Le cronache recenti hanno portato alla luce diversi casi di presunti e accertati abusi che coinvolgono sacerdoti in Italia, scuotendo profondamente le comunità ecclesiali e l'opinione pubblica. Questi episodi mettono in evidenza la necessità di una maggiore trasparenza e di azioni concrete per la protezione dei minori.

Il Caso di Don Ciro Panigara: Le Accuse e le Indagini a Brescia
Le Dimissioni e le Prime Segnalazioni
Il 5 gennaio scorso, durante la messa a San Paolo, un paese in provincia di Brescia, ai fedeli era stata letta una lettera del vescovo Pierantonio Tremolada. In essa si comunicava che il parroco, insediato da appena tre mesi, avrebbe lasciato l'incarico. Il vescovo scriveva: «Sono purtroppo emerse situazioni e criticità che consigliano di interrompere immediatamente la sua esperienza nelle vostre comunità parrocchiali. Lo smarrimento che questa decisione provoca in tutti voi fedeli è comprensibile. Il parroco ha rimesso il mandato per poter proseguire con più libertà il suo cammino personale».
Tutto è partito dal racconto di un ragazzo a un’educatrice: il giovane avrebbe riferito di aver ricevuto dal parroco delle «attenzioni particolari». Le indagini sono state avviate dai carabinieri di Borgo San Giacomo e dal Norm della compagnia di Verolanuova. Per la comunità di San Paolo, la notizia non fu del tutto inattesa, poiché erano già circolate voci riguardo l'improvviso allontanamento del prete e una delicata vicenda che coinvolgeva un ragazzino. L'ultimo episodio sarebbe avvenuto a fine dicembre scorso a San Paolo, dove la presunta vittima, un ragazzino, si era confidato con tre educatori dopo una serata trascorsa in oratorio. Il sacerdote, con la scusa del freddo, lo avrebbe ospitato nel suo letto. I tre educatori hanno raccontato che «il giovane era visibilmente scosso» e si erano poi rivolti allo stesso parroco per chiedere spiegazioni.
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L'Arresto e le Accuse
A seguito delle indagini, don Ciro Panigara, un religioso di 48 anni, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime. Nei suoi confronti, i carabinieri della compagnia di Verolanuova hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Brescia su richiesta della locale procura. Le indagini, nate da un articolo giornalistico di inizio gennaio e coordinate dal pm Ines Bellesi, non solo hanno trovato conferme nelle parole del quindicenne che aveva raccontato gli abusi, ma hanno pure scoperto dei precedenti.
Precedenti e Trasferimenti
Oltre all'episodio che ha portato alle dimissioni, al sacerdote vengono contestati altri fatti relativi al periodo 2011-2013, quando era curato in una parrocchia ad Adro, in Franciacorta, sempre in provincia di Brescia. Anche in quei casi, le presunte vittime sarebbero stati minori che gli erano stati affidati per lo svolgimento di attività parrocchiali. Secondo le indagini, don Ciro Panigara aveva già molestato dei ragazzini in questa precedente esperienza. Tutte le presunte vittime, in entrambi i paesi, non hanno mai denunciato i fatti alle forze dell'ordine e, dopo gli episodi di Adro, rimasti sotto silenzio, la Diocesi decise per lui un percorso psicologico.
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, oltre alle parrocchie citate, don Ciro è stato spostato in altre comunità: è stato collaboratore cappellano alla Poliambulanza di Brescia fino al 2016 («L'esperienza con i malati mi ha fatto crescere molto» ha detto), vicario nelle diocesi di Leno, Milzanello e Porzano, e parroco di Visano.
Il Percorso Vocazionale di Don Ciro
«Chi non mi conosce, sono di Ghedi e nasco in ambiente oratoriano. Proprio in oratorio maturo la mia vocazione». Così si presentava ai fedeli di Leno, in un video pubblicato sui social, don Ciro Panigara, nominato curato della città bresciana nell’ottobre 2020 dal vescovo. Originario di Ghedi, ha studiato da elettricista. Classe 1977, ordinato sacerdote nel 2004 all’età di 27 anni, don Ciro racconta che la sua vocazione è arrivata dopo un primo sogno: diventare «un grande elettricista». Dopo aver frequentato le scuole professionali di Remedello e lavorato come elettricista, ha dichiarato: «sul lavoro prendo la scossa dal Signore» e così ha deciso di verificare se il sacerdozio fosse la sua vera strada. «Oggi sono felice di essere prete», aveva concluso. Aveva anche raccontato a Leno: «A Leno mi sento accolto, stimato, è una comunità che mi piace moltissimo: persone calde che vogliono bene ai preti. La pastorale delle famiglie mi mancava, è una cosa nuova: c'è un clima di condivisione, è un'esperienza bella».
La Reazione della Diocesi di Brescia
La Diocesi di Brescia, commentando l'arresto dell'ex parroco di San Paolo, Ciro Panigara, ha rilasciato una nota: «Il dramma dei minori, vittime di abusi, non può essere in alcun modo sottovalutato e, tanto meno, eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti, ma la delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave, in ogni caso, esige rispetto e cautela. Il provvedimento emesso è forte e doloroso». La Curia ha aggiunto: «Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità. Manifestiamo la nostra vicinanza a tutte le persone coinvolte in questa dolorosa vicenda, assicurando la nostra piena collaborazione alla magistratura». La Diocesi ha anche ricordato che il sacerdote, «a seguito di alcune segnalazioni verbali, era stato immediatamente sospeso dal suo ministero parrocchiale da parte del Vescovo con provvedimento canonico cautelare il 10 gennaio 2025, in attesa e nel rispetto delle indagini della competente autorità civile che di seguito sono state avviate».
Altri Casi Rilevanti di Abusi Sacerdotali in Italia
Il Caso di Don Marco a Como
L'economo della diocesi di Como, don Marco Mangiacasale, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale continuata su una minorenne. Secondo le accuse, il sacerdote avrebbe intessuto una vera e propria relazione con la giovanissima parrocchiana. Il rapporto sarebbe iniziato quando la ragazzina aveva 13 anni e, secondo l'accusa, sarebbe proseguito fino al mese precedente l'arresto. La madre della ragazza, accortasi della situazione, era andata a parlargli, ma lui l'aveva rassicurata. Il sacerdote, di 48 anni, ex parroco di San Giuliano a Como fino al 2009, si trova in isolamento nel carcere del Bassone. L'interrogatorio con il giudice per le indagini preliminari Maria Luisa Lo Gatto è stato fissato per il lunedì successivo all'arresto, occasione in cui il sacerdote avrebbe dovuto fornire la sua versione dei fatti.
Le prime informazioni sull'inchiesta, scattata il 28 febbraio dopo la denuncia dei genitori della ragazzina e sfociata una settimana dopo nell'arresto di don Marco, rivelano che tutti gli elementi raccolti dagli inquirenti suggeriscono una relazione analoga a un normale rapporto amoroso. Tale rapporto si configura come violenza sessuale, dato che la ragazzina aveva 13 anni all'inizio della relazione ed è tuttora minorenne. Nelle contestazioni, tuttavia, non si farebbe riferimento a rapporti sessuali completi. Nell'appartamento dell'ex parroco, sollevato da tutti gli incarichi dal vescovo di Como monsignor Diego Coletti subito dopo la notizia dell'arresto, le forze dell'ordine hanno sequestrato oggetti e documentazione, anche informatica. L'attuale parroco di San Giuliano, don Roberto Pandolfi, si è limitato a ripetere «Dite una preghiera». Nelle settimane precedenti, la giovane vittima si era confidata con lui, ed è stato don Roberto a spiegare la situazione ai genitori della ragazzina, facendo così scattare l'indagine. L'intera comunità è rimasta sotto shock per l'arresto di don Marco, descritto come una persona «buona, preparata, sempre disponibile».
Sacerdote a Cuneo: Patteggiamento per Abuso su Minore Consenziente
Un sacerdote di 50 anni, fino a un mese prima parroco a Cuneo e successivamente trasferito ad altro servizio, ha patteggiato in tribunale una pena di un anno e 8 mesi di reclusione per abuso sessuale su minore consenziente. Il patteggiamento è avvenuto per l'ipotesi di reato meno «grave» prevista dal codice ma quella che tutela in forma più ampia i minorenni dagli abusi sessuali: l’articolo 609 quater del codice penale.
Secondo quanto emerso, il rapporto tra il sacerdote e la ragazza, iniziato quando lei aveva meno di 16 anni, è durato anni. In Italia, il sesso tra un maggiorenne e un’infra sedicenne è consentito a meno che il primo non abbia funzioni particolari, tra cui quella dell’educatore, ruolo che è stato riconosciuto al parroco in questo caso. L’imputato, attraverso i propri difensori, ha fatto istanza di patteggiamento e il pubblico ministero, Alberto Braghin, ha concordato la pena, poi approvata dal giudice Alberto Boetti. Il procedimento di applicazione della pena su richiesta delle parti non prevede una statuizione del giudice sul risarcimento dei danni.

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