L'Abbazia di Santa Maria in Falleri e il Contesto Storico-Archeologico di Falerii Novi

L'antica città dei Falisci, un tempo denominata Falerii, fu distrutta dai Romani. Questa località, di grande importanza artistica, storica e monumentale, era situata su uno sperone tufaceo tra le profonde gole di due affluenti del Treja, ai piedi dei monti Cimini. Oggi è nota come Civita Castellana, e conserva monumenti di grande interesse.

Il paesaggio circostante, sul cui sfondo si erge il monte Soratte, fu molto caro ad artisti ed intellettuali viaggiatori del “Grand Tour” che soggiornarono in questo territorio tra il XVII e XIX secolo d.C.

Dall'Antica Falerii a Falerii Novi: La Nascita di una Nuova Città

Quando nel 241 a.C. le truppe romane riuscirono ad espugnare il sito di Falerii Veteres (l’odierna Civita Castellana), naturalmente bastionato, obbligarono la popolazione a trasferirsi in pianura a circa 5 km di distanza. E qui nacque dal nulla la seconda Falerii che, per distinguerla dalla prima, fu chiamata dagli studiosi Falerii Novi. Questa città falisca fu fondata nel 241 a.C. per i deportati della vicina Falerii Veteres distrutta dai Romani perché ribellatasi.

Ricostruzione storica di Falerii Novi con la cinta muraria

I suoi resti sono grandiosi: una cinta muraria di forma trapezoidale perfettamente conservata, costituita da grandi blocchi di tufo rosso in opera quadrata, si estende per 2108 metri con 50 torri quadrate e un fossato sul lato orientale. L’entrata e l’uscita avvenivano tramite nove porte, sempre difese ai lati da torri sporgenti.

Tra le aree archeologiche e naturalistiche più importanti in quest'area si trova anche la via Amerina con il suo basolato stradale, tombe e templi di epoca romana, con i resti della città falisca di Falerii Novi e, appunto, l'abbazia di Santa Maria in Falleri. La via Amerina si staccava dalla Cassia nella valle del Baccano e, attraverso l’antico ager faliscus, metteva in comunicazione Roma con l’Umbria, prendendo nome dalla città di Amelia (Ameria).

Alla fine del X secolo o al principio dell’XI, gli abitanti del nuovo centro si trasferirono nella vicina Civita Castellana.

L'Abbazia di Santa Maria in Falleri: Storia e Vicissitudini

L’Abbazia di Santa Maria in Falleri, affascinante edificio religioso del XII secolo, sorge all’interno delle mura dell’ormai abbandonato centro di Falerii Novi. Alle sue spalle si cela una storia tormentata, la cui data di fondazione non è ancora del tutto definita. Inoltre, non è chiaro nemmeno chi furono i primi monaci a costruirla e a governarla.

La data di costruzione dell’abbazia dovrebbe attestarsi al 1143, come scritto sull’unico documento ufficiale che la cita. Altre fonti affermano che già era presente una chiesa prima che arrivassero i Cistercensi. Alcuni ritengono che l‘edificazione fu dovuta ai Cosmati, altri invece l’attribuiscono ai Cistercensi. Probabilmente, in quell'occasione, i Benedettini si insediarono a Falerii Novi e vi eressero un monastero.

Vista esterna dell'Abbazia di Santa Maria in Falleri tra le rovine di Falerii Novi

Negli anni 1183 e 1186, come riportato da due lapidi (di cui una oggi perduta), furono consacrati due altari nelle cappelle del transetto.

Dopo varie vicissitudini storiche e numerosi proprietari, tra il XIII e il XIV secolo, l’ordine cistercense si trovò a vivere una fase di profonda crisi economica e spirituale. Da questo periodo in poi si succedettero altri proprietari: nel 1355, Papa Innocenzo IV la cedette al monastero di San Lorenzo al Verano perché fosse riformata. Nel 1392, i suoi terreni passarono all’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, mentre la chiesa e l’abbazia cadevano in Commenda.

Ormai quasi del tutto abbandonata a se stessa e con i monaci cistercensi non più presenti da tempo, il destino dell’abbazia di Santa Maria in Falleri era segnato. Nonostante tra i proprietari compaiano Papi, famiglie nobili ed enti prestigiosi, fu definitivamente chiusa nel 1649. Nel 1786, Papa Pio VI la concesse in enfiteusi al Comune del vicino paese di Fabrica, che ne divenne poi proprietario. Oggi la chiesa è in rovina e gli ambienti monastici sono ridotti a casa colonica.

Caratteristiche Architettoniche dell'Abbazia

L’edificio di Santa Maria, costruita in tufo e marmo, presenta esternamente chiari lineamenti romanici ma si individuano, specie all’interno, le classiche architetture tipiche cistercensi. La facciata è semplice con un grande oblo centrale nella parte più alta e due più piccoli, posti in corrispondenza delle tre navate interne. Un portone di marmo, opera degli artisti Lorenzo e Jacopo, arricchisce la facciata. Altra peculiarità architettonica è quella di avere una serie di colonne con capitelli tutte diverse.

Dettaglio dei capitelli e delle colonne interne dell'Abbazia di Santa Maria in Falleri

La pianta dell’edificio religioso è a T, con l’abside poco aggettante dal transetto. Il corpo centrale della chiesa è composto da tre navate, di cui la centrale è il doppio di quelle laterali. Queste sono separate da un sistema alternato di pilastri maggiori cruciformi, pilastri minori quadrati (nelle prime due campate verso l’ingresso) e colonne (nelle due campate verso il transetto).

Le colonne sono realizzate con l’assemblaggio di pezzi di riuso, presi dai resti della città romana e riadattati al nuovo utilizzo. Di particolare pregio sono i quattro capitelli, tutti differenti tra loro. I primi due che si incontrano sono stati rilavorati prima di essere posti in opera, mentre uno degli altri due, quello a destra di chi guarda, è stato realizzato ex novo in periodo medievale. L’ultimo capitello è un elemento molto interessante perché mostra figure umane scolpite e abbigliate come soldati romani.

In corrispondenza della navata centrale si apre l’abside principale semicircolare, affiancata da due cappelle per lato (anch’esse a terminazione circolare) che si affacciano sui bracci del transetto. Nella parete di sinistra si aprono finestre di luce ridotta, mentre le absidi hanno monofore a strombo unico. Il transetto è voltato a botte. Sulla copertura originaria del corpo centrale, oggi crollata, gli studiosi avanzano ipotesi differenti: volta a botte o a crociera per la navata principale, tetto a falde o volte per quelle laterali. Sull’incrocio tra navate e transetto non c’è tiburio o campanile, come invece spesso accade nelle chiese cistercensi.

La facciata doveva presentare tre oculi circolari in corrispondenza delle navate e un portico che fu distrutto per apporre il portale cosmatesco. La scarsità di elementi gotici insieme alla ricchezza di quelli romanici, soprattutto nella decorazione, ha indotto alcuni studiosi a negare a Santa Maria di Falleri una paternità cistercense. Altri, invece, sostengono che la chiesa rappresenterebbe un esempio di architettura cistercense delle origini, ancora molto legata a quell’arte romanica che, predominante nella zona, avrebbe influenzato i costruttori.

La parte più affascinante della costruzione è però rappresentata dalla zona del transetto, dove, a sorpresa, si aprono ben cinque absidi e non tre come ci si aspetterebbe, caso unico tra le chiese cistercensi italiane.

Itinerari e Consigli per la Visita

Questa perla del romanico, insieme alla vicinissima città fantasma di Falerii Novi e al borgo di Civita Castellana, ricco di palazzi storici, chiese e il Forte Sangallo (sede del Museo Archeologico dell’Agro Falisco), forma un bell’itinerario storico-archeologico di grande interesse. Le fresche giornate di primavera e di autunno sono i momenti ideali per godere al meglio di questi luoghi affascinanti.

Santa Maria In Falerii

Si può raggiungere l’abbazia facilmente sia da Civita Castellana (6,7 km) che da Fabrica di Roma (6,8 km). Da Civita occorre seguire la SP27/Via Falerina e si raggiunge in poco tempo il centro abitato di Faleri. Qui si incontrerà un cartello turistico che indica il “Parco Falisco” e tutte le attrazioni presenti, inclusi la città abbandonata e il complesso cistercense.

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura contattando direttamente la struttura prima della visita.

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