Il Santuario della Madonna della Corona: Storia, Percorsi e Informazioni per la Visita

Il Santuario della Madonna della Corona è uno dei luoghi di culto più suggestivi e imponenti d'Italia. Letteralmente incastonato nella ripida parete rocciosa del Monte Baldo, in provincia e diocesi di Verona, a una quota di 775 metri s.l.m., questo santuario attira ogni anno numerosi pellegrini e visitatori, offrendo una vista mozzafiato sulla valle sottostante. Chiamato anche il "santuario nella roccia", è un rifugio spirituale con un'atmosfera unica, dove la fede si fonde con la spettacolare bellezza della natura.

Il nome "Corona" non deriva dalla corona delle raffigurazioni della Vergine Maria, ma piuttosto da un antico termine che indica le "rocce" che circondano il santuario, a sottolineare la sua particolare posizione geografica. La sua vista è talmente iconica che può essere scorto in lontananza dall'autostrada A22 del Brennero, in direzione sud, poco prima del casello di Affi.

Veduta panoramica del Santuario della Madonna della Corona incastonato nella roccia

Storia e Origini del Santuario

Le origini della Madonna della Corona risalgono al XII secolo, quando il luogo, sotto forma di romitorio, ospitava eremiti legati all'Abbazia di San Zeno a Verona, che vi costruirono un eremo per creare un luogo di preghiera tranquillo. Nel 1437, il santuario passò all'Ordine dei Cavalieri di Malta, che lo gestirono fino al 1806, anno in cui tornò sotto la gestione della Diocesi di Verona.

Tra il 1480 e il 1522 fu costruita una prima chiesetta nella roccia, di circa 126 m², che fu poi ampliata e rimaneggiata più volte nel corso del tempo. Nel 1625, la chiesa venne riedificata dai Cavalieri di Malta, acquisendo lo status di santuario, e i lavori furono completati nel 1680. A causa del crescente numero di pellegrini, fu costruito anche un ospizio per l'alloggio.

Nel 1898, si decise di ampliare il Santuario di circa due metri verso il piazzale antistante; di conseguenza, nel 1899, la facciata fu rifatta e ridecorata. In tempi più recenti, nell'Anno Santo 1975, iniziarono importanti lavori di ristrutturazione ed ampliamento della chiesa, con lo scavo nella roccia. Il santuario fu infine consacrato il 4 giugno 1978.

La Leggenda della Pietà e la Scultura Miracolosa

Le origini della costruzione del santuario sono anche avvolte da una leggenda locale. Si racconta del miracoloso ritrovamento di una statua raffigurante la Pietà sull’orlo di un anfratto roccioso. Secondo la narrazione, la statua, originariamente custodita nell’isola di Rodi, sarebbe stata trasferita sul Monte Baldo grazie a un intervento angelico nel 1522, per sfuggire all’invasione dei turchi di Solimano il Magnifico e ai saccheggiamenti dell’isola. La leggenda prosegue descrivendo un gruppo di locali che vide una luce illuminarsi e sentì un coro angelico provenire dalla parete rocciosa, scoprendo poi la misteriosa statua in un punto difficile da raggiungere.

Più verosimilmente, il gruppo scultoreo della Pietà fu donato al luogo di culto da Lodovico Castelbarco, nobile roveretano, nel 1432. Questa piccola scultura in pietra dipinta, risalente al primo Quattrocento, è realizzata con materiale della zona e la sua forma deriva dallo stile Vesperbild d'oltralpe. La devozione alla Madonna della Corona è ampiamente documentata in molte località delle Diocesi di Verona e di Vicenza, in particolare nelle parrocchie della Lessinia.

Architettura e Opere d'Arte

L’edificio attuale misura 600 m², è lungo 30 m e largo 20 m, con una cupola alta 18 m. La facciata, in stile neo-gotico, è decorata con marmi di Sant’Ambrogio e affiancata da un campanile alto 33 metri. Il portone centrale della facciata è affiancato, all’altezza del timpano, da due figure in marmo di Carrara di Ugo Zannoni, raffiguranti San Giovanni Evangelista e Santa Maria Maddalena.

L'interno del Santuario, diviso in tre navate, presenta numerose opere dello scultore veronese. La navata centrale misura 16 m in altezza; la parete della navata sinistra e l’abside sono interamente scavate nella roccia. Qui si possono ammirare una rappresentazione della Sacra Sindone e la "Pietra profumata", un marmo intriso di olio di nardo. La statua della Madonna della Corona, donata da Lodovico Castelbarco, è posta sopra l’altare maggiore. Nella chiesa è presente anche un affresco raffigurante una Madonna con Bambino, attribuita al secolo XIII.

Nei pressi del santuario si trova anche il “Sacellum Pietatis”, un tempietto esagonale.

L'architetto veronese Raffaele Bonente è l'autore delle scene della Via Crucis lungo la strada che scende al santuario, e della scenografia creata sulla parete rocciosa dell'abside della chiesa attorno alla statua della Pietà (Vesperbild). Questa scultura, sospesa al centro della roccia, è circondata da una corona di spine emanante raggi dorati e da cinque gruppi angelici che volteggiano in un tripudio paradisiaco, simbolo della salvezza data dal sacrificio di Cristo e dal dolore della Vergine Maria. Di Bonente sono anche le formelle del paliotto dell'altar maggiore, la formella dell'Annunciazione posta sull'ambone, il Cristo nel battistero, e tutte le vetrate istoriate con i misteri del Santo Rosario, inclusa la grande vetrata a forma di mezzaluna con le litanie dedicate a Maria Regina.

Interno del Santuario, con navata scavata nella roccia

Come Raggiungere il Santuario della Madonna della Corona

Il Santuario della Madonna della Corona si trova nei pressi di Spiazzi, una frazione di Ferrara di Monte Baldo e Caprino Veronese, situata sul versante orientale del Monte Baldo. È raggiungibile in diversi modi, a seconda delle preferenze e della preparazione fisica.

In Auto

Per chi arriva in auto, il percorso più comune prevede di prendere l'autostrada A22 del Brennero, uscire ad Affi e proseguire in direzione di Spiazzi. Spiazzi offre parcheggi dove lasciare la macchina.

A Piedi: I Sentieri per il Santuario

Esistono due sentieri principali per raggiungere il santuario a piedi, entrambi offrono esperienze diverse.

  • Il Sentiero Panoramico da Spiazzi

    Dal centro di Spiazzi, accanto al negozio di alimentari e a un parcheggio gratuito, parte un sentiero asfaltato e in leggera discesa che permette di raggiungere il santuario in circa 15-20 minuti. L'inizio del sentiero è segnalato da due cartelli, uno rosso e uno bianco, entrambi con la dicitura "Santuario Madonna della Corona" o semplicemente "Santuario". Questo percorso è meno impegnativo, ideale per chi cerca una passeggiata più tranquilla. Offre comunque punti in cui si può godere di un panorama spettacolare sulla valle del fiume Adige.

  • Il Sentiero della Speranza (o del Pellegrino) da Brentino Belluno

    Un'altra via d'accesso, decisamente più impegnativa ma di grande suggestione, è rappresentata dal Sentiero della Speranza (o del Pellegrino). Questo sentiero parte dal piccolo paese di Brentino Belluno (in provincia di Verona), a quota 173 metri s.l.m., e si snoda immerso nel bosco. Si tratta di un percorso con un dislivello di circa 600 metri, che include oltre 1.500 gradini (alcune fonti ne indicano 1871) e richiede circa due ore di cammino per essere completato. La scala selciata da Brentino entra nel Vajo del Santuario e si trasforma in una scalinata scavata nella roccia con tornanti, che conduce sotto la chiesa, su un terrazzo panoramico. Questo percorso è particolarmente indicato per gli amanti del trekking, ma la sua ripidità lo rende non alla portata di tutti, con alcuni punti dotati di funi per aiutare nella salita. Dal vicentino, i pellegrinaggi romei di due giorni si innestano su una ripida mulattiera che porta alla conca dei Parpari, attraversando la montagna veronese dietro i corni attraverso San Giorgio di Bosco Chiesanuova e Podesteria di Erbezzo, per poi scendere dal passo delle Fittanze attraverso il passo della Liana a Fosse, ultimo paese della Lessinia prospiciente il monte Baldo.

Una volta percorso il tunnel scavato nella roccia e superata una piccola cappella votiva, si arriva al cospetto del Santuario della Madonna della Corona con la sua ripida Scala Santa di 28 scalini, che conduce all'ingresso.

Sentiero/santuario Madonna della corona con riflessione finale da separato.

Servizio Bus Navetta

Durante tutto l’anno è attivo un comodo servizio bus-navetta che collega il centro di Spiazzi con il santuario della Madonna della Corona. Un biglietto di sola andata costa 2,00 euro, mentre un biglietto andata e ritorno costa 3,50 euro. I biglietti possono essere acquistati presso l’albergo-trattoria Speranza, situato di fronte al punto di partenza della navetta.

Molti visitatori scelgono di fare il percorso a piedi all'andata, approfittando della strada in discesa e del panorama, e di prendere la navetta al ritorno, dato che il sentiero si presenta in salita.

Accessibilità e Regole di Visita

Accesso per Persone con Disabilità

L'accesso al santuario per le persone con disabilità è garantito tramite un comodo ascensore gratuito. Questo ascensore si trova alla fine del tunnel scavato nella roccia, in prossimità della scalinata finale ai piedi della chiesa, superando così gli ostacoli delle scale e rendendo il santuario accessibile a tutti.

Accesso per i Cani

È importante notare che l’accesso all’area del santuario della Madonna della Corona è vietato ai cani. I visitatori che viaggiano con animali domestici dovranno organizzarsi di conseguenza, ad esempio alternandosi nella visita.

Informazioni Pratiche per i Visitatori

Orari di Apertura e Messe

Da novembre a marzo, il santuario della Madonna della Corona è aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 18:30. Le Sante Messe si celebrano con i seguenti orari:

  • Nei giorni feriali: ore 10:30 (ad eccezione del giovedì, quando è fissata alle ore 15:30).
  • Il sabato: due messe, la prima alle 10:30 e la seconda alle 17:00.
  • La domenica: (Gli orari non sono specificati nel testo ma sono generalmente disponibili sul sito del Santuario).

L'atmosfera alla Madonna della Corona è particolarmente magica la mattina presto o la sera tardi, momenti ideali per la contemplazione.

Punti di Ristoro

Il punto di ristoro più vicino al santuario è il bar Al Santuario, situato a pochi metri dalla scalinata che conduce all’ingresso della chiesa. Qui è possibile consumare snack, gelati, spuntini, bibite e caffè. Per chi cerca un ristorante dove fermarsi a pranzo o a cena, c'è un'ampia disponibilità lungo la via principale del paese di Spiazzi, che offre diverse opzioni.

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