Le apparizioni di Gesù Risorto dopo la Pasqua sono eventi cardine della fede cristiana, narrati nei Vangeli e fondamentali per la comprensione del mistero pasquale. Queste manifestazioni non solo hanno rassicurato i discepoli smarriti, ma hanno anche fornito la prova tangibile della sua resurrezione, fondamento della fede.
La Prima Apparizione a Maria Maddalena
Il mattino di Pasqua è descritto come l'alba incantata della redenzione, un momento in cui "rinascono a vita nuova i figli della luce" e "in lui risorto tutta la vita risorge". In questa luce, la figura di Maria di Magdala è centrale. Dal Vangelo di Luca (8, 2) sappiamo che Maria Maddalena era una discepola di Gesù, dalla quale erano stati scacciati sette demoni. Era originaria del villaggio di Magdala, sulla riva occidentale del lago di Tiberiade. Matteo, Marco e Giovanni la indicano come presente al momento della crocifissione di Gesù (Matteo 27, 55s; Marco 15, 40; Giovanni 19, 25). Il terzo evento che la vede protagonista è l'andata al sepolcro il mattino di Pasqua, come narrato in Marco 16, 1s: "Passato il Sabato, Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole".
Secondo il Vangelo di Giovanni, Gesù appare per la prima volta proprio a Maria Maddalena. Inizialmente, lei non lo riconosce e lo scambia per l'ortolano, accusandolo di aver trafugato il corpo. Sarà il suono della sua voce, che la chiama per nome, a rivelare l'identità del Risorto: «Le dice Gesù: “Maria!”. Essa voltatasi gli dice in ebraico: “Rabbunì!” che significa “Maestro”» (Gv 20,16).
Il Pianto e la Ricerca di Maria Maddalena
Giovanni racconta che Maria di Magdala giunse al sepolcro "quando era ancora buio" e riferì a Pietro e Giovanni: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!". Mentre Pietro e Giovanni "corrono" al sepolcro, vedono e poi tornano a casa, Maria rimane all'esterno, vicino al sepolcro, e piange. Il suo è il pianto dell'amore, di chi ha perduto il Signore e lo cerca tra le lacrime. Si china verso il sepolcro e vede due angeli, che le chiedono: "Donna, perché piangi?". La sua risposta rivela la sua angoscia: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto".
Subito dopo, Maria si volta e vede Gesù, ma non lo riconosce. Gesù le chiede: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Pensando fosse il custode del giardino, gli risponde: "Signore, se l`hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo". Solo quando Gesù pronuncia il suo nome, "Maria!", lei lo riconosce e risponde: "Rabbunì!", che significa Maestro. Questo momento è talmente potente che viene descritto come una parola che "vale tutto il Vangelo".
Il Mandato di Maria Maddalena: "Noli me tangere"
Gesù le dice: "Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”". Questa scena, conosciuta come "Noli me tangere" (non mi toccare), è cara alla spiritualità cristiana e all'iconografia pasquale. Il Signore non deve essere trattenuto solo per sé, ma il suo messaggio deve essere annunciato. Maria di Magdala diventa così la "Apostola apostolorum", la prima ad annunciare la resurrezione a coloro che dovranno a loro volta farsene annunciatori, sottolineando la grande importanza della donna nella Chiesa.
È importante notare che gli altri discepoli, udito il racconto di Maria, non le credettero immediatamente, forse a causa della convinzione del tempo che le donne non fossero testimoni attendibili. Tuttavia, la sua testimonianza è la prima, fondamentale, e da lei parte una successione di testimoni e apostoli che arriva fino a noi.
Apparizione ai Discepoli nel Cenacolo
Il restauro del Cenacolo di Leonardo commentato da Federico Zeri
La sera del primo giorno della settimana, la domenica, i discepoli erano riuniti in una casa, con le porte chiuse per timore dei Giudei. Nonostante il racconto di Maria Maddalena, evidentemente non avevano ancora creduto. Erano smarriti e pensavano che tutto fosse perduto dopo la crocifissione del loro Maestro. In questo contesto, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, dicendo: «Pace a voi!» (Gv 20,19-31).
Il Saluto di Pace e i Segni della Passione
Questo saluto, ripetuto due volte, ha un forte significato messianico, esprimendo il dono della pace per eccellenza. Prima che avvenisse il riconoscimento, Gesù mostrò loro le mani e il fianco, i segni della passione. I discepoli gioirono nel vedere e riconoscere, attraverso lo sguardo della fede, l'aspetto trascendente del Signore, abbandonata la sua caducità. Il Cristo risorto si mostrò con le sue cinque piaghe gloriose, rimaste impresse nelle mani, nei piedi e nel fianco anche dopo la resurrezione. Questo primo atto di una "scena di paradiso" vede Gesù presentarsi senza bussare, oltrepassando tutte le barriere, essendo ora un corpo glorioso e non più legato al tempo e alla materia.
Il Mandato Missionario e il Dono dello Spirito Santo
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Con queste parole, Gesù conferì il mandato missionario ai discepoli: il compito di far conoscere la misericordia e la bontà salvifica del Padre, così come mostrata dalla vita e dalla morte del Figlio. Per aiutarli a svolgere questa missione, Gesù "soffiò" su di loro, dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Questo "soffio" è un parallelismo unico nella letteratura neotestamentaria con il racconto della Genesi, dove il Signore diede la vita attraverso un "soffio". Il dono di questo Spirito, Spirito di verità, è cruciale per la fede degli apostoli e per la loro testimonianza postpasquale, affinché la fede in Cristo potesse permanere sulla terra.
La remissione dei peccati da parte degli apostoli presuppone una risposta e la fiducia nella "buona notizia" del Figlio. Il Concilio di Trento ha definito che con queste parole Gesù ha istituito il sacramento della penitenza, accordando solo ai discepoli il potere di rimettere i peccati. Sebbene l'evangelista si riferisca alla remissione dei peccati in maniera globale, è chiaro che il perdono dei peccati commessi dopo il battesimo si ottiene mediante il sacramento della riconciliazione.
L'Incredulità di Tommaso
Otto giorni dopo la prima apparizione nel Cenacolo, i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Didimo, che non era presente alla prima manifestazione di Gesù. Gli altri discepoli gli avevano detto: «Abbiamo visto il Signore!». Ma Tommaso, presentato come una persona estremamente concreta, rispose con sincerità e con il bisogno di una verifica personale: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo» (Gv 20,25).
La Verifica di Tommaso e la Confessione di Fede
La scena si ripeté: Gesù venne, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi si rivolse direttamente a Tommaso, invitandolo a verificare quanto accaduto: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Di fronte a questa prova tangibile, Tommaso, con grande umiltà, fece la confessione di fede più pregnante di tutto il Vangelo di Giovanni: «Mio Signore e mio Dio!».
Gesù rispose a Tommaso: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». L'incredulità di Tommaso, pur essendo un momento di dubbio, servì a rafforzare la fede di tutti i futuri credenti, dimostrando che la fede è possibile anche senza aver "visto ed udito". Questa ultima beatitudine pronunciata da Gesù, che esalta coloro che credono senza aver visto, è un messaggio fondamentale per la Chiesa di ogni epoca.
Giovanni conclude il suo Vangelo dicendo che Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti, ma che quelli riportati sono stati scritti "perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome". La resurrezione del Signore è il fondamento e la certificazione di una fede basata sulla verità assoluta che è Cristo Via, Verità e Vita.
La Questione dell'Apparizione a Maria, la Madre di Gesù

Un interrogativo che emerge riguarda un'apparizione non raccontata dai Vangeli canonici: Gesù risorto è apparso a sua Madre? I Vangeli e gli altri libri del Nuovo Testamento non ne parlano, sebbene esista un Vangelo apocrifo, quello di Gamaliele, che lo racconta. Tuttavia, molti scrittori cristiani e teologi, tra cui San Giovanni Paolo II, ritengono che un'apparizione del Risorto a Maria sia avvenuta.
Motivi a Sostegno dell'Apparizione a Maria
Papa Giovanni Paolo II, in una sua catechesi, ha esplorato i motivi per cui i Vangeli potrebbero non aver menzionato tale apparizione e quelli che la fanno supporre. Tra i motivi del silenzio evangelico, il Papa suggerisce che una testimonianza della Madre avrebbe potuto essere considerata "troppo interessata" da coloro che negavano la resurrezione e quindi non degna di fede. Un altro motivo è che i Vangeli non raccontano tutte le apparizioni del Risorto, come quella a 500 discepoli menzionata da Paolo. Una terza spiegazione è che l'assenza di Maria dal gruppo delle donne che all'alba si recano al sepolcro (cfr Mc 16, 1; Mt 28, 1) potrebbe essere un indizio che "Ella aveva già incontrato Gesù".
Il Papa ha anche elencato tre motivi a favore dell'apparizione a Maria:
- Essendo immagine e modello della Chiesa, sembra ragionevole pensare che Maria abbia avuto un contatto personale col Figlio risorto per godere della pienezza della gioia pasquale.
- Presente sul Calvario e nel Cenacolo a Pentecoste, la Vergine Santissima è probabilmente stata testimone privilegiata anche della resurrezione di Cristo, completando così la sua partecipazione a tutti i momenti essenziali del Mistero pasquale.
Questi motivi sono, come ammesso anche in alcune riflessioni, piuttosto indiretti. L'idea che Maria non avesse bisogno di vedere per credere nella resurrezione è forte. Lei è definita beata perché ha creduto e la sua fede, come quella del discepolo amato che ha creduto senza aver visto il Risorto ma solo il sepolcro vuoto, potrebbe essere stata sufficiente. Maria è un modello per tutti i fedeli che credono senza aver visto Gesù risorto. Questa fede, anche senza la visione, diventa gioia, come espresso nel canto pasquale "Regina Coeli, laetare. Alleluja!".