Il programma Rai "A Sua Immagine", condotto da Lorena Bianchetti, offre al pubblico momenti di profonda riflessione su temi spirituali e sociali, esplorando l'attualità del messaggio cristiano e la vita di figure esemplari. Attraverso interviste esclusive e servizi dedicati, la trasmissione si propone di avvicinare gli spettatori al concetto di santità e ai valori universali.
L'Intervista Esclusiva con Papa Francesco: "La Speranza sotto assedio"
In una puntata speciale del programma "A Sua Immagine", intitolata "La Speranza sotto assedio", Lorena Bianchetti ha condotto un'intervista esclusiva a Papa Francesco. L'intervista, la prima dall’inizio della guerra in Ucraina, è andata in onda il 15 aprile (Venerdì Santo) su Rai Uno alle 14:00, a ridosso dell’orario (le 15:00) in cui la tradizione ricorda la morte di Cristo. Coordinata da don Marco Pozza, questa conversazione ha permesso al Santo Padre di condividere con i telespettatori parole intense e toccanti sul rapporto tra il bene e il male, affrontando vari temi.
Temi Affrontati: Guerra, Donne, Rifugiati e Perdono
Durante l'intervista, Papa Francesco ha toccato diversi argomenti cruciali, tra cui il dramma della guerra, non solo in Ucraina, ma in tutto il mondo (Siria, Yemen, Rohingya, Ruanda). Ha sottolineato come il mondo sia "in guerra dappertutto", richiamando la sofferenza di milioni di persone innocenti che la subiscono. Il Pontefice ha ricordato la frase di uno scrittore: "Gesù Cristo è in agonia fino alla fine del mondo", manifestando la sua agonia nei suoi figli, nei suoi fratelli, soprattutto nei poveri, negli emarginati, nella povera gente che non può difendersi. Altri temi discussi includono il ruolo delle donne, la questione dei rifugiati, la pandemia e la mondanità nella Chiesa, oltre all’importanza del perdono e della speranza nel cammino cristiano.

Il Male e la Tentazione: Dialogo con il Demonio e la Misericordia Divina
Lorena Bianchetti ha richiamato le parole del Papa sul modo in cui il male agisce, ricordando che il demonio si presenta in modo gentile e lusinga, ma in realtà vuole solo il nostro fallimento. Papa Francesco ha ribadito che "col demonio non si dialoga" perché egli è il male assoluto, colui che si è ribellato contro Dio totalmente. Tuttavia, ha specificato che con le persone malate d'odio si può e si deve dialogare, poiché Gesù stesso dialogava con i peccatori, persino con Giuda, con tenerezza, perché in ognuno c'è "qualcosa di buono", un sigillo di Dio. Il Papa ha ammonito a non dare mai una vita per "finita nel male", citando l'episodio della donna che temeva per l'anima del marito suicida e alla quale il Curato d'Ars rispose: "Fra il ponte e il fiume c’è la misericordia di Dio".
Il Papa ha confessato di credere fermamente all'esistenza del demonio, non considerandolo un mito, ma una realtà. Ha spiegato che il male è seduttore e che "se i peccati fossero brutti, non avessero qualcosa di bello, nessuno peccherebbe". Il demonio presenta qualcosa di bello nel peccato, portando a distruggere la vita degli altri attraverso guerre, sfruttamento lavorativo o altre forme di oppressione. Ha paragonato lo sfruttamento dei lavoratori a una guerra, una distruzione operata dal male che mira a distruggere l'immagine di Dio nell'uomo.
Il Dolore, la Solitudine e la Forza delle Donne
Richiamando la morte di Gesù sulla croce, avvenuta nella "solitudine più piena", abbandonato anche da Dio, il Santo Padre ha sottolineato che Cristo è voluto "scendere fino alla più brutta delle solitudini dell’uomo per tirarci su da lì". Egli è presente in ogni persona sfruttata, che soffre le guerre, la distruzione, la tratta. Di fronte alla disperazione, specialmente quella di genitori che perdono un figlio in guerra, il Papa ha insegnato l'importanza del silenzio e del pianto. "Davanti al dolore: silenzio. E pianto", ha detto, definendo il pianto un dono di Dio. Ha citato Dostoevskij per ribadire il valore di ogni vita e la dignità di ogni persona, anche dei più emarginati.
Il ruolo e la forza delle donne sono stati al centro della conversazione. Richiamando la presenza delle donne sotto la croce di Gesù, il Papa ha evocato l'immagine di una donna incinta ferita in Ucraina, simbolo della resilienza e della capacità femminile di "dare vita anche a un morto". Ha elogiato la forza delle donne, come Maria e le madri dei detenuti, che "danno la faccia per i figli" e sopportano ogni umiliazione. "Le donne sono la riserva dell’umanità", ha affermato, "la forza". La violenza e lo sfruttamento sulle donne sono un "pane nostro quotidiano", ma la loro capacità di piangere e di accompagnare i figli fino alla fine le rende custodi della vita.

La Tragedia dei Rifugiati e l'Orrore della Guerra
Parlando della fuga degli ucraini e degli esodi forzati, il Pontefice ha criticato il razzismo intrinseco nella distinzione tra rifugiati di "prima classe" e "seconda classe", in base al colore della pelle o al paese di provenienza. Ha ricordato che Gesù stesso fu migrante e rifugiato in Egitto. Un'immagine inviata al Papa da un pittore piemontese, raffigurante un Giuseppe siriano che fugge con il bambino dalla guerra moderna, simboleggia l'angoscia di chi è costretto a scappare. La sofferenza sulla croce, ha detto il Papa, è la sofferenza della gente in guerra in Africa, Medio Oriente, America Latina, Asia. Ha reiterato la sua convinzione che stiamo vivendo una "terza guerra mondiale a pezzi", esprimendo dolore e pianto davanti ai cimiteri di guerra, come Redipuglia e Anzio, che testimoniano le vite spezzate di giovani soldati. La guerra, ha concluso, è una "mostruosità".
Conferenza “Migranti e rifugiati: il messaggio di Papa Francesco e l’azione dell’Ordine di Malta”
La Corsa agli Armamenti e la Dimenticanza della Pace
Papa Francesco ha affrontato il tema della corsa agli armamenti, un argomento spesso trascurato, sottolineando come si sia investito più nelle armi che nell'istruzione. Ha affermato di comprendere i governanti che comprano armi per difendersi, pur non giustificandoli, perché viviamo in uno "schema cainista di guerra", alimentato dalla "voglia di potere, di sicurezza". Ha lamentato la dimenticanza del "linguaggio della pace" e il fallimento degli sforzi delle Nazioni Unite. Tornando al Calvario, ha ricordato che alla mitezza di Gesù si oppose la guerra per la sicurezza, citando le parole del sommo sacerdote: "È meglio che un uomo muoia per il popolo".
Il Ruolo degli Uomini di Potere e l'Intuizione Femminile
Riflettendo sugli uomini di potere dell'epoca di Gesù, come Pilato, Erode e Caifa, che avrebbero potuto salvare un innocente ma scelsero di non affrontare il rischio della verità, il Papa ha notato come il loro modo di agire sia ancora attuale. Ha evidenziato la figura della moglie di Pilato, che, pur passando quasi inosservata nel Vangelo, ebbe l'intuizione di dire al marito: "Non immischiarti con questo giusto". Questo suggerisce che, a volte, l'intuizione femminile, forse legata alla maternità, può percepire la verità più chiaramente di chi detiene il potere.
Le Figure di Santità e i Modelli di Vita Cristiana
Il programma "A Sua Immagine" non si limita all'analisi dell'attualità, ma propone anche un viaggio nella storia della Chiesa attraverso le vite di coloro che hanno incarnato la santità.
San Tommaso d'Aquino: Attualità del Pensiero
Nella trasmissione, grande spazio è stato dedicato a San Tommaso d'Aquino, considerato tra i più importanti teologi e filosofi della storia della Chiesa. La trasmissione ha esplorato l'attualità del suo pensiero e della sua ricerca, ripercorrendo la sua vicenda umana e spirituale attraverso servizi dedicati.
Bartolo Longo e Salvo D'Acquisto: Esempi di Carità e Sacrificio
Il programma ha anche ricordato altre due figure di uomini che Papa Francesco ha annunciato per canonizzazione e beatificazione. Si tratta di Bartolo Longo, cui si deve la nascita del Santuario della Madonna di Pompei, e Salvo D'Acquisto, il carabiniere che sacrificò la propria vita per salvare quella di oltre venti persone innocenti. Entrambi sono stati ricordati con servizi che ne hanno ripercorso la vicenda umana e spirituale, offrendo esempi di carità e sacrificio.
La Santità nel Quotidiano: Una Riflessione per Ognissanti
In occasione della festa di Ognissanti, Lorena Bianchetti ha intervistato padre francescano Giuseppe Buffon, docente di Storia della Chiesa all'Università Antonianum, e Emanuele Spedicato, postulatore e docente di diritto canonico. Insieme a loro, è stata proposta una riflessione approfondita sul concetto di santità, con particolare attenzione a cosa significhi davvero "farsi santi oggi" e cosa distingua le sante persone dai "santi da calendario". I santi sono stati presentati come personaggi che hanno contribuito in modo decisivo a evolvere il cristianesimo in sintonia con le esigenze più impellenti di ogni epoca. Sono anche modelli senza tempo di virtù applicate nella concretezza del quotidiano, e dunque modelli riproducibili da ogni cristiano. L'appuntamento si è concluso con la Santa Messa dalla Basilica Santa Maria in Trastevere in Roma e l'Angelus recitato da Papa Francesco da Piazza San Pietro.

Papa Francesco e il Suo Rapporto con la Televisione
Durante la trasmissione "A Sua Immagine", Papa Francesco ha rivelato il suo particolare rapporto con la televisione. Ha spiegato che, essendo nato 86 anni fa, la televisione non esisteva ancora nelle case quando era bambino. In un divertente siparietto con Lorena Bianchetti, il Papa si è messo a ridere raccontando che ai suoi tempi preferiva giocare a calcio con un pallone fatto di stracci. Ha rivelato di non accendere la TV a Santa Marta dal 1990, a seguito di un voto fatto alla Vergine del Carmelo, informandosi quotidianamente attraverso i quotidiani. Nonostante ciò, il Papa apprezza notevolmente il lavoro fatto dalla redazione di "A Sua Immagine", considerandolo probabilmente il suo programma preferito, visto il numero di volte che è stato citato anche durante gli Angelus. Quando era arcivescovo, era un affezionato lettore de "La Nación", e ora, come Papa e vescovo di Roma, sfoglia quotidianamente "Il Messaggero".