Il Furto del Mento di Sant'Antonio: Un Anniversario Rievocato

Questo speciale, contenuto in un numero di ottobre, presenta un'intervista esclusiva a Felice Maniero, ex capo della mala del Brenta. L'intervista è stata rilasciata con l'intento di «poter riparare, anche solo per la miliardesima parte, al grande dispiacere provocato ai fedeli».

L'Evento: Il Furto della Reliquia

Il fatto avvenne a Padova il 10 ottobre 1991, alle ore 18.20. Tre banditi, armati e con il volto coperto da passamontagna, fecero irruzione nella Basilica di Sant'Antonio. Il loro obiettivo era il furto del Mento del Santo. Durante l'azione, alcuni fedeli e una guardia furono immobilizzati sotto la minaccia delle armi. I malviventi fuggirono poi a bordo di un'auto, guidata da un quarto complice.

Foto della Basilica di Sant'Antonio a Padova

Il Ruolo di Felice Maniero e la Mala del Brenta

La verità sugli autori, i mandanti e il motivo di questa rapina, giudicata da subito anomala, emerse molto tempo dopo. La firma, del tutto inattesa, fu quella della mala del Brenta. Il mandante si rivelò essere il boss della mala, Felice Maniero.

Il Motivo: L'Estorsione

Lo scopo del furto era l'estorsione. La reliquia, infatti, venne utilizzata come oggetto di scambio, con l'intenzione di costringere lo Stato a scendere a patti. Maniero desiderava ottenere la liberazione di suo cugino Giulio e la revoca della misura di sorveglianza a suo carico.

La Confessione e i Dettagli Inediti

Lo stesso boss, Felice Maniero, confermò il tutto nell'intervista esclusiva rilasciata al Messaggero di Sant'Antonio. Questa esclusiva fu motivata dal desiderio di «poter riparare, anche solo per la miliardesima parte, al dispiacere che ho provocato ai fedeli». Nella sua ricostruzione dei fatti, Maniero rivelò alcuni particolari inediti. Tra questi, confessò: «Io avevo ordinato di prendere la Lingua di Sant’Antonio, molto più “sostanziale” per lo scambio. Invece, quegli zucconi mi arrivarono con il Mento. A loro non dissi nulla. Dentro di me, però, feci questo pensiero: per prendere la Reliquia sbagliata, di sicuro devono aver ritenuto, come tutti noi, che la lingua fosse dentro la bocca. Negli intenti, e poi nei fatti, quell’azione ebbe il risalto e l’eco voluti».

Ritratto o foto segnaletica di Felice Maniero

Le Voci e gli Esperti

Lo speciale di 18 pagine, pubblicato dal mensile diffuso in oltre 160 Paesi del mondo con 9 edizioni e 8 lingue, ha raccolto le voci di numerosi testimoni e protagonisti. Tra questi, i frati della Basilica che vissero l'evento in prima persona e la guardia tenuta in ostaggio.

Sono stati intervistati anche il magistrato Francesco Saverio Pavone, impegnato insieme ad altri colleghi a sgominare la mala del Brenta, e Graziana Campanato, presidente del primo «maxiprocesso» contro la banda Maniero. Hanno contribuito con la loro analisi anche esperti come Ilvo Diamanti, docente di Scienza e comunicazione all’Università di Urbino e tra i massimi studiosi del Nordest, e Carlo Lucarelli, scrittore e giornalista, noto esperto di cronaca nera.

Il Punto di Vista del Direttore

Ugo Sartorio, direttore del Messaggero di Sant'Antonio, ha spiegato il motivo di questa approfondita indagine: «Nessuno, in modo chiaro e lineare, soprattutto documentato e sistematico, si è mai impegnato a ricostruire una vicenda che ha dello strano, del paradossale, ma che ha suscitato curiosità e attenzione mediatica attirando sulla città di Padova e sulla Basilica i riflettori del mondo. In questo nutrito dossier, che dissipa ogni ombra (o quasi), siamo andati alla fonte, ascoltando i protagonisti dei fatti e lasciando parlare gli esperti».

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