Partendo dalla Torretta in piazza Leon Pancaldo, simbolo cittadino e ultima vestigia delle mura trecentesche, si possono ammirare diversi capolavori. Proprio laddove sfocia Via Paleocapa, sorge un bell’edificio con un caratteristico bovindo sormontato da una cupola, denotante evidenti connotati Liberty. Lungo Via Paleocapa, uno degli edifici più studiati in puro stile Floreale è il Palazzo dei Pavoni, ispirato alla "Secessione" viennese. Costruito nel 1912 (data contestata da G. Gallotti che lo fa risalire al 1906), è caratterizzato da una facciata quasi protorazionalista, scandita da lesene, balconi a gruppi di quattro e inserti circolari in maiolica. Presenta nove falsi camini, un’estrosa alternanza di cornicioni e magnifiche decorazioni ceramiche che raffigurano cigni, cicogne, fenicotteri, piante fiorite e i numerosi pavoni che danno il nome al palazzo.

Foto tematica: Palazzo dei Pavoni a Savona, con dettagli delle decorazioni in ceramica

Proseguendo, in Via Mattiauda, si scopre "Casa Piccardo", realizzata nel 1911-1912 da Alessandro Martinengo. È uno splendido edificio con decorazioni a stucco fitoformi, balconcini con ringhiere in muratura e ferro battuto, angoli smussati e curvilinei, e strutture eleganti sui terrazzi del tetto da cui si affaccia un grande animale fantastico.

Salendo verso il quartiere collinare della Villetta, si incontra il "Villino Margherita", così chiamato per i fiori scolpiti sulla torretta. È un edificio graziosissimo, ispirato alla "Secessione", con magnifiche sfere sovrastanti il cancello d’ingresso e il muro di cinta, riccamente lavorate a tutto tondo con motivi floreali a margherite. A pochi metri di distanza, sorge "Villa Vigo Ciarlo Massa", datata 1907. È un fulgido edificio suddiviso in due ali unite da una sezione centrale con balconi sorretti da colonne e sormontata da un'elegantissima torretta, riccamente adornata da motivi naturalistici come margherite e valve di conchiglia.

Sempre in zona, la "Casa Gaibissi" (1907-1908) presenta una facciata principale riccamente decorata e balconi elaborati. "Palazzo Migliardi" (1910-1911), dal look signorile, si distingue per il fronte curvilineo e balconi a balaustra, con decorazioni floreali sul fronte e sulle facciate laterali.

Scendendo lungo Via De Mari, ricca di ville eleganti, si trova "Villa Magnano", del 1930. Questo edificio, pur rientrando nello schema Liberty con torretta, dimostra come l'Art Nouveau a Savona sia proseguita anche negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, con eleganti trifore, colonnine corinzie e un bovindo centrale con drappeggi di carattere geometrico.

Il percorso si conclude in Piazza Diaz, dove si ammirano edifici come il "Palazzo Molinari", dell'inizio degli anni Venti. Ogni elemento si colloca perfettamente nel gusto Liberty: le linee curve di tutto l’edificio, i balconi, i fregi, i bovindi e le cupole.

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