Cerreto Sannita: Storia, Arte e Tradizioni di un Borgo Campano

Cerreto Sannita è un comune italiano situato nella provincia di Benevento, in Campania. Il borgo, che conta 4.209 abitanti, si estende nell’alta valle del fiume Titerno, alle porte del suggestivo Parco regionale del Matese. La sua posizione strategica lo rende facilmente accessibile, trovandosi a 36 km dal capoluogo di provincia e a 71 km da Napoli, il capoluogo regionale.

La storia di Cerreto Sannita è profondamente legata alle vicende delle nobili famiglie che ne hanno dominato il feudo. Dal 1151 al 1460, il territorio fu sotto il controllo della famiglia dei Sanframondo. Successivamente, nel 1483, divenne possedimento dei Carafa di Maddaloni. Fu proprio questa casata a conferire a Cerreto il titolo di "Civitas totius superioris state metropolis", ovvero città capoluogo della contea superiore, sottolineando la sua importanza strategica e amministrativa.

Nel XVII secolo, Cerreto Sannita assunse un ruolo di primaria importanza religiosa, diventando sede dei vescovi della Diocesi Telesina. Questa diocesi, nel 1986, è stata riorganizzata e trasformata nella moderna Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti.

Mappa della Campania con evidenziata la provincia di Benevento e la posizione di Cerreto Sannita

La Ricostruzione e l'Arte della Ceramica

L'assetto urbanistico attuale di Cerreto Sannita è il risultato di una radicale ricostruzione avvenuta dopo il devastante terremoto del 5 giugno 1688. Questo evento sismico rase al suolo la vecchia Cerreto, rendendo necessaria una nuova pianificazione urbana. Il progetto di ricostruzione fu affidato a Giovanni Battista Manni, con la volontà del conte Marzio Carafa e di suo fratello Marino. Il centro abitato fu dunque strutturato su un impianto regolare, testimonianza della volontà di rinascita e di un nuovo ordine.

Cerreto Sannita è oggi celebre in tutta Italia per la sua secolare arte della ceramica. Questa tradizione artigianale, che affonda le sue radici in un passato lontano, è stata ufficialmente riconosciuta nel 1997 con un decreto del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato. I lavori di costruzione della nuova Cerreto videro la collaborazione di maestri ceramisti di grande talento, come Scipione de Iannolo di Avellino e Fabrizio Rimaldo della Rocca di Lucera.

La posa della prima pietra della nuova città avvenne il 5 aprile 1584, in una cerimonia che vide la presenza di importanti personalità, tra cui il Ministro Provinciale di Napoli Frate Girolamo da Sorbo, il Conte di Cerreto Marzio I Carafa e il Vescovo Monsignor Cutugno. Purtroppo, come accennato, il terremoto del giugno 1688 causò ingenti danni anche alla chiesa, che nel 1726 venne abbellita e consacrata.

Esempi di ceramiche artistiche di Cerreto Sannita con disegni tradizionali

Il Convento dei Frati Cappuccini e il Santuario Mariano

Su una suggestiva collinetta che domina il comune di Cerreto Sannita e la Valle Telesiana, sorgono la chiesa e il convento dei Frati Cappuccini. La costruzione di questo complesso religioso fu completata nel settembre 1587, e l'anno successivo venne aperta al culto la chiesa, dedicata a "S. Maria de la Gratia".

Nel 1732 fu scolpita la preziosa statua lignea della Madonna, oggi custodita e venerata nel Santuario. Questa effigie ha un'importanza storica e spirituale profonda per la comunità. Il 2 luglio 1893, la statua fu solennemente incoronata davanti alla Chiesa Cattedrale di Cerreto Sannita, alla presenza del venerabile servo di Dio mons. Luigi Sodo. La cerimonia fu officiata dal francescano mons. Rocco Cocchia, arcivescovo di Chieti, e vide la partecipazione di una folla di fedeli.

Il 23 maggio 1964, con un breve apostolico di Papa Paolo VI, a coronamento della "Peregrinatio Mariae", la Madonna delle Grazie fu proclamata Patrona della diocesi di Telese o Cerrete. Questo importante riconoscimento sottolinea il legame profondo tra la Madonna e il territorio.

Il 30 settembre 1986, con il decreto sulla piena unione delle diocesi di Telese o Cerreto e di Sant'Agata de' Goti, la Madonna delle Grazie divenne patrona principale della nuova Diocesi di Cerreto Sannita -Telese - Sant'Agata de' Goti.

Un ulteriore riconoscimento è avvenuto il 12 settembre 2022, quando mons. Giuseppe Mazzafaro ha configurato giuridicamente la chiesa di “Maria SS.ma delle Grazie” come Santuario Mariano Diocesano.

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Eventi Storici e la "Peregrinatio Mariae"

Il terremoto del 5 giugno 1688 non risparmiò il convento e la chiesa dei Cappuccini, che subirono ingenti danni. I frati superstiti, dopo un temporaneo allontanamento, decisero di ricostruire il loro convento e la loro chiesa nella struttura originaria. Il complesso fu interamente ricostruito nel 1696.

Nel corso dei secoli, il convento ha attraversato momenti difficili, rischiando più volte la soppressione a causa delle leggi sull'abolizione degli ordini religiosi durante l'occupazione francese e dopo l'unificazione italiana. Nonostante ciò, la comunità religiosa ha continuato la sua opera.

Un evento di grande rilievo spirituale per la diocesi è stata la "Peregrinatio Mariae", un pellegrinaggio della sacra immagine della Madonna delle Grazie attraverso tutte le parrocchie della diocesi. La prima grande "Peregrinatio" si è svolta nel 1964, partendo il 1° marzo e concludendosi il 2 luglio con il ritorno della statua nel Duomo di Cerreto.

Durante questo evento, la sacra immagine fu accompagnata da una folla di fedeli in numerose località della diocesi, tra cui Guardia, San Lorenzo Maggiore, Casalduni, Ponte, Castelvenere, Telese, Solopaca, Melizzano, Amorosi, Puglianello, San Salvatore, Massa, San Lorenzello, Faicchio, Casali, Gioia Sannitica, Auduni, Curti, Civitella Licinio, Cusano, Pietraroia, per poi fare ritorno a Cerreto.

Un'altra importante "Peregrinatio Mariae" si è svolta tra il 1987 e il 1988, in occasione dell'Anno Mariano indetto da Papa Giovanni Paolo II. In questa occasione, l'effigie della Madonna delle Grazie ha viaggiato insieme alle reliquie di sant’Alfonso Maria de' Liguori e sant’Antonio di Padova, toccando tutte le parrocchie della diocesi dal 7 febbraio 1987 al 31 maggio 1988.

Un altro evento significativo legato alla devozione mariana è la Festa Principale che si celebra il 12 settembre. Questa tradizione ha origine nel settembre 1837, quando il regno di Napoli fu colpito dal colera e dalla carestia. I cittadini di Cerreto invocarono la Vergine Santissima, promettendo di esserle sempre più devoti e di recarsi in pellegrinaggio ogni anno il 12 settembre, portando ceri al Santuario.

Il Monastero delle Clarisse

Il monastero delle Clarisse ha una storia antica, fondato da Francesca Sanframondi nel 1369 nell'antica Cerreto, sul colle. Dopo la distruzione causata dal terremoto del 1688, si decise di trasferire il monastero a valle, nella nuova città edificata da Marzio Carafa.

Il monastero fu ubicato in una posizione strategica, nella piazza che da esso prese il nome, alla sommità dell'impianto urbano. I lavori di costruzione, promossi dal vescovo Giambattista De Bellis, furono realizzati dai mastri Orazio e Giuseppe Padano di Cerreto. Le monache poterono rientrare nel dicembre 1696, ma il monastero fu completato solo nel 1717.

La chiesa del monastero fu iniziata nel 1699 e completata nel 1705, con decorazioni e stucchi realizzati successivamente dal napoletano Giovanni Calise. La consacrazione, avvenuta nell'aprile del 1726, fu dedicata allo "Spirito Santo e Santa Maria Mater Christi".

Nonostante le leggi di soppressione post-unitaria, le monache rimasero nella struttura. Nel 1903, il monastero passò al Comune di Cerreto.

La chiesa del monastero conserva ancora oggi preziosi elementi artistici. All'interno si trovano resti di pavimento maiolicato cerretese del '700 e un interessante portale rinascimentale in pietra, superstite dell'antico edificio. L'interno è a navata unica, coperta con volta a botte, con cinque altari. Il coro della clausura monacale, situato in controfacciata, conserva una bellissima transenna lignea.

Sulla parete di fondo, sopra l'altare maggiore in marmo policromo del 1738, campeggia la tela della Pentecoste, attribuita a P. de Martino (1706). Agli altari laterali si trovano altre tele di de Martino ("Assunzione", 1706; "Adorazione dei Magi", "Immacolata Concezione tra i santi Gregorio e Vincenzo de' Paoli"), un Crocefisso ligneo settecentesco, la tela dell'"Incoronazione della Vergine" e la cantoria lignea. Due ovali sull'arco del presbiterio sono attribuiti a Francesco Celebrano.

Interno della chiesa del Monastero delle Clarisse con affreschi e altare maggiore

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