Il Terzo Libro della Bibbia: Il Levitico e i Suoi Destinatari

Il Pentateuco, una parte a sé stante della Bibbia, è costituito dai primi cinque libri: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. Secondo gli ebrei, in questi libri è custodita la legge (Torah), gli insegnamenti e i precetti che Dio avrebbe rivelato al proprio popolo per bocca di Mosè.

Introduzione al Levitico: Il Terzo Libro Canonico della Bibbia

Il terzo libro della Bibbia, nucleo del Pentateuco e della Torah, è il Levitico. Il nome più comune di questo libro deriva dal greco Leuitikòn (dalla Settanta) e dal latino Leviticus (dalla Vulgata).

Questo nome è appropriato in riferimento a Levi, una delle dodici tribù di Israele. Sebbene i Leviti siano menzionati solo di sfuggita in alcuni passaggi (come in Levitico 25:32, 33), il libro consiste primariamente nelle regole del sacerdozio levitico, scelto in seno a questa tribù. I suoi appartenenti, i leviti, erano sacerdoti scelti da Dio che avevano il compito di vegliare sul tabernacolo e, in seguito, sul Tempio di Gerusalemme. Erano antichi Ebrei dediti al culto, sacerdoti ebraici. Le leggi contenute nel Levitico erano quelle che i sacerdoti insegnavano al popolo, poiché, come afferma Malachia 2:7, “le labbra del sacerdote sono quelle che devono custodire la conoscenza, e la legge è ciò che il popolo deve cercare dalla sua bocca”.

Nel testo ebraico, il libro prende nome dalla sua espressione iniziale, Waiyiqràʼ, che letteralmente significa “E chiamava”. Fra gli ebrei d’epoca posteriore, il libro era chiamato anche Legge dei sacerdoti e Legge delle offerte.

Insieme del Pentateuco con i nomi dei suoi cinque libri

Autore, Datazione e Contesto Storico

Autore del Levitico

Non c’è dubbio che il Levitico fu scritto da Mosè. La conclusione del libro, o colofone, dichiara: “Questi sono i comandamenti che Geova diede a Mosè” (Levitico 27:34). Una dichiarazione simile si trova in Levitico 26:46. Le testimonianze che provano l'autorialità mosaica di Genesi ed Esodo confermano anche quella del Levitico, dato che in origine il Pentateuco era un unico rotolo.

Il Levitico è unito ai libri precedenti dalla congiunzione “e”, a indicare una continuità narrativa. La testimonianza più vigorosa deriva dal fatto che spesso Gesù Cristo e altri ispirati servitori di Geova citano le leggi e i princìpi del Levitico, o fanno riferimento ad essi, attribuendoli a Mosè (es. Levitico 23:34, 40-43-Nee. 8:14, 15; Levitico 14:1-32-Matt. 8:2-4; Levitico 12:2-Luca 2:22; Levitico 12:3-Giov. 7:22; Levitico 18:5-Rom.).

Periodo di Riferimento e Datazione

Il libro di Esodo termina con l’erezione del tabernacolo “il primo mese, il secondo anno, il primo giorno del mese”. Il libro di Numeri, che segue immediatamente la narrazione del Levitico, comincia con Geova che parla a Mosè “il primo giorno del secondo mese nel secondo anno dalla loro uscita dal paese d’Egitto”. Ne consegue che non poteva essere passato più di un mese lunare per i pochi avvenimenti narrati nel Levitico, poiché la maggior parte del libro consiste di leggi e regolamenti. È ragionevole concludere che Mosè prendesse nota degli avvenimenti man mano che si verificavano e che mettesse per iscritto le istruzioni di Dio appena le riceveva.

Certe questioni trattate nel libro inducono a ritenere che sia stato scritto subito. Per esempio, agli israeliti fu comandato di portare gli animali che volevano usare come cibo all’ingresso della tenda di adunanza per scannarli. Questo comando sarebbe stato dato e scritto poco dopo l’insediamento del sacerdozio. Molte istruzioni servivano a guidare gli israeliti durante il loro viaggio nel deserto. Tutto ciò lascia pensare che Mosè abbia scritto il Levitico nel 1512 a.E.V. (Eso. 17:14).

Contesto Storico-Culturale degli Israeliti

Come nuova nazione in viaggio verso un nuovo paese, Israele aveva bisogno di una giusta guida. Era passato meno di un anno dall’Esodo, e il modo di vivere dell’Egitto e le sue pratiche religiose erano ancora freschi nella mente degli israeliti. In Egitto si praticava il matrimonio tra fratello e sorella e si adoravano molti falsi dèi, fra cui divinità animali.

Questa grande congregazione era in cammino verso Canaan, dove la vita e le pratiche religiose erano ancor più degradanti. Molti egiziani, puri o di sangue misto, si erano uniti agli israeliti e avevano praticato cose detestabili nella loro patria poco tempo prima. In questo contesto, le leggi del Levitico fornivano una guida chiara e un sistema per mantenere la purezza e la santità del popolo di Dio.

Gli Obiettivi e i Destinatari del Levitico

La Nazione Santa e il Popolo Santificato

Il motivo principale per cui fu scritto il Levitico era che Geova si era proposto di avere una nazione santa, un popolo santificato, appartato per il suo servizio. Fin dal tempo di Abele, gli uomini fedeli a Dio avevano offerto sacrifici a Geova, ma ora, per la prima volta, Geova dava alla nazione d’Israele esplicite istruzioni riguardo alle offerte per il peccato e ad altri sacrifici.

Queste regole, facendo parte della Legge, servivano a mantenere gli ebrei come un popolo separato dal resto del mondo, impedendo loro di conformarsi alle pratiche immorali e idolatre delle nazioni circostanti. Le leggi di Dio sulla purezza cerimoniale servivano in particolare a questo scopo.

Il Sacerdozio Levitico: Compiti e Responsabilità

Il sacerdozio levitico era il destinatario primario delle dettagliate istruzioni rituali e cerimoniali. I sacerdoti, discendenti di Aronne, erano responsabili dell'esecuzione dei sacrifici, dell'insegnamento della Legge al popolo e del mantenimento della purezza del Tabernacolo e del culto.

  • Custodia della conoscenza: Le labbra del sacerdote dovevano custodire la conoscenza della Legge (Mal. 2:7).
  • Esecuzione dei sacrifici: I sacerdoti erano gli intermediari designati per presentare le offerte a Geova per conto del popolo e di sé stessi.
  • Giudizio e purificazione: Erano responsabili di distinguere tra ciò che era puro e impuro, santo e profano, e di guidare il popolo nei processi di purificazione.
Un sacerdote levitico che compie un rito nel Tabernacolo

Il Popolo d'Israele: Le Leggi e la Loro Applicazione

Tutta la nazione d’Israele era il destinatario finale delle leggi del Levitico. Queste leggi non erano solo per i sacerdoti, ma per ogni israelita, per guidarlo nella vita quotidiana e nella relazione con Dio.

  • Consapevolezza del peccato: I sacrifici rendevano gli israeliti consapevoli dell’estrema peccaminosità del peccato e imprimevano nella loro mente quanto esso li rendesse sgraditi a Geova.
  • Guida morale e sociale: Il Levitico conteneva statuti su questioni etiche, sociali e igieniche che dovevano modellare il comportamento del popolo. Vi erano regole per proteggere gli afflitti, i miseri e i forestieri, e veniva dato il comando: “Devi amare il tuo prossimo come te stesso. Io sono Geova” (Levitico 19:18).
  • Mantenimento della santità: Gli israeliti dovevano essere santi perché Geova è santo. Le leggi promuovevano la purezza e la separazione dalle pratiche pagane.
  • Preparazione per la Terra Promessa: Le leggi pratiche dovevano guidarli nella loro religione e nella loro vita, affinché rimanessero una nazione santa e giungessero nella Terra Promessa per prendervi dimora.

Contenuto e Tematiche Centrali del Levitico

Il Levitico contiene per lo più informazioni di natura legislativa, ma in gran parte anche profetiche.

Le Regole sui Sacrifici

I vari sacrifici rientrano in due categorie generali: cruenti (bovini, pecore, capri e volatili) e incruenti (cereali). In questa parte del Levitico che tratta le offerte, è enfaticamente e ripetutamente proibito mangiare sangue.

Sacrifici Cruenti

I sacrifici cruenti devono essere offerti come olocausto, offerte di comunione, offerte per il peccato e offerte per la colpa. Tutt’e quattro hanno questi tre elementi in comune: l’offerente deve portare egli stesso l’animale all’ingresso della tenda di adunanza, deve porre su di esso le mani, dopo di che l’animale dev’essere scannato. Dopo che ne è stato spruzzato il sangue, il corpo dev’essere eliminato secondo il tipo di sacrificio.

  1. Olocausti: Possono consistere di un giovane toro, montone, capro o piccione o di una tortora, secondo le disponibilità dell’offerente. L’animale dev’essere tagliato a pezzi e, tranne la pelle, dev’essere bruciato per intero sull’altare.
  2. Sacrifici di Comunione: Possono essere un maschio o una femmina, della mandria o del gregge. Solo le sue parti grasse saranno consumate sull’altare, una parte andrà al sacerdote e il resto sarà mangiato dall’offerente. È appropriatamente definito sacrificio di comunione, poiché mediante esso l’offerente partecipa al pasto, o ha comunione, per così dire, con Geova e con il sacerdote.
  3. Offerte per il Peccato: Sono richieste per i peccati involontari, commessi per sbaglio. Il tipo di animale da offrire dipende da chi è il peccatore (sacerdote, popolo nel suo insieme, un capo principale o una persona comune). A differenza dell’olocausto e del sacrificio di comunione, che sono offerte volontarie, l’offerta per il peccato è obbligatoria.
  4. Offerte per la Colpa: Sono richieste per espiare la colpa personale derivante da infedeltà, inganno o furto. In alcuni casi la colpa richiede la confessione e un sacrificio, in altri sono richiesti un risarcimento pari all’entità del danno più il 20 per cento e il sacrificio di un montone.

Sacrifici Incruenti

I sacrifici incruenti devono consistere di cereali e devono essere offerti interi abbrustoliti, o macinati grossolanamente, oppure sotto forma di fior di farina; devono essere preparati in vari modi: cotti al forno, nella teglia o fritti in una pentola fonda. Si devono offrire con sale e olio e a volte con olibano, ma devono essere completamente privi di lievito o di miele. Una parte di alcuni sacrifici appartiene al sacerdote.

L'Insediamento del Sacerdozio

L'insediamento del sacerdozio fu un grande avvenimento in Israele. Mosè si interessò di tutti i particolari, proprio come Geova gli aveva comandato. “E Aaronne e i suoi figli facevano tutte le cose che Geova aveva comandato per mezzo di Mosè” (Levitico 8:36). Dopo i sette giorni impiegati per l’insediamento, si assistette a un miracoloso spettacolo che rafforzò la fede. L’intera assemblea era presente. I sacerdoti avevano appena offerto un sacrificio. Aaronne e Mosè avevano benedetto il popolo. Quindi, “la gloria di Geova apparve a tutto il popolo, e fuoco uscì d’innanzi a Geova e consumava l’olocausto e i pezzi grassi sull’altare. Quando tutto il popolo l’ebbe visto proruppero in grida e cadevano sulle loro facce”.

Tuttavia, si verificarono anche violazioni della Legge. Ad esempio, Nadab e Abiu, figli di Aaronne, offrirono fuoco illegittimo dinanzi a Geova. “A ciò un fuoco uscì d’innanzi a Geova e li consumò, così che morirono dinanzi a Geova” (Levitico 10:2). Questo episodio sottolinea l'importanza per il popolo e i sacerdoti di seguire scrupolosamente le istruzioni di Geova per offrire sacrifici accettevoli e ottenere la Sua approvazione.

Levitico

Leggi sulla Purezza Cerimoniale e Igiene

Questa parte del libro si riferisce alla purezza cerimoniale e all’igiene. Certi animali, sia domestici che selvatici, sono impuri. Tutti i corpi morti sono impuri e rendono impuri quelli che li toccano. Anche alcune malattie della pelle, come la lebbra, causano impurità cerimoniale, e la purificazione dev’essere imposta non solo alle persone ma addirittura alle vesti e alle case. Si deve osservare la quarantena. La mestruazione e l’emissione seminale, come pure lo scolo, danno similmente luogo a impurità.

Il Giorno di Espiazione

Il capitolo 16 è particolarmente degno di nota, poiché contiene le istruzioni del giorno più importante per Israele, il Giorno di Espiazione (Yom Kippur), che ricorre il decimo giorno del settimo mese. È un giorno in cui affliggere l’anima (molto probabilmente mediante il digiuno) e in cui non è consentito svolgere nessun lavoro secolare.

Il rituale comincia con l’offerta di un giovane toro per i peccati di Aaronne e della sua casa, la tribù di Levi, seguita dall’offerta di un capro per il resto della nazione. Dopo aver bruciato incenso, parte del sangue di ciascun animale dev’essere portata, a turno, nel Santissimo del tabernacolo, dove il sangue viene spruzzato dinanzi al coperchio dell’Arca. In seguito il corpo dell’animale morto dev’essere portato fuori del campo e bruciato. In questo giorno si deve anche presentare dinanzi a Geova un capro vivo, sul quale si devono pronunciare tutti i peccati del popolo, dopo di che il capro dev’essere condotto nel deserto (il capro emissario).

Statuti sul Sangue e Altre Questioni

Questa parte include molti statuti per il popolo. Ancora una volta il sangue è proibito in una delle più esplicite dichiarazioni sul sangue che si trovino nelle Scritture (Levitico 17:10-14). Il sangue si può lecitamente usare sull’altare, ma non si può mangiare. Pratiche detestabili come incesto, sodomia e bestialità sono proibite. Ci sono regole per proteggere gli afflitti, i miseri e i forestieri, e viene dato il comando: “Devi amare il tuo prossimo come te stesso. Io sono Geova” (Levitico 19:18). Si salvaguarda il benessere sociale ed economico della nazione, e vengono banditi - pena la morte - i pericoli spirituali, come l’adorazione di Molec e lo spiritismo. Di nuovo Dio mette in risalto la separazione del suo popolo: “E dovete mostrarvi a me santi, perché io, Geova, sono santo; e vi separo dai popoli perché diveniate miei”.

Il Sacerdozio e le Feste

I successivi capitoli si riferiscono principalmente all’adorazione praticata formalmente da Israele: gli statuti riguardanti i sacerdoti, i requisiti fisici che devono avere, chi possono sposare, chi può mangiare le cose sante, e le norme relative agli animali sani da usare per i sacrifici. Sono comandate tre feste nazionali stagionali, occasioni per ‘rallegrarsi dinanzi a Geova loro Dio’ (Levitico 23:40). Come un sol uomo la nazione rivolgerà così l’attenzione, la lode e l’adorazione a Geova, rinsaldando la propria relazione con lui. Queste sono feste a Geova, santi congressi annuali. Nel capitolo 24 vengono date istruzioni relative al pane e all’olio da usare nel servizio del tabernacolo.

L'Ispirazione Divina e la Duratura Rilevanza del Levitico

Carattere Divino delle Leggi

Il Levitico reca l’impronta dell’ispirazione divina dal principio alla fine. Semplici uomini non avrebbero potuto escogitare le sue sagge e giuste leggi e regole. Le norme circa l’alimentazione, le malattie, la quarantena e il modo di trattare i corpi morti rivelano una conoscenza dei fatti che la scienza medica ha compreso solo migliaia di anni dopo. La legge di Dio sugli animali impuri per scopi alimentari avrebbe protetto gli israeliti mentre viaggiavano. Li avrebbe salvaguardati dalla trichinosi dei maiali, dal tifo e paratifo diffusi da certi tipi di pesce e da infezioni trasmesse da animali trovati morti.

Adempimento delle Profezie e Citazioni Bibliche

L’adempimento delle profezie e dei tipi di Levitico ne conferma ulteriormente l’ispirazione. Sia la storia sacra che quella secolare documentano l’adempimento degli avvertimenti del Levitico circa le conseguenze della disubbidienza. Fra l’altro, vi era predetto che le madri avrebbero mangiato i loro figli a causa della carestia. Geremia indica che questo si adempì alla distruzione di Gerusalemme nel 607 a.E.V., e Giuseppe Flavio narra che la cosa si ripeté alla successiva distruzione della città nel 70 E.V. La promessa profetica che Geova si sarebbe ricordato di loro se si fossero pentiti trovò adempimento quando essi ritornarono da Babilonia nel 537 a.E.V. (Levitico 26:29, 41-45; Lam. 2:20; 4:10; Esd. 1:1-6). L’ispirazione del Levitico è attestata anche dalle citazioni di altri scrittori biblici che vi fecero riferimento come a Scrittura ispirata.

Esaltazione del Nome e della Sovranità di Geova e il Tema della Santità

Il libro di Levitico esalta costantemente il nome e la sovranità di Geova. Non meno di 36 volte le sue leggi sono attribuite a Geova. Il nome Geova compare, in media, dieci volte per ciascun capitolo, e ripetutamente si dà risalto all’importanza di ubbidire alle leggi di Dio tramite il rammemoratore: “Io sono Geova”. Il tema della santità ricorre in tutto il Levitico, che menziona questo requisito più spesso di qualsiasi altro libro della Bibbia. Gli israeliti dovevano essere santi perché Geova è santo. Certe persone, luoghi, oggetti e periodi erano ritenuti santi.

Conforme a questa enfasi data alla santità, il libro di Levitico mette in risalto il ruolo che aveva lo spargimento di sangue, cioè il sacrificio di una vita, nel perdono dei peccati. I sacrifici animali erano limitati a creature che erano sia domestiche che pure. Per certi peccati, oltre al sacrificio si richiedevano la confessione, la restituzione e il pagamento di una pena.

Il Terzo Libro dei Maccabei: Un Caso Specifico di Canonicità Diversa

È importante notare che esiste un altro testo conosciuto come Il Terzo libro dei Maccabei, un libro compreso tra gli Apocrifi dell'Antico Testamento. Viene riconosciuto come canonico solamente dalla Chiesa ortodossa. Deve il suo nome al fatto di trovarsi collocato al terzo posto, dopo il Secondo libro dei Maccabei, ma non ha alcun rapporto con la rivolta maccabaica e si limita ad avere soltanto un'analogia tematica con le storie narrate nei primi due libri.

Di autore ignoto, è stato scritto in greco tra la metà del I secolo a.C. Si tratta di uno scritto pseudo-storico, inserito tra i libri cosiddetti "festali" nei quali è possibile riconoscere l'origine delle festività ebraiche. In particolare in questo libro, come in quello di Ester, si rintraccerebbe la festività del Purim, anche se non è ben identificabile.

Il libro narra che Tolomeo IV Filopatore, giunto a Gerusalemme dopo la vittoria riportata a Rafia nel 217 a.C. su Antioco III il Grande, sentendosi invincibile decise di entrare nella parte più interna e sacra del tempio. Ritornato in Egitto, per vendicarsi, progetta un piano per colpire la comunità ebraica. Ordina che tutti gli ebrei di Alessandria vengano rinchiusi nell'ippodromo, perché ha intenzione di scatenare contro di loro la furia di 500 elefanti drogati con vino e incenso. Ma ancora una volta è l'intervento divino a salvare gli ebrei: Tolomeo per due giorni cade in un sonno profondo e dimentica il suo proposito di vendetta. Il terzo giorno raggiunge l'ippodromo per dare compimento alla sua opera, ma due angeli comparsi dal Cielo fanno sì che gli elefanti si rivoltino contro le truppe di Tolomeo, massacrandole.

A questo punto Tolomeo libera gli ebrei e consegna loro delle lettere di protezione per tutti i governatori dell'Egitto. Per ricordare la protezione ricevuta da JHWH gli ebrei istituiscono una festa commemorativa dell'evento. Non ci sono riferimenti storici sicuri a Tolomeo IV Filopatore che si ricolleghino a una persecuzione del tipo descritto nel testo, sebbene alcuni studiosi riferiscano l'evento a Tolomeo VII Fiscone (145-116 a.C.) e alla persecuzione che scatenò contro gli ebrei che sostenevano Cleopatra II.

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