Altare e Cappella del Santissimo Sacramento

La seguente trattazione fornisce un'analisi dettagliata di un Altare del Santissimo Sacramento e della sua cappella, esplorandone la storia, i contributi artistici e architettonici, nonché la profonda simbologia eucaristica. Il testo descrive specifici elementi strutturali e decorativi, offrendo un quadro completo di questo importante luogo di culto.

Storia e Commissione della Cappella

Fondazione e Dedizione

La cappella dedicata al Santissimo Sacramento fu realizzata nel 1598, con l'altare che venne spostato dalla parete nord a quella sud. Sotto di essa, era stata aperta una profonda fossa comune, chiamata crypta magna.

Nel 1626, l’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento insistette per ottenere questa cappella come propria sede. Dopo non pochi "tira e molla", fu deciso quindi di dedicarla a Tutti i Santi e alla Santissima Trinità.

Pianta o ricostruzione della Cappella del Santissimo Sacramento con indicazione dell'altare

Contributi Artistici e Architettonici

Il Borromini mise mano alle scale, all’altare e anche ai cartigli in marmo bianco presenti nella cappella. L’altare stesso, in ebano e argento, fu costruito negli anni della peste tra il 1630 e il 1634.

Per quanto riguarda la pala d’altare, nonostante Simon Vouet e Giovanni Lanfranco tentarono di aggiudicarsi la commissione, fu a Guido Reni che la Congregazione affidò quell’opera nel 1627. Tuttavia, fu il cardinale Francesco Barberini ad affidare la pala d’altare al suo artista preferito, Pietro da Cortona.

Come è noto, nella basilica di San Pietro non ci sono pale d’altare dipinte ma sono tutte realizzate in mosaico per volere di papa Gregorio XIII Boncompagni. La grande pala di Pietro da Cortona, tuttavia, non fu fatta in studio ma in loco, alla stregua di un affresco, un aspetto degno di nota in relazione alla prassi consolidata.

Pala d'altare di Pietro da Cortona raffigurante il tema del Santissimo Sacramento

Descrizione e Decorazioni della Cappella

Esterni e Accesso

All’esterno della Cappella del Santissimo Sacramento si ammirano due affreschi del tardo Cinquecento attribuiti a Pietro Marone. Sulla destra è presente un’Ultima Cena che risente degli influssi del Moretto.

Una volta varcato l’ingresso della chiesa, per raggiungere la cappella, è necessario percorrere la parte destra.

Veduta esterna o pianta stilizzata della Cappella del Santissimo Sacramento nel contesto della chiesa

Elementi Strutturali e Opere D'Arte Interne

La cancellata in ferro all'ingresso della cappella fu progettata nel 1882 dall'architetto Antonio Tagliaferri e realizzata, nel 1884, da Caratti Luigi sotto la direzione dell'ingegner Giovanni Bertuzzi di Rovato. Nel 1910, nella ricorrenza del III centenario di canonizzazione di San Carlo Borromeo, la cappella fu rimessa a nuovo. Su progetto e direzione dell'ingegner Giovanni Tagliaferri, nipote di Antonio, i capomastri Giuseppe Curti e Silvio Valzorio da Rovato eseguirono una nuova e più alta cupola con sovrastante lanterna finestrata e calotta.

Entro due nicchie si trovano due statue: la Fede di Domenico Corbarelli sulla sinistra e la Carità di Sante Calegari sulla destra. La Fede, con il calice in mano, è uno stupendo esempio di levitazione e morbidezza.

La Pietà di Antonio Balestra è la pala dell’altare, realizzata nel 1724. I due grandi ovali, opera di Antonio Pellegrini, raffigurano: Elia confortato dall’angelo, a destra; e Davide che riceve i pani da Achimelech, a sinistra.

Interno della Cappella del Santissimo Sacramento con statue e altarpiece

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Il Tabernacolo e la Sua Profonda Simbologia Eucaristica

Realizzazione e Funzione Principale

Il tabernacolo fu realizzato da Piero Paolo Oliveri all’inizio del ‘600 per volere di Papa Clemente VIII con lo scopo di onorare una tavola proveniente dal Cenacolo di Gerusalemme, luogo in cui Gesù istituì la Santa Eucarestia.

Si trova in alto, dietro un bassorilievo dorato raffigurante l’Ultima Cena. Questa è definita reliquia di memoria, in quanto, pur non esistendo prove documentate sulla sua autenticità, se ne consente la conservazione e il culto per ciò che essa ricorda.

Dettaglio del tabernacolo e del bassorilievo dorato raffigurante l'Ultima Cena

Valore Simbolico e Iconografico

La forma di questo tabernacolo, che appare proprio come un piccolo tempio, e la più ampia forma classicheggiante che lo incornicia, vogliono sottolineare un aspetto determinante della fede cattolica.

Ai lati del tabernacolo si trovano riferimenti sia dall’Antico che dal Nuovo Testamento alla Santissima Eucarestia.

Per quanto riguarda la simbologia del Nuovo Testamento legata alla Santa Eucarestia, l’altare del Santissimo Sacramento rimanda visivamente ai tre avvenimenti salvifici del mistero pasquale di Cristo. Il primo di questi è l’Ultima Cena, con la sua reliquia di memoria.

Infine, a coronazione dell’altare del Santissimo Sacramento, svetta il bellissimo affresco dell’Ascensione di Gesù al cielo, che sormonta il timpano di bronzo dorato.

Affresco dell'Ascensione di Gesù al cielo che sormonta il timpano

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