Un Ecléctico Panoramica sui Creatori di Valore: Dalle Gemme Naturali ai Ritmi Urbani

Questa analisi esplora due distinti ambiti di creazione di valore: quello materiale e prezioso rappresentato dalla gioielleria artigianale e quello artistico e innovativo del panorama musicale rap. Si evidenziano le figure del maestro gioielliere Konrad Laimer, legato alla riscoperta della meranite, e degli artisti Blo/B e Gionni Gioielli, noti per il loro approccio unico al rap italiano attraverso l'album "MoMa".

La Meranite: Un Tesoro Geologico e l'Arte di Konrad Laimer

Le rocce ai piedi del Picco Ivigna custodiscono tesori nascosti, la cui formazione può essere fatta risalire all'attività vulcanica di circa 280 milioni di anni fa. Attraverso la circolazione di acqua calda, i minerali sono stati sciolti dalla roccia e ridepositati in cavità e fessure sotto forma di una speciale varietà di diaspro.

Origine Geologica della Meranite nella Val di Nova

In profondità nella gola della Val di Nova corre una faglia geologica impressionante. Nella stagione senza neve, è possibile vedere chiaramente che qui si trovano due rocce molto diverse l'una dall'altra: orograficamente a destra (a nord-ovest) il granito bianco del Picco Ivigna, e orograficamente a sinistra (a sud-est) le rocce rosse del complesso vulcanico dell'Adige, noto come porfido quarzifero di Bolzano. La tonalità rossa del porfido si ritrova anche nella facciata delle stazioni a valle e a monte della funivia Merano 2000.

Queste rocce, appartenenti al Sudalpino, si sono formate nel periodo Permiano, più precisamente tra 285 e 275 milioni di anni fa. Questo periodo è stato caratterizzato da una forte attività vulcanica. Le rocce vulcaniche rosse sono lave solidificate, ceneri vulcaniche saldate e altro materiale espulso dal supervulcano di Bolzano, una delle più grandi aree vulcaniche del mondo in quel periodo. A questa eruzione vulcanica sono riconducibili anche le suggestive cime di porfido rosso di Verano, come il Rotsteinknott (Knottnkino) e il Beimsteinknott.

Il granito del Picco Ivigna, invece, di colore chiaro, si è formato nello stesso periodo, ma fino a 10 km di profondità, per solidificazione del magma, senza che si verificasse un'eruzione. Solo in tempi geologicamente molto recenti, negli ultimi 23 milioni di anni (nel Miocene), il massiccio del Picco Ivigna è stato sollevato dalle profondità nel corso del sollevamento generale delle Alpi come conseguenza della collisione delle placche continentali africana ed europea. L'enorme forza e pressione ha provocato la rottura e la frantumazione delle rocce.

Un'altra attrazione geologica nelle vicinanze è il confine tra le unità alpine meridionali e quelle orientali, la cosiddetta linea insubrica o periadriatica. Questa faglia tettonica, la più importante delle Alpi, è lunga oltre 700 km e si estende dal Piemonte a ovest fino alla Slovenia a est. Qui corre lungo il versante nord-occidentale del Picco Ivigna, da Merano-Monte San Zeno, passando per il rifugio Picco Ivigna e il Rötenbach a sud di Videgg, fino al lago di Anteran e poi giù nella Val Sarentino fino a Riobianco. Durante la formazione delle Alpi, in corrispondenza di questa faglia le scure rocce di ardesia e gneis delle Alpi orientali sono state spinte in direzione sud-est sopra il chiaro granito del Monte Ivigna. Il contrasto cromatico tra le rocce è comunque facilmente riconoscibile sul terreno. Anche lo stretto nastro grigio-argento del Rio di Nova è riconoscibile, anche se è per lo più nascosto dietro boschi e rocce. Fino al XX secolo, le cronache riportano di violenti temporali provenienti dalla zona del Picco Ivigna, durante i quali le masse d'acqua del Rio di Nova scendevano giù per la stretta gola rocciosa con alberi, detriti e fango, spazzando via case, campi e strade lungo il percorso.

Mappa geologica della Val di Nova con evidenza delle faglie e delle diverse tipologie rocciose

La Scoperta e l'Arte Oreficeria di Konrad Laimer

La bergherite, composta dagli elementi silicio, ossigeno e tracce di ferro, e assegnata alla famiglia dei diaspri, è stata scoperta nel 2007 dal collezionista di minerali Paul Berger nella Val di Nova. Le sue venature rosse in una ricca matrice verde ne fanno una gemma unica. Dieci anni dopo, l'orafo altoatesino Konrad Laimer, un maestro gioielliere che da anni ricerca con passione i tesori della sua terra e li inserisce nel suo lavoro, ha riscoperto questa gemma, ora chiamata meranite. Laimer trasforma i materiali in gioielli che raccontano le loro origini con un linguaggio formale moderno, chiaro ed elegante.

Gioiello in meranite realizzato dal maestro orafo Konrad Laimer, che evidenzia venature rosse e matrice verde

Blo/B e Gionni Gioielli: Innovazione e Autenticità nel Panorama Rap Italiano

Nel contesto della creazione di valore, non solo materiale ma anche artistico, spiccano figure come Blo/B e Gionni Gioielli, che hanno ridefinito il rap italiano con un approccio unico e autentico. Blo/B è stato ascoltato per la prima volta un paio di anni fa con Calvario, un brano che lasciava trasparire tutte le difficoltà dell’artista nel credere in sé stesso e in quello che faceva. Oggi il termine underground sembra non bastare più per definire quella schiera di artisti che possono considerarsi di nicchia, ormai si distingue semplicemente chi riesce e chi no. Non tutti si sono fatti trovare pronti al cambiamento e in molti hanno preferito abbandonare il gioco.

La Rinascita Artistica di Blo/B e l'Approccio di Gionni Gioielli

Qualche mese fa, Blo/B aveva interrotto il suo lungo silenzio, suonando come una dichiarazione d’intenti che lo vedeva riprendere la sua arte in mano e trasformarla in qualcosa di nuovo, che avesse senso di esistere perché figlia di una necessità. Prima di questo disco, ci sono almeno due elementi fondamentali che hanno fatto da traino per la nuova rinascita: il primo è l’avvento di una schiera di artisti di caratura massimale che hanno riportato in America un certo modo di fare e di intendere il rap, portando con loro un immaginario citazionista ed inedito allo stesso tempo. Le produzioni di Gionni Gioielli sono atipiche in questo momento del rap italiano. Niente vaneggiamenti, niente decorazioni, niente plastica: soltanto un suono grezzo ed originale, sample e batteria.

Ritratto stilizzato degli artisti Blo/B e Gionni Gioielli in uno studio di registrazione

Il Concept Album "MoMa" e le Sue Tematiche

Così come YGS, anche MoMa porta avanti l’idea di un concept album, utilizzando un preciso argomento per imporre il proprio punto di vista ed affermarsi tramite il rap. Idee che vengono materializzate in modo molto figo, soprattutto grazie a delle skit assolutamente azzeccate al termine di ogni brano. Spettacolare ad esempio quella di Alberto Burri, artista noto per aver sostituito i materiali che si utilizzavano comunemente con la plastica, metafora del cambiamento. Inoltre la stessa traccia descrive bene la repulsione che Blo/B e Gioielli provano verso certi personaggi che fanno attenzione a tutto. "Burri con la vile e consueta plastica vuole raccontare a modo suo tutto ciò".

Già dalla cover il disco ispira fiducia nell’ascolto: minimale, con i nomi dei due protagonisti in primo piano e una delle gallerie d’arte moderna più famose al mondo sullo sfondo, il MoMa. Attraverso le nove tracce di cui si compone, Blo/B sviscera a fondo tutte le sue opinioni: sul rap game, sui colleghi, sul modo di intendere l’hip-hop, su cosa lo spinge a farlo e su cosa gli ha fatto spesso pensare di smettere.

Copertina dell'album MoMa di Blo/B e Gionni Gioielli, con sfondo minimalista e il logo MoMa

Collaborazioni e Visione Artistica

Molti sono i pezzi che meritano una particolare menzione. Marcel Duchamp si avvale invece di una super collaborazione targata Jack The Smoker, che rappresenta un biglietto di visita garantito per tutto il progetto oltre che per la traccia in sé. Anche questo titolo non è affatto casuale, dato che Duchamp diede vita all’arte concettuale, secondo cui il significato di un’idea o di un concetto è più importante del modo in cui si presenta. Blo/B e Gionni Gioielli hanno tanta carne da mettere al fuoco ed il momento per sfornare qualcosa di così inedito e figo non poteva essere più giusto.

Ma non hanno voglia di rubare la scena, anzi, nel loro disco c’è spazio per artisti che non hanno la visibilità che meritano nonostante le barre dicano l’esatto contrario. In Andy Warhol e The Factory vi è una vera e propria gara a chi spacca di più tra Silla Felix, Jangy Leoon, Lanz Khan e Blo/B. A proposito. Seppur in veste di produttore, Prata non manca l’occasione di cimentarsi su una sua produzione, essendo anche lui gasato visibilmente dal lavoro svolto: Jeff Koons regala perle di saggezza rare.

Di solito quando un artista realizza un disco, lo fa seguendo delle precise linee guida, facendo spesso attenzione alla traccia d’apertura e quella di chiusura. La prima deve preparare l’ascoltatore a ciò che lo aspetta, la seconda deve lasciare il segno. Giorgio De Chirico è un grand finale, riuscito sotto molti punti di vista, dalla citazione ad uno degli artisti più interessanti e controversi dell’arte italiana sino alla struttura del brano. L’impostazione che Blo/B ha dato alla sua chiusura differenzia il brano da tutti gli altri presenti nel disco e - personalmente - ha anche un po’ emozionato.

In questo momento storico in cui il rap italiano vive sotto le luci dei riflettori, tra finte amicizie e partnership economiche, Blo/B ne approfitta per distanziarsi da queste cattive abitudini e ricorda, pur senza citarli direttamente, tutti gli artisti che ha avuto il modo di incrociare nel suo percorso artistico: dal rapper che ha fatto il successo vero a quello che lo meriterebbe ma è costretto ad un altro lavoro, passando per quello che più lo ha stupito a quello che lo fa per pura passione, senza alcun rancore verso il successo altrui. Si spera vivamente che MoMa sia da monito non solo per gli ascoltatori, ma anche per tutti gli artisti che hanno qualcosa da dire, ma non vogliono farlo perché temono di non essere ascoltati o che non ne valga la pena. Lo stile, l’attitudine e la passione per questa musica pagano sempre se si è in condizioni di farlo.

Blo/B si era esposto per annunciare il suo ritiro tornando poi indietro sui suoi passi, col rischio di minare la sua credibilità ed esporre le sue debolezze. Non serve andare a cercare capri espiatori o motivazioni nascoste dietro il successo altrui, perché sono le visioni differenti che costruiscono il gioco. Si consiglia l'ascolto di MoMa e ci si scusa per aver dimenticato Gionni Gioielli tra i migliori producer del 2018.

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