Il “Mosteiro de Santa Maria de Alcobaça” è un antico monastero di origine medievale che si trova nell’omonima cittadina di Alcobaça. Fondato da D. Afonso Henriques nel 1153, il monarca lo concesse a Bernardo di Chiaravalle, attribuendo all’Ordine dei Cistercensi un territorio di circa 44.000 ettari. Le motivazioni di una donazione tanto consistente vanno ricercate nell’importante ruolo politico di Bernardo di Chiaravalle, una delle figure più influenti dell’Europa del XII secolo. All’epoca, infatti, Alfonso I del Portogallo non era ancora stato riconosciuto da Roma come re e un tale gesto mirava a portare alla propria causa l’influenza di questo cruciale personaggio della Curia romana. Si può affermare quindi che l’indipendenza del Portogallo sia intrinsecamente legata alla realizzazione del Monastero di Alcobaça. La costituzione di questo vasto dominio consolidò definitivamente la posizione dei Cistercensi nella penisola iberica.
La monumentalità, la bellezza e la locazione di questa abbazia portarono l’Unesco a classificarla Patrimonio Mondiale nel 1989.

L'Architettura dell'Abbazia Cistercense
L’opera di edificazione del Monastero di Alcobaça si è sviluppata e modificata lungo diversi secoli, testimoniando i periodi d’oro della storia del Portogallo e mischiando molti stili diversi. Il progetto architettonico di base segue la filosofia di austerità e semplicità sostenuta da S. Bernardo con linee pulite e poche decorazioni, fatta salva qualche immagine mariana. La facciata esterna originale della chiesa è barocca con un portone romanico, mentre il perimetro esterno presenta la tipica merlatura medievale ma con torri risalenti al XVIII secolo.
I lavori iniziarono nel 1178 cominciando dalla Chiesa, che doveva diventare la più grande abbazia gotica in Portogallo, proseguendo in parallelo con la costruzione delle ali monastiche. Nel XIII secolo furono edificate parte delle dipendenze medievali come la Sala Capitolare, il Dormitorio, il Refettorio e le Celle dei monaci. La Sala Capitolare del monastero era usata dai monaci per discutere di problemi quotidiani e particolari questioni o anche per leggere la “regola di San Benedetto”, alla base di tutti gli ordini monastici del tempo.
Consacrata nel 1252, la chiesa costituisce il primo esempio di gotico portoghese. Le sue grandi dimensioni e la notevole eleganza delle proporzioni fanno di questa abbazia una perfetta dicotomia pietra/luce. La pianta è a croce latina, composta dalla navata centrale, divisa in tre e lunga 100 metri, e dal transetto.
La costruzione è stata avviata dalla testa (cappella principale) che è costituita da un ambulatorio con nove cappelle radiali di forma trapezoidale, collegate insieme e coperte da volte a botte. La forte verticalità dell’ambiente (oltre venti metri di altezza) gli conferisce una bellezza unica. Le pareti e le colonne della chiesa non hanno decorazioni, mentre l’illuminazione è demandata a file di finestre lungo le navate a cui si aggiunge un rosone sulla facciata principale. L’illuminazione e i giochi di luce sono il vero spettacolo di questa chiesa, la cui maestosità, proprio in ragione dell’essenzialità delle sue forme, non può che emozionare.
Il transetto nord ha accesso diretto al Dormitorio dei monaci, mentre, al vertice opposto sotto un grande rosone e due grandi finestre, vi è ancora la porta verso il Cimitero dei monaci, comunemente chiamata “Porta dei Morti”. La Chiesa presenta inoltre un bellissimo Pantheon Reale ricostruito nel XVIII secolo in stile neogotico dopo che il terremoto del 1755 distrusse quello originale. Nel Pantheon si trovano le tombe della regina Urraca di Castiglia, moglie di Alfonso II, e della regina Beatrice di Castiglia, moglie di Alfonso III.
La Leggenda di Pietro I e Inés de Castro
Nel transetto della chiesa si trovano le tombe di Pietro I del Portogallo e della sua amata Inés de Castro. La storia di Pietro e Inés è una delle leggende più tragiche e romantiche della storia portoghese. Ragioni di Stato obbligarono D. Pedro, figlio ed erede di D. Alfonso IV, a sposare D. Costança, Infanta de Castela. D. Pedro si innamorò perdutamente di D. Ines de Castro, dama di compagnia della moglie. Alla morte di Costança, D. Pedro andò a vivere con D. Ines a Coimbra.
D. Alfonso IV, giudicando pericolosa la famiglia di Inés per l'equilibrio politico del regno, diede ordine di ucciderla, cosa che avvenne il 7 gennaio del 1355. Dopo essere diventato re, Pietro si vendicò degli assassini facendo loro strappare il cuore. Secondo una leggenda popolare, in un gesto di disperazione e amore eterno, Pietro ordinò che le spoglie dell'amata fossero trasferite nella sua tomba di Alcobaça e, affermando di averla sposata segretamente, la fece incoronare regina del Portogallo. Si narra che obbligò i membri della corte a baciarle la mano come omaggio, nonostante il corpo fosse già in stato di decomposizione.
Il re tradito dal proprio figlio: la tragedia di Pietro I e Inés de Castro
Le Tombe Reali: Capolavori del Gotico Portoghese
Questa coppia di tombe, il cui autore è sconosciuto, sono tra le migliori sculture gotiche portoghesi. Furono deposte nel Transetto della Chiesa nel XIV secolo, costituendo unici esempi di sepolcri in scultura gotica esistenti nel Paese.
La Tomba di Pietro I
La tomba del re è sorretta da leoni ed è finemente decorata con rilievi raffiguranti scene della vita di San Bartolomeo e di quella di Pietro e Inés. Nella parte anteriore si trova l’elemento più emblematico: un rosone che comprende diciotto edicole disposte in due fasce circolari concentriche, dove viene rappresentata la Ruota della Vita (esterno) e la Ruota della Fortuna (all’interno). Verso l’alto, da sinistra a destra, sono raffigurati i momenti felici, mentre quelli tragici vanno dall’alto verso il basso. Al punto dove D. Pedro è rappresentato avvolto nella sua tomba si contrappone l’immagine opposta del re sul trono. In verticale si può leggere la frase “A (qui) é o Fim do Mu(ndo)”, che significa "qui è la fine del mondo".
Pietro I insistette che la sua statua fosse voltata verso quella di D. Ines, in modo che la prima cosa che avesse visto il giorno del Giudizio Universale fosse la sua amata.

La Tomba di Inés de Castro
La tomba della regina è sorretta da bestie mezze monaco e mezze leone. I lati sono completamente riempiti con scene del Nuovo Testamento che terminano nel lato di facciata con la raffigurazione del Calvario. Al lato opposto, a fronte dei piedi, è rappresentato il Giorno del Giudizio. Entrambe le tombe sono ornate con immagini dei defunti assistiti da angeli.

Altre Sezioni Notevoli del Monastero
Il Chiostro di D. Dinis
Nel 1308, per ordine di D. Dinis, sorge il chiostro. Chiamato anche “Chiostro del Silenzio”, è uno dei più grandi di tutta l’Europa, centro nevralgico dell’Abbazia e luogo di lettura e meditazione per eccellenza. Le colonne che lo circondano sono decorate con capitelli con motivi animali e vegetali, opera degli architetti portoghesi Domingo Domingues e Maestro Diogo. Al suo centro si trova una fontana rinascimentale dove compaiono stemmi e grifoni. Questo chiostro è l’unico medievale del Monastero di Alcobaça e fu costruito presumibilmente tra il 1308 e il 1311, rimanendo uno dei più begli esempi di gotico portoghese. Più tardi, durante il regno di Manuel I (1495-1521), per ordine dell’abate D. Jorge de Melo, gli è stato aggiunto un piano superiore (Sobreclaustro). Tutto il soffitto è a volta, con archi a schiena perfetta e ogivali. A risaltare l’evoluzione della costruzione nel tempo si possono distinguere alcuni elementi arcaici affiancati ad altri databili al XIV secolo.
Su un lato del chiostro si affaccia anche la bellissima “Sala Dos Reis” (Sala dei Re), dove sono conservate le statue dei reali di Portogallo e che ha la caratteristica di essere quasi completamente coperta di azulejos del XVIII secolo raffiguranti scene che ricordano la fondazione del monastero.
Capela Relicário (Cappella Santuario)
Integrata nella Sagrestia Nuova e situata sulla sua cima, questa Cappella di suprema bellezza e spiritualità, “Lo specchio del cielo” secondo Reynaldo dos Santos, fu costruita tra il 1669-1672. La sua pianta è ottagonale e l’interno è interamente rivestito di una foglia dorata. Riceve luce da un lucernario nel soffitto che accentua ulteriormente l’atmosfera particolare dell’ambiente. Il polittico barocco dorato e policromo ospita 89 sculture e reliquie raccolte in nicchie che si sviluppano su sei livelli. Al centro si trova la Vergine, figura centrale di tutta l’iconografia cistercense, mentre alla sua destra è stata collocata la figura di S. Benedetto e alla sua sinistra S. Bernardo.
Le Cucine e il Refettorio
La cucina attuale, situata tra il Refettorio e la Sala dei Monaci, dispone al centro di un grande camino rivestito con piastrelle come tutte le pareti interne e, sullo sfondo, si trova una vasca con acqua (Levada) destinata a vari tipi di lavaggi. L’ingegno cistercense aveva creato un canale che trasportava l’acqua, e persino il pesce fresco, dal fiume Alcoa direttamente in cucina.
Il Refettorio, situato accanto alla cucina, è una sala imponente, sia per la dimensione che per la complessità architettonica e la cura strutturale. L’interno è costituito da tre navate a volta, divise da due file di quattro colonne che danno armonia e unità all’intero spazio. Si evidenzia in particolare l’elegante Púlpito do Leitor, che si trova ad ovest, dove un monaco ogni giorno era incaricato della lettura religiosa durante i pasti. L’accesso a questo pulpito è tramite una piccola scala. Ci sono altri due passaggi: uno conduce direttamente alla vecchia cucina medievale ormai scomparsa, e l’altro al cortile.