La Basilica di San Marco e la Perenne Sfida dell'Acqua Alta

La Basilica di San Marco, capolavoro bizantino e simbolo di Venezia, si trova da secoli ad affrontare la costante minaccia dell'acqua alta. Le ferite inflitte dall'acqua salata della laguna, che risale lungo le antiche pareti in mattone e intacca i preziosi mosaici e marmi, minano profondamente la struttura. Negli ultimi decenni, questa problematica si è aggravata notevolmente, con eventi sempre più frequenti e intensi che accelerano il processo di degrado del monumento.

Mosaici e pavimenti danneggiati dall'acqua salata all'interno della Basilica di San Marco

Vulnerabilità e Danni Storici

La prima chiesa, voluta da Giustiniano Partecipazio, fu costruita accanto al Palazzo Ducale nell’828 per ospitare le reliquie di San Marco. La Basilica, quando fu edificata nel 1094, era posizionata ben al di sopra del mare, almeno un metro e mezzo più alta rispetto ad oggi, rendendo l'ingresso dell'acqua un evento raro. Nove secoli dopo, l'acqua è diventata il nemico quotidiano, non solo per quella che allaga materialmente i pavimenti millenari, corrode i marmi e i portali bizantini, ma anche per quella che risale, con il salso, dal terreno, inerpicandosi fino a dieci metri d’altezza, dove si trovano i mosaici.

Le strutture della piazza sono gravemente danneggiate dall'acqua alta, dall'usura e dai cedimenti degli antichi cunicoli per il deflusso delle acque piovane. Con 90 cm quasi due terzi della superficie della Basilica è allagata, mentre con 100 cm (in media 7 volte all'anno) la Piazza e gli spazi circostanti sono quasi completamente sommersi. Più di 250 volte all'anno, quando la marea raggiunge il livello di 60 cm, l'acqua comincia a invadere il nartece e la pavimentazione davanti all'ingresso.

Il danno, che si manifesta spesso in modo subdolo, ha lasciato in passato segni tangibili. Ad esempio, in un evento recente, il marmo verde del basamento di due colonne, davanti alla porta San Clemente, è stato ridotto in polvere, un danno particolarmente grave dato che si tratta di marmo raro e quasi introvabile. Alcune colonne portanti della porta interna di San Pietro sono state fasciate con cerchiature in metallo e resina, mentre altre ornamentali della porta centrale sono inscatolate in attesa della sostituzione del marmo verde.

La Basilica di San Marco è stata allagata per la sesta volta in 1200 anni, con una marea che in un'occasione recente ha toccato i 190 centimetri, un livello mai raggiunto dal 1966, che ha spinto le autorità a richiedere lo Stato di Calamità. In questa circostanza, l'acqua ha superato la paratoia tra il nartece e la cappella Zen, e poi anche quella tra questa cappella e il Battistero, allagando tutto. L'acqua è entrata anche nella cripta dalla finestra e nel corpo principale della chiesa ha lambito il pavimento di fronte all'altare della madonna Nicopeia.

ECCO I DANNI DELL'ACQUA RECORD ALLA BASILICA DI SAN MARCO

I Nuovi Sistemi di Protezione: La "Cintura Trasparente"

Recentemente, la Basilica ha visto l'installazione di una "cintura" trasparente attorno al perimetro del monumento. Si tratta di 130 metri di balaustra trasparente, con lastre di cristallo lunghe 5 metri ciascuna per 1,30 metri di altezza, che sigillano il perimetro del capolavoro bizantino. Queste barriere in vetro, sebbene non ancora inaugurate ufficialmente, sono fisse e disturbano in modo minimo la vista del tempio. Presentano 4 varchi, due laterali e due all'ingresso principale, nei quali paratie in metallo, simili a quelle usate nelle case e nei negozi veneziani, vengono inserite a 'ghigliottina' solo nei casi di acqua alta.

Questa opera, costata 5,2 milioni di euro, è stata il frutto di oltre un anno di lavori, interrotti da stop tecnici legati alle fondazioni, a ritrovamenti archeologici (moltissimi scheletri, essendo un'area di sepoltura nei secoli passati) e alla crisi finanziaria del Consorzio Venezia Nuova.

Il successo di questo sistema è stato evidente in una prima domenica di novembre, quando un'alta marea intermedia di +95 centimetri, non sufficiente a far entrare in funzione il Mose, ha sommerso la Piazza San Marco con 10 centimetri d'acqua. In questa occasione, fuori dalla cintura l'acqua sommergeva la piazza, mentre dentro il recinto il selciato era asciutto, con la chiesa protetta dalla marea. Il Proto di San Marco, Mario Piana, ha commentato: «È un dato assolutamente positivo, tant'è vero che, grazie a finanziamenti del Ministero della Cultura, abbiamo programmato gli interventi per rimediare ai precedenti danni dell'acqua alta, nel nartece, con la tranquillità che non vi saranno più problemi dovuti ai sovra accumuli di marea».

Renzo Rossi, titolare dell’omonima azienda che ha eseguito l’intervento, ha spiegato che qualche piccolo rivolo d'acqua all'interno del perimetro è "previsto dal progetto per alleggerire la pressione dell’acqua". Ha aggiunto: «È una gioia vedere che la Basilica è protetta».

Ilaria Bramezza, dirigente del Ministero delle Infrastrutture, ha sottolineato: «Una barriera che funziona, come vediamo, e che può proteggere la Basilica fino a 190 centimetri di marea (quindi anche in caso di malaugurato malfunzionamento del Mose, che si alzerà sopra i 110, ndr)». Ha spiegato che non è stato facile, poiché la rimozione dei masegni ha rivelato che le fondazioni non erano sufficienti a tenere le barriere, richiedendo un rinforzo per evitare che la spinta dell'acqua le buttasse fuori.

Il Ruolo del Mose e i Limiti

Il Mose, il sistema di barriere mobili progettato per proteggere l'intera città, entra in funzione generalmente quando la marea supera i 110 centimetri. Tuttavia, per maree inferiori a questa soglia, la Basilica di San Marco è rimasta storicamente vulnerabile. Di norma, in questi casi, la piazza e la Basilica venivano comunque allagate, causando gravi danni al monumento. Anche quando il Mose è stato sollevato 20 volte in un anno, tenendo gran parte di Venezia all'asciutto, la Basilica è rimasta a rischio per le maree "intermedie".

Fino a una marea di 88 centimetri, l'acqua non entra, grazie a un sistema di canali interni, pompe e valvole che impediscono la risalita dalle fondamenta. Oltre tale quota, invece, l'acqua entra dalla Piazza, inonda il nartece, deposita il salso e danneggia i mosaici. Il Mose è ancora un punto interrogativo, non essendo ancora completamente ultimato e con il Consorzio sull'orlo del baratro economico, anche se da Roma assicurano fondi per il completamento. Inoltre, il Mose entrerebbe in funzione solo a partire da 110 centimetri di marea, un livello che non salva la piazza e la Basilica dalle maree più basse ma comunque dannose.

Problemi Burocratici e Progetti Futuri

Nonostante l'efficacia delle nuove barriere, sono emersi problemi legati alla loro gestione. In occasione di una recente acqua alta di 97 centimetri, che ha lasciato tutti basiti, è venuta a galla una sconfortante verità: non si sa a chi spetti la chiusura delle paratie di vetro. Gli operai di una ditta che aveva eseguito i lavori avevano finora provveduto a ciò come "scambio di cortesia". Tuttavia, con l'arrivo delle ferie natalizie, la comunicazione alla Procuratoria di San Marco, al Comune di Venezia (proprietario dell'area) e al Provveditorato (che cura i lavori per conto dello Stato) è "caduta nel vuoto", lasciando la Basilica indifesa.

L'opera, comprensiva di vetri, pompe e valvole, è costata 5 milioni di euro, ma non esisterebbe alcun contratto scritto che stabilisca mansioni e compiti di gestione delle paratoie di vetro. Dopo lo sconcerto e il rimpallo di responsabilità, si è resa necessaria una corsa ai ripari.

In rampa di lancio ci sono altri lavori per la salvaguardia di Piazza San Marco. Nei prossimi giorni partirà il primo stralcio di «impermeabilizzazione» della piazza, con il restauro dei cunicoli di scolo, l’inserimento di valvole per bloccare la risalita e il rialzo di alcune parti, per un totale di quasi 7 milioni di euro e un anno e mezzo di lavori. Questi interventi, a cui ne seguiranno altri, porteranno a un totale vicino ai 50 milioni di euro. È inoltre in previsione un intervento (che richiederà anni) che riguarda l’Insula Marciana, ovvero tutto il "salotto buono" di Venezia, per tenerla all'asciutto per le maree che non saranno intercettate dal Mose.

La Procuratoria di San Marco ha finanziato una prima ideazione, affidandola all’ingegnere Daniele Rinaldo e al proto Piana, che prevede una vetrata che corre sul fronte della chiesa a circa un metro e mezzo dalla facciata. Questo progetto, pronto da due anni e approvato nel 2019 dal Ministero dei Beni Culturali con alcune indicazioni di modifiche, ha subito ritardi a causa di nuove revisioni e bocciature da parte di comitati tecnico-scientifici. Successivamente, si è tornati all'ipotesi iniziale dell’ingegnere Rinaldo, sulla base della quale è stato sottoscritto un atto attuativo, preludio all'apertura dei cantieri.

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