Breme è un piccolo paese situato nella Lomellina occidentale, al confine tra le province di Pavia e Alessandria. Questo borgo è noto per la sua antica e prestigiosa Abbazia di San Pietro, un complesso monastico che ha profondamente influenzato la storia politica e religiosa della regione. Oltre al suo imponente patrimonio storico e architettonico, Breme è celebre per la produzione della rinomata cipolla rossa, un prodotto tipico che vanta le certificazioni D.O.P. e DE.CO.

Le Origini dell'Abbazia: Fuga e Fondazione
La storia dell'Abbazia di San Pietro a Breme affonda le sue radici nel X secolo. In seguito alle incursioni dei Saraceni che devastarono Torino e il Piemonte, molti monaci furono costretti a lasciare la loro sede originaria, l'abbazia di Novalesa in Val di Susa. Cerando un luogo sicuro, giunsero in Lomellina, dove il territorio di Breme e Pollicino era di proprietà del marchese d'Ivrea Adalberto, un fervente protettore dei monaci esuli.
Adalberto donò loro la chiesa di San Pietro, situata su un'altura strategica alla confluenza tra i fiumi Po e Sesia. Questo luogo, fertile e sicuro, era anche vicino alla sede imperiale di Pavia, rendendolo ideale per i monaci. Donniverto, ultimo abate di Novalesa e primo di Breme, edificò qui un nuovo monastero, che fu intitolato proprio a San Pietro.
La costruzione del nucleo originario dell'abbazia doveva essere quasi completata intorno alla metà del X secolo, periodo a cui risale anche l'attuale cripta. È importante notare che il trasferimento dei monaci a Breme non significò l'abbandono del sito originale di Novalesa. Una volta cessato il pericolo saraceno, l'abate Gezone si adoperò per restaurare gli edifici di Novalesa, ottenendo dall'imperatore Ottone III un diploma nel 998, che confermava all'abate di Breme tutti i possedimenti dell'antica abbazia.
L'Abbazia nel Medioevo: Potere e Influenza
Nel corso dei secoli, l'Abbazia di Breme crebbe in importanza, diventando un centro spirituale e culturale di primaria grandezza. La sua posizione privilegiata e la protezione garantita da papi e imperatori ne fecero un attore fondamentale nella vita religiosa del Medioevo.
Dal punto di vista giurisdizionale, l'abbazia godeva di una notevole autonomia, essendo "libera" da ogni potere vescovile o diocesano, e soggetta unicamente all'autorità del Papa e dell'Imperatore. Fu solo marginalmente toccata dalle grandi riforme monastiche, come quella cluniacense e cistercense.
Nel corso del XI secolo, la cripta dell'abbazia fu ampliata, mentre la chiesa, dedicata a Santa Maria, divenne il più antico Santuario mariano della Lomellina. Agli inizi del '300, la collegiata di Breme e il monastero erano già edificati, con il monastero che dipendeva da diversi priorati e contava numerosi monaci. Nel XII secolo, l'abbazia era considerata la sesta per importanza in Europa.
L'Imperatore Ottone III confermò i privilegi dell'abbazia nel 992, seguito da Corrado II nel 1026. Nel 1164, Federico Barbarossa concesse l'Abbazia e il feudo di Breme al marchese Guglielmo V di Monferrato. Questo segnò l'inizio di un periodo in cui la fortezza abbaziale divenne contesa tra il Ducato di Monferrato e quello di Milano, e successivamente tra Francesi e Spagnoli.

Il Declino e le Trasformazioni
Nonostante il suo antico splendore, la potenza dell'abbazia iniziò a svanire. L'occupazione del borgo da parte di Azzone Visconti nel 1337, e la successiva conquista di Luchino dal Verme per i Visconti, fecero sì che il territorio entrasse a far parte delle sorti del Ducato di Milano. La fortezza abbaziale divenne una contesa tra diverse potenze.
Nel 1542, i monaci benedettini si trasferirono all'abbazia di Sant'Alberto di Butrio, e al loro posto si insediarono gli Olivetani. Con il loro arrivo, venne soppresso il titolo di abate, e i beni dell'abbazia confluirono in quelli di San Bartolomeo della Strada di Pavia. Furono gli Olivetani a costruire l'edificio attuale e l'artistico campanile alla metà del XVI secolo.
Il declino, tuttavia, continuò inesorabilmente. Nel 1784, Vittorio Emanuele I decretò la soppressione dell'abbazia e l'incameramento dei suoi beni da parte dello Stato. L'Abbazia Bremetense assunse così le sue odierne forme barocche.
Architettura e Tesori dell'Abbazia
Oggi, l'Abbazia di San Pietro a Breme conserva testimonianze significative del suo passato glorioso. Il corpo principale dell'abbazia è costituito dal chiostro e dalla cripta.
La Cripta
Assolutamente da non perdere è l'unica parte rimasta dell'antica abbazia: la Cripta, databile tra il X e l'XI secolo. Sopravvissuta all'inclemenza del tempo, la cripta è divisa in tre navatelle da quattro colonne cilindriche di pietra, che potrebbero provenire da resti romani. La disposizione dei mattoni e la complessa struttura architettonica la rendono un esempio affascinante di arte romanica.

La Chiesa Abbaziale
La chiesa abbaziale, dedicata a Santa Maria Assunta, è un edificio a tre navate eretto nel sec. XVI su un precedente edificio benedettino. La sua struttura presenta elementi che richiamano le concezioni architettoniche del tempo, con una serie di lesene allacciate da archetti pensili binati, in successione regolare ed armoniosa.
All'interno della chiesa si trovano pitture moderne del lomellese V. Evangelisti, donate dalla famiglia Visconti. Nell'abside è collocata una statua della Madonna con il Bambino, opera di uno scultore del Quattrocento, ridipinta in epoca moderna. Un'altra tela raffigurante la Pentecoste, risalente al XVI secolo, arricchisce il patrimonio artistico.
Il Battistero
Annesso alla chiesa si trova il Battistero, risalente al X-XI secolo. Nonostante le sue forme in parte moderne, conserva elementi delle sue origini, come la sua pianta circolare e una serie di lesene che ne caratterizzano l'esterno.
Il Chiostro e il Campanile
Il chiostro rettangolare, oggi sede di uffici e aule per associazioni, è sormontato dall'imponente campanile che si staglia come un totem sul complesso. Questo campanile risale al 1728 ed è l'unico così antico in Lomellina.

Il Museo Sotterraneo
Nei sotterranei dell'antica abbazia si trovano testimonianze della vita quotidiana dei monaci. Il museo sotterraneo ospita gli antichi forni utilizzati per preparare e cuocere vivande, e il pozzo da cui veniva ricavata l'acqua preziosa.
Breme e la sua Cipolla Rossa
Oltre al suo inestimabile patrimonio storico-artistico, Breme è famoso per la sua cipolla rossa, un prodotto agricolo di eccellenza. La particolare composizione del terreno della Lomellina occidentale si presta magnificamente alla coltivazione di questo ortaggio, che ha ottenuto le certificazioni D.O.P. e DE.CO.
Le varietà principali sono "la Nostrana" e "la Quarantina", entrambe apprezzate per il loro gusto dolce e le grandi dimensioni. La Sagra della Cipolla di Breme è una celebrazione di questa autentica eccellenza del territorio, un evento che attira visitatori da ogni dove.

Visita all'Abbazia e Informazioni Utili
L'Abbazia di San Pietro a Breme è visitabile tutti i giorni durante gli orari di apertura del Comune. L'abbazia è aperta anche la domenica dalle 15:00 alle 17:30. Per visite in altri giorni o su prenotazione, è possibile contattare il numero 328 7816360.
Al termine della visita, è possibile usufruire della "Merenda del Frate", previa prenotazione presso le trattorie locali. Questa esperienza gastronomica, a base di prodotti tipici di Breme e della zona, ha un costo di 5 euro.
Il vicesindaco Carlo Bocca Spagnolo guida spesso visite guidate che permettono di scoprire nel dettaglio la cripta, i chiostri cinquecenteschi, gli affreschi, le colonne antiche e i segni lasciati dai monaci Olivetani. Durante queste visite, è possibile esplorare anche la ghiacciaia, le antiche cucine e le interessanti testimonianze di vita quotidiana del passato.
Per chi desidera approfondire la storia e le tradizioni di Breme, è consigliata la visita al museo sotterraneo che riporta indietro nel tempo, mostrando gli antichi forni e il pozzo utilizzati dai monaci.
documentario sulla Basilica di San Pietro in Vaticano
Breme, con la sua antica abbazia e la sua preziosa cipolla rossa, rappresenta un'autentica perla della Lomellina, un luogo dove storia, arte e tradizioni gastronomiche si fondono per offrire un'esperienza indimenticabile.