L'Abbazia di Chiaravalle della Colomba: Storia, Architettura e i Tesori della Sagrestia

L'Abbazia di Chiaravalle della Colomba, situata nella pianura piacentina, rappresenta uno dei più antichi e significativi complessi monastici cistercensi dell'Emilia Romagna. Fondata nel XII secolo, è un luogo di profonda spiritualità e un pregevole esempio di architettura romanico-gotica.

Foto aerea o panoramica dell'Abbazia di Chiaravalle della Colomba

Fondazione e Origini dell'Abbazia

La fondazione dell'Abbazia di Chiaravalle della Colomba è merito della straordinaria attività di San Bernardo da Clairvaux. Attorno al 1135, San Bernardo, aiutato dall’opera dei Monaci Cistercensi da lui fondati, bonificò la zona per poter erigere l’Abbazia. L'inizio dei lavori è accertato attorno al 1145, e proseguirono saltuariamente per almeno due secoli, su invito del vescovo di Piacenza Arduino.

La denominazione "della Colomba" è attribuita a una leggenda che narra di una colomba candida che volteggiò dinanzi agli occhi dei monaci, delineando con pagliuzze il perimetro del complesso religioso. Questa tradizione è menzionata nella "institutionis paginam" e simboleggia la fondazione del cenobio. Forse più semplicemente, l'appellativo si riferisce al mistero dell'Annunciazione, armonizzandosi con la spiritualità mariana cistercense, essendo la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta.

Nei due secoli successivi alla sua fondazione, i monaci dell'abbazia furono la guida per lo sviluppo economico e sociale del territorio circostante e per la grande crescita del complesso cistercense, diffondendo anche la loro spiritualità.

Vicissitudini Storiche e Rinascita

Il monastero fu spesso preda di razzie, soprattutto ad opera dei vari eserciti che si contendevano il controllo del territorio. Un grave problema si verificò quando invalse l’uso della commenda. Secondo tale uso, un’Abbazia o monastero veniva assegnato come priore a un personaggio illustre che, vivendo solitamente lontano, raramente se ne occupava, limitandosi a incassare le cospicue rendite economiche. L'Abbazia di Chiaravalle della Colomba, già famosa sede di attività religiose, scientifiche, letterarie e agronomiche, fu data in commenda nel 1444.

In epoca napoleonica, due decreti del 1805 e 1810 confiscarono i beni e soppressero l'istituzione. I religiosi, come accadde in molti altri istituti, vennero allontanati. Proprietà quali l'archivio, la biblioteca e gli arredi andarono persi, mentre i mille ettari di terreno e i fabbricati divennero proprietà degli ospedali civili di Piacenza. Nel cenobio rimasero solo due monaci (uno come parroco e un altro come insegnante) e un converso con funzioni di sagrestano.

Nel 1937 l’ultimo abate-parroco, don Guglielmo Bertuzzi, convinto promotore di un ampio progetto di recupero e restauro del complesso, convinse il vescovo di Piacenza a richiamare i monaci. Essi vennero dall'Abbazia di Casamari e assunsero la cura della parrocchia e del complesso stesso, fino ai giorni nostri. Grazie all'importante impegno e dedizione dell'attuale Priore Don Amedeo Tommaso Parente, l'Abbazia è ritornata ad essere, dopo diversi restauri, uno dei più bei edifici ecclesiastici in Italia. Il Patrono è San Bernardo che si festeggia il 20 Agosto.

Architettura e Struttura del Complesso

L'Abbazia di Chiaravalle della Colomba presenta uno stile architettonico romanico-gotico, con una costruzione che segue il classico schema benedettino. Le costruzioni fondamentali sono disposte attorno al quadrato del chiostro, e la chiesa è orientata est-ovest. La costruzione risponde ai dettami dell'architettura cistercense, secondo il severo gusto dei maestri borgognoni, sia nella semplicità dei volumi e nella loro distribuzione logica, sia nella perfezione dell'esecuzione e nell'uso di materiali selezionati, e infine nella essenzialità delle linee e nella grande austerità della decorazione.

La Chiesa Abbaziale

La chiesa presenta una facciata a salienti tripartita con timpano, coronato da archetti pensili, con al centro un rosone. Essa è preceduta da un nartece a tre archi, anch'esso a timpano; sotto le volte del portico è situata un'arca tombale che fu probabilmente il sepolcro dei primi abati. L'interno della chiesa è imponente, con un'altezza di 20 metri, una lunghezza di 65 metri e una larghezza di 25 metri. Le finestre originali sono state sostituite da quelle ampie odierne. Il coro, tipicamente bernardino, ospita un dipinto murale di scuola raffaellesca, che in origine si trovava nel capitolo. Il transetto ha sei piccole cappelle, di altezza decrescente a partire dal coro, con le mensole per le offerte tipiche delle abbazie cistercensi.

Il Chiostro

Il chiostro, ancora oggi integro e uno dei meglio conservati fra le abbazie cistercensi italiane, è caratterizzato dalla "misura" raccordata di ogni parte, nei ritmi contrappuntati delle ventiquattro partizioni a quadrifora, delle novantasei arcatelle ogivali, delle centotrenta colonnine binate in marmo rosa di Verona, dei venti speroni a contrafforte avanzati nel cortile, e nella cornice ad archetti e tortiglione. Esso è ricco di sculture della scuola di Benedetto Antelami.

L'interno del chiostro, a due navate con volte gotiche, prende luce attraverso due oculi, posti piuttosto in basso e asimmetrici, che servivano a illuminare direttamente i banchi degli amanuensi. Le due porte che si aprono nelle ultime campate del lato orientale indicano l'accesso all'antico parlatorio e alle scale per arrivare al dormitorio dei monaci. Il parlatorio era il luogo in cui ai monaci, dopo il capitolo, venivano assegnati gli incarichi di lavoro per la giornata. Nel chiostro si apre anche l'ingresso al calefactorium, ambiente riscaldato da un grande camino (visibile), dove i monaci andavano a meditare e a leggere nei giorni particolarmente freddi e dove gli amanuensi preparavano gli inchiostri, le pergamene, e scioglievano i colori per le miniature.

Foto del chiostro dell'Abbazia di Chiaravalle della Colomba

Pianta del Complesso Monastico

La pianta del complesso monastico di Santa Maria di Chiaravalle della Colomba segue una disposizione funzionale:

  • I - Chiesa abbaziale
  • II - Dormitorio dei conversi
  • III - Chiostro
  • V - Sala capitolare
  • VI - Refettorio

La Sagrestia, o Cappella della Crocifissione

La sagrestia, identificata come "n. IV" nella pianta e anche conosciuta come Cappella della Crocifissione, è un ambiente gotico a pianta rettangolare con cappella ottagonale ad abside circolare. Questo spazio, per secoli tenuto nascosto all’interno del complesso, è emerso all’attenzione del pubblico e degli studiosi solamente nel 1899, quando l’abate Guglielmo Bertuzzi fece demolire le strutture edilizie che ne occultavano le pareti da almeno un secolo.

Dettaglio degli affreschi della sagrestia dell'Abbazia di Chiaravalle della Colomba

Restauri recenti hanno riportato in luce un interessante ciclo di dipinti murali, nei quali si nota un deciso influsso giottesco. L'ambiente ottagonale, aggiunto nel tardo Duecento, è il fulcro di questi ritrovamenti. Lo studio di questi affreschi ha permesso di riconoscere il profilo culturale e l’ambito geografico di provenienza di un Maestro ancora anonimo, individuando come termine post quem il ciclo francescano di Assisi (primi anni ’90 del Duecento) e come ante quem la cappella degli Scrovegni di Padova (terminata nel 1305). Queste analisi hanno portato a una datazione più precisa per il ciclo della sagrestia, anticipandola rispetto alle ipotesi critiche precedenti, e anche a una nuova datazione dei capitelli e dei telamoni che decorano il vicino chiostro.

Tra i dipinti murali e i dettagli architettonici della sagrestia si possono ammirare:

  • Un Angelo dolente, particolare della Crocifissione, situato sulla parete orientale.
  • Un Gruppo dei cavalieri e delle Tre Marie, altro particolare della Crocifissione, anch'esso sulla parete orientale.
  • Un'immagine dell'Eucarestia, con un particolare del viso del Santo Pontefice, nella nicchia della parete sud.
  • Un ritratto di San Guglielmo di Bourges, con un particolare del viso, sulla parete sud-ovest.
  • Un Capitello posto tra le pareti sud-ovest e sud.
  • Una Chiave di volta con Cristo benedicente, una lastra di arenaria dipinta.
  • L'Incoronazione della Vergine, una lunetta dipinta sulla parete orientale.

Abbazia di Chiaravalle della Colomba (Piacenza)

Eventi e Accoglienza

Uno dei motivi per cui l'Abbazia è famosa in tutta Italia è la celebre "Infiorata del Corpus Domini". Ogni anno, nella domenica del Corpus Domini (periodo maggio-giugno), lungo tutta la navata centrale della basilica, viene allestito dai monaci uno splendido tappeto floreale. È probabilmente quello il periodo migliore in cui visitare questo stupendo luogo di culto che unisce lo splendore architettonico dello stile Romanico-Gotico allo stile di vita spirituale e laborioso dei monaci che lo popolano.

L'Abbazia di Chiaravalle della Colomba è inserita in due importanti Itinerari Culturali del Consiglio d'Europa: la "Via Francigena" e la "Route Européenne des Abbayes Cisterciennes". L'Abbazia, gestita dai Monaci Cistercensi di Casamari, offre su richiesta e disponibilità accoglienza ai visitatori.

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