Il 13 Maggio, la Madonna di Fatima e il Pontificato di Giovanni Paolo II

Il 13 maggio è una data di profonda risonanza nella storia della Chiesa, specialmente per il suo legame con le apparizioni della Madonna di Fatima e con la vita e il pontificato di San Giovanni Paolo II. Questo giorno, in particolare l'anniversario della prima apparizione mariana, è indissolubilmente legato all'attentato subito dal Pontefice nel 1981, un evento che segnò profondamente il suo ministero e rafforzò la sua devozione mariana.

Le Apparizioni della Madonna di Fatima

La traccia mariana che ci porta a Fatima, un villaggio situato al centro del Portogallo, a circa 125 km a nord di Lisbona, inizia il 13 maggio 1917. In questa data, la Vergine Maria si presenta come "Regina del Santo Rosario", apparendo a tre pastorelli del posto: Lucia dos Santos, Francesco e Giacinta Marto, rispettivamente di dieci, nove e sette anni. In totale ci saranno sei apparizioni, il 13 di ogni mese, fino a ottobre del 1917. Prima di queste apparizioni, i tre fanciulli avevano ricevuto una sorta di preparazione tramite le apparizioni dell’Angelo della Pace, nel 1915, che comunicò loro una preghiera: «Mio Dio, credo, adoro, spero e vi amo, domando perdono per tutti quelli che non credono, non adorano, non sperano, e non vi amano». Dopo un approfondito esame dei fatti, le apparizioni vengono riconosciute come autenticamente soprannaturali nel 1930.

The three children of Fatima: Lucia, Francisco, and Jacinta, in traditional Portuguese attire, with a radiant image of the Virgin Mary in the background.

Il Santuario di Fatima: Cuore della Devozione Mariana

Il cuore del complesso sacro di Fatima, che negli anni si è notevolmente ampliato, è la Cappellina delle Apparizioni. In essa si venera la statua, opera dello scultore José Ferreira Thedim, realizzata in legno di cedro brasiliano e alta 1,10 metri. Posta nella cappellina il 13 giugno 1920, fu incoronata il 13 ottobre 1942 con un prezioso monile - arricchito da 313 perle e 2679 pietre preziose - offerto dalle donne portoghesi come ringraziamento per la mancata inclusione del Portogallo nel secondo conflitto mondiale. La corona fu realizzata a Lisbona da 12 artisti che vi lavorarono gratuitamente per 12 mesi.

Se la cappellina è il cuore del santuario, la Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima non può essere trascurata. Iniziata nel 1928 e consacrata il 7 ottobre 1953, ospita al suo interno 15 altari, dedicati ai 15 misteri del Santo Rosario, in omaggio alla dedicazione alla Regina del Rosario. Le bellissime vetrate rappresentano scene delle apparizioni e invocazioni e litanie della Madonna. Sempre in linea con la devozione al Santo Rosario, nella basilica trovano posto le statue dei grandi apostoli del Rosario e della devozione al Cuore Immacolato di Maria: S. Antonio Maria Claret, S. Domenico di Guzmán, S. Giovanni Eudes e S. Stefano d'Ungheria.

La grande spianata dinanzi alla basilica, dove si effettuano le solenni processioni con la statua della Madonna ogni 13 maggio, conduce fino a un edificio detto della riconciliazione, ove si trovano confessionali e spazi per la meditazione e il raccoglimento, offrendo ai pellegrini l’occasione di prepararsi spiritualmente. A circa tre chilometri dalla basilica è possibile ripercorrere il cammino dei pastorelli, rivivendo le atmosfere e i luoghi dell’epoca, immergendosi nella campagna brulla e sassosa limitrofa al santuario.

Panoramic view of the Sanctuary of Fatima, showing the Basilica and the vast esplanade filled with pilgrims.

Il Cuore del Messaggio di Fatima: Richiamo alla Conversione

Quando pensiamo a Fatima abbiamo presente il messaggio della Vergine, fatto di richiamo alla conversione, alla penitenza, al sacrificio per i peccatori e alla preghiera. Questo messaggio è in perfetta continuità con le apparizioni mariane da Rue du Bac in avanti, e si dipana in un contesto di profezie che svelano il progredire del Male e preparano l’uomo alla fase più acuta del combattimento escatologico. La Vergine, per comando di Dio, si è presentata agli uomini per svelare il piano di Satana, cioè il condurre l’umanità all’autodistruzione materiale e spirituale attraverso la ribellione e il rifiuto di Dio.

La Visione dell'Inferno: La Prima Parte del Segreto

Le tre parti del segreto di Fatima mettono in evidenza le conseguenze di ordine spirituale più importanti. La prima parte è la visione dell’Inferno, descritta così: «La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri». Questa visione, pur di breve durata, è un drammatico richiamo al rischio estremo che si corre nel continuare impenitenti sulla via del male. È un rischio ancora maggiore se si considera come oggi sia mancante nella Chiesa una specifica catechesi sull’Inferno che sia teologicamente fondata, rispettosa delle parole di Cristo e dei pronunciamenti dei Concili e del Catechismo della Chiesa Cattolica.

Giovanni Paolo II, nell'omelia del 13 maggio 1982, sottolineò che «ciò che più direttamente si oppone al cammino dell’uomo verso Dio è il peccato, il perseverare nel peccato, e, infine, la negazione di Dio. La programmata cancellazione di Dio dal mondo dell’umano pensiero. Il distacco da lui di tutta la terrena attività dell’uomo». Il silenzio sull’Inferno fa parte di quel falso profetismo che in fondo rappresenta un volto dell’inganno satanico. Maria, a Fatima, ha ribadito evangelicamente la verità dell’Inferno, affermando che «molte anime vanno all’Inferno, perché non c’è nessuno che prega per loro». Questa verità, se oscurata, allarga la via delle anime alla perdizione eterna, poiché non ci si prepara più al combattimento spirituale e non si prega per la salvezza delle persone.

Il segreto di Fatima

La Seconda Parte del Segreto: Guerre, Russia e Consacrazione

La seconda parte del segreto di Fatima fa capire le conseguenze del peccato degli uomini e il piano divino per evitarle: «Avete visto l’Inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato. Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire; ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà».

Questo messaggio dal grande valore profetico ha trovato riscontro storico nelle predizioni. La Madonna non si limita a svelare il combattimento escatologico, ma ne indica i protagonisti: la Russia da una parte, il Santo Padre dall'altra. Il tema del castigo divino non deve essere frainteso; quando la Madonna dice che Dio punirà il mondo per mezzo della guerra, non dobbiamo dimenticare che sono gli uomini all’origine di ogni conflitto armato. La guerra è un castigo di Dio nel senso che è causata dall’uomo che, rifiutando Dio, cade in preda all’odio e alla malvagità. Il Cielo vuole evitare questa guerra, per cui la Madonna profetizza le conseguenze del peccato e dell’impenitenza, offrendo la possibilità di evitarla attraverso la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato.

Confrontando gli avvenimenti di allora con i nostri tempi, dobbiamo rilevare che il segreto di Fatima si colloca in un tempo in cui non c’è ancora l’odierna potenza atomica, per cui la Seconda Guerra Mondiale si è fermata proprio allo scoppio di due bombe atomiche, evitando però l’autodistruzione del mondo. La prospettiva alla luce della quale camminiamo è quella di un Amore Materno, chinato sul cammino del mondo, vegliato dalla Divina Misericordia che ha inviato Maria, Madre di Misericordia, per portare il mondo alla salvezza.

Giovanni Paolo II e l'Attentato del 13 Maggio 1981: Una Coincidenza Provvidenziale

Il Giorno dell'Attentato e la Protezione Materna

Il frequente e intenso rapporto di Giovanni Paolo II con Fatima è dipeso da una coincidenza che lo segnò profondamente: l'attentato di cui fu vittima e che avvenne il giorno dell'anniversario, e quasi alla stessa ora, della prima apparizione della Madonna di Fatima: il 13 maggio 1981. Questa coincidenza fu interpretata dal Papa come un segnale chiaro inviatogli da Dio, una "speciale protezione materna della Madonna" che gli salvò la vita.

Quel mercoledì, a quattro giorni dalla domenica in cui si sarebbe votato in Italia per il referendum sull’aborto, mentre la Chiesa celebrava la memoria della Vergine di Fatima, alle ore 17:19 Giovanni Paolo II attraversava Piazza San Pietro a bordo di un’automobile aperta tra migliaia di persone che lo acclamavano, prima della tradizionale udienza generale. Improvvisamente tre colpi di pistola risuonarono nell’aria: il Papa venne colpito. L'attentatore, il terrorista turco Mehmet Ali Ağca, fu inseguito e arrestato. Dapprima lo sgomento, poi il tumulto. Tra i primi a soccorrerlo ci fu il suo aiutante di camera, Angelo Gugel. Ferito all’intestino, al braccio e alla mano, il Pontefice fu trasportato d’urgenza al Policlinico Gemelli, dove rimase ricoverato per diversi mesi.

Già dal letto del Policlinico Gemelli, al Regina Coeli del 24 maggio 1981, Giovanni Paolo II espresse il suo perdono per l'attentatore: «Prego per il fratello che mi ha colpito, al quale ho sinceramente perdonato. Unito a Cristo, Sacerdote e Vittima, offro le mie sofferenze per la Chiesa e per il mondo. A Te Maria ripeto: "Totus tuus ego sum"». Riaffermò la sua convinzione che la sofferenza, accettata in unione con Cristo, ha un'efficacia impareggiabile per l'attuazione del disegno divino della salvezza.

Giovanni Paolo II sul papamobile subito dopo essere stato colpito, sorretto dal suo segretario.

Il Proiettile nella Corona: Un Simbolo di Gratitudine

Il Papa, convinto di essere stato salvato da Maria, chiese che gli fosse portata in ospedale l'ultima parte del segreto di Fatima, ancora da divulgare. Egli lesse le Memorias di Lucia e procedette immediatamente a una prima consacrazione della Chiesa e del mondo all’Immacolato Cuore di Maria. Il 13 maggio 1994, trovandosi nuovamente al policlinico Gemelli, consegnò ai vescovi italiani e ai fedeli un messaggio da leggere a Santa Maria Maggiore: «è stata una mano materna a guidare la traiettoria del proiettile e il Papa agonizzante, trasportato al Gemelli, si fermò sulla soglia della morte».

Come segno della sua profonda gratitudine mariana, nel 1984, Papa Wojtyła donò al santuario di Fatima la pallottola che lo aveva ferito, incastonata oggi nella corona della statua della Vergine. Il Venerabile Papa Giovanni Paolo II, che visitò Fatima per tre volte, ringraziò quella «mano invisibile» che lo liberò dalla morte. Papa Benedetto XVI, in occasione del 25º anniversario dell’attentato, ricordò: «Giovanni Paolo II sentì di essere stato miracolosamente salvato dalla morte grazie all’intervento di una ‘mano materna’, come lui stesso disse. Tutto il suo pontificato fu segnato da ciò che la Vergine aveva annunciato a Fatima: Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà».

Oggi, vicino al colonnato di piazza San Pietro, una pietra bianca murata a terra ricorda il punto esatto dell’attentato. La fascia bianca che indossava quel giorno fu invece donata al Santuario di Jasna Góra in Polonia, simbolo dell’unità tra la fede mariana e il popolo polacco.

Close-up of the crown of the Madonna of Fatima, showing the bullet embedded.

Il Ruolo del Messaggio di Fatima nel Pontificato di Giovanni Paolo II

Pellegrinaggi e Beatificazioni

Giovanni Paolo II andò varie volte a Fatima e accolse varie volte l’immagine della Madonna pellegrina di Fatima a Roma in Piazza San Pietro. Il 12 maggio del 1982, vigilia del suo primo viaggio a Fatima dopo l'attentato, affermò: «Desidero soprattutto rispondere alla necessità del cuore che, nel primo anniversario dell'attentato alla mia persona, mi spinge ad andare ai piedi della Madre di Dio di Fatima, per ringraziarla per il suo intervento, salvandomi la vita e restituendomi la salute». Quella notte, in visita per la prima volta alla Cappellina delle Apparizioni, confessava: «Da quando c'è stato l'attentato in piazza San Pietro un anno fa, riprendendo coscienza, il mio pensiero si è immediatamente volto a questo santuario, per deporre nel cuore della Madre celeste il mio ringraziamento per avermi salvato dal pericolo».

Nel 2000, sempre il 13 maggio, Giovanni Paolo II era ancora a Fatima per beatificare Giacinta e Francesco, i due veggenti. Lucia era ancora viva e aveva incontrato il Papa polacco diverse volte. In occasione dell'omelia di beatificazione, pronunciò: «Desidero ancora una volta celebrare la bontà del Signore nei miei confronti, quando, duramente colpito il 13 maggio del 1981, fui salvato dalla morte». Il Santo Padre professava solennemente la convinzione che i veggenti avessero detto la verità del loro cuore, affermando la realtà delle apparizioni. In questo attestato di credibilità non poteva non includere la veggente ancora in vita, Lucia, che il pontefice volle ascoltare direttamente in occasione dei suoi tre pellegrinaggi a Cova da Iria e a cui mandò varie volte suoi emissari.

Giovanni Paolo II durante uno dei suoi pellegrinaggi a Fatima, in preghiera davanti alla statua della Madonna.

La Consacrazione del Mondo all'Immacolato Cuore di Maria

Dopo l'attentato, il Papa chiese la busta che conteneva la terza parte del "segreto". Subito pensò alla consacrazione del mondo all'Immacolato Cuore di Maria, avendo egli stesso composta una preghiera per l'«atto di consegna» che doveva essere celebrato nella Basilica di Santa Maria Maggiore il 7 giugno 1981. Per meglio corrispondere alle sollecitazioni della Madonna, il Santo Padre volle esplicitare, durante l'Anno Santo della Redenzione, quell'Atto di Consegna del 7 giugno 1981 e lo ripeté a Fatima il 13 maggio 1982. E così, il 25 marzo 1984, giorno in cui si ricorda il "fiat" pronunciato da Maria al momento dell'Annunciazione, da Piazza San Pietro, il Papa, insieme a tutti i vescovi del mondo precedentemente "convocati", consegnò al Cuore Immacolato di Maria gli uomini e i popoli. Suor Lucia confermò personalmente che quell'atto solenne e universale di consacrazione corrispondeva a quanto la Madonna voleva.

Il particolare su cui Lucia aveva sempre insistito era l'unione di tutti i vescovi del mondo con il Santo Padre nell'atto di consacrazione, e doveva trattarsi di un atto solenne di riconoscimento del ruolo di Maria nella storia del mondo e della Chiesa. Tale solennità fu realizzata scrivendo a ogni vescovo e chiedendo di provvedere alla consacrazione nelle loro diocesi nello stesso giorno. Per quanto riguarda la menzione speciale alla Russia, Suor Lucia scrisse, almeno due volte, che la consacrazione era stata finalmente eseguita secondo i requisiti necessari, ed era quindi stata accettata dal Cielo. Giovanni Paolo II, rifacendosi alla consacrazione fatta da Cristo a se stesso nell'ultima cena (Gv 17) e alla singolare unione del Cuore di Maria con il Cuore di Gesù sulla Croce, sviluppò una teologia della consacrazione alla quale partecipano tutti i battezzati, esclamando il 13 maggio 1982: «Oh! Quanto profondamente sentiamo la necessità della consacrazione, per l'umanità e per il mondo: per il nostro mondo contemporaneo, nell'unità con Cristo!... Oh! Quanto ci penalizza, quindi, tutto ciò che nella Chiesa e in ognuno di noi si oppone alla santità e alla consacrazione!».

L'Approfondimento del Messaggio e la Pubblicazione del Terzo Segreto

Il 13 maggio del 2000, la manifestazione più alta del riconoscimento di Fatima da parte di Giovanni Paolo II avvenne con la beatificazione dei due veggenti più giovani e l'annuncio della pubblicazione della terza parte del segreto. Il proiettile che aveva trapassato il corpo del Papa il 13 maggio 1981 era per lui il segno della verità del terzo segreto di Fatima; per questo pensò che, essendo depositato presso la Santa Sede sin dal 1957, era giunto il momento che il segreto fosse divulgato. Egli chiese quindi alla Congregazione della Dottrina della Fede di predisporre un commento autorizzato da allegare alla pubblicazione, commento che fu approntato dal prefetto stesso, poi successore del grande Pontefice col nome di Benedetto XVI.

Due temi del messaggio di Fatima - l'apparizione dell'angelo e la devozione dei cinque primi sabati - furono affrontati nei documenti della Santa Sede durante questo pontificato. Il Papa attribuì una pratica collocazione all'apparizione dell'angelo nell'ambito della recita del rosario da lui avviata a Roma tutti i primi sabato del mese. È commovente la coincidenza della morte di Sua Santità proprio un primo sabato all'ora in cui una grande folla di fedeli recitava il rosario per lui. Suor Lucia morì due mesi prima, il giorno 13, e il Papa che tenne tanto in considerazione il suo messaggio morì un primo sabato del mese, nell'ora della pratica abituale di questa devozione.

L'Eredità di Giovanni Paolo II e Fatima

«Alle porte del terzo Millennio, guardando i segni dei tempi in questo XX secolo», scrisse Giovanni Paolo II al vescovo di Fatima-Leiria il 1 ottobre 1997, «Fatima risulta tra i maggiori, anche perché annuncia nel suo Messaggio, e condiziona l'esistenza dei suoi appelli, molti dei restanti che sopraggiunsero [..]. Tra questi e altri segnali dei tempi, come dicevo, risalta quello di Fatima, che ci aiuta a vedere la mano di Dio, Guida provvidente e Padre paziente e compassionevole, anche di questo XX secolo». Nell'Anno Santo Duemila si moltiplicarono i segni di speranza che il Pontefice romano riponeva nelle profezie di Fatima.

Giovanni Paolo II fece tutto quanto era nelle sue possibilità per apporre agli eventi e ai messaggi di Fatima il definitivo sigillo pontificio, sotto tutti gli aspetti, dal ricevimento del messaggio da parte dei fedeli fino alle apparizioni, sia della Madonna che dell'angelo, passando attraverso la beatificazione dei veggenti. Nessuna apparizione ha avuto fino ad oggi, da parte dell'autorità romana, un'accoglienza più meditata, calorosa, progressiva, insistente e solenne come quelle di Fatima. Tanti eventi sublimi e sorprendenti costituiscono una chiara indicazione che il fenomeno di Fatima è lungi dall'esaurirsi, e nulla impedisce che l'autorità suprema della Chiesa prenda posizioni ancora più esplicite e formali.

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