La figura di padre Agostino Faedo, francescano dei Frati Minori, è stata ricordata con affetto e gratitudine in occasione della sua scomparsa all'età di 88 anni. La sua vita è stata un esempio di dedizione pastorale e servizio alla comunità, segnata da un profondo legame con la parrocchia di S. Antonio e la Casa del Fanciullo a Marghera, che in seguito diventerà la parrocchia dei Santi Francesco e Chiara.
Gli inizi del ministero e il legame con Marghera
Nato a Chiampo il 15 febbraio 1930, padre Agostino Faedo è stato ordinato sacerdote il 24 giugno 1956. Nel 1957, un anno dopo la sua ordinazione, giunse a Marghera, nella parrocchia francescana di S. Antonio, dove iniziò il suo servizio pastorale come assistente dei giovani dell'Azione Cattolica. La sua opera pastorale si distinse per l'introduzione di incontri comuni tra ragazzi e ragazze, e per l'organizzazione di gite ed attività che ancora oggi sono ricordate da molti.
Dopo un intervallo di due anni trascorsi in Calabria, padre Agostino tornò a S. Antonio, proseguendo il suo impegno con i giovani. Agli inizi degli anni '70, assunse la responsabilità di seguire le famiglie frequentanti la "Casa del Fanciullo". Questo luogo, originariamente destinato ad ospitare bambini orfani della Seconda Guerra Mondiale, si era trasformato in un centro di aggregazione giovanile per il quartiere in espansione intorno a Via Beccaria, funzionando quasi come una "succursale" della parrocchia di S. Antonio.
La nascita della parrocchia dei Santi Francesco e Chiara
La pastorale di padre Agostino pose le basi per la creazione della comunità cristiana che, nel 1988, divenne la parrocchia dei Santi Francesco e Chiara. Il suo impegno nel creare un ambiente accogliente e un punto di riferimento per i giovani e le famiglie contribuì significativamente alla crescita spirituale e sociale del quartiere.
Un uomo di fede e di grande generosità
Le testimonianze raccolte dipingono padre Agostino Faedo come una persona schietta, diretta e dotata di una fede incrollabile nella Provvidenza. "Era schietto e non amava il nì - testimonia Flora - il suo parlare era o sì o no e non usava giri di parole, per cui alcune persone non lo seppero apprezzare nel modo giusto. Però aveva tutti amici e tutti gli aprivano la porta." La sua generosità si manifestava concretamente nell'aiuto concreto ai bisognosi: "non chiedeva e non teneva niente per sé, ma quello che riceveva lo girava a chi ne aveva bisogno," ricorda la signora Flavia.
Padre Agostino era noto per la sua disponibilità e il suo altruismo. Si prodigava per procurare e consegnare a domicilio bombole di ossigeno agli ammalati e si occupava di pagare le bollette della luce a chi si trovava in difficoltà economiche. Nonostante vestisse spesso in tuta alla Casa del Fanciullo, fuori manteneva sempre il suo abito da frate.

L'impegno sportivo e la promozione della comunità
Oltre al suo ministero spirituale, padre Agostino Faedo fu anche promotore di attività sportive e ricreative. Ricorda Mario una partita che organizzò tra "Cappuccini macchiati contro Padri di famiglia", in cui lui stesso, grazie alla sua altezza e al fisico di atleta, giocò da portiere. Sotto la sua guida, il campetto del patronato di S. Antonio vide la nascita di un'attività di basket che portò alla formazione della squadra Leacril-Ducotone e alla crescita di talenti come il nazionale di basket Forti. Inoltre, da questa realtà sportiva emerse anche il portiere di calcio Ivano Bordon, che divenne numero 1 dell'Inter e della Nazionale.
Un legame con la figura di Papa Francesco
Un momento significativo nella vita di padre Agostino fu la possibilità di concelebrare in Vaticano, a Santa Marta, con Papa Francesco il 25 novembre 2016, esattamente sessant'anni dopo la sua ordinazione sacerdotale. Un evento che sottolinea la continuità spirituale e l'ispirazione che trasse dalla figura del Pontefice.
Un ultimo saluto e il ricordo nella diocesi di Belluno-Feltre
Padre Agostino Faedo si è spento venerdì 1° febbraio scorso nella Casa del S. Cuore di Saccolongo, dove era ricoverato da oltre un anno, poco prima di compiere 89 anni. Il suo funerale, celebrato martedì 5 febbraio nella chiesa del beato Claudio di Chiampo, ha visto la partecipazione di molta gente, testimoniando l'affetto e la stima nei suoi confronti. Erano presenti i parroci delle parrocchie di S. Antonio e dei Santi Francesco e Chiara, fra’ Roberto Benvenuto e don Marco De Rossi, insieme a numerosi Alpini, a riprova della sua profonda integrazione nella comunità.
La sua figura, sebbene legata principalmente a Marghera, risuona anche nella diocesi di Belluno-Feltre, dove altri sacerdoti e missionari hanno svolto e svolgono il loro ministero, condividendo l'impegno per la diffusione del Vangelo e il servizio ai più bisognosi. La recente scomparsa di padre Agostino Faedo, avvenuta poco dopo quella di padre Agostino Bianchin, figura centrale nella fondazione della Casa del Fanciullo, lascia un vuoto ma anche un prezioso patrimonio di fede e dedizione per le generazioni future.