All'indomani della sua elezione a Sommo Pontefice, l'allora Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires, si è affacciato per la prima volta dalla Loggia delle Benedizioni. Le sue prime parole, “Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo alla fine del mondo…ma siamo qui”, hanno subito segnato un nuovo stile. In quell'occasione, ha ringraziato per l'accoglienza e ha subito rivolto una preghiera: “Prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito Benedetto XVI: preghiamo tutti insieme perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. Queste parole hanno preannunciato un pontificato caratterizzato da una profonda e radicata devozione mariana.
Le Radici Biografiche della Devozione Mariana di Papa Francesco
Jorge Mario Bergoglio è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936, figlio primogenito di Mario Bergoglio e di Regina María Sívori, emigrati piemontesi. Sulla sua educazione alla fede cattolica ha influito profondamente la nonna paterna, Rosa, che lo ha avviato alla venerazione della Madonna. Da sacerdote e da vescovo, padre Jorge ha sempre celebrato i riti legati alle feste mariane. Da cardinale e arcivescovo, Bergoglio ha sempre presieduto le celebrazioni di Nostra Signora di Lujan, la Madonna più amata in Argentina e patrona del Paese, il cui santuario si trova a una settantina di chilometri da Buenos Aires.
L'Icona della Salus Populi Romani

Come tutti i suoi predecessori, Papa Francesco ha sempre mostrato il suo amore per Maria. Nei sette anni di pontificato, il suo magistero è quasi contrappuntato dal riferimento alla Madonna, testimoniato nelle sue omelie, discorsi e catechesi. Alla Salus Populi Romani, nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, il 14 marzo 2013, all’indomani della sua elezione, Papa Francesco ha affidato il suo ministero di Pastore della Chiesa universale. È commovente ed esemplare il fatto che alla vigilia della partenza e al rientro di ogni viaggio apostolico o evento importante per la vita della Chiesa, il Papa visiti la Salus Populi Romani, affidando alla Madonna la buona riuscita di ogni suo pellegrinaggio, deponendo un mazzo di fiori e raccogliendosi in preghiera. L’icona della Salvezza del popolo romano è custodita nel tempio liberiano, il primo santuario della storia dedicato alla Madonna. L’immagine della Salus Populi Romani è sempre stata cara ai Gesuiti e ai Pontefici. Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore della Compagnia di Gesù, celebrò la sua prima Messa proprio a Santa Maria Maggiore e Pio XII le rese omaggio quando proclamò il dogma dell’Assunta nel 1950. L’icona era, inoltre, presente a Tor Vergata, nell’agosto del 2000, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, e in quell’occasione Giovanni Paolo II volle affidarla ai giovani insieme alla croce «perché rimanesse anche visibilmente sempre evidente che Maria è una potentissima Madre che conduce a Cristo».
La Madonna che scioglie i nodi
Anche se devotissimo alle icone sudamericane della Vergine di Guadalupe e dell’Immacolata Concezione di Aparecida, sarebbe riduttivo non menzionare la Madonna dei nodi nella devozione mariana del Vescovo di Roma, Papa Francesco. Nel 1986, padre Jorge Mario Bergoglio si recò ad Augsburg, nel sud della Germania, per completare la sua tesi di laurea sul teologo tedesco Romano Guardini. In quella città, egli venne a conoscenza di una particolare devozione alla Vergine Maria che nacque in Germania all’inizio del 1700. La Madonna è raffigurata in cielo, tra gli angeli, intenta a sciogliere i nodi di un nastro che le viene offerto da un angelo alla sua sinistra; dopo aver sciolto i nodi, Maria passa il nastro slegato a un altro angelo alla sua destra. Davvero il Santo Padre Francesco sembra aver fatto suo il convincimento di San Bernardo: De Maria numquam satis! cioè, “di Maria non si dirà mai abbastanza”.
Lo Stile Comunicativo di Papa Francesco Riguardo Maria
Lo stile di comunicazione di Papa Francesco attinge a un linguaggio simbolico che entra immediatamente nell’immaginario collettivo, utilizzando espressioni come “Chiesa ospedale da campo”, “periferie esistenziali” e “l’odore delle pecore”. Anche quando parla della Vergine Maria, Bergoglio utilizza questo linguaggio concreto, colloquiale e immediato.
Maria come "Madre di tutti" e "Mamma"
Come quando il Papa ribadisce che Maria è, anzitutto, «la mamma di tutti» e come tale si comporta: «ascolta i suoi figli, decide agisce, insegna la libertà, aiuta a crescere». Per Papa Francesco la cosa più importante è la fede mariana del “santo popolo fedele di Dio”, che ci insegna ad amare Maria oltre la riflessione teologica. È innanzitutto un’esperienza vitale. Egli ha imparato dal e con il popolo ad amare la Vergine: il popolo gli ha insegnato ad avere questo cuore semplice di figlio, perché Lei è la sua mamma. Dalle parole del Santo Padre emerge un ritratto vivo e affettuoso di Maria.
La Devozione come "Esigenza della Vita Cristiana"
Papa Francesco afferma che «la Chiesa è come Maria: la Chiesa non è un negozio, non è un’agenzia umanitaria, una Ong, la Chiesa è mandata a portare a tutti Cristo e il suo Vangelo». Poi ci sono i richiami molto precisi: «Quando un cristiano mi dice che non ama la Madonna, ma che non gli viene di cercare la Madonna o di pregare la Madonna, io mi sento triste». O questo: «La devozione a Maria non è galateo spirituale, è un’esigenza della vita cristiana».
Di Buon Mattino (Tv2000) - La devozione mariana di Papa Francesco
Maria come "Figura della Chiesa-Madre" e "Nostra Madre Spirituale"
Per Papa Francesco Madre di Dio «è il titolo principale ed essenziale della Madonna. E alla Madre di Dio affida tutti i cristiani che all’inizio di un nuovo anno recitano con lui l’Angelus e li invita a ripetere per tre volte: “Santa Madre di Dio!”». Il Concilio di Efeso (431) ha chiamato Maria «Madre di Dio» perché sia ben chiaro che Gesù, dal suo concepimento, era pienamente Dio e pienamente uomo. Questo modo dogmatico di considerare Maria è necessario alla vita della fede. In esso incontriamo la persona di Maria, Madre del Signore, Madre di Dio, Figura della Chiesa-Madre e nostra Madre spirituale. È lo stesso equilibrio che si osserva scorrendo i pronunciamenti del Santo Padre Francesco in cui è evocato il mistero di Maria.
Temi Chiave nel Magistero Mariano di Papa Francesco
Maria Madre della Chiesa
In una successione di intenti, Papa Francesco istituì una celebrazione nella preghiera liturgica della Chiesa in onore di Maria Madre della Chiesa e stabilì che diventasse universale per tutta la Chiesa di rito romano e obbligatoria ogni anno nel lunedì dopo la domenica di Pentecoste. La memoria sarà inserita in tutti i calendari e libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore. La scelta della memoria liturgica nel lunedì dopo Pentecoste è legata proprio alla presenza della Vergine nel Cenacolo, dove Maria aveva iniziato la propria missione materna pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo. Secondo il pensiero di Papa Francesco “questa celebrazione ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’oblazione di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti”.
Maria e il Mistero Salvifico
Il Concilio ha sapientemente illustrato la partecipazione e la missione di Maria nel mistero salvifico di Cristo e della Chiesa e ha esposto il rapporto che intercorre tra la Vergine e Gesù, il Cristo.
- Maria è il «frutto più eccelso della redenzione» (SC 103), essendo essa stata «redenta in modo così sublime in vista dei meriti del Figlio suo» (LG 53).
- Maria è madre che ha accolto con fede l'annuncio dell'Angelo e ha concepito nel suo grembo verginale, per l'azione dello Spirito e senza intervento di uomo, il Figlio di Dio secondo la natura umana; lo diede alla luce, lo nutrì, lo custodì e lo educò.
Un altro nucleo di contenuti che caratterizza il pontificato di Francesco riguarda l’ecclesiologia del “popolo di Dio” che prende di mira esplicitamente il clericalismo, la corruzione e i rapporti tra la Chiesa e il potere, ma che recupera anche il ruolo delle devozioni popolari (la Vergine Maria, i santi, il rosario).
La Controversia sull'Immacolata Concezione
L'Allegazione
Nel discorso del 21 dicembre 2018, alcuni hanno interpretato le parole di Papa Francesco come una negazione del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria, sostenendo che Ella non sarebbe nata "santa", ma si sarebbe santificata in vita. Questo ha sollevato interrogativi sulla sua conoscenza dei dogmi della Chiesa, in particolare quello che afferma: «La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio Onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale».
Il Discorso Originale di Papa Francesco (21 dicembre 2018)
Testo del discorso di J.M. Bergoglio ai dipendenti della Santa Sede in occasione degli auguri natalizi, Aula Paolo VI, 21 dicembre 2018:
“Guardiamo il presepe. Chi è felice, nel presepe? Questo mi piacerebbe chiederlo a voi bambini, che amate osservare le statuine… e magari anche muoverle un po’, spostarle, facendo arrabbiare il papà, che le ha sistemate con tanta cura! Allora, chi è felice nel presepe? La Madonna e San Giuseppe sono pieni di gioia: guardano il Bambino Gesù e sono felici perché, dopo mille preoccupazioni, hanno accolto questo Regalo di Dio, con tanta fede e tanto amore. Sono “straripanti” di santità e quindi di gioia. E voi mi direte: per forza! Sono la Madonna e San Giuseppe! Sì, ma non pensiamo che per loro sia stato facile: santi non si nasce, si diventa, e questo vale anche per loro. Poi, pieni di gioia sono i pastori. Anche i pastori sono santi, certo, perché hanno risposto all’annuncio degli angeli, sono accorsi subito alla grotta e hanno riconosciuto il segno del Bambino nella mangiatoia. Non era scontato. In particolare, nei presepi c’è spesso un pastorello, giovane, che guarda verso la grotta con aria trasognata, incantata: quel pastore esprime la gioia stupita di chi accoglie il mistero di Gesù con animo di fanciullo. Questo è un tratto della santità: conservare la capacità di stupirsi, di meravigliarsi davanti ai doni di Dio, alle sue “sorprese”, e il dono più grande, la sorpresa sempre nuova è Gesù. La grande sorpresa è Dio!”
Riferimenti alla Sacra Scrittura
- “Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.” (Lc 1,26-30)
- “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.” (Mt 1,20b-23)
Critica e Interpretazione Dogmatica
Riferendosi a San Giuseppe e a Maria Santissima, Bergoglio afferma che "santi non si nasce ma si diventa". La critica mossa a questa affermazione è che essa implicherebbe una non credenza nel dogma dell’Immacolata Concezione, secondo cui Maria Santissima, la Madre di Dio, è nata santa, senza alcuna macchia di peccato, neppure del peccato originale. Questa interpretazione sostiene che, se Bergoglio dice che Maria non è nata santa, allora non crederebbe a Maria Santissima Immacolata, Madre pura e santa del Dio vivente. Chi crede nell’Immacolata sa che Maria, l’Immacolata, è santa da sempre, per una particolare grazia che Maria, la Madre di Dio, ha ricevuto dall’Altissimo. Come afferma l’arcangelo Gabriele inviato da Dio alla Sua Fanciulla, Maria è la “piena di grazia”.
Questa prospettiva sottolinea che tale è la Verità per tutti i veri cristiani, e non sarebbe necessario essere sacerdoti o aver frequentato corsi di studi religiosi particolari per comprendere che Maria è sempre stata santa, perché Dio ha ricolmato Maria della Sua infinita grazia. Il dogma di Maria Immacolata è uno dei dogmi di fede più importanti per tutti i cristiani. Maria Santissima è apparsa a Lourdes l’11 febbraio 1858 presentandosi come l’Immacolata Concezione, confermando il dogma di Maria Immacolata, proclamato ufficialmente dal pontefice Pio IX l’8 dicembre 1854. A Dio, quindi, è piaciuto che Maria fosse concepita senza macchia, senza peccato originale, perché Maria è la Dimora Santa che ha generato nello Spirito, in maniera santa e perfetta, il Figlio divino fattosi uomo. I cristiani sanno che Maria non è divenuta santa ma sanno che Maria è santa già dal Suo concepimento, perché così è piaciuto a Dio. Sanno anche che Maria ha schiacciato la testa a Satana e che Satana e i suoi figli sono da sempre in lotta con Maria e con i Suoi figli. Per questo i cristiani sanno riconoscere i figli di Maria, la tutta santa, la tutta pura, dai figli di Satana, coloro che animati dallo spirito diabolico non perdono occasione per denigrare Maria e la Sua santità. Questa critica conclude che le parole di Bergoglio in questo contesto "si qualificano e si manifestano".
Il Magistero Mariano in Pubblicazioni
In Papa Francesco, riguardo a Maria, teologia, pastorale e spiritualità si fondono insieme. Una teologia sapienziale la sua, che riflette la spiritualità del popolo e il suo 'sentire con la Chiesa'. Alcuni sostengono che egli abbia detto: “Se vuoi sapere chi sia Maria, chiedilo ai teologi; se vuoi sapere come la si ama, questo chiedilo al popolo”.
"Maria. Mamma di tutti" e "Maria con te"
Il lettore che vorrà ripercorrere con il Pontefice la devozione mariana potrà farlo con il libro-antologia Maria. Mamma di tutti, offerto in omaggio ai lettori che acquistano il primo numero di Maria con te, la nuova rivista interamente dedicata alla Madonna in edicola dal 10 maggio al prezzo di un euro. Si tratta di un libro “antologia”, che per la prima volta offre ai lettori un toccante percorso attraverso le più belle riflessioni e invocazioni rivolte da Papa Francesco alla Madonna. Dalle parole del pontefice emerge un ritratto vivo e affettuoso di Maria e le preghiere rivolte dal Santo Padre alla Vergine sono un aiuto per vivere insieme a Francesco il mese mariano. Il volume si articola in tre parti: la prima raccoglie le più belle riflessioni del Papa sulla Madonna, come Madre della Chiesa, di Gesù e di noi tutti; la seconda riprende alcuni interventi del Papa che commenta la preghiera mariana per eccellenza, l’Ave Maria; la terza offre al lettore le preghiere più belle e suggestive che Francesco ha scritto e recitato dedicandole ai momenti particolari della vita dei fedeli e della Chiesa. Maria con te è la nuova testata del Gruppo Editoriale San Paolo ed è il primo settimanale italiano dedicato interamente alla Madonna, utile per vivere la fede con Maria a 360 gradi, che offrirà ai lettori contenuti sempre aggiornati e coinvolgenti.
Il volume offre l’opportunità di conoscere il Magistero ordinario del Vescovo di Roma, Papa Francesco, sulla figura di Maria, la Madre di Dio, la Madre di Gesù Cristo e Madre della Chiesa. In esso sono raccolti quasi tutti i riferimenti essenziali e i più “corposi” che nel suo Magistero il Pontefice ha fatto a Maria, riportati nella loro integrità letterale, attingendo a tutto il magistero del Santo Padre: Angelus, Regina Coeli, Udienze del Mercoledì, Encicliche e Documenti pontifici. Questa immensa “miniera” di contenuti, che rischierebbe di rimanere pressoché sconosciuta e inesplorata dopo essere stata pronunciata, colpisce e sorprende per la ricchezza del contenuto, l’attualità delle riflessioni e la freschezza del linguaggio che, senza nulla togliere alla dimensione teologica, attinge altresì alla sapienza della religiosità: un «vero tesoro del popolo di Dio» che «manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere» (Direttorio su pietà popolare e liturgia, 9). Il medesimo Direttorio ben esplicita la pietà popolare verso la beata Vergine, e la definisce «un fatto ecclesiale rilevante e universale».
I fedeli comprendono facilmente il legame vitale che unisce il Figlio alla Madre. Sanno che il Figlio è Dio e che lei, la Madre, è anche loro madre. Intuiscono la santità immacolata della Vergine e, pur venerandola quale regina gloriosa in cielo, sono tuttavia sicuri che essa, piena di misericordia, intercede in loro favore e quindi implorano con fiducia il suo patrocinio. I più poveri la sentono particolarmente vicina. Sanno che essa fu povera come loro, che soffrì molto, che fu paziente e mite. Sentono compassione per il suo dolore nella crocifissione e morte del Figlio, gioiscono con lei per la risurrezione di Gesù. Celebrano con gioia le sue feste, partecipano volentieri alle processioni, si recano in pellegrinaggio ai santuari, amano cantare in suo onore, le offrono doni votivi. Non tollerano che qualcuno la offenda e istintivamente diffidano di chi non la onora.