L'Altare Maggiore di Girolamo Rainaldi nella Basilica di Santa Maria Maggiore

L'altare maggiore della Basilica di Santa Maria Maggiore, attribuito al celebre architetto Girolamo Rainaldi, si configura come un elemento di notevole importanza storica e artistica all'interno della Cappella Paolina, nota anche come Cappella Borghese.

La Figura di Girolamo Rainaldi

Ritratto di Girolamo Rainaldi

Girolamo Rainaldi (Geronimo) nacque a Roma nel 1570 dal pittore Adriano da Norcia, console della compagnia di S. Luca. Si formò con Domenico Fontana, che, secondo Filippo Baldinucci, lo inviò "ancor giovinetto" a edificare la chiesa di Montalto nella Marca. Questo impegno fu riferito dalla critica al progetto per la cattedrale di Montalto e all'aneddoto di Giovanni Battista Passeri, secondo cui un disegno del giovane Rainaldi piacque a Sisto V.

Tra il 1590 e il 1591, dopo la morte di Sisto V, Girolamo fu a Grottammare per adempiere la volontà del papa di erigervi una chiesa dedicata a S. Lucia, completata nel 1595, avendo un ruolo di responsabilità progettuale riguardo al tempio a croce greca inscritta. Nel 1589, Rainaldi disegnò il catafalco eretto per le esequie del cardinale Alessandro Farnese nella chiesa del Gesù, ispirato al tempietto bramantesco di S. Pietro in Montorio, e quello dell’arciconfraternita del Gonfalone.

Questi lavori gli valsero la fiducia dei gesuiti e dei Farnese, e l’incarico da parte del cardinale Odoardo per il "nobilissimo" progetto della casa professa al Gesù (1599-1623). Dopo che Fontana abbandonò Roma per Napoli nel 1592, Rainaldi iniziò a collaborare con Giacomo Della Porta. Alla morte di Della Porta, nel settembre del 1602, assunse l’"officium architecti nobilis fabricae Capitolii Populi Romani". Nel 1603, Rainaldi gettò le fondamenta del michelangiolesco "Palazzo Nuovo", consacrazione d’alto professionismo celebrata da una medaglia con il suo ritratto.

Medaglia con il ritratto di Girolamo Rainaldi

Per Laerzio Cherubini di Norcia, conservatore di Roma, realizzò la cappella dell’Assunta in S. Maria della Scala (1602-04). Nel 1611 terminò la cappella Aldobrandini in S. Maria sopra Minerva, progettando la tomba del cardinale Michele Bonelli. Allestì in S. Pietro, per la canonizzazione di s. Carlo (1610), gli apparati del sagrato, del prospetto, del nartece e dell’interno della "chiesa nuova", erigendo nella crociera il recinto "di colonnati, et archi" del "Teatro".

La critica ha evidenziato in Rainaldi sia le emblematiche tare della "zona grigia" fra Manierismo e Barocco sia lo "sperimentalismo" su basi cinquecentiste. Nella cappella Colonna in S. Giovanni in Laterano (1606-10), il leitmotiv rainaldesco dei binati di colonne con autonomi piccoli frontoni manifestò, con la disarticolazione ternaria, la "vis destrutturante" della facciata di S. Cecilia a Monte Giordano (circa 1604). Con il "modello" (1610) per il "ricco" altare chiesto da Paolo V per la "cappella di S. Maria Maggiore", Rainaldi tese alla virtuale coesione delle parti giustapposte, definendo un eletto modello del Classicismo protobarocco.

Nel 1622, Girolamo seguì la nomina di architetto di corte del duca di Parma Ranuccio I, attendendo al progetto della nuova facciata per il palazzo della Pilotta, posto in opera in novembre. Tornato a Roma, nel 1628 riassunse il ruolo di architetto capitolino. Eletto nel 1644, Innocenzo X lo nominò suo architetto. L'anno seguente, Rainaldi fondò in Campidoglio il "Palazzo Nuovo", nel 1645 il maestoso palazzo Pamphilj in piazza Navona, e dal 1652 eresse l’adiacente chiesa di S. Agnese in Agone. Ricostruì la chiesa di S. Elisabetta dei Fornari (1645-50) e progettò una nuova ala del convento di S. Andrea della Valle (1650-51), compiuta dal figlio Carlo. Morì il 15 luglio 1655 a Roma.

L'Altare Maggiore nella Basilica di Santa Maria Maggiore

L'altare maggiore della Basilica di Santa Maria Maggiore, secondo il Palmegiani nel suo libro "Rieti e la regione Sabina" (Roma 1932, p. 522), fu costruito su disegno del Rainaldi (presumibilmente Girolamo per questioni cronologiche) alla fine del XVI secolo, precisamente nel 1594. Questo periodo coincise con l'aggregazione di altre tre parrocchie e la congregazione del Rosario alla chiesa di S. Maria Assunta da parte del Cardinal Paleotti.

Santa Maria Maggiore, Roma

La Cappella Paolina, o Borghese, è la più grande cappella della navata sinistra della Basilica. Custodisce l'icona della Salus Populi Romani, una delle più importanti immagini mariane di Roma. Nel 1605, Papa Paolo V Borghese affidò all'architetto Flaminio Ponzio la costruzione di questa grande cappella a cupola, identica a quella Sistina, per custodire l'immagine.

I lavori della Cappella Paolina iniziarono nel 1606 e terminarono nel 1612, con la consacrazione avvenuta il 27 gennaio 1613 e il collocamento dell'icona sull'altare. La cappella ha una pianta a croce greca, con una struttura muraria completata nel 1611.

Descrizione dell'Altare e della Cappella

Interno della Cappella Paolina con l'altare

Girolamo Rainaldi progettò l'Altare Maggiore, inizialmente realizzato in legno di pero nel 1607, e successivamente in marmo diaspro e bronzo dorato dal fonditore Pompeo Targoni, che lo concluse nel settembre 1612. L'altare è sovrastato da due colonnine a capitello corinzio, con un pulvino su cui poggia il timpano triangolare. Al di sopra del timpano si trovano due angeli che sorreggono una corona.

L'intera cappella è decorata fino alla zona della cupola con preziosi marmi colorati, la cui ricercatezza aumenta avvicinandosi al tabernacolo-reliquiario della Salus Populi Romani. Questo tabernacolo, anch'esso disegnato da Girolamo Rainaldi e realizzato da Pompeo Targone, è composto da quattro colonne di diaspro di Barga. Il suo rivestimento uniforme di lapislazzuli evoca un cielo nuvoloso e una porta celeste.

Nella cupola, dipinta magnificamente da Ludovico Cardi, detto il Cigoli, è raffigurata l'Immacolata fra gli angeli e i dodici apostoli. La Vergine è posta sulla luna, caratterizzata da vari crateri, allora appena scoperti tramite il telescopio da Galileo Galilei.

Le Tombe Monumentali e la Decorazione Artistica

Le pareti laterali della Cappella Paolina sono occupate da due importanti tombe monumentali: quella di Papa Clemente VIII Aldobrandini a destra e quella di Paolo V Borghese a sinistra. Queste tombe sono racchiuse in una monumentale architettura ad arco trionfale, con al centro la statua dei Pontefici e lateralmente bassorilievi in marmo.

Tomba di Papa Paolo V nella Cappella Paolina

Le sculture furono realizzate da una serie di artisti illustri, tra cui Valsoldo, Nicolas Cordier, Pietro Bernini, Stefano Maderno, Francesco Mochi e Cristoforo Stati. La decorazione pittorica fu affidata al Cavalier D'Arpino, che realizzò i pennacchi della cupola con i Profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele, e la grande lunetta sopra l'altare, raffigurante l'apparizione della Vergine e di San Giovanni a San Gregorio Taumaturgo.

Guido Reni fu l'autore principale delle figure pittoriche dei Santi posti nei sottarchi, con la partecipazione di Giovanni Baglione e il Passignano. Nel sottarco di destra sono raffigurati i Santi Cirillo, Idelfonso Giovanni da Marsciano e le Sante Pulcheria, Gertrude e Cunegonda, mentre nella lunetta sono presenti la Visione di Sant'Idelfonso e l'Apparizione di un angelo a San Giovanni Damasceno. Nel sottarco di sinistra, Guido Reni raffigurò L'Eterno Padre, San Domenico e San Francesco, e nella lunetta Narsete vittorioso su Totila ed Eraclio vincitore di Cosroe.

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