La Nomina di Papa Francesco e il Contesto
Papa Francesco ha accettato la rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età, del Cardinale Wilton Daniel Gregory da arcivescovo metropolita di Washington DC. A succedergli è stato chiamato il Cardinale Robert Walter McElroy, finora vescovo di San Diego, in California.

La nomina del Pontefice arriva in un momento delicato per gli Stati Uniti, a due settimane dall’insediamento del nuovo presidente Donald Trump e a pochi giorni dalla visita di congedo del presidente uscente Joe Biden in Vaticano. Questa decisione è stata definita "inaspettata" da McElroy stesso. Nonostante ciò, a Roma la scelta di Papa Francesco non è stata una sorpresa, poiché McElroy è considerato il vescovo americano più qualificato per guidare la diocesi della capitale in un periodo storico complesso per gli Stati Uniti e per il mondo, caratterizzato da questioni come le migrazioni e i conflitti in Terra Santa e in Ucraina, in cui gli Stati Uniti sono profondamente implicati.
La nomina di McElroy è vista anche come un segnale di come Papa Francesco intenda affrontare e contrastare una seconda amministrazione Trump, in un contesto in cui il presidente repubblicano ha nominato un diplomatico non particolarmente vicino alle istanze del Pontefice: Brian Burch, fondatore di CatholicVote e presidente della Seton Montessori School, noto per le sue critiche al pontificato di Francesco da posizioni fortemente conservatrici.
Il Profilo del Cardinale Robert Walter McElroy
Formazione Accademica e Sacerdotale
Il Cardinale Robert Walter McElroy è nato a San Francisco, in California, il 5 febbraio 1954. Compirà 71 anni tra meno di un mese al momento della nomina. Ha frequentato il Saint Joseph Minor Seminary e ha conseguito il Baccalaureato presso la Harvard University a Cambridge, in Massachusetts, e un Master in Storia presso la Stanford University a Palo Alto, in California. Dopo gli studi ecclesiastici presso il Saint Patrick Seminary a Menlo Park, ha ottenuto una licenza in teologia presso la Jesuit School of Theology della Santa Clara University di Berkeley. Ha poi conseguito il Dottorato in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma nel 1986 e un Dottorato in Scienze Politiche presso la Stanford University.
È stato ordinato sacerdote il 12 aprile 1980 per l’Arcidiocesi Metropolitana di San Francisco. Nel 1995 è diventato vicario generale dell'arcidiocesi, ricoprendo nel frattempo l'incarico di parroco e insegnante di etica al Seminario di San Patrizio.
Un Percorso Episcopale e il Cardinalato
Il 6 luglio 2010, Papa Benedetto XVI lo ha eletto vescovo titolare di Gemelle di Bizacena e nominato ausiliare di San Francisco, ricevendo la consacrazione episcopale il 7 settembre successivo. Il 3 marzo 2015, Papa Francesco lo ha nominato vescovo di San Diego. Durante i quasi dieci anni alla guida della diocesi più meridionale della California, McElroy ha implementato pastoralmente la visione sinodale della Chiesa proposta da Papa Francesco, affrontando anche diverse questioni controverse al punto di incontro tra politica e vita ecclesiale. Ha partecipato ai Sinodi del 2019 e del biennio 2023-24.
Storia dei Conclavi
Il 27 agosto 2022, Papa Francesco lo ha creato cardinale di Santa Romana Chiesa nel concistoro, conferendogli il titolo di San Frumenzio. Il Cardinale McElroy è considerato uno dei leader dell'area più liberal della Chiesa statunitense e una delle figure di spicco, non solo dal punto di vista pastorale ma anche culturale, dell’episcopato americano. La sua tesi di licenza in teologia su «moralità e politica estera americana» è stata pubblicata nel 1992 dalla casa editrice dell’università di Princeton.
Molti lo considerano il cardinale americano il cui pensiero è più in sintonia con quello di Papa Francesco, preparandosi a prendere possesso del territorio ecclesiastico della capitale degli Stati Uniti proprio mentre Donald Trump presta giuramento per un secondo mandato come presidente.
Le Posizioni del Cardinale McElroy su Temi Chiave
Immigrazione e Giustizia Sociale
In politica, il Cardinale McElroy è stato una delle voci più decise sul tema dell’immigrazione. Nel 2017, subito dopo l’insediamento del presidente Trump per il suo primo mandato, l'allora vescovo aveva denunciato "una profonda malattia dell'anima nella vita politica americana" e aveva affermato che, se Trump rappresentava il candidato della "discontinuità," allora serviva una discontinuità simile per costruire una società migliore. Aveva invitato tutti a diventare "agenti di cambiamento", riferendosi all’uso della forza militare per deportare immigrati irregolari e alla rappresentazione di rifugiati e musulmani come nemici.
Durante una veglia interreligiosa davanti al tribunale federale di San Diego nel 2021, ha criticato il fallimento del Congresso nel creare percorsi di legalizzazione per alcuni degli 11 milioni di immigrati irregolari negli Stati Uniti, affermando: "Non possiamo restare a guardare mentre i nostri processi politici, per quanto rotti siano, distruggono i sogni e le speranze di rifugiati e immigrati che non solo sono venuti qui, ma hanno contribuito a costruire e migliorare la nostra nazione."
La Guerra Giusta e i Conflitti Internazionali
Il Cardinale McElroy si è espresso con forza anche sul tema dei conflitti internazionali. In un'intervista rilasciata al quotidiano Catholic Standard, ha affermato che la guerra degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran "non è moralmente legittima", una valutazione che va oltre gli appelli più prudenti al dialogo espressi da Papa Francesco. McElroy sostiene che il conflitto non soddisfa i criteri della dottrina cattolica della guerra giusta, ricordando che Papa Benedetto XVI aveva già affermato che l'insegnamento cattolico non supporta la guerra preventiva, cioè quella giustificata da una possibile minaccia futura.
Il cardinale americano considera inoltre che il conflitto non soddisfi il criterio della "retta intenzione". "Non si può soddisfare il criterio della retta intenzione della tradizione della guerra giusta se non c'è un'intenzione chiara", ha affermato. Le sue dichiarazioni si aggiungono ad altre reazioni all'interno della Chiesa negli Stati Uniti, come quella del Cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, che ha condannato un video pubblicato sui social media dalla Casa Bianca che combinava immagini della guerra con scene di film d'azione. Papa Francesco, da parte sua, ha ribadito vari appelli a porre fine al conflitto e ad aprire spazi di dialogo, chiedendo durante la preghiera dell'Angelus che "cessi il rumore delle bombe, che le armi taccino e che si apra uno spazio perché le voci dei popoli possano essere ascoltate".
McElroy ha inoltre spiegato nell'intervista che tra i fedeli dell'arcidiocesi di Washington percepisce "un livello molto significativo di ansietà" di fronte all'evoluzione del conflitto. Il cardinale riconosce che molti considerano il regime iraniano repressivo e che ha promosso il terrorismo per decenni, ma rileva anche una forte preoccupazione che la guerra possa sfuggire di mano e coinvolgere ancora di più gli Stati Uniti.
La "Coerenza Eucaristica"
McElroy è anche una figura centrale nel dibattito sulla "coerenza eucaristica", criticando spesso quella che considera, negli Stati Uniti, una priorità data all’aborto rispetto ad altre questioni sociali come la pena di morte, l’accoglienza dei migranti e la tutela dell’ambiente. Negli ultimi anni, ha espresso il suo dissenso all’idea di negare la Comunione ai politici cattolici pro-aborto, affermando che tale pratica strumentalizza l’Eucaristia a fini politici. In un saggio del 5 maggio 2021, ha criticato quella che ha definito una "teologia dell’indegnità" per ricevere l’Eucaristia, sottolineando che questa si concentra eccessivamente sulla disciplina.
Il Cardinale Wilton Daniel Gregory: Un Addio dopo Sei Anni
Il Cardinale Wilton Daniel Gregory lascia la sede metropolitana di Washington dopo nemmeno sei anni, avendone assunto la guida nell’aprile 2019. Nato il 7 dicembre 1947 a Chicago, è stato ordinato sacerdote il 9 maggio 1973. Vescovo dal 1983, dal 2001 al 2004 è stato presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, diventando il primo afroamericano a guidare i vescovi statunitensi. Nel 2004 era stato promosso arcivescovo metropolita di Atlanta. Succede al Cardinale Wilton Gregory alla guida dell’arcidiocesi che serve oltre mezzo milione di cattolici nel sud del Maryland e nella capitale statunitense.

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