L'immagine di Gesù Misericordioso, con i suoi raggi distintivi, è un simbolo fondamentale della devozione alla Divina Misericordia, le cui origini sono profondamente legate alle apparizioni mistiche di Santa Faustina Kowalska. Questa devozione, diffusa in tutto il mondo, ha una storia complessa e affascinante, caratterizzata dalla creazione di diverse rappresentazioni artistiche, da vicissitudini storiche e da un profondo significato teologico.
La Visione di Santa Faustina e il Comando Divino
La genesi dell'immagine risale al 22 febbraio 1931, quando suor Faustina ricevette una visione di Gesù nella sua cella conventuale a Płock, Polonia. Come annotato nel suo Diario:
«La sera, stando nella mia cella - scrisse nel Diario - vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. (…) Dopo un istante Gesù mi disse: «Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te!» (Diario, p. 74).
Gesù espresse il desiderio che questa immagine venisse venerata non solo nella cappella delle suore, ma in tutto il mondo, promettendo grandi grazie a chi l'avrebbe onorata. Le parole di Gesù furono esplicite: «Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l'anima, che venererà quest'immagine, non perirà. Prometto pure già su questa terra, ma in particolare nell'ora della morte, la vittoria sui nemici. Io stesso la difenderò come Mia propria gloria».
Un altro desiderio significativo di Gesù fu che «l’immagine (…) venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia» (Diario).
La Prima Immagine: Eugeniusz Kazimirowski a Vilnius
Suor Faustina tentò di eseguire l'ordine di Gesù di dipingere l'immagine, ma non possedendo le capacità artistiche necessarie, non fu in grado di realizzarla da sola. Dopo alcuni anni, le sue superiore la inviarono a Vilnius. Qui, il suo confessore, il reverendo professor Michele Sopoćko, venuto a conoscenza dei dettagli della visione e della richiesta di Gesù, si rivolse al pittore Eugeniusz Kazimirowski (il cui cognome fu erroneamente citato come Kazimierowski fino al 1988), incaricandolo di dipingere l'immagine secondo le precise indicazioni di suor Faustina.

Il primo quadro della Divina Misericordia fu dipinto a Vilnius, nell'anno 1934, nello studio di Kazimirowski. Suor Faustina dette personalmente le indicazioni al pittore e, insieme a padre Sopoćko, seguì i lavori passo dopo passo. Ci vollero circa sei mesi perché il quadro fosse terminato. Quando fu terminato nel giugno del 1934, Suor Faustina non ne rimase completamente contenta e piangendo si lamentò con Gesù: "Chi Ti dipingerà così bello come sei?". L'immagine fu collocata inizialmente in un corridoio del convento delle Suore Bernardine presso la chiesa di San Michele a Vilnius, di cui don Sopoćko era rettore.
Nel 1935, durante le celebrazioni per la chiusura dell’Anno Giubilare della Redenzione, l'immagine della Divina Misericordia fu portata per la prima volta in pubblico e ebbe pubblica venerazione nel santuario della Madre della Misericordia a Ostra Brama, a Vilnius, dal 26 al 28 aprile, gli ultimi tre giorni dell'ottava della Pasqua. Ha suscitato grande interesse tra i fedeli.
Nel 1944, una commissione di esperti nella valutazione delle immagini sacre, convocata per interessamento dell'arcivescovo, dichiarò che la tela di E. Kazimirowski era stata eseguita a regola d'arte e costituiva un'opera pregevole dell'arte religiosa contemporanea. Le sue caratteristiche includevano uno sfondo monocolore, indaco.
La Diffusione durante la Seconda Guerra Mondiale e l'Immagine di Adolf Hyla a Cracovia

Negli anni della Seconda Guerra Mondiale, le riproduzioni del quadro di Kazimirowski furono diffuse per iniziativa di don M. Sopoćko. Tuttavia, è un'altra immagine a essere famosa in tutto il mondo: quella di Łagiewniki, a Cracovia.
Parallelamente agli eventi di Vilnius, anche a Cracovia si sviluppava la devozione. Nel 1943, il pittore Stanislao Batowski dipinse a Leopoli un'altra immagine su richiesta della congregazione delle Suore della B.V.M. della Misericordia, che venne collocata nella cappella della congregazione a Varsavia. Questa immagine andò tragicamente distrutta durante l'insurrezione di Varsavia.
Nello stesso periodo, il pittore Adolf Hyla si rivolse alla superiora della casa di Cracovia, madre Irena Krzyzanowska, con la proposta di eseguire un quadro come ex-voto per essersi salvato durante la guerra. La superiora, dopo essersi consultata con le suore e con padre Giuseppe Andrasz S.J. (confessore di suor Faustina a Cracovia), suggerì a Hyla di dipingere un'immagine della Divina Misericordia. A tale scopo, gli fornì la descrizione dell'apparizione (trascritta dal Diario) e un'immaginetta riprodotta dall'opera di E. Kazimirowski. Nell'autunno del 1943, il quadro venne ultimato e consegnato a Cracovia.
Il primo dipinto di Hyla fu benedetto il 7 marzo 1943, dando il via a pubbliche celebrazioni della Divina Misericordia nel santuario di Cracovia. Tuttavia, questo quadro era troppo grande e non entrava sull'altare, dove veniva collocato durante le funzioni. Per questo motivo, madre Irena Krzyzanowska ordinò al pittore un secondo quadro, di dimensioni adatte all'altare laterale. La Domenica in Albis, il 16 aprile 1944, il nuovo quadro dipinto da Adolf Hyla, che rappresentava Gesù Misericordioso sullo sfondo di un prato e di cespugli, fu solennemente benedetto da padre Jozef Andrasz S.J.
La questione su quale delle due immagini (quella di Batowski e quella di Hyla, entrambe giunte a Cracovia) dovesse rimanere nella cappella delle suore fu risolta dall'arcivescovo, il Principe Metropolita Adamo Sapieha. Egli decise che, dato che Hyla aveva dipinto il quadro come ex-voto, questo dovesse rimanere nella cappella delle suore. Lo benedì e lo fece appendere. Quel quadro si trova tutt'oggi in un altare laterale della cappella della congregazione a Cracovia, in via Wronia 3/9, ed è venerato come l'immagine di «Gesù, confido in Te!» di suor Faustina Kowalska. Nonostante non fosse il primo quadro storicamente, fu proprio questo a diventare famoso per le grazie, e le sue copie e riproduzioni si diffusero in tutto il mondo.

Controversie e Riconoscimento Ufficiale
Negli anni '50 del XX secolo, l'introduzione dell'immagine della Divina Misericordia nelle chiese, pur essendo diffusissima, suscitò obiezioni tra sacerdoti e vescovi, poiché proveniva da una fonte non ancora verificata dalla Chiesa (il processo di beatificazione di Suor Faustina Kowalska non era ancora stato istituito). I vescovi si rifacevano alle istruzioni della Santa Sede, che raccomandavano prudenza nell'introdurre nuove immagini.
In questa situazione, don Michele Sopoćko, su suggerimento della Conferenza Episcopale Polacca, organizzò nel 1954 un concorso per dipingere un'immagine che rappresentasse Gesù nel Cenacolo dopo la Resurrezione e che istituiva il sacramento della riconciliazione. L'immagine di Ludomir Ślendziński vinse il concorso e fu ammessa al culto dalla Conferenza Episcopale della Polonia il 5 ottobre 1954.
Nel 1959, la Notifica del Sant'Uffizio vietò la diffusione del culto alla Divina Misericordia nelle forme trasmesse da Suor Faustina, lasciando al buon senso dei pastori la scelta di togliere le immagini di Gesù Misericordioso dalle chiese. Solo dopo la revoca di questa Notifica nel 1978, le immagini della Divina Misericordia ritornarono nelle chiese. Oggi, l'immagine di Gesù Misericordioso dipinta in base alla visione di Santa Suor Faustina è presente in quasi ogni nazione.
Mons Jozef Bart ci spiega la devozione alla Divina Misericordia e a Santa Faustina
Il "Vero Quadro" e la Sua Incredibile Storia: la Rivalità tra Vilnius e Cracovia
Attualmente, è aperta una "fervente contesa" sull'autenticità tra due immagini principali: il quadro dipinto a Vilnius da Kazimirowski e quello realizzato da Hyla a Cracovia.
L'Arcivescovo di Vilnius (Lituania), mons. Gintaras Grušas, ha dichiarato in un'intervista che il quadro custodito a Vilnius è "l'unica immagine che Santa Faustina ha visto. Tutte le altre immagini, compresa quella che tutti pensano sia l'originale e custodita a Cracovia, sono state realizzate dopo la morte di Suor Faustina e con l'aiuto delle fotografie dell'immagine autentica". Ha sottolineato che "dietro questo quadro c'è una lunga storia durata oltre cinquanta anni e per questo il ‘nostro’ quadro è l’immagine meno conosciuta nel mondo".
Le Peripezie del Dipinto di Vilnius
Le vicende del dipinto di Kazimirowski sono degne di una "spy-story", snodandosi tra Polonia, Lituania e Bielorussia, in un intreccio di guerre, persecuzioni e regimi totalitari. La sua conservazione è attribuita al meticoloso lavoro di donne coraggiose che riuscirono a salvarlo dal nazismo e dal comunismo.
- 1948: Le autorità comuniste chiudono la chiesa di San Michele a Vilnius, dove il quadro era stato appeso. L'immagine viene privata della cornice e della targa, e illegalmente acquistata da un operaio lituano.
- Salvataggio: Due donne, una polacca e una lituana, recuperano la tela avvolta in un rotolo, la tengono nascosta in soffitta e poi la portano nella Chiesa del Santo Spirito.
- 1956: Don Jozef Grasewicz, amico di padre Sopoćko e tornato a Vilnius dopo anni di reclusione in un campo di lavoro sovietico, decide di recuperare l'immagine.
- Trasferimento in Bielorussia: Don Grasewicz porta il quadro a Nowa Ruda, in Bielorussia, dove aveva ripreso l'incarico di parroco, ponendolo nella chiesa senza rivelarne l'origine.
- 1970: Le autorità decidono di trasformare la chiesa in un magazzino. Svuotano la chiesa, ma il quadro rimane sulla parete dell'altare centrale, poiché non c'è una scala abbastanza lunga per rimuoverlo. Qui supera indenne il comunismo.
- 1986: Tadeusz Kondrusiewicz, allora vicario del Santuario della Porta dell'Aurora, riporta il quadro in Lituania.
- 2004: Il quadro viene spostato dalla chiesa di Santo Spirito nella chiesetta adiacente della Santa Trinità (poi Santuario della Divina Misericordia), per volere del Cardinale Audrys Juozas Backis. Il santuario è stato fondato e consacrato nel 2004.

Il Significato Profondo dell'Immagine e la Misericordia Attiva
Il volto, gli occhi, la mano alzata di Gesù nel dipinto comunicano un messaggio chiaro: la Misericordia è «il palpito del Cuore di Dio» (papa Francesco, Angelus dell’8 aprile 2018). La Misericordia di Dio è concreta e invita all'esperienza personale, come espresso da Santa Faustina nel suo Diario in forma di preghiera:
«Aiutami, o Signore, a far sì che […] i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto; […] il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori e ai gemiti del mio prossimo […]; la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono […]; le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni […]; i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza […]; il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo» (Diario, 163).
Questo messaggio sottolinea come la Misericordia si concretizzi nella comunità attraverso le opere spirituali e corporali di misericordia. Queste opere - dare da mangiare agli affamati, visitare i carcerati, consigliare i dubbiosi, perdonare le offese, pregare per i vivi e per i morti - rendono feconda la preghiera personale e cementano lo spirito di comunità, ancorandolo allo sguardo di Gesù misericordioso, il Gesù descritto da Santa Faustina e raffigurato nei dipinti a quella visione ispirati.
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