La Concattedrale di San Giovanni a La Valletta: Storia, Architettura e Gli Altari dei Cavalieri di Malta

Malta è un'isola ricca di chiese e cattedrali, vere e proprie opere d'arte che vanno oltre la loro funzione di luoghi di culto. Tra queste, spiccano quelle legate alla storia e all'eredità dei Cavalieri di San Giovanni, un ordine che ha lasciato un'impronta indelebile nell'arcipelago. La Concattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta è senza dubbio il principale esempio di questa eredità, considerata una delle più grandi cattedrali al mondo e uno dei massimi esponenti dell'architettura barocca in Europa, arricchita dai dipinti di Caravaggio e dalle opere di Mattia Preti.

Prima dell'edificazione della Concattedrale, la Chiesa di San Lorenzo a Birgu (Vittoriosa) rivestiva un ruolo fondamentale per l'Ordine.

La Chiesa di San Lorenzo a Birgu: La Prima Sede Conventuale

Situata nella storica città di Birgu (Vittoriosa), la Chiesa di San Lorenzo fu la prima chiesa conventuale utilizzata dai Cavalieri di San Giovanni al loro arrivo a Malta nel 1530. Ricostruita alla fine del 1600 in stile barocco, presenta un suggestivo altare dipinto da Mattia Preti e un interno riccamente decorato. La chiesa si erge orgogliosa lungo il Grand Harbour, offrendo sia un significato spirituale che una splendida vista sul porto. L'edificio di San Lorenzo fu sostituito come chiesa conventuale dall'attuale Concattedrale al termine dei suoi lavori nel 1577.

Foto della Chiesa di San Lorenzo a Birgu con vista sul Grand Harbour

La Concattedrale di San Giovanni Battista: Cuore dell'Ordine a Malta

Storia e Commissione

La Concattedrale di San Giovanni è una perla barocca che riflette l'eredità dei Cavalieri di San Giovanni a La Valletta. San Giovanni Battista è il patrono dei Cavalieri Ospitalieri, un ordine formato da nobili provenienti dalle più importanti casate europee, impegnati a proteggere la fede cattolica e l'Europa dagli attacchi dei Turchi Ottomani. Dopo i ripetuti attacchi del corsaro Dragut (1542 e 1546), di Sinan Pascià nel 1551 e la storica vittoria sui turchi ottomani al comando di Solimano il Magnifico nel Grande Assedio del 1565, l'Ordine degli Ospitalieri continuò il rafforzamento difensivo di Malta, con l'obiettivo di trasformare la città e le isole in fortezze inespugnabili. La realizzazione della Concattedrale fu commissionata nel 1572 dal Gran Maestro Jean de la Cassiere. Il progetto architettonico fu affidato a Girolamo Cassar che in pochi anni (22 novembre 1573 - luglio 1577) edificò la chiesa conventuale dei Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme. Al termine dei lavori, nel 1577, l’edificio divenne la chiesa conventuale dell’ordine, sostituendosi alla chiesa di San Lorenzo a Birgu. L’oratorio e la sacrestia sono stati aggiunti successivamente, nel 1598. L'edificio rimase la chiesa conventuale dell’Ordine fino all’espulsione dei Cavalieri dall’isola da parte dei francesi il 12 luglio 1798, nel contesto della campagna d'Egitto. Durante l'occupazione, il luogo di culto e le strutture inerenti l'Ordine subirono un sistematico depauperamento. Grazie alle rivolte cittadine appoggiate da Gran Bretagna e Regno di Sicilia, la città e le isole si affrancarono dall'occupazione francese. Dal 1980 la concattedrale, assieme al centro storico di La Valletta, è dichiarata Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO ed è amministrata da un'apposita Fondazione creata nel 2001.

Architettura Esterna

La facciata della Concattedrale è molto semplice rispetto alla ricchezza degli interni: la realizzazione è in stile manieristico, tipico di Cassar. La facciata è costituita da una parte centrale su due livelli parzialmente sormontata da timpano con croce di Malta sulla sommità, delimitata da torri campanarie aggettanti. I tre corpi realizzati in conci di pietra locale sono caratterizzati da lesene e paraste angolari convesse con ordini segnati da cornici marcapiano. I campanili presentano un terzo ordine sormontato da cupola, le celle campanarie sommitali mostrano grandi monofore per l'alloggiamento delle campane e balaustre sommitali. Due nicchie incorniciano l'ingresso principale formato da due colonne tuscaniche che reggono la loggia-balcone, incassata in una nicchia ad arco, luogo deputato alla presentazione del Gran Maestro neoeletto.

Facciata della Concattedrale di San Giovanni

Gli Interni Barocchi: Un Trionfo Artistico e Gli Altari

In netto contrasto con la facciata, gli interni sono riccamente decorati. I cavalieri affidarono gli interni al pittore italiano Mattia Preti. Inizialmente l’interno della Concattedrale era modesto, con poche decorazioni. Tuttavia, nel XVII secolo, il Gran Maestro Cotoner ne ordinò la ristrutturazione interna, per dotare l’Ordine dei Cavalieri di una chiesa che potesse competere in sfarzo con quelle di Roma. La direzione dei lavori fu affidata a Mattia Preti, che trasformò gli interni in stile barocco. L’autore principale fu Mattia Preti che arricchì il luogo di culto durante il periodo barocco. La decorazione della volta, commissionata dai grandi maestri dell'Ordine Rafael e Nicolas Cotoner, è il frutto dell'arte di Mattia Preti che la affrescò impiegando la tecnica della pittura ad olio direttamente su pietra, sfruttando la porosità della globigerina maltese. Impiegò cinque anni per affrescare, nelle sei sezioni di volta, i diciotto episodi ispirati alla vita di San Giovanni il Battista. Preti dipinse le volte della navata centrale raccontando episodi della vita di san Giovanni Battista e la maggior parte degli altari laterali che celebrano le lingue parlate all’interno dell’Ordine. Senza dubbio, l'elemento più impressionante della Concattedrale è la volta, l'affresco è opera del maestro Mattia Preti, alla ricerca di un realismo supremo in ogni figura rappresentata. La sua maestria e padronanza del chiaroscuro danno un forte senso di tridimensionalità alle immagini che non sembrano piatte ma vere e proprie statue. Lo stesso artista è autore di molti dipinti e affreschi sparsi nei svariati ambienti.

Interno barocco della Concattedrale di San Giovanni con i soffitti dipinti

Il Pavimento Monumentale

Il pavimento in marmo è costituito da circa 400 tombe appartenenti a membri dell’Ordine. Nell'edificio sono sepolti centinaia di membri dell'Ordine, 405 lapidi realizzate come pannelli marmorei costituiscono il pavimento, considerato uno tra i principali tesori artistici e storici di Malta. Queste lastre tombali sono ripartite tra la navata, l'absidiola di Nostra Signora di Filaremo, le cappelle delle 8 lingue dell'Ordine, la Cripta, l'Oratorio, gli ingressi del Cimitero, la Sacrestia e il varco d'uscita sulla dépendance. Tra i sepolcri si trovano quelli di figure illustri come Philippe de Villiers de L'Isle-Adam, che guidò l'Ordine di Malta dopo l'abbandono di Rodi; Jean Parisot de la Valette, l'eroe del Grande Assedio e artefice della costruzione di La Valletta (Humilissima Civitas Valettae) da cui deriva il nome della capitale maltese; e Jean de la Cassiere, promotore della costruzione del tempio.

Le Cappelle Laterali e i Loro Altari

L'impianto dell'edificio è a pianta basilicale con una navata principale larga 15 metri per una lunghezza di 53 metri, e due laterali sostenute da dodici pilastri. Lungo entrambi i lati sono dislocate dieci cappelle intercomunicanti; nove di esse sono dedicate ai santi patroni delle lingue dell’Ordine, mentre una è dedicata alla Madonna di Fileremo.

Cappella della Madonna di Fileremo o del Santissimo Sacramento

Questo ambiente, protetto da una cancellata in argento, custodisce una copia dell'icona della Madonna di Fileremo. Fanno corona altri tre dipinti di scuola romana raffiguranti l'Annunciazione della Beata Vergine Maria, l'Assunzione della Beata Vergine Maria al Cielo e l'Incoronazione della Beata Vergine Maria. Nei secoli gli Ospitalieri si sono affidati a questa Vergine prima di tutte le battaglie, offrendo le chiavi delle roccaforti conquistate, tra cui quelle del castello di Lepanto e Patrasso.

Cappella della Lingua d’Italia (Santa Caterina d'Alessandria)

Ambiente sotto il patrocinio delle nazioni di lingua italiana e dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, patrona dei cavalieri italiani. L'altare è arricchito con lo Sposalizio mistico di Santa Caterina, opera di Mattia Preti proveniente dall'altare maggiore della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e dall'Albergo d'Italia. Ai lati è presente la Maria Maddalena penitente, riproduzione dell'omonimo quadro del Correggio. In passato era custodito il dipinto originale raffigurante San Girolamo scrivente di Caravaggio, oggi sostituito con una riproduzione e trasferito nell'oratorio. Nella lunetta di sinistra è raffigurata la Disputa tra Santa Caterina e i filosofi pagani, sulla destra è rappresentato il Martirio di Santa Caterina. La tomba a destra è dedicata al gran maestro Gregorio Carafa, che governò l'Ordine nel periodo 1680 - 1690. Il pavimento della cappella è coperto con le tipiche lapidi riccamente decorate dei cavalieri italiani più illustri.

Altare della Cappella d'Italia con lo Sposalizio mistico di Santa Caterina

Cappella della Lingua di Francia (San Paolo Apostolo)

Questo ambiente patrocinato dalla nazione di lingua francese presenta un altare dedicato a San Paolo Apostolo, modificato durante il XIX secolo. Ospita la Conversione di San Paolo sulla Via di Damasco di Mattia Preti, la Decollazione di San Paolo e il Naufragio di San Paolo sulle coste dell'arcipelago maltese, opere di Lucas Kilian.

Cappella della Lingua Anglo-Bavarese (Cappella di San Carlo Borromeo o delle Reliquie)

L'altare principale, dono del gran maestro Gregorio Carafa, è opera degli artisti Lorenzo Gafà e Giovanni Braccio. Il manufatto, intarsiato in marmi policromi pregiati, pietre dure, lapislazzuli e decorato con inserti in metallo argentati e dorati, presenta scene dell'Ultima Cena, i simboli dei quattro evangelisti, le chiavi emblema di San Pietro e la spada emblema di San Paolo. Nel catino absidale si staglia l'imponente gruppo marmoreo raffigurante il Battesimo di Cristo, realizzato a cavallo tra il 1700 e il 1703 dallo scultore senese Giuseppe Mazzuoli, che sostituì il dipinto omonimo di Mateo Perez d'Alecio collocato in sacrestia. Qui era in origine anche la primitiva Cappella delle Sante Reliquie.

Cappella della Lingua di Castiglia, León e Portogallo (San Giacomo)

Questo ambiente è patrocinato dalle nazioni Castiglia, Leon e Portogallo ed è dedicata a San Giacomo il Maggiore, patrono di Spagna. Ospita il dipinto raffigurante San Giacomo Apostolo, opera di Mattia Preti, il cui personaggio è contraddistinto dalla conchiglia del viandante tipica dei pellegrini in visita al suo santuario. Ai lati si trovano San Giacomo che scaccia i Mori dalla Spagna e San Giacomo inginocchiato ai piedi della Madonna del Pilar, entrambe opere di Mattia Preti.

Cappella della Lingua d’Aragona (San Giorgio)

Questo ambiente è sotto il patrocinio della nazione d'Aragona e delle comunità di Catalogna, Navarra e Valencia. L'altare è dedicato a San Giorgio, patrono dei cavalieri aragonesi, con il dipinto raffigurante San Giorgio a cavallo nell'atto di trafiggere il drago, un capolavoro opera di Mattia Preti del 1659. Nelle lunette dello stesso autore si trovano le scene della vita di San Lorenzo: l'Incontro con Papa Sisto II condotto al martirio e il Martirio di San Lorenzo sulla graticola, verosimilmente eseguite dopo l'arrivo a Malta nel 1661. Altri due dipinti su tela sono collocati sui passaggi alle cappelle contigue: il ritratto di San Francesco Saverio e San Firmino, entrambi protettori del Regno di Navarra, opere commissionate nel 1658. L'altare contiene l'intero corpo di San Fedele Martire giunto a La Valletta per volontà del gran maestro Ramon Despuig. Alle pareti si trovano le sepolture monumentali dei gran maestri Nicolas Cotoner, Martin de Redin, Ramon Perellos y Roccaful e Raphael Cotoner, oltre alla sepoltura di Ramon Despuig.

Altare della Cappella d'Aragona con San Giorgio a cavallo

Cappella dell'Alvernia (San Sebastiano)

Questo ambiente, sotto il patrocinio dell'Alvernia, è dedicato a San Sebastiano. La pala d'altare raffigura il Martirio di San Sebastiano e le lunette ospitano il ciclo di scene raffiguranti la sua vita con il San Sebastiano inginocchiato ai piedi di Papa Caio e il Martirio di San Sebastiano, opere di Giuseppe d'Arena. Singolare la presenza della lastra tombale posta sul pavimento al centro della cappella, essa commemora il leggendario eroe del Grande Assedio, don Melchior de Robles, cavaliere dell'Ordine della Spada.

Cappella dell'Epifania o dei Re Magi (Lingua Tedesca)

Questo ambiente è patrocinato dalle nazioni di lingua tedesca e le comunità provenienti da Austria, Svezia, Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi.

Cappella di San Michele Arcangelo (Langue di Provenza)

Manufatto risalente agli anni '20 del XVII secolo, dedicato a San Michele e ospitante una riproduzione del San Michele Arcangelo di Mattia Preti ispirata al capolavoro di Guido Reni. Nella lunetta laterale è raffigurata l'Apparizione di San Michele sul Monte Gargano.

L'Oratorio e i Capolavori del Caravaggio

L'Oratorio dei Cavalieri, altrimenti noto come Oratorio della Decollazione, è un ambiente patrocinato da Alof de Wignacourt, dove è presente un bellissimo altare commissionato dal gran maestro Gregorio Carafa. Nel controsoffitto in stile veneziano sono inseriti i dipinti raffiguranti tre scene della Passione di Cristo. Le tre opere di Mattia Preti: l'Hecce Homo, l'Incoronazione di spine e la Crocifissione sono messe in secondo piano dalla Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio del 1608, collocata sull'altare. Questa è l'opera più importante e conosciuta di Caravaggio a Malta, il dipinto più grande che abbia mai realizzato e l'unico recante la sua firma, individuabile nella macchia di sangue che sgorga dal Battista. L'altra tela di Caravaggio è il San Girolamo scrivente che originariamente faceva parte dell'arredo pittorico della Cappella d'Italia. L'Oratorio era l'ambiente deputato alle solenni cerimonie, ed è proprio in questo luogo, al cospetto del grande dipinto, che avvenivano le investiture dei Cavalieri. Lo stesso Michelangelo Merisi, che nel quadro si firma Fra Michelangelo, ne fu insignito. Senza dubbio, una delle attrazioni principali della Concattedrale sono questi due dipinti di Caravaggio custoditi al suo interno.

"Decollazione di San Giovanni Battista" di Caravaggio - audioguida

Il Museo della Concattedrale e i Suoi Tesori

Il Museo della Concattedrale è adiacente alla chiesa e contiene importanti opere d’arte. Tra le raccolte, una riguarda i paramenti e gli abbigliamenti religiosi destinati alle cerimonie speciali, indumenti realizzati in seta e raso, costellati di ricchi ricami, spesso impreziositi con inserti in oro e argento. Altra notevole collezione è costituita da 29 enormi arazzi fiamminghi prodotti dalla Judocus de Vos di Bruxelles. Alcune allegorie raffigurate ricalcano soggetti e temi concepiti da Pietro Paolo Rubens. Uno dei pezzi più pregiati è la custodia della reliquia più importante dei Cavalieri: la mano mummificata del patrono dell'Ordine Giovanni Battista, commissionata dal grande maestro Gregorio Carafa, che reca lo stemma della casata familiare d'appartenenza. Spogliata da tutte le opere di oreficeria e di argenteria liturgica durante l'occupazione francese del 1798-1800, tuttavia alcuni alti prelati riuscirono a recuperare parte dei tesori confiscati, tra essi l'insieme di quindici statue d'argento realizzate dall'artista Antonio Arrighi, esponente del barocco romano, tra il 1741 e il 1743. Nella concattedrale si trova anche l'organo a canne Mascioni opus 794, costruito nel 1960. A trasmissione elettrica, è distribuito in tre corpi: ai due lati dell'abside, sopra le cantorie entro casse lignee barocche riccamente scolpite, e dietro l'altare maggiore (corpo corale).

Informazioni Utili per la Visita

La Concattedrale di San Giovanni Battista si trova sull’omonima piazza, a lato di Republic Street. L’ingresso e la biglietteria si trovano effettivamente lungo questa strada.

  • Orari di apertura: La Concattedrale di San Giovanni è aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 16:45 (ultimo ingresso alle 16:00). L’apertura il sabato pomeriggio è una novità recente (settembre 2022), per cui su altri siti o guide potreste trovare l’indicazione che il sabato pomeriggio sia chiusa.
  • Chiusura domenicale: La domenica la Concattedrale è riservata alle funzioni religiose, quindi non è consentito l’ingresso ai turisti.
  • Costo del biglietto: Il prezzo del biglietto è di 15 € per gli adulti e 12 € per i maggiori di 65 anni e gli studenti muniti di tessera, mentre i bambini sotto i 12 anni possono entrare gratuitamente se in compagnia di un adulto. Le persone disabili possono entrare gratuitamente mostrando un documento (preferibilmente la Disability Card, ma sono generalmente accettate con discrezionalità anche i pass dei parcheggi riservati emessi dai comuni italiani).
  • Codice di abbigliamento: Trattandosi di un luogo di culto, è necessario entrare con un vestiario adeguato, in pratica spalle e gambe coperte fino al ginocchio per uomini e donne.
  • Restrizioni sul pavimento: Dato il particolare pavimento della Concattedrale, l’ingresso è proibito indossando scarpe col tacco, ma nella biglietteria sono eventualmente a disposizione delle pattine da indossare. Per la stessa ragione sono proibiti tripodi, bastoni e altri oggetti appuntiti.

La Commenda di Piazza Armerina (Sicilia): Un'altra Testimonianza degli Altari dei Cavalieri

Nel cuore del centro storico di Piazza Armerina, tra la chiesa di Santo Stefano dalla bella facciata barocca ed il Teatro comunale, è possibile visitare una delle testimonianze più straordinarie del coinvolgimento crociato in Sicilia: la “Commenda”. Questo è un edificio molto antico e ricco di storia, già sacro a S. Giovanni Battista di Rodi. Notizie concernenti il passato riportano che fu costruita intorno all’XI secolo, in un particolare momento storico, segnato dall’avvento dei Normanni e il conseguente risveglio da parte della comunità cristiana alla riscossa contro la sempre più minacciosa presenza musulmana in Sicilia. L’edificio fu costruito sulla preesistente chiesetta di S. Maria del Soccorso, donata dal Conte Simone Aleramico (allora capo dei Lombardi di Sicilia) ai Cavalieri dell’Ospedale di Gerusalemme. Successivamente intorno al 1150, l’Ordine Militare dei Cavalieri prese possesso dell’edificio con l’impegno di edificare un complesso da adibire a ospizio per i pellegrini diretti in Terra Santa e di luogo di raduno e di riposo per i Cavalieri Crociati. Più tardi, intorno al 1420, venne trasformato in Commenda dei Cavalieri di Malta che per il loro valore si distinsero nelle battaglie di Rodi (1522), Malta (1551 e 1565) e Lepanto (1571); tra questi vi si arruolarono anche cittadini di Piazza Armerina. Con l’Unità d’Italia i beni della Commenda diventarono del Demanio dello Stato (1866), i locali vennero divisi in lotti e venduti ai cittadini; nei primi anni del 1900 la chiesa fu dichiarata monumento nazionale e restaurata.

Oggi la Commenda conserva ancora le sue forme medievali fortificate, con l’esterno compatto, aperto solo da due portali ad arco acuto e da feritoie. Dal punto di vista artistico sono da ammirare: la feritoia a croce greca sul portale centrale, i due mosaici policromi in marmo vicino all’altare, due acquasantiere, la copertura lignea a capriate e l’abside a pianta circolare con catino. Sono presenti anche alcuni stemmi possibilmente legati all’ordine cavalleresco degli Ospedalieri e successivamente dei Cavalieri di Malta.

Esterno fortificato della Commenda di Piazza Armerina

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